“One shot, No Kill”, mostra fotografica e convegno a Milano

MILANO, 7 ottobre 2019-L’OIPA, nel pieno dell’apertura della stagione venatoria in tutto il territorio nazionale, ha deciso di lanciare “One Shot, No Kill” un progetto di sensibilizzazione che ha l’obiettivo indurre una riflessione sui diversi modi di approcciarsi alla natura, confrontando quello del cacciatore e del fotografo naturalista.

“Laddove il primo si dichiara amante della natura, ma di fatto la uccide e la strappa a chi vorrebbe goderne dopo di lui, il fotografo la rispetta, ammirandone in silenzio la bellezza, catturando immagini da condividere e lasciandola inalterata per chi ne vorrà godere dopo di lui – dichiarano Massimo Comparotto, presidente OIPA Italia Onlus e Luca Spennacchio, fotografo, autore e ideatore del progetto –
Lo sparo del cacciatore uccide, lo scatto del fotografo preserva: One Shot, No Kill.”

Il lancio del progetto sarà un evento che si terrà il 13 ottobre presso il Cam Garibaldi e si articolerà in una mostra fotografica, visitabile dalle ore 11.00, con gli scatti più suggestivi che dieci fotografi naturalisti, sensibili alla tematica hanno donato per celebrare la bellezza e l’unicità di alcune tra le specie più colpite dagli spari di cacciatori e bracconieri. A partire dalle ore 14.30 all’interno della sala conferenze prenderà il via il convegno che avrà come relatori fotografi naturalisti, etologi, zoologi e tratterà i segreti della fotografia naturalista e l’etologia delle specie ritratte, ma anche approfondimenti sulle problematiche legate alla caccia di specie a rischio e al bracconaggio.

L’accesso alla mostra e al convegno sarà gratuito.

Per visionare il programma dell’evento: http://www.oipa.org/italia/oneshotnokill/




Milano Tattoo Convention, tutto pronto per la 25esima edizione. Assente la star cinese Chenjie

MILANO, 31 gennaio 2020-Milano Tattoo Convention è uno degli appuntamenti più importanti della tattoo-art internazionale.
Giunta alla sua 25esima edizione, anche quest’anno (a Fiera Milano City dal 7 al 8 febbraio 2020) si propone come un evento da non perdere con più di cinquecento artisti, provenienti da tutto il mondo e in rappresentanza di ogni stile di tatuaggio. 
A contorno dei tatuatori ci saranno musica, spettacoli e gli immancabili tattoo contest che si terranno nei tre giorni di manifestazione e premieranno i migliori lavori eseguiti durante la convention nelle varie categorie. Si attendono, come nelle scorse edizioni, più di 20.000 appassionati dell’arte del tatuaggio che affolleranno i padiglioni della fiera. 
 
La direzione comunica che, per motivi legati alla diffusione del Coronavirus, gli artisti provenienti dal territorio cinese hanno annullato la loro partecipazione alla Milano Tattoo Convention. Fra questi anche la tatuatrice cinese Chenjie, nota per il suo stile unico che fonde diverse tecniche e che trasforma l’antica pittura ad inchiostro orientale in spruzzi di pigmento incisi sulla pelle. Chenjie arrivava per la prima volta in Europa. La direzione della Milano Tattoo Convention è dispiaciuta di non poter annoverare fra i tatuatori presenti anche questa grande artista di Pechino. 
 
Ma altre star del mondo del Tattoo saranno presenti nella tre giorni milanese. Fra questi: 
–  SNT, unico tatuatore europeo a far parte della World Wide Letter Gang. E’ noto per i suoi tatuaggi su colli, teste, occhi e mani. Ha tatuato, i rapper più seguiti del momento fra i quali la Dark Polo Gang, I Gemitaiz, Gue Pequeno e le mani di Alessio Sakara Ed Emis Killa. E’ anche l’autore dei tatuaggi sul volto di Achille Lauro, rapper che sarà nuovamente ospite a Sanremo 2020. 
– Amanda Toy, famosa per i suoi tatuaggi giocosi e coloratissimi, dallo stile unico. Bambole dagli occhioni languidi, matrioske, unicorni e arcobaleni fatati fanno parte dell’inconfondibile iconografia di Amanda Toy che rivisita il tatuaggio tradizionale americano; 
– Roberto Borsi, uno dei pochi tatuatori italiani a tatuare con la tecnica Tebori, la tecnica tradizionale manuale giapponese che utilizza bacchette d’acciaio invece della classica macchinetta. I suoi soggetti appartengono alla mitologia e alla maschera giapponese.
Fra gli ospiti internazionali di questa edizione ci saranno:
– Haewall, coreano famoso per i suoi full body in stile orientale che alternano colore e bianco e nero;
– il polacco Ad Pancho con uno stile colorato unico famoso per l’impeccabile saturazione del colore;
– Josh Peacock, tatuatore inglese moderno che inserisce dei denti di grandi dimensioni in ogni soggetto che tatua. 
… e molti altri. 



Studenti Medicina Università di Torino volontari per rispondere numero verde coronavirus

TORINO, 27 febbraio 2020-A partire da oggi 27 febbraio e fino all’11 marzo con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, saranno impegnati nel garantire volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione.

 L’iniziativa coinvolge neolaureati e studenti del V e VI anno dei due corsi di laurea di medicina e chirurgia iscritti a Torino e Orbassano.

 Il numero verde 800 19 20 20, istituito dall’Unità di crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, è attivo 24 ore su 24 ed è a disposizione di tutti i cittadini che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Gli studenti di medicina dell’Università di Torino che risponderanno al telefono eseguiranno un pre-triage, una sorta di prima valutazione, e, sulla base di una serie di domande e risposte, indicheranno al paziente cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio infatti, è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati normalmente all’emergenza dal grande flusso di chiamate che in queste ore sta intasando i centralini del 112 e 118.

“L’Università di Torino sta seguendo con grande impegno l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus in diretto contatto con le autorità” dichiara il Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna“Questa lodevole iniziativa, che denota un alto senso civico dei nostri studenti e l’acquisizione di una sensibilità medica che tutto il corpo docente ha loro trasmesso, permette di contribuire attivamente alla risposta eccezionale a garanzia della salute pubblica e offrire un primo contributo alle istituzioni impegnate in un servizio straordinario”.




VIDEO servizio inaugurazione Ospedale Fiera Milano Terapia Intensiva pazienti covid-19

MILANO, 31 marzo 2020- di GIANNI BERALDO-




Le riflessioni di Vincenzo Andraous: “Droga e mistificazione”

VARESE, 23 gennaio 2020-di VINCENZO ANDRAOUS-

Agenzie di controllo a pieno regime, forze di polizia schierate, cani antidroga e perquisizioni a sorpresa, scuole e strade perlustrate a tappeto, eppure la lotta alla droga è una guerra persa in partenza, o per lo meno questa è l’impressione che ne ricava.

Una battaglia combattuta a suon di arresti, di ingenti sequestri di stupefacente, di titoloni e fiumi di parole. Eppure più si ribaltano le fosse create a misura, più il bacino di utenza s’allarga, come fosse un gioco di anelli concentrici, il ritmo incalzante di una contraddizione dentro l’altra, un’azione e un’inazione dentro l’altra, silenzio e rumore l’uno dentro l’altro, come a voler significare  un’impossibilità studiata a tavolino a scardinare  il sistema.  Governi in guerra, confini che si sgretolano, armi svendute e contropartite di quantitativi di droga da brivido.

Da una parte la bandiera della giustizia ben innalzata al vento nel rispetto dei diritti umani,  ma dietro al  drappo  sgargiante c’è il nero piratesco di quanti attendono la propria parte. La droga fa male, la droga non è la soluzione, la droga è da rigettare, tutta. La droga è illegale, si rischia la galera, si rischia la salute, si corre il rischio di farsi del male, peggio, di fare male anche agli altri, ai soliti innocenti che quasi sempre rimangono senza giustizia. C’è l’indicazione illuminata a non fare uso di stupefacenti mentre dall’altra parte c’è il via libera a coltivare in casa propria la droga necessaria al “fabbisogno”.

Insomma l’incredulità aumenta a ogni piè sospinto di rinculi, un passo avanti e due indietro, all’occorrenza ce la caviamo con la solita frase usurata ma ben congegnata: non ci siamo accorti di niente, il nostro giardino è senza erbacce, non abbiamo mai visto nessuno spacciare. Eppure a ogni angolo di strada si spaccia, non è qualcosa di celato, di mimetizzato, è chiaro come il sole dove sta in vendita la roba, si fuma e ci si inebetisce di droga qui e là, senza problemi, se non quando l’overdose incoglie, il coma etilico entra a gamba tesa alle nove di mattina, oppure qualche incidente ci parla di umanità disintegrata da qualcosa che non è accettabile licenziare come una ragazzata. Incessante il dispendio di propaganda sui  soliti mercanti di morte, da anni e anni,  tutti andati a male,  si sente parlare di questa assai poco reale casata, senza mai riuscire a debellarne la residenza. Di contro però poco si sente parlare dei tanti e bravi ragazzi che ogni giorno vanno alla loro ricerca.

Chissà forse sarebbe buona cosa una volta per tutte investire in cultura e formazione, anche nella famiglia dove è fin troppo palese lo scollamento tra l’attenzione sensibile e il non sapere cosa fa tuo figlio. Affermare “ti voglio bene” contempla una grande responsabilità, perché  significa esser presenti anche quando nostro figlio con noi non intende parlare.

redazione@varese7press.it




Festival delle Abilitá, Arte, Musica e Poesa al Parco della Chiesa Rossa di Milano

MILANO, 22 novembre 2019- Nel weekend del 23-24 novembre il parco della Chiesa Rossa di Milano si trasforma in un grande palcoscenico dove artisti con e senza disabilità esprimeranno tutti i propri talenti.

 Nasce a Milano la FESTA-FESTIVAL DELLE ABILITÀ, ARTE, MUSICA E POESIA all’interno del complesso della Cascina Chiesa Rossa (Municipio 5) i cui giardini e biblioteca ospiteranno performance musicale, teatrali e poetiche.

Una due giorni dedicata ad abbattere gli steccati fisici e culturali che ancora circondano il mondo della disabilità: un’apertura verso l’altro che avverrà attraverso la “messa in scena” delle abilità e dei talenti delle persone. L’arte, la musica e la parola serviranno ad annullare le distanze, ad avvicinare persone diverse tra loro, ma unite da un unico linguaggio comune quello della passione per le arti espresse in tutte le loro forme…(Simone Fanti), giornalista

Sabato 23 novembre alle 11 verrà inaugurata la mostra “Dare forma ai sogni” dello scultore Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale per alcune sue opere provocatorie capaci di mostrare le incongruenze di una società dedicata solo all’apparire . La mostra rimarrà aperta per l’intero weekend e offrirà al pubblico la possibilità di confronto con l’autore delle opere. La giornata poi sarà punteggiata da eventi musicale con il concerto rock alle ore 15, di Alex Cadili e dalla performance alle ore 17 del tenore Luca Casella e momenti di approfondimento. Alle 16 si svolgerà la tavola rotonda Fatti di-versi che vedrà la partecipazione del giornalista e poeta Antonio Giuseppe Malafarina e di Francesca Cinanni, direttrice artistica dell’Accademia L’ arte nel cuore, realtà romano-milanese che forma artisti con e senza disabilità in tutti i campi del mondo dello spettacolo

Domenica 24 novembre dalle 11 alle 18.00 sarà ancora possibile visitare, guidati dallo scultore Tagliaferri, la mostra “Dare forma ai sogni”. Nel pomeriggio, alle ore 15 lo spettacolo teatrale “Rotta 00. Alla via così” a cura di Claudio Raimondo e dell’’associazione Archetipilab. A seguire ore 16 incontro con lo scrittore Giuseppe Ferdico che ha pubblicato recentemente il Thriller “Sergio Porta investigatore non vedente” ambientato a Milano e nei suoi locali della musica. Chiude l’evento alle ore 17 il tenore Matteo Tiraboschi.

NEL WEB: www.milanoinmusica.it




Giorgio Lupoi dello stidio Speri su DL Rilancio: “Serve un vero piano di sviluppo strategico per le infrastrutture”

VARESE, 15 maggio 2020-“Le continue modifiche in materia edilizia al Decreto legge ‘Rilancio’ rischiano di frenare le prospettive di ripresa del Paese. Serve un vero piano di sviluppo strategico per le infrastrutture, settore sul quale il Governo deve assolutamente puntare per garantire una nuova fase di prosperità e rinascita sociale ed economica”. E’ quanto dichiara Giorgio Lupoi, Partner dello Studio Speri, a proposito del Decreto ‘Rilancio’, che aggiunge: “Anche solo il fatto di spostare le norme, inizialmente previste nel decreto e poi stralciate all’ultimo minuto, nel prossimo DL ‘Semplificazioni’, come ipotizzato dalla ministra De Micheli, allungherebbe i tempi di altre due settimane, e in questa fase di emergenza pandemica non ce lo possiamo permettere”.

“Purtroppo ci troviamo davanti, ancora una volta, a un decreto ‘omnibus’ – conclude Lupoi – dove regna un assistenzialismo a pioggia senza però alcuna progettualità, senza un reale piano di opere pubbliche e di gestione capillare delle infrastrutture, che sono alla base di un concreto rilancio industriale”.




Aiutiamo i nostri medici e infermieri nella battaglia per sconfiggere il Covid-19: aperto conto corrente dalla Regione Lombardia

MILANO, 9 marzo 2020-“E’ attivo da oggi il conto corrente ‘Regione Lombardia-Sostegno emergenza Coronavirus’ (numero iban IT76P0306909790100000300089) per raccogliere fondi per sostenere le nostre strutture sanitarie, i nostri medici, infermieri e tutto il personale che in questi giorni sta combattendo una durissima battaglia per curare i cittadini lombardi e sconfiggere il Covid-19”.

Lo comunica il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Anche in questa occasione – sottolinea il presidente – i lombardi hanno dimostrato il loro grande ‘coeur’. Al mio ufficio sono pervenute in questi giorni, infatti, migliaia di telefonate e mail da parte di cittadini e imprenditori desiderosi di offrire il proprio contributo. Per ciò ho ritenuto utile chiedere a Bankitalia, che ringrazio per la celerità della risposta, l’apertura di un conto corrente dedicato”.

“Ringraziando ancora tutti per la generosità che vorranno dimostrare – conclude Fontana – assicuro che tutte le donazioni saranno rendicontate fino al singolo centesimo”.




Camminata tra gli olivi in Lombardia

MANTOVA, 7 ottobre 2019-La storia di un borgo e quella di un frantoio, il paesaggio millenario degli oliveti e il lavoro quotidiano di un’azienda. E intorno arte, cultura, tradizioni, costumi delle terre della Lombardia. È il mondo genuino e vero che l’Associazione Nazionale Città dell’olio ci fa scoprire con la terza edizione della Camminata tra gli olivi. L’appuntamento è fissato per domenica 27 ottobre fra colline, sentieri, terrazze e borghi di fascino. Tutta l’Italia sarà in cammino per scoprire nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate nell’Italia dell’olio extravergine e anche per festeggiare i 25 anni delle Città dell’olio. E quasi a celebrare l’importante anniversario dell’associazione la Camminata tra gli olivi quest’anno ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia: il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa.

Un evento che funziona e sorprende perché coinvolge famiglie, appassionati della buona tavola italiana e turisti alla ricerca di quel viaggio d’esperienza che offra un coinvolgimento diretto nelle attività, che siano trekking o cicloturismo o tour gastronomici”, spiega Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio.

Monzambano (Mantova), Iseo, Marone, Monte Isola, Pisogne, Sale Marasino e Sulzano  (Brescia) hanno selezionato un percorso dove gli olivi e l’olio sono protagonisti con il fascino di una produzione indissolubilmente legata a dimore storiche, luoghi d’arte, frantoi e produzioni doc.

L’ITINERARIO – La Camminata presso il Sebino bresciano inizierà a Pilzone (frazione di Iseo) per terminare a Sale Marasino, percorrendo l’antica Via Valeriana. Il sentiero è un percorso panoramico di media montagna, immerso in oliveti e borghi storici che prevede due soste: la prima in un oliveto di Sulzano e la seconda al frantoio del Sebino. Durante il tragitto è prevista la vista a borghi storici medioevali col le loro chiese, mura, edifici di pregio e panorami mozzafiato.

Le regioni italiane che hanno aderito al grande evento 2019 sono 17, dalla Lombardia alla Sardegna. In tutta Italia 119 città hanno raccolto l’invito dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e allestito la passeggiata 2019 (dai 2 ai 5 chilometri).

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.




Riflessioni: “Droga e corruzione della menzogna”

VARESE, 21 febbraio 2020-di VINCENZO ANDRAOUS-

Sul tema delle dipendenze c’è un continuo ricambio di plotoni di esecuzione pronti a destabilizzare ogni cosa che di buono produce la ricerca, la scienza, la realtà che non è quella virtuale o delle inutili contrapposizioni ideologiche. Anche il solo discuterne appare come un tortuoso girone dantesco costellato di frasi fatte corrotte dalle menzogne, in cui ognuno porta a casa la propria montagna di vuoti a perdere.

Eppure dietro a ogni ragazzo che cammina in ginocchio in una comunità di recupero c’è la corresponsabilità di tutti, nessuno escluso. Una corresponsabilità che per molti versi si abbevera nei recinti di una certa indifferenza sociale. Questo luogo comune non penalizza soltanto il ragazzo piegato di lato che non ce la fa a rialzarsi da solo, ma anche le famiglie, e benché non se ne parli mai a sufficienza riguarda pure le vittime, i loro parenti, quanti a causa del famigerato tanto lo fan tutti, sono ragazzi, o ragazzate autorizzate a passare inosservate. Questo procedere assomiglia tanto a una libertà intesa e percepita come una puttana, dunque ciò che produciamo con le nostre alzatine di spalle, è un agglomerato sub-urbano in cui mettere sottochiave la nostra irresponsabilità, ma pure gli eventuali dubbi, quella stessa pena sorda e cieca che nella sofferenza e il dolore vorrebbe assolvere l’ingiustizia, la violenza, l’illegalità dei comportamenti che si protraggono nel silenzio più omertoso.

Adesso anche ministri, uomini di potere, autorevoli potentati del diritto, abiurano le politiche del minor danno, vorrebbero in carcere anche chi spaccia lievi quantità, dimenticando che ieri l’altro è passata una legge che autorizza chiunque ( non i minori ma a me già scappa da piangere) a coltivarsi la roba in casa propria. Diviene davvero un dovere raccontare di quel confine, sì, sottile, ma irrinunciabile, che separa sempre la vita dalla sua morte, oppure di quanto è difficile essere uomini per saper scegliere, per saper credere negli altri, per farsi aiutare a diventare architetti di domani. Noi continuiamo a parlare di roba, di tossicodipendenza, mai di professori e genitori in disarmo, perché divenuti autorevoli assolutori, ognuno indaffarato a delineare la soglia minima di attenzione, ciascuno a definire bravate le future scivolate.

Vent’anni in comunità a svolgere il mio servizio mi hanno insegnato che non si può insegnare il valore del rispetto ferendo la dignità  altrui, ecco perchè ovunque incontro giovani, studenti, genitori, affermo con la consapevolezza dell’esperienza come somma di errori, che non esiste una droga buona e una cattiva, una droga che fa bene, esiste la droga e fa male, a volte, e accade, non fa male soltanto a se stessi, ma agli altri, agli innocenti.

Forse occorre sviluppare una serie di interventi, incluso il lavoro di prevenzione, come le attività di utilità sociale, posso affermarlo con cognizione di causa, hanno dimostrato di avere un impatto positivo, recuperando buona parte dei giovani.

redazione@varese7press.it