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Intelligenza Artificiale e ricerca: la Lombardia approva la nuova legge per colmare il divario digitale

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MILANO, 30 settembre 2026 – La Commissione Cultura di Regione Lombardia, presieduta da Anna Dotti (FdI), ha dato il via libera a maggioranza al progetto di legge intitolato “Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile”. Il provvedimento, relazionato dal consigliere Andrea Sala (Lega), punta a tracciare una cornice etica e operativa per governare la trasformazione digitale sul territorio regionale.

L’obiettivo fondamentale della normativa è guidare l’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale garantendo che l’innovazione sia accessibile a tutto il tessuto sociale ed economico della regione.

«È un provvedimento fortemente attuale e reso necessario dallo sviluppo dell’IA – ha spiegato il relatore Andrea Sala –. L’obiettivo è quello di promuovere, diffondere e monitorare l’applicazione di modelli di intelligenza artificiale per migliorare la qualità della vita dei cittadini, incrementare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica. È una legge soprattutto che ci permetterà di colmare il divario digitale che oggi vede le grandi aziende già proiettate nel futuro e le piccole imprese e le pubbliche amministrazioni locali ai margini della trasformazione tecnologica».

Il testo aggiorna la disciplina regionale in materia di ricerca, integrando strumenti mirati per indirizzare le politiche pubbliche nel campo delle nuove tecnologie:

Programma strategico: definisce le priorità del territorio per pianificare la destinazione e l’impiego delle risorse.

Comitato scientifico: composto da cinque esperti di alto profilo, avra il compito di analizzare i trend tecnologici, monitorare gli sviluppi dell’IA e proporre indirizzi alla Regione.

Tavolo tecnico permanente: una struttura di governance condivisa tra istituzioni, mondo accademico, centri di ricerca e comparto produttivo.

Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale: fissa il perimetro etico d’azione, promuovendo la collaborazione tra pubblico e privato, la tutela dei diritti fondamentali e l’uso sostenibile dei dati e delle risorse digitali.

La nuova legge istituisce inoltre la Giornata della ricerca, fissata per l’8 novembre in ricordo del celebre oncologo e scienziato Umberto Veronesi. In occasione della ricorrenza saranno previste iniziative pubbliche, premi ed encomi dedicati a progetti scientifici d’eccellenza e a realtà imprenditoriali virtuose capaci di distinguersi nell’uso delle tecnologie emergenti.

Durante la votazione in Commissione si è registrato il voto contrario del Movimento 5 Stelle. «Avremmo preferito una legge che sostenesse la ricerca, finanziandola e accompagnandola con responsabilità – ha argomentato la consigliera Paola Pizzighini (M5S) –. Questo testo non contiene azioni concrete e tutto rischia di restare sulla carta».

A difesa del testo è intervenuta la maggioranza: «È una legge importante per il mondo produttivo – ha rimarcato Chiara Valcepina (FdI) – perché si preoccupa di garantire l’accesso alle tecnologie anche alle piccole imprese, che hanno meno forza per investire e di stare al passo con uno sviluppo sempre più rapido dell’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, però, è un documento che lascia al centro l’aspetto umano».

Il testo passerà ora al vaglio del Consiglio Regionale per il dibattito e il voto finale in Aula.

redazione@varese7press.it