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Varese, inchiesta sui Do.Ra, interrogato il leader Alessandro Limido: «Non nego gli addebiti»

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VARESE, 1 ottobre 2026-di GIANNI BERALDO

 «Intende negare gli addebiti? No». È iniziato ieri pomeriggio, 30 settembre,con questa risposta netta l’interrogatorio di Alessandro Limido, leader della Comunità Militante dei Dodici Raggi (Do.Ra.), ascoltato per oltre due ore e mezza dal sostituto procuratore Tommaso Ercolani.

L’atto segna un passaggio cruciale della maxi-inchiesta della Procura di Varese condotta tra l’estate 2025 e quella 2026, culminata nelle perquisizioni alla sede dell’associazione ad Azzate, nei controlli nelle abitazioni di diversi militanti e nel sequestro del canale Telegram ufficiale del gruppo. Chiuse le indagini preliminari, la Procura sta ora valutando gli elementi raccolti per decidere se formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

Assistito dall’avvocato Gabriele Bordoni, Limido ha risposto a tutte le contestazioni della Procura, entrando nel merito delle singole vicende. «Ho spiegato la struttura dell’associazione, le modalità con cui portiamo avanti le nostre iniziative, di cosa ci occupiamo, come siamo nati e come siamo organizzati», ha dichiarato il leader dei Do.Ra., aggiungendo che il confronto ha toccato «ogni contestazione, dalla prima all’ultima».

I reati ipotizzati dagli inquirenti spaziano dall’apologia del fascismo e manifestazioni fasciste (previste dalla legge Scelba) alla propaganda discriminatoria su base etnica e razziale. Sotto la lente dei magistrati sono finite iniziative pubbliche e raduni, tra cui le contro manifestazioni e le visite nei cimiteri del 25 Aprile e le commemorazioni storiche sul monte San Martino, caratterizzate dall’esposizione di simboli nazifascisti e dal saluto romano.

Un capitolo centrale riguarda la propaganda digitale tramite il canale Telegram, considerato dagli investigatori un veicolo di diffusione di contenuti neonazisti, negazionisti e antidemocratici, con post volti a minimizzare la Shoah, celebrazioni di Adolf Hitler e messaggi di vicinanza alla negazionista tedesca Ursula Haverbeck.

«Abbiamo parlato anche della negazione dell’Olocausto e del proselitismo – ha riferito ancora Limido –. Si sono concentrati sulle commemorazioni, sulle manifestazioni, sulle riunioni e sul numero degli iscritti. In sostanza, ci hanno passato ai raggi X».

Chi sono i Do.Ra. e chi è Alessandro Limido

La Comunità Militante dei Dodici Raggi (Do.Ra.) è una formazione neofascista e neonazista radicata nella provincia di Varese, con

Alessandro Limido durante un’udienza (foto laprealpina.it)

storica sede ad Azzate. Il nome fa riferimento al simbolo del “Sole Nero” (Schwarze Sonne) a dodici raggi, iconografia esoterica e nazionalsocialista associata al castello di Wewelsburg, sede operativa delle SS. Il gruppo si è sempre distinto per l’esplicita rivendicazione dell’ideologia nazionalsocialista, l’ostentazione di simbologia d’area, posizioni aperte di negazionismo dell’Olocausto e la contestazione sistematica delle ricorrenze repubblicane ed antifasciste.

Figura simbolo e portavoce indiscusso del gruppo è Alessandro Limido. Negli anni, il leader dei Do.Ra. è stato più volte al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria per procedimenti legati all’apologia di fascismo, a manifestazioni non autorizzate e ad azioni dimostrative o di protesta sul territorio varesotto.

Al termine degli accertamenti, la posizione degli indagati si è ridimensionata nel numero: le posizioni principali rimaste al vaglio della Procura sono sei. Tra queste, quattro riguardano gli attuali vertici dell’associazione, compreso Limido, e due fanno riferimento ad ex dirigenti che hanno lasciato i Do.Ra. negli anni scorsi. Per gli altri nove militanti inizialmente coinvolti nell’inchiesta è stato invece disposto lo stralcio in vista dell’archiviazione.

Spetta ora alla Procura di Varese tirare le somme dell’indagine per stabilire l’eventuale approdo del procedimento di fronte al giudice per l’udienza preliminare.

redazione@varese7press.it