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Valle Camonica si candida a Capitale Italiana della Cultura 2029: la sfida presentata a Palazzo Pirelli

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MILANO, 14 settembre 2026 – La corsa per la candidatura della Valle Camonica a Capitale Italiana della Cultura 2029 entra ufficialmente nel vivo. Questa mattina, nella cornice di Palazzo Pirelli a Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto promozionale che vede uniti ben 40 Comuni lombardi. L’iniziativa è promossa dalla Comunità Montana di Valle Camonica insieme al Gruppo Istituzionale di Coordinamento UNESCO e alla Fondazione Valle dei Segni.

La candidatura camuna porta con sé un significato storico e territoriale profondo. Nel 2029 ricorrerà infatti il 50° anniversario (1979-2029) dall’iscrizione dell’arte rupestre della Valle Camonica nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, primo sito italiano in assoluto a ottenere tale riconoscimento.

Inoltre, in caso di vittoria, si tratterebbe della prima volta nella storia del titolo in cui la nomina verrebbe conferita non a un singolo comune capoluogo, ma a un intero territorio valligiano.

Durante la presentazione sono intervenuti i principali rappresentanti istituzionali che stanno accompagnando la nascita del dossier.

«La Rosa Camuna, simbolo dell’identità lombarda, è esattamente nelle radici di questa valle — ha dichiarato Emilio Del Bono, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia —. Il primo sito UNESCO italiano è stato il territorio camuno, dove si sono incrociate la civilizzazione romana e le popolazioni della montagna. È il luogo nel quale si sono fusi il nord e il sud dell’Europa: un territorio in continuo divenire, incrocio di culture e di popoli».

Il consigliere regionale Diego Invernici, promotore dell’incontro a Palazzo Pirelli, ha rimarcato la solidità amministrativa del percorso: «Sostenere e accompagnare la candidatura è un impegno che ho assunto fin dal primo momento. Con la mozione in Consiglio regionale e l’interlocuzione con la Giunta abbiamo dato al progetto un’impostazione giuridica e amministrativa solida. Stiamo accreditando un modello di sviluppo unico in Italia, dove 40 Comuni superano i confini individuali per presentarsi come un’unica comunità coesa. La cultura e l’identità montana si dimostrano motori concreti di economia e occupazione per i giovani».

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche gli Assessori regionali Francesca Caruso e Simona Tironi, il Consigliere regionale Massimo Vizzardi, l’Assessore alla Cultura della Comunità Montana della Valle Camonica Priscilla Ziliani, il Presidente della Fondazione Valle dei Segni Ivan Markus, il Presidente del Gruppo Istituzionale di Coordinamento UNESCO Sergio Bonomelli e Marco Valle per la Fondazione Links.

Il progetto punta a valorizzare non solo le celebri incisioni rupestri e la “Rosa Camuna”, ma l’intero patrimonio tangibile e intangibile della valle: dagli insediamenti romani ai cicli pittorici del Rinascimento, dalle testimonianze della Grande Guerra fino al passato industriale e al presente di un’area riconosciuta a livello internazionale come Riserva della Biosfera UNESCO.

Le prossime tappe e gli avversari

Il cammino verso il 2029 si snoderà attraverso appuntamenti decisivi:

Sabato 19 settembre 2026: Cerimonia ufficiale di presentazione della candidatura presso il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Capo di Ponte (BS).

Settembre 2026: Consegna formale del dossier di candidatura al Ministero della Cultura (MiC).

Luglio – Settembre 2027: Proclamazione del vincitore da parte della giuria di esperti del Ministero, a seguito delle audizioni pubbliche dei 10 progetti finalisti.

La realtà aggiudicataria beneficerà di un contributo statale pari a un milione di euro per realizzare il programma culturale.

A contendersi il titolo per il 2029 ci saranno altre importanti realtà italiane che hanno già manifestato l’intenzione di candidarsi, tra cui Cremona (Lombardia), Ostuni (Puglia), Bassano del Grappa (Veneto), Melfi (Basilicata) e Cassino con Montecassino (Lazio).

La Valle Camonica punta così a raccogliere il testimone delle altre città lombarde che hanno già trionfato in passato, come Mantova (2016) e la coppia Bergamo-Brescia (2023).

redazione@varese7press.it