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Energia, Confimprenditori: “Credito d’imposta del 30% per salvare turismo e ristorazione”. Bollette fino a +48%

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VARESE, 5 settembre 2026-L’impennata dei costi energetici continua a mettere a dura prova il comparto turistico e ricettivo italiano, spingendo Confimprenditori a formulare una proposta d’emergenza per sostenere la tenuta del settore. L’associazione propone l’introduzione di un credito d’imposta sulle spese energetiche sostenute dalle imprese turistiche, pari ad almeno il 30% degli extracosti registrati nel trimestre giugno-agosto 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La misura, pensata sul modello già adottato in passato per i crediti d’imposta energetici, prevede come condizione di accesso un incremento del prezzo medio dell’energia superiore al 30% su base annua, un requisito che risulta ampiamente soddisfatto alla luce della dinamica dei rincari registrata durante la stagione estiva.

I dati elaborati dall’Osservatorio Confimprenditori tracciano un quadro critico. Le tensioni sul mercato del gas hanno fatto lievitare il Prezzo Unico Nazionale dell’elettricità, traducendosi in aumenti in bolletta che per il comparto turistico si attestano in media al +40%, con picchi che superano il +50%.

A pagare il conto più salato sono gli alberghi, dove l’incremento medio raggiunge il +48,5%: per una struttura tipo da 45 camere la spesa energetica del trimestre estivo è passata da 8.250 a 12.250 euro, determinando un aggravio netto di 4.000 euro. Particolarmente penalizzato appare anche il settore della ristorazione, caratterizzato dall’impiego continuativo di cucine elettriche e celle frigorifere, che registra rincari del +47,6% e un costo trimestrale salito da 2.100 a circa 3.100 euro. Più contenuto, ma comunque significativo, è l’impatto sugli stabilimenti balneari, con aumenti compresi tra il 35% e il 40%.

L’introduzione del credito d’imposta consentirebbe di abbattere in modo diretto questo shock finanziario. Applicando l’aliquota del 30% al caso dell’albergo tipo da 45 camere, la struttura potrebbe recuperare in F24 fino a 1.200 euro, riducendo l’aggravio reale a carico dell’impresa da 4.000 a 2.800 euro. Il costo complessivo della misura per coprire l’intero settore turistico è stimato da Confimprenditori in 156,6 milioni di euro.

Secondo Confimprenditori, la radice del problema risiede in una criticità strutturale del sistema energetico nazionale. La forte dipendenza dell’Italia dal gas per la produzione di elettricità espone le aziende a prezzi quasi doppi rispetto a quelli sostenuti dai concorrenti in Francia e Spagna. Inoltre, i picchi di consumo di hotel e ristoranti — legati a climatizzazione, illuminazione e servizi d’accoglienza — si concentrano nelle ore serali, proprio nel momento in cui cala la produzione da fonti rinnovabili e la rete elettrica deve fare affidamento sulle centrali a gas.

Alla luce di questi elementi, Confimprenditori sollecita il Governo ad aprire tempestivamente un tavolo tecnico con le associazioni di categoria per definire tempi e modalità attuative della misura, con l’obiettivo di inserire la copertura finanziaria all’interno della prossima legge di bilancio.

redazione@varese7press.it