Fratelli d’Italia in piazza a Varese per raccolta firme.Giordano: ”Questa cittá non ha bisogno di spot mediatici ma cose concrete”

VARESE, 26 ottobre 2019-di GIANNI BERALDO-

Se quelli della Lega latitano da qualche tempo, per il centrodestra varesino oggi in piazza Montegrappa vi era il gazebo di Fratelli d’Italia, occasione per raccolta firme inerenti 4 punti referendari nazionali, fortemente sostenuti dalla segretaria nazionale del partito Giorgia Meloni.

Nello specifico i punti all’ordine del giorno sono l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, abolizione dei senatoria a vita, un tetto alle tasse e il concetto di supremazia dell’ordinamento italiano su quello europeo.

Insomma non bruscolini ma qualcosa che farebbe tremare i polsi a chiunque. Proposte forti come d’altronde nel segno di un partito di destra dalle storiche connotazioni nazionaliste, per il quale il tricolore non é solamente una bandiera da sbandierare quando gioca la Nazionale di calcio ma un simbolo identitario forte.

Tra gli organizzatori del gazebo non poteva certamente mancare il portavoce cittadino Salvatore Giordano, ex assessore per il Pdl nella giunta Fontana, passato nelle fila di FdI nel 2015. Con lui altri rappresentati di FdI provinciale come Innocenzo Giammetta del circolo di Tradate.

Giordano é uno dei rappresentanti politici cittadini con maggiore esperienza su temi locali soprattutto, senza perdere di vista ovviamente i dettami impartiti dall segreteria nazionale. Come appunto spiegare ai cittadini l’importanza di apporre la propria firma per una proposta referendaria che potrebbe cambiare parecchie cose. Messaggio che in effetti attecchisce vedendo la gente che si sofferma al gazebo frimando. Tra loro molti giovani.

Ne approfittiamo per chidere a Giordano cosa ne pensa dell’attuale momento non propriamente felice che attraversa il centrodestra varesino «Noi parlaimo volentieri con gli alleati di sempre, ossia Forza Italia e Lega, ora peró bisogna scaldare un pó i motori. Noi scenderemo in piazza coinvolgendo pure loro. Certo, se vogliamo parlare di FI a Varese il consenso é al ribasso ma come centrodestra dobbiamo trovare il giusto equilibrio per trovarci piú convinti rispetto alle passate elezioni».

Poi gli chiediamo cosa non funziona secondo loro di questa amministrazione comunale «evidente che questa amministrazione non rispetti la varesinitá, diciamo che la composizone dell’attuale consiglio comunale é un pó estranea a Varese. Noi invece oltre a essere davvero varesini abbiamo sempre messo in campo tanta pasisone. Dal termine del mi mandato nel 2011 non ho visto nessun cambiamento. Non é stato riqualificato nessun settore, soprattutto quello della sicurezza. Ora purtroppo la situazione a livello sociale  é cambiata e con essa andrebbero cambiate anche le misure di sicurezza che non abbiamo finora visto».

Giordano palesa critiche anche sotto il profilo della qualitá delle strade, illuminazione carente e altre altre situazioni disdicevoli «tante vie ad esempio sono rimaste completamente al buio. Non capiamo questo lassismo, questa superficialitá, questo non volere occuparsi delle cose normali, semplici, che un’amministrazione comunale dovrebbe preoccuparsi di risolvere. Insomma c’é molta lentezza e superificialitá lasciando andare le cose. Varese non puó vivere di sola immagine, di una mediaticitá utilizzando temi solo sulla carta, qui bisogna essere concreti. Varese ora si aspetta un centrodestra agguerrito che possa davvero risolvere tanti problemi di questa cittá».

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Stati Generali della Lega a Varese: “Dobbiamo riconquistare la città”

VARESE, 4 ottobre 2019- di GIANNI BERALDO-

Una sorta di “Stati Generali” della Lega provinciale ma con l’ovvia valenza a livello nazionale conoscendo la sua storia, si svolgeranno questa sera a partire dalle 20.30 al Circolo di Bizzozero.

Incontro al quale parteciperanno personaggi come il parlamentare Giancarlo Giorgetti, il senatore Matteo Bianchi e il Presidente della Regione Attilio Fontana.

Tutti insieme per identificare delle strategie da mettere in atto utili ad affrontare un nuovo percorso politico che possa contrastare l’attuale amministrazione comunale di centrosinistra.

Il senatore Matteo Bianchi

Recuperare consenso che negli ultimi mesi pare affievolito, questo il principale dogma della Lega cittadina ma non solo.

Per farlo si sono mossi i pezzi da novanta del partito con una visita a Varese del segretario nazionale  Matteo Salvini prevista prima della fine dell’anno.

Incontri utili anche per identificare i futuri alleati politici, con gli attuali in realtà totalmente inesistenti come l’alleato storico qual’è Forza Italia che rappresenta un corpus elettorale ridotto ai minimi termini.

Matteo Salvini con Attilio Fontana

Insomma in casa Lega si studiano piano per il futuro, con l’idea di riconquistare Varese, città simbolo per il Carroccio.

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Forza Italia a Varese si rinnova partendo da una nuova sede: inaugurazione venerdì

VARESE, 9 dicembre 2019-Dopo le note vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti  tra gli altri anche diversi esponenti politici di Forza Italia a livello provinciale, a Varese il partito fondato da Berlusconi ha deciso di cambiare sede trasferendosi in via Marcobi 5 (nell’attuale sede di via Carrobbio dovrebbe rimanere l’associazione Agorà).

L’inaugurazione avverrà venerdì 13 dicembre alle ore 18 alla  presenza del Commissario Provinciale Senatore Giacomo Caliendo e del Vice Commissario Provinciale Giuseppe Taldone. Attesi gli Onorevoli Gelmini, Salini e Versace oltre al Senatore Galliani.

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L’ondata dei Verdi pronta ad abbattersi su Varese e provincia. Aimetti: ”Ci prepariamo per le prossime elezioni amministrative”

VARESE, 2 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

L’ondata Verde è pronta ad abbattersi con fragore nei prossimi mesi sui refrattari scogli della politica varesina.

Non stiamo parlando dell’oramai smunto colore verde leghista (almeno quello di bossiana memoria), ma il Verde brillante-quello che connota il rifiorire della natura- del partito dei Verdi del quale in provincia di Varese (ma non solo) se ne erano perse le tracce.

Una rinascita fortemente voluta da qualche decina di persone, che hanno deciso di dire basta a quelle sterili e stantie tesi programmatiche dei classici partiti.

Gli stessi che sull’onda modaiola del momento, ora hanno deciso di inserire nei loro dibattiti da talk show, pure quei temi ambientali che tanto clamore stanno riscuotendo in tutto il mondo soprattutto grazie al movimento ”Fridays For Future”’e della sua giovane leader Greta Thunberg, che tanto successo hanno riscosso pure in Italia.

Giovani appunto.

Quelli che stanno lottando per la sopravvivenza del pianeta e del loro (ma pure del nostro) futuro.

Giovani che bisognerebbe ascoltare con attenzione coinvolgendoli anche fuori dai movimenti spontanei, proiettando le loro idee e proposte in ambiti politici dove la valenza decisionale risulta importante.

Un punto chiave questo anche per i neonati Verdi varesini ( nome completo “Federazione dei Verdi – Europa Verde della città di Varese”) che in poche settimane hanno iscritto 30 persone, formato un consiglio direttivo comprendente due portavoce quali l’architetto 26 enne Francesca Coffano e il sindaco di Comerio Silvio Aimetti che di esperienze in ambito politico ne ha maturate parecchie.

L’importanza del coinvolgimento dei giovani sottolineata dallo stesso Aimetti, da noi intervistato, che  dice «Quello di rimettersi in gioco con i Verdi è un progetto che parte anche dalle discussioni, dalle chiacchierate con i miei figli parlando di ambiente, vedendo Greta quando ci parla di cambiamento climatico ecc; oppure come sindaco vedendo il mio lago inquinato, vedendo incendi o dissesti idrogeologici. Ma quando si parla di Verdi soprattutto si parla di ecologia, ossia gestire in maniera efficiente le nostre cose, il nostro patrimonio naturale. Ecco essere dei Verdi vuol dire proprio questo: parlare con i nostri figli, essere collegati al nostro territorio e guardare in prospettiva a medio e lungo termine senza più ragionare solo ed esclusivamente a livello quotidiano».

Parlando di progetti e prospettive a lungo termine, interessante come i Verdi varesini abbiano formato un comitato scientifico composto da ricercatori del JRC di Ispra e da esperti di tematiche ambientali ed economiche «tutti insieme abbiamo iniziato a preparare una proposta politica che proporremo a Varese e paesi limitrofi, ossia l’area di pertinenza del nostro circolo, portando idee e progetti che possano essere utili per le prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno nel 2021 grandi realtà cittadine come Varese, Busto Arsizio e Gallarate dove, chissà mai, potremmo avere dei nostri candidati», dice ancora il sindaco di Comerio.

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I portavoce Silvio Aimetti e Francesca Coffano

Nonostante nulla sia lasciato al caso fin dall’inizio, ovviamente è prematuro parlare di eventuali programmi elettorali, di alleanze, di candidati, ma l’interesse che hanno suscitato fin dalle prime settimane non è un fatto secondario.

«Da noi la porta é aperta a chiunque abbia idee e voglia di partecipare al nostro progetto politico», sottolinea ancora Aimetti.

Insomma i Verdi sono tornati e con essi riemergono quelle istanze di tipo ambientale che potrebbero davvero interessare molti giovani molti dei quali in questo modo potrebbero concretizzare in un alveo politico, tutte le loro importanti idee di cambiamento.

Il dato certo è che nell’aria vi è sentore di grandi cambiamenti anche a livello politico locale, dove civismo o associazioni partitiche come i Verdi potrebbero cambiare davvero gli equilibri della politica, quella rappresentata da partiti tradizionali ai quali non crede più nessuno. Forse nemmeno loro stessi.

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Novella Ciceroni, candidata sindaco a Saronno: ”E’ora di pensare ai bambini”

SARONNO, 8 giugno 2020-Dalo scorsol 24 febbraio, giorno ufficiale di chiusura di tutte le scuole, attività e servizi per l’infanzia, i nostri ragazzi, soprattutto i più piccoli sono passati in secondo piano nei pensieri di chi ci governa: nessun riferimento a loro nei primi DPCM fino a quello di metà Maggio.

Per i piccoli sono stati mesi lunghi, lontani dalle abitudini consuete, dalla socialità con gli altri bambini, dallo sport, dalle maestre. Pochissime voci si sono levate a difesa dei diritti dell’infanzia durante la chiusura totale e ancora ad oggi il Governo – consigliato dal Comitato Tecnico Scientifico – ha negato ai bambini la possibilità di  un ultimo giorno di scuola per poter salutare compagni e maestre.

Nel mentre, dopo lunghe discussioni, è stata autorizzata la riapertura dei centri estivi dal 15 Giugno: vari Comuni si sono mossi subito, consci della necessità di dover offrire questo importante servizio alle famiglie che hanno l’esigenza – con la ripresa ormai pressoché totale delle attività – di conciliare esigenze di vita familiare e lavorativa. E a Saronno ?  Le attività private si sono organizzate per tempo e saranno pronte a partire dal 15. Anche il classico campus organizzato presso le strutture comunali gestite da Saronno Servizi (Piscina e Palaexbo) ha finalmente annunciato che aprirà le iscrizioni nei prossimi giorni, ma per un numero decisamente inferiore di bambini ed escludendo la fascia 0-6 anni, che rimane la più difficile da gestire, in quanto quasi nessuna struttura ha proposte dedicate a loro, mentre i nidi e le scuole per l’infanzia operavano per tutto Giugno e alcuni anche a Luglio.

Le parrocchie cittadine hanno già da diverse settimane comunicato di non essere in grado per quest’anno di organizzare i tradizionali oratori estivi, che accoglievano nelle estati precedenti un numero di circa duemila bambini e ragazzi. Tuttavia, il Prevosto Don Armando Cattaneo ha confermato piena disponibilità ad offrire gli spazi di tutta la comunità cristiana cittadina a operatori professionali che si vogliano proporre come enti gestori di campus sportivi o artistici per i ragazzi. “Prima i ragazzi” è il bel motto che il prevosto ha scelto per estendere il suo invito anche agli istituti scolastici, qualora avessero difficoltà nel reperire spazi adeguati alla ripresa di Settembre.

Un invito che necessità però di una risposta istituzionale pronta e che auspico non cada inascoltato, visto che dal Comune per ora, tutto tace.

E se il Governo ha messo a disposizione delle famiglie un bonus che può essere utilizzato per baby sitting o campi estivi, si può pensare a un aiuto dell’amministrazione comunale per le famiglie che quest’anno si troveranno a dover affrontare costi più salati dei centri estivi e che in molti casi avranno oggettive difficoltà nel pagarli, soprattutto per chi ha più figli. Sarebbe un aiuto dato non solo ai più piccoli, ma anche alle tantissime mamme che in questi lunghi mesi si sono fatte in quattro per gestire casa, compiti, video-lezioni, tempo libero dei bimbi, lavoro (in smart-working) e che adesso hanno il diritto di poter recuperare del tempo anche per loro stesse o di rientrare serene al lavoro in presenza se questo è richiesto dalla professione.  Le donne – spesso la fascia lavorativa più debole – hanno perso molto a causa della pandemia, essendo a loro delegato, ancora di più in questo periodo di emergenza, il compito di cura della famiglia: il 72% dei 2,7 milioni di lavoratori che sono tornati al lavoro il 4 Maggio sono, infatti, uomini.

Mi risulta inoltre che alla data del 7 Giugno gli spazi dei giochi nei parchi pubblici saronnesi siano ancora chiusi, sebbene l’ordinanza 555 di Regione Lombardia del 29/05 ne renda possibile la riapertura con alcuni accorgimenti. Ad oggi solo l’area in zona piscina, gestita da Club House, è utilizzabile dai più piccoli e a dire la verità è anche una delle poche a essere in buono stato. Premesso che tutti gli spazi gioco dovrebbero ormai essere riaperti per la stagione estiva, si potrebbero sfruttare almeno questi giorni di chiusura per riparare e ripristinare – se non è possibile sostituire subito – alcuni giochi veramente in pessime condizioni.

Iniziamo d’ora in poi a pensare ai bambini. Sono stati i più sacrificati dall’inizio della diffusione del virus e hanno diritto a recuperare il tempo che gli è stato sottratto, a vivere un’estate serena all’aria aperta con i loro amici e a superare ciò che di negativo possono aver vissuto in questi mesi, pensando a soluzioni nel rispetto della normativa vigente.

Novella Ciceroni

Candidata Sindaco – Obiettivo Saronno




Un nuovo parcheggio a Capolago. Consigliere Pepe: ”Finalmente, lo attendavamo da 8 anni”

VARESE, 22 novembre 2019-«Un altro parcheggio in arrivo a Capolago». Con queste parole il consigliere comunale del Partito Democratico Alessandro Pepe commenta la notizia della realizzazione dell’infrastruttura ai bordi della SP1.

«Sono molto soddisfatto di questa iniziativa – spiega Pepe –,  è dai mondiali di ciclismo del 2008 che aspettiamo questo intervento. La scorsa amministrazione l’ha tenuto fermo per ben 8 anni. Grazie a questa giunta invece, finalmente vedrà la luce questa opera rimasta sulla carta per molto tempo. Sembrava fantascienza  la sua realizzazione, invece tutto si sta concretizzando: la pubblicazione del bando di gara per lo svolgimento dei lavori è un forte segnale di concretezza».

«Questa – continua l’esponente del Partito Democratico – è un’ulteriore dimostrazione del cambio di passo rispetto al passato. I progetti vengono realizzati e non solo annunciati, anche senza il supporto di grandi eventi. In soli tre anni l’amministrazione ha messo in campo iniziative che stanno portando anche alla costruzione di un altro parcheggio vicino al centro storico del rione».

«Quello realizzato nei pressi della provinciale – conclude il consigliere di maggioranza – è strategico: soprattutto per i tanti cittadini che hanno voglia di andare sulla pista ciclabile. La vicinanza all’uscita dell’autostrada è poi fondamentale per attrarre i turisti che arrivano da fuori città».




Arrestati Lara Comi e Paolo Orrigoni nell’ambito dell’inchiesta Mensa dei poveri.

VARESE, 14 novembre 2019-di GIANNI BERALDO-

Clamorosa svolta nelle indagini per truffa, corruzione e finanziamento illecito ai partiti nella cosidetta operazione “mensa dei poveri”.

In manette sono finiti questa mattina l’ex eurodeputata Lara Comi e il famoso imprenditore varesino Paolo Orrigoni (entrambi agli arresti domiciliari) patron della catena supermercati Tigros nonchè consigliere comunale a Varese.

Con loro anche il dg di Afol Metropolitana  Giuseppe Zingale.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Raffaella Mascarino e chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Fumo e Adriano Scuderi.

Una indagine che parte da lontano e della quale ne avevamo giá parlato sul nostro giornale alcuni mesi fa.

Paolo Orrigoni

“Oggi io dirò che non ho mai preso 17k e non ho mai avuto consulenze con Afol nè società a me collegate che non esistono….Se mi chiedono perchè dicono questo posso dire che tu facevi loro consulenza”, questa una delle telefonate effettuate da Lara Comi all’avvocato Bergamaschi, intercettata dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, dove la Comi farebbe riferimento a 17mila euro che avrebbe ottenuto da Afol per gestire le sue società e finanziare campagna elettorale per le elezioni europee.

Le accuse a vario titolo per tutti loro è di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Significative in tal senso una parte del testo relativo all’ordinanza che dice “Nonostante la giovane età, Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi e collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento  di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all’incameramento di finanziamento illeciti”, un’altra parte della stessa ordinanza cita ” Nella Comi emerge  la peculiare abilità nell’acquisire e sfruttare  al meglio la sua rete di conoscenze,  al fine di trarre dal ruolo pubblico di cui era investita  per espressione della volontà popolare, il massimo vantaggio in termini economici e ampliamento della propria sfera di visibilità”.

Arresti avvenuti dopo i numerosi e continui interrogatori nei confronti del “grande imputato” Nino Caianiello che ha deciso di raccontare ai magistrati come avvenivano gli scambi di favori (e di soldi).

Una riunione nella sede di Forza Italia con Lara Comi e Paolo Orrigoni

Il nome di Orrigoni nelle indagini è spuntato perchè ha parlato l’imprenditore Pietro Tonetti raccontando che, d’intesa con lui, Orrigoni avrebbe versato l’anticipo di 50mila euro della presunta tangente mascherata sotto forma di incarico a uno studio di ingegneristica, per ottenere la variante di destinazione d’uso di un terreno a Gallarate, dove  avrebbe aperto un nuovo supermercato Tigros.

Da segnalare inoltre che nel filone di indagini compare pure il nome del giornalista varesino Andrea Aliverti, addetto stampa della Comi, che veniva retribuito con 1000 euro al mese rimborsati dall’Europarlamento. Aliverti ai pm ha dichiarato  che in realtà di soldi al mese ne riceveva 3000 di cui 2000 tramite fatture gonfiate, soldi che venivano girati a Nino Caianiello permettendo in questo modo di pagare, tra l’altro,  affitto e spese della sede provinciale di Forza Italia- che si trova in via Carrobbio a Varese- in quanto la Comi non era preposta ai tali esborsi  (allora era anche coordinatrice provinciale di FI).

Ora vedremo come andrà a finire l’inchiesta e come risponderanno (e si difenderanno) tutti gli indagati alle gravi accuse poste in atto dalla magistratura nei loro confronti.

direttore@varese7press.it

 

 

 




Nicola Turato (Uniti per Cambiare) critica nuova area sosta per disabili a Casale Litta:”Distanti dal centro e posizionati in discesa”

CASALE LITTA, 22 dicembre 2019-Quale consigliere comunale e capogruppo del Gruppo consiliare di minoranza nel Comune di Casale Litta, preme evidenziare un’evidente contraddizione sotto gli occhi di tutti.
In frazione Bernate, in Via Libertà, è stato realizzato un nuovo parcheggio pubblico.
Ora, al di là delle normative vigenti (art. 188 Reg. Att. C.d.S.; DPR n. 503/1996; DM n. 236/1989; ecc.), è solo di questione di un po’ di buon senso, da applicarsi quando si realizza qualunque opera, specie quelle destinate alla collettività.
Anziché consentire, in maniera piena, ed agevolare la mobilità di persone che hanno oggettive ed incolpevoli difficoltà, questa nuova (!) opera pare andare nella direzione di un interesse contrario.
Difatti, lo stallo di sosta in esame, anzichè essere il più vicino possibile alla chiesa parrocchiale, alla piazzetta e a tutte le attività commerciali  presenti in loco, è posizionato il più lontano possibile da essi.
Per di più in pendenza, dalla parte più altra della strada verso il basso, con tutte le connesse problematiche del caso.
Non sembra possibile che, nel 2019, ci sia ancora una tale superficialità per questi temi che, purtroppo, toccano da vicino le persone
Avv. Nicola Turato

Consigliere comunale e capogruppo di “Uniti per cambiare”

 




Ospite a Varese Mauro Alboresi, segretario nazionale del PCI: ”Bisogna ridare voce ai ceti popolari e lavoratori”

VARESE, 15 dicembre 2019- di GIANNI BERALDO- 

Accordi sí, compromessi di tipo ideologico mai. Questo il mantra del Partito Comunista Italiano rinato nel 2016 riappropriandosi del simbolo orginale (unica differenza le iniziali senza punto ed una variazione del tricolore nella bandiera, ma soprattutto volendo rielaborare quella identitá perduta e falcidiata negli anni da cambi di nome e di correnti.

Per farlo si sono affidati a un gruppo di persone, di politici, che credono ancora nei valori di quella sinistra che tanti sbandierano ma che poi nei fatti non si materializza in voto.

L’intervento di Claudio Cerardi, segretario provinciale

E di voti infatti l’attuale Pci ne ha pochini (1,4% nelle ultime elezioni politiche), nonostante le adesioni nella lista di Potere al Popolo che non hanno dato i frutti sperati.

Poco importa. Il Pci non demorde e riparte rilanciando tematiche e proposte a loro care, grazie alla ferrea volontá e grande passione del segretario nazionale Mauro Alboresi il quale continua incessantemente un lungo tour in tutta la Penisola incontrando militanti in ogni cittá.

Questa mattina Alboresi é stato ospite della sezione varesina del Pci con un incontro pubblico alla Coop di Viale Belforte, coadiuvato dal professore Cosimo Cerardi, segretario provinciale del Pci.

Tanti i temi messi a fuoco dal segretario nazionale durate il suo intervento (preceduto da quelli di un rappresentante associazione Italia-Cuba, da quello di Ester De Tomasi presidente provinciale Anpi, da Gianmarco Martignoni della Cgil, ma soprattutto interessante l’intervento del giovane Martino Marconi del PCI area Canton Ticino, nella vicina Svizzera), che non poteva che iniziare evidenziando la gravitá della risoluzione votata dal parlamento europeo lo scorso mese di settembre, che equipara le atrocitá e responsabilitá

Intervento di Ester De Tomasi

storiche del nazismo a quelle del comunismo.

«Di per sé é giá grave si faccia questo tipo di comparazione senza gli obbligatori distinguo di tipo storico, se poi aggiungiamo che questa risoluzione-oltre alla scelta ovvia da parte della destra e del centrodestra-é stata approvata pure da parlamentari europei in quota Pd come la Bonafé, Fernando, Moretti o addirittura Pisapia del quale tutti noi conosciamo i suoi trascorsi politici». Cosí Alboresi che, dopo un breve excursus storico sulla valenza e impatto positivo del comunismo a livello internazionale (oltre rimarcare la storia del Pci e della sinistra in Italia), focalizza l’attenzione su temi nazionali sui quali prendere le misure a livello programmatico nei prossimi mesi.

«Aldilá di quello che ci raccontano il partito comunista sta crescendo parecchio in molti Paesi europei, mentre in altri come ad esempio la Polonia o Ucraina é stato messo al bando seppur in modi diversi. Insomma evidente che sia in corso un processo di revisionismo che tende a eliminare il Partito Comunista».

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Martino Marconi, rappresentante del Pci ticinese

Parlando di programmi futuri il segretario nazionale ha rimarcato come le scelte siano condensate in 4 tematiche d’ampio respiro ma ben precise, tra le quali la richiesta di uscire dalla Nato («sempre piú strumento bellico in mano agli Stati Uniti per offendere  e non per difendere»), gli aspetti economici ma quelli riguardanti il mondo del lavoro e futuro delle grandi aziende del Paese come la Whirlpool o ex Ilva ad esempio.  Senza dimenticare la ferma volontá di volere eliminare i decreti sicurezza, cosí come la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a paritá di salario e altro ancora utile e rimettere in campo quei valori fondanti legati alla persona, ai lavoratori e a tutte quelle persone sempre piú senza tutele e diritti.

Anche sulla questione alleanze Alboresi ha le idee chiare «Noi siamo convinti che bisogna rimettere al centro una soggettivitá comunista tenendo aperta un’alternativa di sistema, mentre si propone di dare voce alle istanze del mondo del lavoro e ceti popolari. Il venir meno di quella presenza di fatto ha relegato alla marginalitá. Ovviamente guardiamo alle alleanze per questo ci siamo giá incontrati con rappresentanti di altre forze di sinistra oggi all’opposizione, per mettere in campo proposte comuni pur nelle differenze. La nostra é una scelta alternativa ovviamente al centrodestra cosí come al centrosinistra che vede come perno il Partito Democratico».

Il 25 o 26 gennaio (data ancora da decidere) il PCI ha in programma delle grandi manifestazioni di piazza, richiamando temi sopracitati senza guardare al passato ma con la forza dell’attualitá.

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Esposto Corte dei Conti a Saronno, la risposta dell’Amministrazione: “Perchè fingono di non conoscere la classificazione?”

SARONNO, 10 dicembre 2019-L’Amministrazione comunale nei giorni scorsi ha appreso dalla stampa locale la notizia dell’esposto presentato alla Corte dei conti da diversi esponenti delle forze di opposizione, finalizzato alla verifica della regolarità dell’acquisto dei terreni destinati alla realizzazione dell’area feste.

Da quanto scritto le minoranze contestano il prezzo d’acquisto pagato dal Comune di Saronno, in quanto ritenuto non congruo per le aree agricole.

Purtroppo per gli esponenti le aree in questione non sono aree agricole, ma ATP=Ambiti di Trasformazione Perequata e come tali sono state trattate e stimate ai fini del relativo trasferimento.

La perequazione è un istituto disciplinato dalla legislazione regionale, proprio per contemperare le precedenti differenze di valori tra aree libere assegnando una possibilità edificatoria anche ad aree ove è prevista l’acquisizione da parte del Comune, ed attuato su queste e su altre aree con l’approvazione del P.G.T. nel 2013, da allora invariato, vale a dire – quindi – introdotto proprio dalle minoranze o almeno da buona parte di esse che oggi risultano firmatarie dell’esposto alla Corte dei Conti.

Risulta inevitabile, quindi, porsi la seguente domanda: perché le attuali minoranze fingono di non conoscere l’effettiva classificazione dei terreni di cui si discute? 

La risposta appare più che evidente se si considera che l’attività politica svolta negli ultimi tempi dalle attuali minoranze è stata finalizzata non al perseguimento degli interessi pubblici della comunità saronnese, ma unicamente a gettare fango sull’attuale amministrazione.

Non è un caso infatti che sia stata data la notizia ai giornali. Se avessero voluto perseguire l’interesse pubblico non sarebbe stata necessaria la pubblicità, ma il semplice invio. Viene evidentemente da chiedersi se, considerate le imminenti elezioni, questa e altre manovre non siano semplicemente dei mezzucci per cercare di screditare quello che ha fatto l’Amministrazione (tra cui senz’altro si può annoverare l’acquisizione al patrimonio pubblico di terreni in posizioni strategiche) e non potendosi accreditare le cose positive quali la realizzazione delle bonifiche di cui gli altri tanto han parlato, ma che sono andate in porto solo con l’Amministrazione Fagioli.