Ospite a Varese Mauro Alboresi, segretario nazionale del PCI: ”Bisogna ridare voce ai ceti popolari e lavoratori”

VARESE, 15 dicembre 2019- di GIANNI BERALDO- 

Accordi sí, compromessi di tipo ideologico mai. Questo il mantra del Partito Comunista Italiano rinato nel 2016 riappropriandosi del simbolo orginale (unica differenza le iniziali senza punto ed una variazione del tricolore nella bandiera, ma soprattutto volendo rielaborare quella identitá perduta e falcidiata negli anni da cambi di nome e di correnti.

Per farlo si sono affidati a un gruppo di persone, di politici, che credono ancora nei valori di quella sinistra che tanti sbandierano ma che poi nei fatti non si materializza in voto.

L’intervento di Claudio Cerardi, segretario provinciale

E di voti infatti l’attuale Pci ne ha pochini (1,4% nelle ultime elezioni politiche), nonostante le adesioni nella lista di Potere al Popolo che non hanno dato i frutti sperati.

Poco importa. Il Pci non demorde e riparte rilanciando tematiche e proposte a loro care, grazie alla ferrea volontá e grande passione del segretario nazionale Mauro Alboresi il quale continua incessantemente un lungo tour in tutta la Penisola incontrando militanti in ogni cittá.

Questa mattina Alboresi é stato ospite della sezione varesina del Pci con un incontro pubblico alla Coop di Viale Belforte, coadiuvato dal professore Cosimo Cerardi, segretario provinciale del Pci.

Tanti i temi messi a fuoco dal segretario nazionale durate il suo intervento (preceduto da quelli di un rappresentante associazione Italia-Cuba, da quello di Ester De Tomasi presidente provinciale Anpi, da Gianmarco Martignoni della Cgil, ma soprattutto interessante l’intervento del giovane Martino Marconi del PCI area Canton Ticino, nella vicina Svizzera), che non poteva che iniziare evidenziando la gravitá della risoluzione votata dal parlamento europeo lo scorso mese di settembre, che equipara le atrocitá e responsabilitá

Intervento di Ester De Tomasi

storiche del nazismo a quelle del comunismo.

«Di per sé é giá grave si faccia questo tipo di comparazione senza gli obbligatori distinguo di tipo storico, se poi aggiungiamo che questa risoluzione-oltre alla scelta ovvia da parte della destra e del centrodestra-é stata approvata pure da parlamentari europei in quota Pd come la Bonafé, Fernando, Moretti o addirittura Pisapia del quale tutti noi conosciamo i suoi trascorsi politici». Cosí Alboresi che, dopo un breve excursus storico sulla valenza e impatto positivo del comunismo a livello internazionale (oltre rimarcare la storia del Pci e della sinistra in Italia), focalizza l’attenzione su temi nazionali sui quali prendere le misure a livello programmatico nei prossimi mesi.

«Aldilá di quello che ci raccontano il partito comunista sta crescendo parecchio in molti Paesi europei, mentre in altri come ad esempio la Polonia o Ucraina é stato messo al bando seppur in modi diversi. Insomma evidente che sia in corso un processo di revisionismo che tende a eliminare il Partito Comunista».

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Martino Marconi, rappresentante del Pci ticinese

Parlando di programmi futuri il segretario nazionale ha rimarcato come le scelte siano condensate in 4 tematiche d’ampio respiro ma ben precise, tra le quali la richiesta di uscire dalla Nato («sempre piú strumento bellico in mano agli Stati Uniti per offendere  e non per difendere»), gli aspetti economici ma quelli riguardanti il mondo del lavoro e futuro delle grandi aziende del Paese come la Whirlpool o ex Ilva ad esempio.  Senza dimenticare la ferma volontá di volere eliminare i decreti sicurezza, cosí come la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a paritá di salario e altro ancora utile e rimettere in campo quei valori fondanti legati alla persona, ai lavoratori e a tutte quelle persone sempre piú senza tutele e diritti.

Anche sulla questione alleanze Alboresi ha le idee chiare «Noi siamo convinti che bisogna rimettere al centro una soggettivitá comunista tenendo aperta un’alternativa di sistema, mentre si propone di dare voce alle istanze del mondo del lavoro e ceti popolari. Il venir meno di quella presenza di fatto ha relegato alla marginalitá. Ovviamente guardiamo alle alleanze per questo ci siamo giá incontrati con rappresentanti di altre forze di sinistra oggi all’opposizione, per mettere in campo proposte comuni pur nelle differenze. La nostra é una scelta alternativa ovviamente al centrodestra cosí come al centrosinistra che vede come perno il Partito Democratico».

Il 25 o 26 gennaio (data ancora da decidere) il PCI ha in programma delle grandi manifestazioni di piazza, richiamando temi sopracitati senza guardare al passato ma con la forza dell’attualitá.

direttore@varese7press.it




VIDEO intervista a Mauro Alboresi, segretario nazionale del PCI

VARESE, 15 dicembre 2019-




Binelli (Lega): ”Sui Consigli di Quartiere la maggioranza di sinistra ha fallito”

VARESE, 14 dicembre 2019- “La maggioranza di sinistra non è nemmeno in grado di garantire il numero legale e quindi l’effettivo svolgimento della Commissione per i Consigli di Quartiere, che loro stessi hanno voluto e istituito. Lo spettacolo che è andato in scena ieri sera a Palazzo Estense da parte della maggioranza è stato semplicemente vergognoso”.

Così Fabio Binelli, Capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Varese, sull’assenza di numerosi esponenti della maggioranza alla seduta della Commissione di ieri sera.

“Quello dei Consigli di Quartiere, con tantissime carenze e arrivato praticamente quasi a mandato finito, è un progetto voluto fortemente dall’attuale maggioranza che sostiene Galimberti – spiega Binelli – che servirà più che altro al Pd per farsi pubblicità. E questo è dimostrato dal fatto che gli esponenti delle altre forze di maggioranza ci credono così poco da non presentarsi nemmeno alla riunione”.

“I Capigruppo di Italia Viva e Lista Galimberti – prosegue Binelli – ovvero Pullara e Cocchiere, erano presenti con me alla precedente Commissione Sport, ma evidentemente non hanno ritenuto opportuno fermarsi ulteriormente a Palazzo Estense per partecipare anche ai lavori per istituire i Consigli di Quartiere. E quando ho chiesto al Presidente di Commissione Giacomo Fisco, esponente del Pd, di verificare il numero legale, Fisco si è opposto. A quel punto per protesta, vista l’evidente incapacità di garantire lo svolgimento di una seduta corretta, me ne sono andato, seguito dal collega di minoranza Valerio Vigoni”.

“Stamattina è arrivata la riconvocazione della seduta della Commissione per settimana prossima – conclude Binelli – l’inizio dell’attività dei Consigli di Quartiere non appare tuttavia molto incoraggiante per via della scarsa convinzione degli stessi esponenti di maggioranza”.




Forza Italia rinasce a Varese partendo dalla nuova sede. Caliendo: ”Ora spazio a idee e progetti di tutti i cittadini”

VARESE, 13 dicembre 2019- di GIANNI BERALDO-

A Varese il cammino di Forza Italia riparte da una nuova sede-situata nella centralissima via Marcobi, 5- inaugurata questa sera alla presenza di molti rappresentanti illustri del partito. 

Forza Italia in provincia di  Varese (ma non solo) é un partito che negli ultimi anni ha perso molti voti e ancora oggi le percentuali non sorridono.

Probabilmente complice anche vicende giudiziarie ancora in essere, che hanno visto coinvolti diversi personaggi politici che negli ulttimi anni avevano ricoperto ruoli chiave a livello provinciale, regionale ed europeo.

Nonostante tutto, questa sera si percepiva tra i presenti (saletta piena) quella voglia di ripartire da zero: come nel 1994 quando tutto inizió.

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Massimiliano Salini

Altri tempi certo, con il fondatore Silvio Berlusconi vero trascinatore in grado di sovvertire a suo favore ogni pronostico dominando la scena politica nazionale per un paio di decenni.

Ora tutto é piú ridimensionato. Basta sfarzi del passato badando piú alla concretezza.

Come la nuova sede composta da un paio di locali (carini) di cui uno minimale.

Ma tanto basta per infondere fiducia ai propri iscritti e simpatizzanti, ultimamente forse un pó smarritisi a livello ideologico consapevoli che nulla puó durare in eterno.

Ecco la molla del cambiamento, della voglia di rivincita, della voglia di ricominciare una nuova stagione politica che possa mietere nuovi successi elettorali fin dalle prossime amministrative che in provincia di Varese vedono chiamate in causa sia Varese che Gallarate e Busto Arsizio. Insomma un banco di prova decisivo per il futuro di Forza Italia a livello territoriale.

Di questo ne é consapevole il senatore Giacomo Caliendo, commissario provinciale che ha fortemente voluto questa nuova sede (dopo essere stati ”sfattati” da via Carrobbio ora sede solo di Agorá) «a me interessa molto dare un input piú che indicazioni specifiche, dare a Varese la voglia di partecipare. Mi auguro che i cittadini prendano questa iniziativa come quella di nuova vita politoca. Noi abbiamo bisogno della partecipazione di tutti con la possibiltiá di esprimere la propria opinione, idee, progetti, senza nessun condizionamento. Idee e proposte che devono essere raccolte dal partito riflettendolo in operativitá concreta».

Il senatore sottolinea inoltre come sia importante consolidare la storica allenza con pariti di centrodestra ponendo molta attenzione ma soprattutto ascoltando le sirene che arrivano da civismo, fenomeno sempre piú in crescita oramai imprenscindibile in tema di alleanze a livello amministrativo.

Un refresh che ha portato a comporre un nuovo organigramma di FI a livello provinciale, inserendo nomi nomi in ambiti specifici. Come ad esempio Piero Galparoli responsabile degli enti locali.

Oltre a Giuseppe Taldone e il segretario cittadino Roberto Leonardi, all’inaugurazione vi era pure il commissario regionale nonché europarlamentare Massimiliano Salini «Varese coincide con questa storia che vede un centrodestra unito dove é sempre stata molto forte la Lega ma dove Forza Italia ha sempre rappresentato quel punto di costruttivitá, creativitá e anelito alla libertá che ha reso la proposta del centrodestra alla portata della domanda del ceto medio produttivo, della realtá d’impresa e di tutti coloro che intendano investire sulla qualitá della libertá».

Da segnalare anche la presenza di Gigi Farioli, ex sindaco di Busto Arsizio per due mandati e personaggio ancora influente a livello di scelte politiche a livello provinciale.

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Giusy Versace

Pare proprio che dopo un perido di appannamento Forza Italia a  Varese e provincia abbia deciso di giocarsi le ultime carte: quelle del riscatto cercando di convincere i cittadini che non tutto é marcio in politica ma, anzi, bisogna rivalutarne il ruolo dei protagonisti. Come sottolinea la brillante e sempre vivace parlamentare Giusy Versace, lei che da atleta paralimpica di fatica se intende cosí come del fatto di non mollare mai se si vogliono ottenere dei risultati «Senza il coraggio e determinazione non si riparte. In realtá noi non l’abbiamo mai persa, é come quando cade un vaso e cadono a terra i cocci e devi avere il tempo per ripulire. Penso che l’inuagurazione di questa sede oggi possa regalare un pó di fiducia, quella che principalmente si é persa. In Forza Italia esiste un gruppo che ha ancora voglia di andare avanti portando avanti quei principi liberali che ci hanno sempre contaddistinto. A livello amministrativo abbiamo governato bene e dobbiamo continuare a farlo in futuro. Personalmente ho dato la massima disponibilitá per aiutare la squadra a non sentirsi sola. Io stessa tante sfide nella mia vita le ho vinte perché non sono stata lasciata sola».

Le parole della Versace sintetizzano lo spirito della serata.

Poi per vincere le sfide vere, qulle sul campo dove i voti contano servirá ben altro, ma intanto Forza Italia é rimasta in piedi nonostante tutto.

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Piazza Fontana, le critiche del Consigliere comunale Palmieri: “Vergognoso si voglia cancellare memoria di Calabresi”

MILANO, 12 dicembre 2019 – “Abbiamo aspettato fino all’ultimo che arrivasse almeno un segnale, eppure neanche l’attesa importante presenza del Capo dello Stato ha prodotto una reazione che interrompesse in modo degno un silenzio ipocrita del Comune e dei suoi vertici politici: è vergognoso che voglia cancellare la memoria di Luigi Calabresi nell’ambito del 50° anniversario della strage di Piazza Fontana. Noi non lo permetteremo e chiediamo che si ponga subito rimedio, non solo perché è una lacuna, ma anche perché vorrebbe dire imporre un’involuzione rispetto al percorso civile compiuto sia a Milano, sia al Quirinale: accanto alle 17 vittime e a Giuseppe Pinelli va considerato il Commissario Calabresi”.

Manfredi Palmieri, consigliere comunale a Milano per Epi

Lo ha detto Manfredi Palmeri, Consigliere comunale liberale a Milano di EPI e Capogruppo di opposizione a Palazzo Marino, aggiungendo: “L’ho sempre voluto evidenziare da Presidente del Consiglio comunale (regalando a tutti i Consiglieri proprio un libro sulla strage di Piazza Fontana quale primo mattone della Casa della Memoria), l’ha poi evidenziato il Presidente Napolitano incontrando e facendo incontrare la vedova Pinelli e la vedova Calabresi.

Il Comune oggi sta invece così facendo fare a Milano, all’Italia, alla Storia un passo indietro: chiediamo che anche alla seduta di commemorazione in Aula si rimedi al grave errore perché i milanesi possano dar senso a una memoria che non deve essere utilitaristicamente selettiva, che non marchi o persino alimenti le divisioni, che se ricomprende anche le vittime indirette le ricomprenda tutte, che nello specifico ribadisca il filo negativo che unisce Piazza Fontana ad altri tragici momenti bui nella nostra Repubblica. Ricordare anche Luigi Calabresi contribuisce a rafforzare quelle fondamenta comuni della nostra amata Italia che proprio il terrorismo mirava a minare”.

 




Intervista all’onorevole Matteo Bianchi su Mes, ecomafie, scenari internazionali e Lega che si rinnova

VARESE, 11 dicembre 2019-di GIANNI BERALDO-

Situazione MES,Meccanismo Europeo di Stabilità comunemente conosciuto come “Salva Stati”, mafia ambientale, svolta storica da parte di quello che una volta era la Lega Nord. Tanti e diversi gli argomenti dei quali abbiamo parlato con il parlamentare varesino leghista Matteo Bianchi, raggiunto telefonicamente a Washington.

Onorevole Bianchi lei attualmente è negli Stati Uniti come membro della delegazione parlamentare Nato: come procedono i lavori?

<<Più che un’assemblea dove si discutono mozioni ecc..si tratta di un focus sulle situazioni riguardanti teatri mondiali critici su cui porre attenzione dal punto di vista geopolitico>>.

Quindi non solo scenari di guerra.

<<Anche scenari di guerra ma non solo. Sul tavolo vi sono ragionamenti inerenti situazione critiche come il Medioriente, anche se il focus principale penso sia legato alla preoccupazione dell’aggressività cinese sotto il profilo commerciale ma anche alla cyber sicurezza con il sistema delle infrastrutture del 5G che mina la sicurezza anche sotto il profilo militare>>.

E sulla vicenda repressioni cinesi a Hong Kong?

Attilio Fontana con Bianchi

<<Il nostro governo in tal senso dovrebbe prendere una posizione abbastanza chiara, quello che Di Maio invece non sta facendo rischiando di prendere una posizione troppo filo cinese facendo irritare gli americani e gli altri alleati occidentali. Questa aggressività cinese nei vari settori commerciali rischia di creare dei potenziali problemi che poi saranno molto difficile da gestire>>.

Temi internazionali che lei padroneggia bene visto l’esperienza accumulata politicamente in questi ultimi anni.

<<Sì, ho iniziato nel 2015 come membro del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, organismo che raggruppa sindaci e presidenti di Regione di tutta Europa. Ora questa nuova esperienza come membro delegazione parlamentare per rapporti con la Nato, dove ci pone su di un piano diverso rispetto alle tematiche ma che ti consente di consolidare esperienze politiche e umane a livello internazionale>>.

E sulla questione MES che mi può dire?

<<La nostra posizione come Lega è abbastanza chiara, ritenendo che questo programma salva stati così come è gestito potrebbe essere una beffa per l’Italia che si vede costretta a a fare pagare ai contribuenti dei quattrini per questo fondo gestito arbitrariamente senza un controllo democratico rispetto alle sensibilità che dovrà affrontare  questo meccanismo. Visto che negli ultimi anni le impostazioni delle politiche europee ha avuto come centralità gli interessi di due Paesi autorevoli dal punto di vista politico ed economico quali la Francia e la Germania, il nostro timore è che appunto anche questo fondo venga gestito con la stesso stesso sistema a livello di decurtazione,  favorendo questi due Paesi a discapito di altri>>.

In realtà il Mes riguarderebbe pure i risparmiatori tedeschi e francesi, quindi lo stesso equo sistema mi pare.

<<Vero ma non è un mistero che in questo momento la Germania abbia delle difficoltà economiche e finanziarie seppur non a livello di quelle italiane, quindi la preoccupazione è che questo fondo pagato anche da Paesi che non sono ancora riusciti a uscire dalla crisi, venga utilizzato per stabilizzare in realtà le loro banche, quelle appunto di Francia e Germania. Sia chiaro comunque che è un bene di tutti che gli istituti di credito in Europa  siano sani e stabili, però non si può pretendere che alcuni Stati come l’Italia che sono stati penalizzati da certe politiche europee a livello economico, possano contribuire a puntellare il sistema tedesco>>.

Ieri è stato reso pubblico il report annuale di Legambiente inerente il fenomeno sociale delle ecomafie: la Lombardia risulta la prima regione del Nord per reati collegati a ecomafie: che ne pensa?

<<Evidente che il tema della criminalità organizzata rispetto a decenni fa è cambiato: non c’è più il mafioso con coppola e lupara ma il mafioso in doppiopetto e colletto bianco. Ora li troviamo dove vi è più dinamicità sotto il profilo economico. Bisogna che la politica riesca a mettere degli argini, tuttavia non credo che un’ulteriore regolamentazione normativa su certe questioni sia il canale giusto per arginare questo tipo di fenomeno perchè si rischia che più tu vai a fare delle regolamentazioni o certificazioni obbligatorie per le aziende ecc…, gli onesti continueranno a farle caricandoli ulteriormente di pratiche burocratiche, quelli disonesti continueranno a delinquere trovando dell scappatoie. Credo invece che l’impostazione principale sia quello che la politica e la società stessa riesca ad avere degli anticorpi nei confronti di questi sistemi criminosi. Insomma cambiare l’ approccio di tipo culturale ancor prima che normativo>>.

Matteo Salvini

Parlando di politica e soldi non posso fare a meno di chiederle dei finanziamenti ai partiti da parte di alcune fondazioni, come la Open che ha finanziato il Matteo Renzi e il suo nuovo partito Italia Viva, generando una serie di critiche e polemiche.

<<Sinceramente e rispettando il grande lavoro che sta facendo la magistratura in merito a queste vicende, devo dire che bisogna stare attenti, come “sistema Italia”, a criminalizzare a priori la politica e chi la rappresenta, perchè si rischia di creare uno squilibrio tra i poteri che devono rimanere in equilibrio, ossia quello esecutivo, legislativo e giudiziario. Quando questo avviene vi è il problema di tenuta di tutto il sistema. Penso che la politica debba affrontare la questione del finanziamento ai partiti in maniera responsabile e scevra dai condizionamenti della opinione pubblica. Ad esempio propri qui negli Stai Uniti esiste un sistema di finanziamento ai partiti da parte di alcuni portatori di interesse, in maniera trasparente e sui quali nessuno ovviamente si scandalizza perchè appunto tutto fatto alla luce del sole. Da noi invece se qualcuno finanzia un partito o una campagna elettorale in maniera assolutamente legittima, c’è sempre la dietrologia del “perchè l’ha fatto e chissà che interessi vi sono dietro”, ecco io credo che serva a tutti quanti in al senso più maturità>>.

Umberto Bossi

Il prossimo 21 dicembre a Milano si svolgerà un’assemblea che potrebbe cambiare la storia della Lega.

<<Quella data si riferisce a un congresso di natura statutaria, quindi verrà modificato lo statuto del partito. Ovvio che dal 2020 la Lega comincerà a lavorare con una  impostazione più moderna, più al passo con i tempi rispetto alle esigenze che si sono create all’interno della società attuale. Quello che bisogna sottolineare e che spesso non viene recepito è che alcuni pilastri fondanti della Lega non vengono a mancare. Il tema del regionalismo, del federalismo, dell’autonomia, dell’attaccamento al territorio e che la persona viene prima dello Stato, sono questioni fondanti che non vengono meno rispetto alla impostazione del partito che sta dando Salvini oggi che ha una maniera di comunicare molto diversa rispetto a Umberto Bossi>>.

Cambiare il nome potrebbe essere rischioso. 

<<Ogni decisione la si prenderà al congresso, ma il fatto che la Lega continuerà a chiamarsi Lega, questo nessuno lo mette in discussione>>.

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Esposto Corte dei Conti a Saronno, la risposta dell’Amministrazione: “Perchè fingono di non conoscere la classificazione?”

SARONNO, 10 dicembre 2019-L’Amministrazione comunale nei giorni scorsi ha appreso dalla stampa locale la notizia dell’esposto presentato alla Corte dei conti da diversi esponenti delle forze di opposizione, finalizzato alla verifica della regolarità dell’acquisto dei terreni destinati alla realizzazione dell’area feste.

Da quanto scritto le minoranze contestano il prezzo d’acquisto pagato dal Comune di Saronno, in quanto ritenuto non congruo per le aree agricole.

Purtroppo per gli esponenti le aree in questione non sono aree agricole, ma ATP=Ambiti di Trasformazione Perequata e come tali sono state trattate e stimate ai fini del relativo trasferimento.

La perequazione è un istituto disciplinato dalla legislazione regionale, proprio per contemperare le precedenti differenze di valori tra aree libere assegnando una possibilità edificatoria anche ad aree ove è prevista l’acquisizione da parte del Comune, ed attuato su queste e su altre aree con l’approvazione del P.G.T. nel 2013, da allora invariato, vale a dire – quindi – introdotto proprio dalle minoranze o almeno da buona parte di esse che oggi risultano firmatarie dell’esposto alla Corte dei Conti.

Risulta inevitabile, quindi, porsi la seguente domanda: perché le attuali minoranze fingono di non conoscere l’effettiva classificazione dei terreni di cui si discute? 

La risposta appare più che evidente se si considera che l’attività politica svolta negli ultimi tempi dalle attuali minoranze è stata finalizzata non al perseguimento degli interessi pubblici della comunità saronnese, ma unicamente a gettare fango sull’attuale amministrazione.

Non è un caso infatti che sia stata data la notizia ai giornali. Se avessero voluto perseguire l’interesse pubblico non sarebbe stata necessaria la pubblicità, ma il semplice invio. Viene evidentemente da chiedersi se, considerate le imminenti elezioni, questa e altre manovre non siano semplicemente dei mezzucci per cercare di screditare quello che ha fatto l’Amministrazione (tra cui senz’altro si può annoverare l’acquisizione al patrimonio pubblico di terreni in posizioni strategiche) e non potendosi accreditare le cose positive quali la realizzazione delle bonifiche di cui gli altri tanto han parlato, ma che sono andate in porto solo con l’Amministrazione Fagioli.




Gadda (Italia Viva): ”Bene il Decreto Clima ma per l’ambiente dobbiamo fare di piú”

ROMA, 10 dicembre 2019-Il Decreto Clima, in approvazione oggi dal Parlamento, segna alcuni passi in avanti nella direzione della sostenibilità, ma bisogna essere più incisivi”. Ha dichiarato Maria Chiara Gadda capogruppo Italia Viva in Commissione Agricoltura alla Camera –  “Se è vero che ci sono più risorse per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane, il trasporto scolastico, la riforestazione urbana, d’altro canto molto si può e si deve ancora fare per accompagnare una vera transizione ecologica e affrontare l’emergenza climatica e ambientale che stiamo vivendo. E’ necessario infatti coinvolgere imprese e cittadini, rendendo conveniente la scelta dell’economia circolare e della sostenibilità. Un obiettivo che si ottiene solo premiando chi decide di investire in sostenibilità in modo strutturale, uscendo finalmente dalla logica delle misure a termine e costruire un “fisco ecosostenibile”. In ultimo siamo ancora in tempo per rendere immediatamente operativa l’unità di missione sul dissesto, perché spesso il problema non è la carenza di risorse ma la loro attuazione sul territorio.”



Forza Italia a Varese si rinnova partendo da una nuova sede: inaugurazione venerdì

VARESE, 9 dicembre 2019-Dopo le note vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti  tra gli altri anche diversi esponenti politici di Forza Italia a livello provinciale, a Varese il partito fondato da Berlusconi ha deciso di cambiare sede trasferendosi in via Marcobi 5 (nell’attuale sede di via Carrobbio dovrebbe rimanere l’associazione Agorà).

L’inaugurazione avverrà venerdì 13 dicembre alle ore 18 alla  presenza del Commissario Provinciale Senatore Giacomo Caliendo e del Vice Commissario Provinciale Giuseppe Taldone. Attesi gli Onorevoli Gelmini, Salini e Versace oltre al Senatore Galliani.

redazione@varese7press.it

 




Legge antimoschee, Colombo ex sindaco di Sesto Calende: “Continuerò ad applicare la legge anche da Consigliere regionale”

MILANO, 6 dicembre –  Sulla sentenza della Corte Costituzionale, che ha accolto le questioni sollevate dal Tar Lombardia annullando due disposizioni della legge regionale 2 del 2015 sui luoghi di culto, interviene il Consigliere regionale della Lega, Marco Colombo, ex Sindaco di Sesto Calende, il Comune in cui ha avuto origine, da parte di una associazione islamica, il ricorso al TAR che ha poi ha inviato gli atti alla Consulta.

 “Nel mio mandato da Sindaco ho sempre applicato la legge e sempre la applicherò – commenta Colombo – un impegno che non ho intenzione di far venire meno. Ora che la Corte Costituzionale ha eliminato alcuni articoli della legge cosiddetta “antimoschee”,  da Consigliere regionale mi impegnerò a fare tutto il possibile affinché possano trovare spazio ulteriore modifiche per limitare la proliferazione incontrollata di moschee”.

“Siamo già al lavoro sia con l’Assessore Foroni sia con il Gruppo Lega in Consiglio regionale – prosegue Colombo – per far fronte alla sentenza della Consulta e porre in essere degli emendamenti migliorativi del testo di legge. Uno degli obiettivi è quello di evitare che ci sia una perdita di autonomia degli Enti locali in materia di programmazione urbanistica del territorio, anche in materia di attrezzature religiose”.

“Ci batteremo sempre per tutelare il diritto alla sicurezza dei lombardi” conclude Colombo.