VARESE, 3 ottobre 2026-Lunedì 5 ottobre segna una data fondamentale per la città di Varese: prendono il via i lavori di consolidamento e restauro della facciata della Basilica di San Vittore, cuore spirituale e monumentale della comunità. L’intervento si è reso indifferibili sia per ragioni di sicurezza, a causa del distacco di alcuni frammenti superficiali, sia per la necessità di restituire pieno splendore a uno dei simboli più amati e riconosciuti del territorio.
Un capolavoro neoclassico da custodire Progettata tra il 1788 e il 1791 dal celebre architetto Leopoldo Pollack, la facciata rappresenta un capolavoro di straordinario valore storico-artistico. Superando l’esuberanza del gusto barocco, la struttura si impone con un rigoroso ordine ionico e un solenne frontone, sapientemente studiati per integrarsi nell’impianto urbano e valorizzare la prospettiva del tiburio e dell’imponente campanile del Bernascone. A completare l’armonia del prospetto si aggiungono le eleganti figure angeliche realizzate nel Novecento da Lodovico Pogliaghi, a testimonianza di un dialogo artistico che ha attraversato i secoli.
Squadra di cantiere, tempi e obiettivi Il progetto e la direzione dei lavori sono affidati a un’équipe esperta composta dagli architetti Giorgio Vassalli e Franco Pallanza insieme al geometra Alberto Bianchi, mentre l’intervento materiale di restauro è stato assegnato alla ditta specializzata Gasparoli, eccellenza nel settore della conservazione dei beni culturali.
La conclusione del cantiere è programmata per essere completata in tempo per l’inizio delle celebrazioni del 350° anniversario dell’apparizione delle tre stelle sulla statua della Madonna Addolorata. Contestualmente, la Parrocchia sta svolgendo le verifiche di fattibilità tecniche ed economiche per valutare la possibilità di estendere l’intervento anche alla Cappella laterale che custodisce l’antica e venerata statua.
Un impegno condiviso per tutta la città Sostenere questo restauro significa proteggere la storia, la bellezza e le radici di Varese per consegnarle intatte alle generazioni future. Trattandosi di un patrimonio dal profondo valore civile e spirituale, la cura di San Vittore chiama a raccolta l’intera comunità: chiunque desideri farsi custode attivo di questo bene comune potrà contribuire liberamente, partecipando in prima persona a un’opera di tutela che appartiene a tutti.




