VARESE, 1 ottobre 2026 – di GIANNI BERALDO
Un accordo di grande rilevanza strategica e dalla profonda valenza umana e sociale. È quello siglato questa mattina nella sede della Coldiretti di Varese tra l’organizzazione agricola e il Consorzio di Cooperative Sociali CSeL.
L’intesa, presentata alla stampa dal presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo, e dal direttore del Consorzio CSeL, Marco Spreafico, pone le basi per un percorso strutturato di inserimento lavorativo nel settore primario destinato a persone fragili e svantaggiate seguite dalle strutture della cooperativa in diverse località del territorio provinciale.
L’iniziativa punta a coniugare le reali esigenze di manodopera del comparto agricolo con percorsi individualizzati di integrazione. Il meccanismo prevede una prima fase di tirocinio guidato, utile a valutare competenze e predisposizioni, per poi giungere a una progressiva assunzione compatibile con le caratteristiche e il grado di disabilità di ciascun lavoratore.
Le attività individuate sono molteplici e diversificate: dalla gestione dei semenzai alla florivivaistica, dalla manutenzione del verde pubblico e privato fino ai servizi all’interno degli agriturismi e delle strutture ricettive. Un ventaglio di mansioni in grado di offrire la giusta dimensione lavorativa e di innescare un significativo cambio di passo sul piano economico, educativo e psicologico, restituendo fiducia e autostima ai partecipanti.
L’accordo risponde anche a una richiesta crescente che proviene dal mondo imprenditoriale locale, dove la ricerca di personale

qualificato o da formare sul campo è sempre più sentita. Soddisfazione è stata espressa dalla vertenza di Coldiretti Varese, guidata dal presidente Colombo, che ha sottolineato il valore etico di un’agricoltura capace di farsi comunità e accoglienza.
A tracciare le prospettive operative dell’intesa è stato il direttore di Coldiretti Varese, Luciano Salvadori: «È un accordo che si apre con i migliori auspici, confortato anche dal fatto che c’è già un’azienda agricola del territorio che ha deciso di inserire una figura di questo tipo per svolgere mansioni utili. Registriamo una sensibilità in forte crescita da parte delle imprese. Il nostro compito istituzionale è proprio quello di ridurre la distanza rispetto a quei fattori che generano criticità per le persone fragili, creando ponti con il mondo del lavoro».
Il successo dell’inserimento si gioca sulla capacità di incrociare in modo puntuale le attitudini della persona con le caratteristiche dell’azienda agricola. Un lavoro minuzioso di affiancamento e tutoraggio garantito dalle équipe del Consorzio.
Come ha evidenziato Gaia Dizzi, referente del Consorzio CSeL: «Il nostro lavoro consiste nel comprendere a fondo le esigenze e il contesto di lavoro più idoneo per queste persone. Trattandosi di soggetti che vivono situazioni di fragilità, dobbiamo individuare scrupolosamente le situazioni giuste per garantire un percorso sereno ed efficace».
Un quadro confermato nei dettagli numerici ed etici dal direttore del Consorzio CSeL, Marco Spreafico: «Attualmente stiamo seguendo circa 400 persone, attuando progetti d’aiuto in sinergia con diversi partner per facilitare il percorso d’inserimento. Sperimentiamo l’ingresso nel lavoro attraverso tirocini sostenuti da un contributo economico, garantendo massima trasparenza ed eticità negli strumenti adottati. In media riusciamo a collocare con un contratto di assunzione circa il 30% delle persone inserite, a seconda chiaramente della tipologia di lavoro e delle mansioni, che spaziano dai semenzai e dalla florivivaistica alla manutenzione del verde, fino all’agriturismo e al settore alberghiero».
La cooperazione sociale nel Varesotto vanta una presenza radicata e accreditata presso Regione Lombardia, con i poli di Varese e Gallarate a fare da snodi principali. Soltanto nel corso del 2025 sono stati circa 1.650 i lavoratori inseriti complessivamente nell’intera provincia.
Paolo Triacca, responsabile della sede di Gallarate del Consorzio Cooperative Sociali, ha ricordato la vastità degli interventi in atto sul territorio: «In Coldiretti abbiamo trovato subito grande sensibilità e disponibilità. In provincia gestiamo oltre 18 servizi articolati: siamo ad esempio capofila del progetto ERA contro la violenza sulle donne, ambito in cui vi è costante necessità di personale dedicato, e collaboriamo stabilmente con il Tribunale per i minorenni. Il supporto del mondo agricolo è fondamentale per individuare il luogo giusto in cui far fiorire queste capacità».
Al di là del dato occupazionale puro, l’incontro di questa mattina ha messo in luce la valenza formativa e umana dell’esperienza sul campo. Tra i promotori dell’iniziativa emerso un pensiero corale e condiviso sul valore del percorso intrapreso: anche laddove un’attività lavorativa dovesse rivelarsi non idonea o non portare a un’assunzione definitiva, l’esperienza non va mai considerata un fallimento.
Per la persona fragile, infatti, il tirocinio rappresenta comunque un momento di crescita imprescindibile, utile ad acquisire fondamentali competenze trasversali: dall’imparare a stare in un contesto strutturato alla capacità di intessere relazioni sociali e gestire le piccole e grandi pressioni della quotidianità aziendale. Competenze che rimarranno per sempre nel bagaglio personale del futuro lavoratore.




