MILANO, 7 settembre 2026 – Nell’era in cui l’intelligenza artificiale sta ridisegnando la produzione, la conservazione e l’interpretazione delle informazioni, anche il concetto stesso di memoria collettiva si trova di fronte a una ridefinizione profonda.
Con l’obiettivo di aprire nuove finestre sulla cultura digitale internazionale, dal 16 settembre al 25 ottobre 2026 il MEET Digital Culture Center di Milano ospita la mostra “2030: Collective Resonance. Human, AI, Rituals and Virtual Memory”, un progetto espositivo focalizzato sulle espressioni più significative della new media art taiwanese contemporanea, curato da Hsin-Chien Huang.
Attraverso i lavori di tredici artisti, la mostra indaga il modo in cui la memoria culturale viene trasformata e rigenerata dall’impatto degli algoritmi. In un contesto sociale in cui i sistemi tecnologici partecipano attivamente alla circolazione del sapere, il progetto esamina le relazioni tra esperienza umana, pratiche rituali e archivi digitali.
Al centro del percorso vi è il principio della Collective Resonance, una condizione in cui corpi, immagini e dati interagiscono
in un processo continuo di ridefinizione. La cultura viene così presentata non come un patrimonio statico da conservare, ma come un organismo vivo capace di riattivare il passato per generare nuove forme di identità e conoscenza condivisa.
La narrazione curatale si articola attorno a tre direttrici concettuali che guidano il visitatore tra installazioni immersive, esperienze in realtà virtuale e narrazioni interattive.
La prima sezione, Memory as Portal, trasforma la memoria in una soglia immersiva, mettendo in dialogo la realtà virtuale con archivi culturali e patrimoni letterari per offrire inedite chiavi di lettura del passato. Si prosegue con Ritual as Technology, una riflessione su credenze popolari e dimensioni spirituali della tradizione taiwanese, rilette come vere e proprie tecnologie culturali in grado di connettere comunità e territorio. Infine, l’asse Digital Skins and Future Bodies proietta lo sguardo verso le identità di domani, esplorando l’evoluzione del corpo attraverso avatar, intelligenza artificiale e paesaggi virtuali.
Come evidenziato da Maria Grazia Mattei, presidente e fondatrice del MEET Digital Culture Center, l’iniziativa conferma il ruolo del centro milanese come osservatorio privilegiato sulle traiettorie dell’arte contemporanea internazionale. La scena artistica taiwanese offre una prospettiva di particolare rilievo per la capacità di intrecciare tradizioni, memorie locali e innovazione tecnologica in linguaggi capaci di parlare a un pubblico globale.
In questa visione, la tecnologia cessa di essere un semplice strumento creativo per diventare una presenza attiva, in grado di intervenire nei processi con cui la società costruisce la propria immaginazione e la propria identità.
Informazioni sulla mostra
La mostra “2030: Collective Resonance. Human, AI, Rituals and Virtual Memory”, prodotta da MEET Digital Culture Center di Milano e curata da Hsin-Chien Huang, sarà aperta al pubblico dal 16 settembre al 25 ottobre 2026 negli spazi del centro culturale milanese.




