VARESE, 12 settembre 2026 –di GIANNI BERALDO
Questa mattina la suggestiva cornice di Sala Veratti, ha aperto le sue porte per l’inaugurazione di “Aisthánomai. La bellezza attraverso i sensi”, un progetto artistico unico che trasforma lo spazio espositivo varesino in un vero e proprio itinerario esperienziale.
All’evento inaugurale hanno preso parte la vicesindaca Ivana Perusini, la direttrice dei Musei Civici Valeria Marinoni, la curatrice Silvia Vacca e gli artisti Lara Martinato e Alfredo Rapetti Mogol.
Un ruolo centrale nel successo visivo e concettuale del progetto è svolto dal raffinato allestimento, curato a sei mani da Valeria
Marinoni, Silvia Vacca e Lorenzo Prestera, capace di far interagire armoniosamente le opere contemporanee con gli affreschi e la struttura architettonica della sala.
Il titolo della mostra affonda le sue radici nel greco antico: Aisthánomai significa infatti «percepire, ma anche comprendere, attraverso i sensi». È proprio questo il filo conduttore che unisce le quattordici opere esposte in un percorso che va ben oltre la concezione tradizionale di mostra d’arte, configurandosi come un’unica grande installazione ambientale.
A spiegare lo spirito dell’iniziativa è la curatrice Silvia Vacca: «Aisthánomai significa percepire e comprendere attraverso i sensi, ed è forse l’unico approccio universale a un concetto mutevole e multiforme come quello della bellezza. Il bello cambia in base alle epoche, alla cultura e al sentire individuale, ma ciò che accomuna ogni sua definizione è la capacità dell’essere umano di coglierlo con i propri sensi. La bellezza non può essere racchiusa in un modello standardizzato: può essere unicamente percepita, compresa, interpretata e valorizzata».
Il cuore espositivo è rappresentato da un circuito circolare composto da 14 opere di Lara Martinato (più una tela riassuntiva) che tracciano un vero e proprio itinerario spirituale e concettuale, strutturato come le stazioni di una ‘via della bellezza’ che richiama la simbologia della via crucis.
Il percorso guida il visitatore attraverso un processo di trasformazione alchemica:
L’inizio del viaggio: si parte dalla materia grezza (la pietra) e dalla figura del Mago, il primo arcano dei tarocchi che incarna il dominio sul mondo materiale attraverso i quattro elementi (terra, fuoco, acqua e aria).
Le sfide e l’astrazione: il cammino prosegue con la prova di sé incarnata dalle Sfingi, passa per le superfici puramente specchianti e giunge alla consapevolezza interiore attraverso l’oro e l’astrazione geometrica dei dodecaedri.
Il confronto con il divino: il culmine concettuale è rappresentato dall’opera del maestro dell’Azionismo viennese Hermann Nitsch. Una sorta di “sindone” dove il sangue, usato come pigmento sulla tela, irrompe con la forza della materia viva, mettendo a confronto l’osservatore con una dimensione sacra, drammatica e non rassicurante della bellezza.
Da questo punto di massima tensione, il viaggio inverte la propria rotta: dallo spirito si ritorna alla materia, risalendo lungo l’altro lato della sala con una nuova e più profonda consapevolezza.
A chiudere il circuito è l’opera di Alfredo Rapetti Mogol, la cui superficie specchiante riflette simultaneamente l’opera
di Nitsch, le parole immateriali impresse sul supporto e l’immagine dello stesso osservatore.
Insomma un profluvio di emozioni sensoriali si dipanano lungo tutto il percorso artistico, rendendo partecipe il visitatore che si trova come proiettato in un’altra dimensione.
In questo modo, il visitatore viene integrato direttamente all’interno dell’installazione, interrompendo il circuito e diventandone parte attiva. Un invito finale a comprendere che la percezione del bello è un atto strettamente individuale, perché — come ricorda il testo introduttivo della mostra — «la bellezza è già, in primo luogo, in chi guarda».
L’esperienza di “Aisthánomai” non si esaurisce tra le mura di Sala Veratti. Come ideale estensione della mostra, una scultura di Alfredo Rapetti Mogol è stata collocata nelle sale della Collezione Orsini al Castello di Masnago, creando un dialogo tra la sede temporanea e il patrimonio museale permanente della città.
Il programma prevede inoltre:
Sabato 19 settembre: una performance artistica di Alex Sala nel cortile del Castello di Masnago.
Contenuti digitali: attraverso appositi QR code in sala è possibile accedere al video curato dallo stesso Alex Sala, che anima alcune delle opere esposte.
Approfondimento critico: il catalogo della mostra è arricchito da un saggio del filosofo ed estetologo Luca Siniscalco.
Info e orari di visita
Sede: Sala Veratti, via Carlo Giuseppe Veratti 20, Varese
Periodo: dal 12 settembre al 25 ottobre 2026
Orari di apertura: sabato e domenica dalle 14.00 alle 17.30
Ingresso: gratuito




