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Il leader Isis Al Baghdadi si sarebbe fatto esplodere durante raid statunitense

MILANO, 27 ottobre 2019-Gli Usa hanno lanciato un raid nel nord della Siria contro il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi che si sarebbe ucciso. Verifiche sono in corso ma fonti del Pentagono fanno sapere che il terrorista, sorpreso all’interno di un compound mentre era in compagnia di alcuni familiari, si sarebbe fatto saltare in aria azionando un giubbotto esplosivo che portava addosso. Per questo motivo solo la prova del Dna potrà dare la certezza della sue morte. La detonazione avrebbe ucciso anche due delle mogli di al Baghdadi che erano accanto a lui. L’operazione, top secret, approvata da Trump una settimana fa, sarebbe scattata ieri. Lo stesso presidente americano ha reso noto che oggi alle 15 italiane rilascerà una dichiarazione e su Twitter annuncia: ‘E’ appena successo qualcosa di molto grande’. L’Osservatorio siriano per i diritti umani conferma che c’è stato un attacco contro un “leader jihadista” a Barisha, nella regione di Idlib, a pochi chilometri dal confine con la Turchia.(ANSA)




Racconti di viaggio ai tempi del coronavirus: ”Napoli-Cartagena, la mia esperienza erasmus”

CARTAGENA (Spagna)- LoopINN Hostels, 24 marzo 2020-di LIDIA IANUARIO-

Sono appena le nove e io sono sveglia già da un po’, ormai.

Mi rannicchio sotto il mio plaid azzurro, come il cielo e il mare della mia Napoli nonché della mia squadra di calcio del cuore, alzo gli occhi verso il balcone e osservo la pioggia che, inesorabile, scende da grossi nuvoloni grigi. In lontananza, il verso dei gabbiani e qualche bambino che chiama la sua mamma, scene di vita quotidiana rimaste lì, dietro questi vetri che ci separano, a causa del Covid-19, il virus che ha piegato in due non solo l’Italia, ma tutto il mondo.

Il tempo rappresenta lo stato d’animo di qualcuno.

Tutti all’erta sui Social, tra #andratuttobene e #iorestoacasa. Vi racconto la mia esperienza. Partita il 15 Febbraio da Volla, un paesino vesuviano del sud-Italia con la Ryanair, aeroporto di Capodichino, con scalo a Milano-Bergamo, arrivo ad Alicante sulla scala che l’Assistenza Amica riservata a noi disabili predisponeva per me. 

Mi volto intorno, trasportata su una sedia a rotelle, e tutto mi appare accogliente. Prenoto un taxi, che mi porta alla Florida, un ostello un po’ fuori dal centro. Addio a letti già fatti e comforts: le lenzuola sulle braccia distesi avanti e un :”Bienvenida” mi bastano. La sera mangio allegramente panino e patatine, rido e scherzo, sono felice e sorridente, grata del mio primo approccio con la movida spagnola.

Quei giorni sono stati l’ epoca d’oro rispetto a quello che poi accade. Ben tre settimane per immatricolarmi all’Univerdidad de Murcia, Campus Espinardo, a Murcia appunto, camere a prezzi esorbitanti da affittare e, infine, The Cathedral Hostel, l’unico posto a me familiare, con tanti ragazzi come me e la simpatica proprietaria, con cui mi capisco, nonostante lei non sappia nemmeno una parola di Inglese. È proprio lì che mi si affaccia, per la prima volta, un mondo inesplorato: stili di vita, abitudini alimentari, accenti e tanto altro, come bandiere colorate che campeggiano sui palazzi pubblici.

Poi, ancora, le chiese, la Messa in Spagnolo, gli artisti di strada, il Real Casino de Murcia e i tapas, questa è la mia Spagna. Così, un week-end decido di visitare Cartagena, città storica, che all’inizio è perfetta: solarium, vento e sole, lettura di libri, perfino una lezione di yoga, la spiaggia. Poi, improvvisamente, il decreto che mi costringe a restare in una “gabbia d’oro”, eppure, nonostante tutto, mi sento libera. A farmi compagnia, la cultura, il mio blog, http://opurtusillo.blogspot.com, e le mie dirette Facebook su #cosapossofareperlaltro. Ecco, questa è, per ora, la mia esperienza Erasmus di 40 giorni circa di permanenza qui in Spagna. Sì, la ripeterei ancora… col sapore del pesce fresco del ristorantino sulla spiaggia, il rumore delle onde e quel profumo che mi riporta alla mia amata costiera sorrentina. Hasta luego! (Tutti i diritti riservati)

redazione@varese7press.it

 




Terremoto in Albania: soccorsi da Italia, Francia, Turchia e Grecia

TIRANA, 26 novembre 2019-Terremoto in Albania. Una scossa di magnitudo 6,5 ha colpito nella notte la costa settentrionale, vicino Durazzo. Ed è stata avvertita fino in Puglia e Basilicata. Ore di estrema angoscia proprio a Durazzo, la città più colpita, dove si è registrata una nuova scossa di 5 punti di magnitudo.

Secondo le testimonianze sul web si temono molti dispersi mentre l’ultimo bilancio della tragedia parla di 15 morti e 600 feriti. Proseguono intanto le operazioni di soccorso: 41 persone sono state tratte in salvo dalle macerie di alcuni palazzi e abitazioni crollate. Si scava anche a mani nude per cercare di mettere in salvo le persone rimaste intrappolate. I video e le foto che si susseguono sui social mostrano i soccorsi ma anche normali cittadini che cercano tra i detriti.

Dall’Italia sono partiti i primi aiuti. Il premier Conte ha inviato aerei con delle unità speciali”, ha annunciato il premier albanese Edi Rama. Anche la Grecia ha inviato aerei, ha aggiunto il premier, sottolineando che anche i presidenti francese Emmanuel Macron e turco Recep Tayip Erdogan hanno dato la loro disponibilità ad assistere il Paese. Dal Kosovo intanto sono partite le unità del genio. “Tutti gli amici dell’Albania si stanno attivando rapidamente”, ha concluso Rama.

“L’Italia è vicina all’amico popolo albanese, duramente colpito dal terremoto. All’alba – ha scritto su twitter il premier Conte – ho sentito il premier @ediramaal e ho subito disposto l’invio di uomini e mezzi di soccorso”.

Soccoritori in azione (foto EPA/Malton Dibra)

Siamo pronti ad aiutare gli amici albanesi“, ha detto il ministro delle Politiche Comunitarie Enzo Amendola. 

Abbiamo attivato l’Unità i crisi e allo stato no ci risulta nessun italiano coinvolto. Ai cittadini albanesi va tutta la nostra solidarietà per un evento che è stato sentito anche dagli abitanti delle regioni del Sud Italia”, ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Rai 3.

(ANSA)

 




Charlie Daniels, Southern Rock Pioneer and Fiddle Great, Dead at 83

NASHVILLE, July, 6 2020-Singer-songwriter and multi-instrumentalist Charlie Daniels, who played bass and guitar on Bob Dylan’s 1969 Nashville Skyline LP and would go on to pioneer the burgeoning Southern rock movement with his namesake Charlie Daniels Band, died Monday at 83. His publicist confirmed Daniels’ death from a hemorrhagic stroke to Rolling Stone.

With his fiery fiddle at the forefront of much of his recorded output, the leader of the Charlie Daniels Band paved the way for the mainstream country-rock success of that group and others, including Alabama and Lynyrd Skynyrd, and crossed over into the pop charts with his best-known song, 1979’s Grammy-winning “The Devil Went Down to Georgia.” A country chart-topper about a fiddle contest between a boy named Johnny and Satan, the song also spent a pair of weeks at Number Three on Billboard‘s Hot 100.

Charles Edward Daniels was born October 28th, 1936, in the seacoast town of Wilmington, North Carolina, the only child of teenagers William and LaRue Daniel — the “s” at the end of his name was the result of a mistake on his birth certificate. Two weeks after Daniels started elementary school, his family moved to Valdosta, Georgia, bouncing between there and Elizabethtown, North Carolina, until finally moving back to Wilmington. A feverish bout with childhood measles forced Daniels to wear eyeglasses for most of his life, making him a target of school bullies, but the youngster, who grew up on Saturday matinees of Western films and Saturday nights spent listening to the Grand Ole Opry, would soon find his niche performing and writing songs.

Daniels’ first musical gig was playing mandolin in a bluegrass band called the Misty Mountain Boys in the Fifties, but by the end of the decade, he was gigging around clubs in Washington, D.C. and Maryland. His band at the time, the Rockets, would change their name to the Jaguars after the success of their instrumental hit “Jaguar,” released as a single on Epic Records, the same label for which Daniels would again record by the mid-Seventies. His co-writer on “Jaguar” was Don Johnston, a Fort Worth, Texas songwriter and record producer better known as “Bob” Johnston who would play a major role in Daniels’ future Nashville career.

In 1967, Daniels followed Johnston to Nashville, with the latter producing sessions for Columbia Records. “I had always wanted to live in Nashville,” Daniels told Rolling Stone in 2017. “That was going to be it for me. Bob made it possible for me to come there.”

He soon began a steady stream of session work, playing fiddle, bass, and guitar on Leonard Cohen’s 1969 LP Songs From a Room and its 1971 follow-up Songs of Love and Hate, and appearing on recordings by Marty Robbins, Pete Seeger, Flatts & Scruggs, and Claude King.

But it was Bob Dylan who would give him his biggest boost. In 1969, he joined Johnston in the studio to record Dylan’s Nashville SkylineAlthough initially admonished for playing too loudly in the sessions, Daniels would appear on three consecutive Dylan albums and also play on Ringo Starr’s 1970 post-Beatles foray into country, Beaucoups of Blues. During this period, Daniels had his songs cut by Barbara Mandrell and Tammy Wynette, and himself began to work as a producer, overseeing projects by Gary and Randy Scruggs and the Youngbloods.

In 1970, Daniels released his self-titled solo debut on Capitol Records, a collection that bridged rambling Sixties hippie-centric rock and blues with the more defined country-rock with which he would become most closely associated. In 1973, he had a hit with the single “Uneasy Rider,” a bluegrass-influenced talking-blues tune with a pot-smoking hippie as its counterculture protagonist, via the Kama Sutra label, and the next year released the LP Way Down Yonder, his fourth album and the first under “The Charlie Daniels Band.”(www.rollingstone.com)




Kitzbhuel, stermina famiglia ex fidanzata poi si costituisce

KITZBUHEL (Austria), 6 ottobre 2019-Un uomo ha ucciso cinque persone, domenica, a Kitzbühel. Secondo le informazioni diffuse dalla polizia, un 25enne ha sterminato la famiglia della sua ex-ragazza.

All’alba, si è recato a casa della donna ma, in un primo momento è stato allontanato dal padre della stessa.

L’omicida è allora tornato nella sua abitazione dove è entrato in possesso della pistola del fratello, detenuta legalmente. Una volta ripresentatosi, verso le 5:30 del mattino, ha sparato ai famigliari prima di fare lo stesso con la sua ex compagna, da cui era separato da due mesi, che dormiva con il suo nuovo fidanzato.

Successivamente, si è costituito alla polizia ed ha confessato. “Ho ucciso cinque persone”, ha affermato agli inquirenti prima di fornire ogni dettaglio sulla vicenda. (RSI.CH)




I Dazi Usa su alcuni prodotti italiani spingono il fatturato del falso Made in Italy

CERNOBBIO, 11 ottobre 2019-I superdazi Usa su alcuni dei prodotti italiani più rappresentativi come il Parmigiano reggiano ed il Grana Padano spingono a 24 miliardi il fatturato del falso Made in Italy negli Stati Uniti. E’ quanto emerge dallo studio presentato dalla Coldiretti al analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata “La tavola degli americani dopo i dazi”.

 Una misura che – sottolinea la Coldiretti – fa perdere competitività sul mercato americano a vantaggio dei prodotti statunitensi e dei Paesi concorrenti non colpiti dalle misure protezionistiche autorizzate dal Wto nell’ambito della disputa tra Usa ed Europa per gli aiuti al settore aeronautico.

I dazi Usa sono una risposta del presidente degli Stati Unit Donald Trump alle sollecitazioni dalla lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che – riferisce la Coldiretti – ha esplicitamente chiesto con una lettera di imporre tasse alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy e costringere l’Unione Europea ad aprire le frontiere ai tarocchi a stelle e strisce.

A differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti. Negli Stati Uniti il 99 per cento dei formaggi di tipo italiano sono “tarocchi” nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla Mozzarella alla Ricotta, dal Provolone all’Asiago, dal Pecorino Romano al Grana Padano, fino al Gorgonzola. Le brutte copie dei prodotti caseari nazionali ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni raggiungendo complessivamente i 2,5 miliardi di chili ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,97 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 192 milioni di chili, dal provolone con 181 milioni di chili, dalla ricotta con 113 milioni di chili e dal Romano con 25 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora, secondo lanalisi della Coldiretti su dati Usda, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense.

Sulla “Tavola del Falso Made in Italy in Usa” esposta a Cernobbio si può dunque trovare – spiega Coldiretti – assieme al parmesan anche il Romano Cheese, l’Asiago Cheese, la Crescenza Stracchino o il Provolone Cheese Organic. Ma il problema – continua la Coldiretti –  riguarda tutte le categorie merceologiche come il vino Chianti prodotto in California o il Marsala, il San Marzano nella versione “sugo di pomidoro – Arrabbiatta Sauce o “pomidori pelati”, l’olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele al Calabrese Salame, Salame Toscano o addirittura la Finocchiona o la Soppressata. Ma ci sono anche il Classico Traditional Basil Pesto o il latte Tuscan – Fat Free Milk.

“La pretesa di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi è inaccettabile e rappresenta un inganno per i consumatori ed una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “Ora è necessario aprire la trattativa a livello comunitario e nazionale dove una buona premessa al confronto sono le importanti relazioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha saputo costruire il premier Giuseppe Conte” ha concluso Prandini nel sottolineare l’esigenza che “vengano attivate al piu’ presto forme di sostegno ai settori piu’ duramente colpiti e non coinvolti bel settore aerospaziale al centro della disputa sugli aiuti a Airbus e Boeing che ha originato la guerra commerciale”.

PRODUZIONE DI FALSI FORMAGGI ITALIANI IN USA NEL 2018

Tipo formaggio Quantità in milioni di kg
Provolone 181
Romano 25
Parmesan 192
Mozzarella 1970
Ricotta 113  
Altri formaggi 19  
TOTALE 2500

Elaborazione Coldiretti su dati USDA




“Siamo bloccati nelle ambasciate da quasi due mesi e vogliamo tornare a casa”: appello per tornare in Italia

VARESE, 4 maggio 2020- Bloccati. Bloccate. Questo siamo, sparsi nel mondo, ormai da quasi due mesi. Senza la possibilità di poter rientrare nelle nostre case, con la paura che ci attanaglia giorno dopo giorno e vivendo di insicurezze quotidiane.

Siamo viaggiatori e viaggiatrici, madri e padri, lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti, gente partita per fare del volontariato, persone con cani di supporto emotivo a seguito.Ci siamo ritrovati, incolpevoli, bloccati in Paesi che non sono i nostri di residenza, lontani migliaia di chilometri dai nostri affetti.

Da settimane proviamo a richiedere dei voli sicuri e protetti per poter far rientro in Italia. Settimane e settimane di mail, chiamate giornaliere e timori. Le nostre preoccupazioni sembrano non avere mai fine. Le ambasciate organizzano voli di rado, e spesso questi voli costano fortune, migliaia di euro. Quando ci sono. Perchè in tanti Paesi, questi voli, nemmeno vengono organizzati.

Ci dicono che stanno facendo del loro meglio,ma a noi pare di essere dimenticati, abbandonati al nostro destino, fatto spesso di precarietà e difficoltà. Non è facile vivere da settimane chiusi in ostelli o hotel di fortuna, o in qualche appartamento affittato all’ultimo o ospiti di amici, amiche, conoscenti. Pagando spesso di tasca nostra il tutto, senza che le nostre Ambasciate ci forniscano supporto.

Ambasciata italiana a Città del Messico

L’Italia non sta usufruendo dei fondi europei del meccanismo di protezione civile EUCPM, che coprirebbero fino al 75 % dei costi di un volo.

Sappiamo dei fondi dell’UE, appositamente stanziati per i voli di rimpatrio dei cittadini europei tramite il meccanismo di protezione civile europea (EUCPM). Questi fondi coprono fino al 75% i costi dei voli di rimpatrio, permettendo cosí che i costi dei biglietti rimangano accessibili e non gravino ulteriormente sulle tasche (già svuotate dai voli cancellati e mai rimborsati) dei cittadini europei. Fino al 24/4 sono stati organizzati ben 235 voli utilizzando i fondi EUCPM, dalla maggior parte degli Stati membri. Dall’Italia, invece, ne è stato organizzato solo 1 (a Febbraio da Tokyo per 37 persone). Quando interrogati in merito, Ambasciate e Farnesina tergiversano o danno spiegazioni fittizie, che vengono poi smentite dalla stessa UE (vedi articolo del 30/04/2020 de La Repubblica)

Non riusciamo a capire come mai in molti Paesi non vengano organizzati voli dalla Farnesina. Non riusciamo a capire perchè bisogna sempre appoggiarsi a voli organizzati da altri Paesi. Non riusciamo a capire perchè questi voli costano così tanto.

Ci rispondono che i voli hanno un costo elevato, per organizzarli. O che siamo troppo pochi per essere rimpatriati.

E quindi? Quanto valgono le nostre vite? Abbiamo un tariffario?

In questo momento così delicato per tutti e tutte, in cui il Coronavirus ha scoperchiato tutte le problematiche della nostra società, non vogliamo più credere che il denaro, i profitti, i soldi, valgano di più delle nostre vite. Questa situazione, questa pandemia, ci ha insegnato che la tutela delle persone, che la salute collettiva e la salvaguardia delle vite umane sono le cose più importanti che abbiamo, e che, di certo, non valgono meno di soldi e denaro. Perchè è ora di finirla con questa vecchia tiritela di anteporre gli interessi economici dinanzi alle nostre vite.

Chiediamo a gran voce di poter tornare in Italia. Di poterlo fare in sicurezza. Tutti e tutte. Sentendoci protetti da uno Stato, quello italiano, che pensi a tutelarci. Con dei voli a prezzi regolari, normali.

Chiediamo al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio e a tutte le Ambasciate italiane nel mondo di organizzare fin da subito dei voli e di farci tornare finalmente a casa.

Siamo stanchi, arrabbiati e delusi.

Qui, o se ne esce tutti e tutte assieme, o non se ne esce.

PRIMI FIRMATARI DELL’APPELLO

[Luca Profenna-Bolivia|Francesca Montani-Australia|Patricia Pareja-Ecuador|Anna Serrai – Cuba|Luca Spaventi- Kenya|Sandra Vera-Ecuador|Giuseppe Audino-Ecuador|Francesca Bazzana-Panama|Michela Palmas-Austria|Giulia Marocchino-Bolivia|Deborah Stampacchia – Emirati Arabi Uniti|Jonathan|Martinez Tiban-Ecuador|Monica Singh-India|Andrea Guevara-Ecuador|Chiara Corgianese-Argentina|Fatima Cruz-Ecuador|Mirella Ferrazzani-Kenya|Zarella Rodriguez-Ecuador|Bassam Aijurf-Kenya|Nicole Testini-Ecuador|Leonardo Di Biase-Messico|Emma Navarrete Testini -Ecuador|Denise Zabalaga-Bolivia|Francesco Pozo-Ecuador|Marina Brattoli-Argentina|Nadia Fares-Marocco|Marco Tirozzi-Mauritania|Gloria Ripaldi-Bolivia|Vera Sandra-Ecuador|Matteo Zanesi-Bolivia|Chiara Rocchetti- Cile|Mattia Zoni-Tunisia|Sonia Storti-Messico|Ramona Giacci-Kenya|Davide Fondi-Kenya|Cristina Fajardo-Ecuador|Vanina Vio- Malesia|Lidia Guerrero-Ecuador|Marco Meregalli-Colombia|Teresa Moncayo-Ecuador|Angie Macias-Ecuador|Fares Hassan-Marocco|Kevin Lopez-Argentina|Yobel Alcivar-Ecuador|Wellington Catota Tiban-Ecuador|Vito Starace-Kenya|Carlo Gregorio De Re- Bolivia|Jeannete Villarroel-Bolivia|Danilo Paiardini- Argentina|Alfredo Villon Rosales-Ecuador|Arrafi Fatima-Marocco|Angie Macias-Ecuador|Walter Vescia-Colombia|Lizbeth Armijos-Ecuador|Irene Titarelli-Kenya|Iver Avalos Alvares-Bolivia|Maria Tiban Cando-Ecuador|Gabriela Coelo-Ecuador|Roberto Miesi-Ecuador|Sandro Giacci-Kenya|Girolamo Di Paolo – Vietnam|Marysil Genovese-Argentina|Danielle Simone Valle Pallucci- Kenya|Analia Leonardi- Argentina|Shannel Samaniego- Ecuador|Amina Mouch- Marocco|Simone Franceschelli- Bolivia|Carmine Farina- Usa, California|Paolo Femia- Bolivia|Mariana Garcia- Ecuador|Licia Berni-Tunisia|Antony Mero – Ecuador|Giorgia Gerenzani-Messico
Ennio Bagnuolo-Perù|Fulvia Gerenzani-Messico|Mery Narcisa Holguin Mendoza-Ecuador|Alfredo Arellano Garcia- Ecuador|Narcisa Naranjo Tocalema-Ecuador|Piero Mangiarino-Bolivia|Jenny Nieves-Ecuador|Sandra Francioso-Kenya|Fabrizio Puccini-Kenya|Annalisa Peluso-Bolivia|Magda Guermandi- Myanmar|Rita Venturini-Messico|Marco Gerenzani-Messico|Susana Amparo Requena Morales-Ecuador|Marina Abram-Argentina|Stefania Uzho-Ecuador|Karen Gonzalez-Ecuador|Nestor Vulgari Cordova-Ecuador|Luca Blhacine-Messico|Marco Massimi-Messico|Giulia Crocoli-Cambogia|Julia Parodi-Thailandia|




Attacco antisemita in casa di un rabbino di Monsey: ferite con machete 5 persone

NEW YORK, 29 dicembre 2019-Cinque persone sono rimaste ferite, di cui due in modo grave, durante un attacco con un machete nell’abitazione di un rabbino di Monsey, una cittadina a circa 50 chilometri da New York. L’autore, un afroamericano secondo i media, è stato arrestato. Secondo uno dei presenti, prima avrebbe tentato anche di entrare nella vicina sinagoga, senza successo.

L’episodio, avvenuto durante i festeggiamenti di Hanukkah, si inserisce in una serie di attacchi di matrice antisemita che si sono verificati negli ultimi giorni a New York: incidenti che hanno fatto alzare la guardia e rafforzare i controlli di polizia nell’area di Brooklyn, quella più colpita.(RSI.CH)




European Youth Event: partecipa all’evento in programma a Strasburgo dedicato ai giovani

STRASBURGO, 11 gennaio 2020-Sei giovane, interessato alle tematiche ambientali, in cerca di opportunità per collaborare con altri giovani e contribuire al futuro dell’Europa? Strasburgo ti aspetta!

Ogni due anni, migliaia di giovani europei si riuniscono a Strasburgo per l’evento della gioventù europea (dall’inglese European Youth Event – EYE) per condividere le loro idee sul futuro dell’Europa.

L’evento offre ai giovani europei l’occasione di far sentire democraticamente la propria voce. Circa 9 mila europei tra i 16 e i 30 anni si confronteranno sul futuro e discuteranno le loro idee con eurodeputati e altri attori della politica europea.

Il tema della quarta edizione – 29 e 30 maggio 2020 a Strasburgo – sarà “Il futuro è adesso”.
Nel programma: cambiamento climatico, immigrazione e Brexit ma anche istruzione, tecnologia e salute. Il programma include anche alcune novità come attività sportive e un evento speciale per i giovani giornalisti.
Le idee proposte durante l’evento verranno raccolte in una relazione e condivise con il Parlamento. Le idee che avranno un impatto maggiore saranno presentate e discusse con le commissioni parlamentari durante “le audizioni dei giovani” nell’autunno 2020.

Per registrarsi

Ci si può iscrivere in gruppi di dieci partecipanti per volta – compilando il modulo online. Puoi registrare il tuo gruppo qui dal 10 gennaio al 29 febbraio 2020.

L’evento è aperto a tutti i giovani europei tra i 16 e i 30 anni. La partecipazione è gratuita – le spese di trasporto, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.
Concorso fotografico su Instagram

Partecipa al nostro concorso fotografico e vinci un invito all’EYE2020.

Condividi una foto con lo slogan “The future is now” / “Il futuro è adesso” e tagga @europeanparliament e @ep_eye usando l’hashtag #eye2020. Raccontaci il tema che ti sta più a cuore e quello sul quale ritieni che l’UE debba concentrarsi in futuro. Puoi trarre ispirazione da alcuni di questi esempi.
Selezioneremo quattro vincitori – un quinto vincitore verrà scelto in base alla foto che riceverà più mi piace tra le foto ripubblicate settimanalmente sull’account del Parlamento. I cinque vincitori saranno invitati all’EYE2020 a Strasburgo.

Il concorso si svolgerà dal 10 gennaio al 2 marzo 2020. Leggi il regolamento sulle pagine Instagram dell’EYE e del Parlamento europeo.




Proteste in Ecuador: decretato coprifuoco a Quito

QUITO (Ecuador), 13 ottobre 2019-Il presidente dell’Ecuador Lenin Moreno ha decretato il coprifuoco nella capitale Quito dopo l’ennesima giornata di proteste e scontri tra manifestanti e polizia. Anche oggi i manifestanti hanno messo a ferro e fuoco la città per protestare contro un gravoso piano di austerità.

La polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro i dimostranti che hanno assaltato mercati e hanno attaccato con bombe molotov l’ufficio dell’Ispettorato generale delle Finanze dove è scoppiato un incendio. La zona è stata evacuata dalle forze dell’ordine. Il coprifuoco è entrato in vigore a partire dalle 15.00 ora locale (le 22 in Italia). Tre giorni fa era stato istituito un coprifuoco parziale notturno nell’ambito dello stato d’emergenza già in atto, imposto per 30 giorni.(ANSA)