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Varese disegna il suo futuro: adottato in Consiglio comunale il nuovo Piano di Governo del Territorio

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Il Consiglio Comunale

VARESE, 6 settembre 2026-di GIANNI BERALDO

Con l’adozione in Consiglio comunale del nuovo Piano di Governo del Territorio, approvato questa mattina nell’ultima seduta del Consiglio Comunale,  prende ufficialmente il via l’ultimo tratto dell’iter amministrativo che condurrà Varese verso l’approvazione definitiva del PGT.

Una seduta non priva di scontri dialettici (soprattutto su immobili disabitati e verde pubblico) e provocazioni politiche.

Come quella di rappresentanti di Futuro Nazionale di Varese, che all’inizio del Consiglio hanno preso posto nell’area

Blitz di rappresentanti FN di Varese

riservata al pubblico, srotolando una grande bandiera e mostrando volantini per il No alla moschea in condominio. Protesta silenziosa durata qualche minuto, con intervento del messo comunale e polizia locale.

Come ampiamente prevedibile bocciate tutte le 65 mozioni presentate dai partiti d’opposizione, promossa solo quella presentata da Luca Paris di Movimento 5 Stelle.

Il documento traccia le linee dello sviluppo cittadino per i prossimi decenni, ponendo al centro la rigenerazione urbana, la qualità dello spazio pubblico e un modello di crescita capace di integrare sostenibilità ambientale, innovazione economica e inclusione sociale. La scelta strategica fondamentale è quella di far crescere la città recuperando il patrimonio edilizio esistente, senza consumare nuovo suolo e rafforzando al contempo la storica identità di Città Giardino.

La Giunta

La visione del Piano si articola attorno a cinque grandi direttrici che spaziano dalla rigenerazione alla tutela della biodiversità, dal welfare locale allo sviluppo economico, fino alla promozione del turismo e dello sport. L’assessore all’Urbanistica Andrea Civati ha spiegato che la scelta di non consumare suolo si traduce in norme precise volte a tutelare ville, parchi e nuclei storici, promuovendo contemporaneamente la casa accessibile e la qualità della vita nei quartieri. Sulla stessa linea, il sindaco Davide Galimberti ha evidenziato come l’adozione rappresenti un momento decisivo per accelerare lo sviluppo urbano, aprendo una fase di 60 giorni dedicata all’ascolto e alla partecipazione attiva di cittadini, associazioni, categorie economiche e forze sociali.

Tra le novità più rilevanti figura il contrasto al degrado attraverso un doppio meccanismo: gli immobili inutilizzati per oltre cinque anni vedranno progressivamente azzerarsi la propria capacità edificatoria, mentre chi recupera edifci degradati o propone progetti di elevata qualità architettonica potrà beneficiare di incrementi volumetrici e riduzioni dei contributi di costruzione. Per le imprese che investono in innovazione, efficienza energetica, Comunità Energetiche Rinnovabili o assunzioni a tempo indeterminato, il Piano consente di ampliare le proprie strutture fino al 50% a titolo gratuito. Agevolazioni significative sono previste anche per il settore alberghiero, con ampliamenti fino al 20%, e per gli impianti sportivi privati, aumentabili fino al 25% senza costi urbanistici.

Il welfare e l’inclusione sociale occupano una posizione centrale con l’istituzione dell’Agenzia per l’Abitare e incentivi destinati all’housing sociale e al canone calmierato.

Barbara Bison e Stefano Angei (Lega)

Le norme garantiscono esenzioni dai contributi per interventi rivolti a giovani coppie, studenti, anziani, lavoratori dei servizi e categorie protette. Inoltre, le trasformazioni urbane genereranno benefici diretti per i territori tramite il Fondo di Quartiere, uno strumento pensato per reinvestire le risorse generate dai cantieri in servizi, aree verdi e opere pubbliche locali, portando la dotazione complessiva dei servizi a sfiorare i 40 metri quadrati per abitante.

Sul fronte ambientale, il documento introduce la Rete Ecologica Comunale, promuove le superfici permeabili, il potenziamento delle alberature e la tutela del Parco Campo dei Fiori e dei siti Natura 2000. Le trasformazioni private avranno come motori principali l’ambito delle Stazioni e la Valle Olona, mentre per la città pubblica sono stati individuati sette poli strategici: Masnago con lo Stadio e il Palazzetto, l’Ippodromo, piazza Repubblica, l’asse via Como-via Rainoldi, l’ex Macello civico, il Campus Bizzozero e Ville Ponti.

Con l’avvio della fase pubblicistica, la comunità varesina entra ora nel vivo del percorso che porterà al varo definitivo dello strumento urbanistico.

redazione@varese7press.it