VARESE, 1 settembre 2026-L’introduzione del doppio turno nella riforma elettorale attualmente all’esame delle Camere non è un’idea estemporanea, ma un’iniziativa bipartisan strutturata che poggia su solide basi storiche e costituzionali. Con un comunicato congiunto, l’Associazione LibertàEguale e la Fondazione Magna Carta tornano a sostenere con forza l’appello lanciato a fine luglio da personalità appartenenti a diversi orientamenti politici per inserire il meccanismo del ballottaggio nel nuovo sistema di voto.
Le radici storiche e il quadro costituzionale
L’iniziativa riprende un dibattito istituzionale di lungo corso. Il modello del doppio turno ha già trovato spazio nei lavori della Commissione bicamerale D’Alema — poi recepiti nel testo legislativo firmato da Sergio Mattarella — così come nella Relazione finale della Commissione di esperti istituita durante il governo Letta. A questo percorso si aggiungono le numerose proposte depositati nelle scorse legislature da parlamentari di varia estrazione politica e la giurisprudenza della Corte Costituzionale. La sentenza sull’Italicum ha infatti riconosciuto la legittimità del ballottaggio su scala nazionale per entrambe le Camere, purché le coalizioni ammesse al secondo turno siano sufficientemente rappresentative al primo, sollecitando al contempo un sistema elettorale omogeneo tra Camera e Senato.
L’approdo nel dibattito parlamentare
I promotori dell’appello esprimono forte soddisfazione per il fatto che la proposta sia ufficialmente entrata nell’agenda parlamentare attraverso un emendamento presentato dal Senatore Marcello Pera, oltre che grazie all’apprezzamento pubblico arrivato da esponenti di diversi gruppi politicamente eterogenei. Questo passaggio dimostra come vi sia ancora margine per un confronto di merito in grado di superare le contrapposizioni ideologiche e i blocchi di parte.
Stabilità di governo e contesto geopolitico
Alla base della richiesta del ballottaggio vi sono motivazioni di stabilità istituzionale. L’obiettivo primario è garantire al Paese un sistema governabile e libero dai condizionamenti e dai ricatti delle forze più estremiste. Questa necessità appare ancora più impellente alla luce della gravità dello scenario internazionale: con il peggiorare delle tensioni geopolitiche e dei venti di guerra a livello globale, la costruzione di istituzioni solide e basate su principi condivisi dai maggiori schieramenti diventa un’esigenza prioritaria per la tenuta del Paese.
Trasparenza dell’iniziativa e apertura al confronto
Rispetto ai dubbi ed alle polemiche sollevate nei confronti della proposta, LibertàEguale e Fondazione Magna Carta respingono con decisione qualsiasi sospetto di calcolo tattico o di parzialità a favore di uno specifico partito o schieramento. I promotori definiscono tali addebiti sleali e privi di visione politica, ribadendo la piena disponibilità a un confronto aperto e rigoroso nel merito delle scelte istituzionali con chiunque nutra perplessità sulla bontà della riforma.




