TRADATE, 7 settembre 2026– Un fine settimana di tensione e forte amarezza ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza in città, al centro di polemiche sempre più accese da parte dei cittadini. Due distinti episodi, avvenuti nell’arco di poche ore a Tradate, hanno evidenziato un clima di crescente inquietudine urbana: da un lato l’incomprensibile furia vandalica scatenatasi contro decine di autovetture in sosta, dall’altro un furto ai danni di una storica realtà sportiva locale.
Il primo fatto è avvenuto intorno alle 18:30 di sabato presso il parcheggio “Lonati”, in via don Pietro Zini, a ridosso di corso Bernacchi. Una donna residente nella zona — già nota alle forze dell’ordine per un recente arresto da parte della Questura di Varese, seguito da processo per direttissima e successiva rimessa in libertà — ha seminato il panico tra i passanti. Brandendo un pezzo di ferro e una borraccia, la donna ha devastato almeno quindici automobili: vetri infranti, carrozzerie rigate, tergicristalli strappati e targhe divelte.
Accorsi sul posto dopo l’allarme lanciato dai proprietari, i Carabinieri della Tenenza locale hanno fermato la responsabile, denunciandola per danneggiamento e valutando ulteriori capi d’imputazione. Inutili i tentativi di alcuni automobilisti di mettere in salvo i propri veicoli di fronte a tanta violenza, ripresa anche nei video girati dai presenti. Il bilancio dei danni ammonta a diverse migliaia di euro. L’episodio ha scatenato la protesta dei cittadini, che chiedono interventi drastici alla giunta comunale e il ricorso all’Esercito per il controllo dei punti più critici.
A completare il quadro di questo fine settimana agitato è arrivato il blitz alla sede dell’FC Tradate. Durante una sessione di allenamento, ignoti si sono introdotti nello spogliatoio forzando il lucchetto d’ingresso e portando via il materiale tecnico della squadra: maglie, pantaloncini e persino i calzettoni da gioco.
La refurtiva è stata poi parzialmente rinvenuta la mattina seguente all’interno del parco rionale di via Sabotino. A permettere il recupero degli indumenti è stato il passa-parola del gruppo civico “Le vedette”, che ha segnalato la presenza del materiale abbandonato nel verde, consentendo ai dirigenti societari di recuperare parte dell’attrezzatura.
Dietro questa scia di episodi emergenziali si riflette la frustrazione di una comunità che si sente vulnerabile.
Se da un lato si chiedono risposte immediate sul piano dell’ordine pubblico, dall’altro appare evidente come molte delle criticità riscontrate affondino le radici nel disagio sociale, nello spaccio e nell’abuso di sostanze stupefacenti, fenomeni che richiedono strategie ad ampio raggio che vadano ben oltre la semplice repressione.




