Negli allevamenti il lockdown non finisce mai: flashmob in Piazza Duomo

MILANO, 31 giugno 2020-Ieri pomeriggio l’associazione Essere Animali è scesa in piazza Duomo a Milano con un flashmob simbolico ad alto impatto, per parlare di coloro per i quali non c’è nessuna Fase 2, nessuna possibilità di uscire da un lockdown a vita: gli animali negli allevamenti intensivi.

Con uno striscione recante la scritta “NEGLI ALLEVAMENTI IL LOCKDOWN NON FINISCE MAI” ed enormi cartelli raffiguranti animali in gabbia e attivisti messi dietro le sbarre, è stata rappresentata l’analogia tra la sensazione di isolamento e prigionia provata da tutti gli italiani, da cui finalmente stiamo uscendo, e quella che per gli animali negli allevamenti è invece una triste normalità.

Quasi due mesi di distanziamento sociale ci hanno fatto provare cosa significhi essere privati di una parte della nostra libertà. Siamo stati confinati nelle nostre case, senza la possibilità di uscire, di goderci l’inizio della primavera, o di avere il privilegio di fare una passeggiata con i propri amici o parenti oppure, banalmente, di andare nel nostro negozio preferito.

Azioni che fino ad oggi ci sembravano ovvie e scontate ci sono sembrate un ricordo lontano e una privazione. Potevamo solamente stare chiusi in casa, ed aspettare che il tempo scorresse, guardando il mondo dalla finestra.

Per molti le sensazioni provate sono state terribili: angoscia, ansia frustrazione.

Con questa iniziativa vogliamo far riflettere come per gli animali negli allevamenti intensivi le sensazioni che abbiamo provato durante il lockdown non finiscano mai. Maiali, galline, polli, conigli e mucche trascorrono la loro vita in quattro mura ancora più piccole delle nostre. Nascono, crescono, vivono lì dentro. E spesso non hanno nemmeno una finestra da cui osservare il mondo esterno“, afferma Brenda Ferretti  responsabile attivismo di Essere Animali e coordinatrice dell’iniziativa di oggi a Milano.

Una gallina allevata in gabbia nei suoi due anni di vita ha a disposizione poco più di un foglio da fotocopie di spazio.

In un metro quadrato di un capannone, invece, possono viverci fino a 20 polli.

Lo spazio vitale di una scrofa nei periodi di inseminazione, parto e allattamento è ancora minore: una gabbia larga 60 cm e lunga 2 metri, poco più del suo stesso corpo.

Questa per loro è la quotidianità, non esiste una “fase 2” in cui potranno uscire, non esiste una fine del confinamento.

Oggi che che il lockdown si è allentato non dimentichiamoci ciò che abbiamo vissuto, che ci ha fatti entrare per una volta nei panni di chi nasce e vive la propria vita nell’incubo di una prigionia senza fine. Per quegli animali l’unica speranza siamo noi, una nostra presa di coscienza che ci porti a riflettere su come trattiamo gli animali e sulle attuali abitudini alimentari“, concludono dall’associazione.”




Milano, Consigliere comunale leghista appende crocifisso in aula

MILANO, 7 ottobre 2019-  E’ scoppiata la polemica politica in Consiglio comunale a Milano dopo che il consigliere della Lega Massimiliano Bastoni, durante gli interventi liberi, ha brandito un crocifisso e lo ha appeso in aula in polemica con il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ha detto di essere a favore di una scuola laica. “In polemica con Fioramonti ho portato e appeso in aula un crocifisso che arriva dalla Terra Santa – ha detto Bastoni -. Fioramonti non è nessuno e nessuno si ricorderà di lui al contrario del crocifisso simbolo di storia, identità che deve essere presente anche qui in quest’aula e nei luoghi pubblici. Noi pensiamo che il crocifisso vada difeso”.
Il gesto del consigliere leghista ha scatenato le polemiche della maggioranza di centrosinistra. “Dico a questi signori che nella mia classe non c’è e non ci sarà mai un crocifisso perché l’Italia è paese laico” ha replicato Paolo Limonta di Milano Progressista, insegnante e storico militante di sinistra. (ANSA)




Milano ricorda vittime strage di Piazza Fontana con targhe dedicate

 MILANO, 30 novembre 2019 – Diciassette piccole targhe con i nomi degli altrettanti morti saranno scoperte il prossimo 9 dicembre in piazza Fontana a Milano per ricordare chi perse la vita nella strage che il 12 dicembre 1969 causò anche 88 feriti.
E’ quanto ha reso noto il sindaco della città, Giuseppe Sala.
Il sindaco sottolinea la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla seduta straordinaria del Consiglio comunale di Milano in occasione del 50mo anniversario: “La sua presenza è, per me, come cittadino di Milano prima che come sindaco, motivo di grande orgoglio. Si tratta di una presenza importante – afferma – che conferma quanto quell’evento incise sull’intero Paese e sottolinea la necessità di coltivare la memoria storica e collettiva di quei giorni, per continuare a contrastare in maniera unita ogni forma di terrorismo e violenza”. Altra iniziativa le cartoline con le biografie delle vittime della strage che saranno distribuite nel circuito delle biblioteche e nelle scuole.(ANSA)




Ripartire prima della fase 2: iorestoacasa.delivery, la rete di negozi con consegna a domicilio sfiora quota 5 mila

MILANO, 21 aprile 2020-Prima ancora che inizi la fase 2, la voglia di ripartire nonostante il lockdown si fa sentire dalle piccole e medie realtà commerciali. È la voce dei quasi 5 mila negozi che in poco meno di un mese hanno risposto all’appello di iorestoacasa.delivery e si sono registrati gratuitamente sul portale che si offre di essere un punto di riferimento per tutti i commercianti che fanno la consegna al domicilio. Panetterie, lavanderie, fruttivendoli, negozi di abbigliamento e persino officine hanno rimodulato la loro operatività, inserendo la necessaria – quanto indispensabile – consegna (o servizio) al domicilio; la risposta è negli oltre 300 mila cittadini che hanno usato il servizio. Forse perché area più colpita dall’emergenza sanitaria, forse perché è stata quella che ha visto la nascita del portale, la regione più reattiva è stata la Lombardia: quasi due negozi su cinque sono infatti lombardi. Nella sola città di Milano, si sono registrati su iorestoacasa.delivery circa un quarto delle attività commerciali presenti.
«Il successo non è determinato solamente dai numeri dei negozi che si sono registrati, ma anche dal volume di interazioni che sono state generate», afferma Corrado Tonello, ideatore dell’iniziativa e CEO di Ennevolte, società che opera nel settore del welfare aziendale e che insieme con Loud Digital Studio ha dato vita a iorestoacasa.delivery. «Parliamo di oltre 35 mila telefonate verso i negozi che sono partite dal portale e di quasi 5 mila messaggi via whatsapp, funzione che abbiamo introdotto solamente un paio di settimane fa». L’obiettivo non cambia: «iorestoacasa.delivery è un servizio gratuito nato con la volontà di far incontrare la domanda di quanti, anziani e non, si sono visti chiusi in casa con l’impossibilità di andare a fare la spesa, e l’offerta di un mondo commerciali locale che, messo in ginocchio dal lockdown poteva dare risposte ai loro bisogni trovando anche un po’ di respiro». Un punto di incontro basato però su una rete territoriale. «L’ottica è quella glocale – prosegue Tonello -. Ovvero, la valorizzazione del mondo locale così da coinvolgere il tradizionale negozio sotto casa, quello che rappresenta spesso l’ossatura di un quartiere o di un piccolo paese; il tutto inserito in un canale nazionale così da dare risposta per chi vive da Milano a Palermo».
Nell’attraversare tutto lo Stivale, iorestoacasa.delivery ha intercettato negozi di ogni genere e di ogni tipologia, capaci di dare risposte in termini locali anche alle più banali esigenze. Del resto, ci troviamo ancora in una situazione dove la grande distribuzione fatica a tenere il passo delle richieste online e la paura di uscire è ancora elevata. «Guardiamo alla cosiddetta fase 2 senza però che vi siano aperture: l’obiettivo è mettere nelle condizioni i commercianti di proseguire, per quanto con fatica, nel loro lavoro e al contempo dare risposte a chi è in casa».

L’iniziativa che ha avuto una partenza decisamente sprint, arrivando a oltre 200 mila utenti unici, è destinata a crescere ancora e a mantenere la sua gratuità di servizio, senza alcuna commissione. Registrarsi è semplice e non costa nulla: ogni negoziante inserisce la sua tipologia merceologica, la propria sede e un recapito telefonico per essere contattato. Il contatto tra domanda e offerta, così come ogni genere di transazione, è lasciato interamente agli utilizzatori del portale. Nell’ottica di rete, più realtà ci sono e più opportunità potranno essere offerte. Per questo, i Comuni, le circoscrizioni e i gruppi di vicinato che hanno dato vita a elenchi di negozi disposti a portare a casa la spesa sono invitati a popolare il sito con le informazioni in loro possesso così da ampliare il più possibile il servizio offerto. «Con il contributo di tutti non solamente è possibile dare delle risposte a quanti sono ancora in casa, ma anche vedere uno spiraglio da questa complessa – quanto difficile – situazione. L’invito è quindi a iscriversi e iscrivere i negozi della propria città sul portale per farne una grande rete di servizio locale».




Vandalizzato il nuovo treno ”Caravaggio” in servizio sulla linea Milano-Como

MILANO, 21 maggio 2020-“Personaggi incivili hanno vandalizzato il nuovo treno Caravaggio con scritte e scarabocchi. Desolante vedere come ci siano ancora persone che brutalizzano beni pubblici. Imbrattare un treno, oltretutto nuovo, è un’azione senza senso che procura danni alla comunità”.
E’ il commento dell’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi all’atto di vandalismo di cui è stato oggetto il treno Caravaggio in servizio sulla linea Milano-Como.

“Ricordiamo – ha concluso l’assessore Terzi – che Trenord nel 2019 è stata costretta a spendere 1,5 milioni di euro per rimuovere 253mila metri quadrati di graffiti”.




Monza e la mobilitá post covid: approvato progetto per realizzazione di tre corse ciclabili

MONZA, 29 giugno 2020- Monza ridisegna la mobilità nel post Covid. La Giunta, nella seduta di martedì 23 giugno, ha approvato un progetto per la realizzazione di tre «corsie ciclabili» in corso Milano, via Boito e via Mentana.
Un’opportunità per una nuova mobilità. «L’idea – spiega il Sindaco Dario Allevi – nasce dalla necessità di riservare più spazio alla cosiddetta mobilità dolce». Una decisione dettata dall’emergenza della situazione e pensata nell’ottica di evitare che i cittadini prendano la propria auto visto che i mezzi pubblici possono accogliere un numero inferiore di passeggeri rispetto a prima della pandemia a causa delle misure di sicurezza e distanza tra le persone da osservare. «È un’opportunità da cogliere – prosegue il Sindaco – per accelerare il processo di trasformazione della città. È un’occasione imperdibile per portare avanti quelle politiche sulla mobilità dolce che tanto ci stanno a cuore».
Un «network» per le due ruote. Per questo motivo l’Amministrazione Comunale ha messo a punto un piano che prevede di dedicare una corsia alle biciclette su tre importanti arterie cittadine e di creare un vero e proprio «network» per le due ruote senza introdurre troppe limitazioni al traffico. Per creare continuità con la «rete» ciclabile esistente e garantire la connessione con alcuni punti «sensibili» della città, come la stazione ferroviaria, l’ospedale, il centro storico e la futura stazione della metropolitana di Monza Bettola, sono state individuate tre strade: corso Milano – via Borgazzi per collegare il centro di Monza con il percorso ciclabile oggi in cantiere per raggiungere la futura stazione della metropolitana di Monza Bettola; via Mentana per collegare la parte est della città alla stazione ferroviaria; via Boito – via Pergolesi – via Ramazzotti per collegare il centro città con l’ospedale. Oggi a Monza abbiamo circa 40 chilometri di percorsi ciclabili, 4,2 chilometri in realizzazione e altri 40 chilometri potenziali su cui è possibile realizzare degli interventi con la sola segnaletica.
Il progetto. I tre percorsi ciclabili si trovano in un contesto urbano, cioè su strade dove la velocità massima consentita ai veicoli è di 50 km/h. Il progetto prevede, pertanto, la realizzazione delle cosiddette «corsie ciclabili», come introdotte dal Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 – noto come «Decreto Rilancio». Per questo è prevista la tracciatura di segnaletica orizzontale per complessivi 4.500 metri di strade, la posa di circa 100 «pittogrammi» con l’immagine di una bicicletta, con il conseguente adeguamento degli attraversamenti pedonali sulle strade oggetto di intervento. Il progetto prevede anche la possibilità di tracciare due «case avanzate», cioè le linee di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla corsia di arresto per tutti gli altri veicoli. Ciò per garantire una maggiore protezione ai ciclisti. Il progetto, il cui costo è stimato tra i 16 e i 20 mila euro, è stato affidato a «Monza Mobilità».
Un altro tassello per costruire una rete di «mobilità dolce». «Le tre corsie ciclabili – spiega l’Assessore alla Mobilità Federico Arena – sono un ulteriore tassello che completa il puzzle della mobilità dolce che stiamo costruendo in questi mesi e su cui lavoriamo da prima che scoppiasse l’emergenza Covid. Abbiamo potenziato le stazioni di bike sharing, abbiamo introdotto il noleggio dei monopattini elettrici e stiamo lavorando sulla nuova ciclabile di via Aquileia via Montesanto – viale Fermi che si collegherà a quella della Brumosa. È poi in fase di realizzazione anche quella di via Borgazzi. In particolare con la corsia ciclabile di corso Milano diamo una risposta concreta ai tanti pendolari che ci chiedono alternative valide per gli spostamenti casa/lavoro: completato il progetto, infatti, i cittadini potranno raggiungere Monza Bettola dal centro in bicicletta. Le tre corsie riservate alle biciclette in corso di sviluppo sono l’occasione per sostenere la mobilità dolce, ma anche per introdurre interventi di sicurezza stradale per i pedoni».



Busta paga più “pesante” per medici e infermieri lombardi impegnati in reparti Covid

VARESE, 22 maggio 2020-“Dal prossimo mese medici, infermieri e operatori sanitari riceveranno in busta paga gli incentivi e il bonus per lo straordinario lavoro compiuto durante l’emergenzaCovid.

I fondi lombardi erano gia’ stati stanziati con il pacchetto rilancio, per poterli erogare era necessaria una legge nazionale, che finalmente e’ arrivata”. Lo scrive sulla pagina
Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“Sara’ un riconoscimento concreto – prosegue il governatore – per i professionisti che hanno combattuto il Coronavirus in prima linea, prendendosi cura delle persone malate con competenza, passione e straordinaria umanita’. Regione Lombardia ha messo a disposizione 223 milioni: 100 milioni sono le tradizionali RAR (la quota annuale delle risorse aggiuntive regionali; 123 milioni (41 nazionali e 82 messe a disposizione da regione
Lombardia) gli incentivi bonus straordinari”.




Riflessioni: “Droga e corruzione della menzogna”

VARESE, 21 febbraio 2020-di VINCENZO ANDRAOUS-

Sul tema delle dipendenze c’è un continuo ricambio di plotoni di esecuzione pronti a destabilizzare ogni cosa che di buono produce la ricerca, la scienza, la realtà che non è quella virtuale o delle inutili contrapposizioni ideologiche. Anche il solo discuterne appare come un tortuoso girone dantesco costellato di frasi fatte corrotte dalle menzogne, in cui ognuno porta a casa la propria montagna di vuoti a perdere.

Eppure dietro a ogni ragazzo che cammina in ginocchio in una comunità di recupero c’è la corresponsabilità di tutti, nessuno escluso. Una corresponsabilità che per molti versi si abbevera nei recinti di una certa indifferenza sociale. Questo luogo comune non penalizza soltanto il ragazzo piegato di lato che non ce la fa a rialzarsi da solo, ma anche le famiglie, e benché non se ne parli mai a sufficienza riguarda pure le vittime, i loro parenti, quanti a causa del famigerato tanto lo fan tutti, sono ragazzi, o ragazzate autorizzate a passare inosservate. Questo procedere assomiglia tanto a una libertà intesa e percepita come una puttana, dunque ciò che produciamo con le nostre alzatine di spalle, è un agglomerato sub-urbano in cui mettere sottochiave la nostra irresponsabilità, ma pure gli eventuali dubbi, quella stessa pena sorda e cieca che nella sofferenza e il dolore vorrebbe assolvere l’ingiustizia, la violenza, l’illegalità dei comportamenti che si protraggono nel silenzio più omertoso.

Adesso anche ministri, uomini di potere, autorevoli potentati del diritto, abiurano le politiche del minor danno, vorrebbero in carcere anche chi spaccia lievi quantità, dimenticando che ieri l’altro è passata una legge che autorizza chiunque ( non i minori ma a me già scappa da piangere) a coltivarsi la roba in casa propria. Diviene davvero un dovere raccontare di quel confine, sì, sottile, ma irrinunciabile, che separa sempre la vita dalla sua morte, oppure di quanto è difficile essere uomini per saper scegliere, per saper credere negli altri, per farsi aiutare a diventare architetti di domani. Noi continuiamo a parlare di roba, di tossicodipendenza, mai di professori e genitori in disarmo, perché divenuti autorevoli assolutori, ognuno indaffarato a delineare la soglia minima di attenzione, ciascuno a definire bravate le future scivolate.

Vent’anni in comunità a svolgere il mio servizio mi hanno insegnato che non si può insegnare il valore del rispetto ferendo la dignità  altrui, ecco perchè ovunque incontro giovani, studenti, genitori, affermo con la consapevolezza dell’esperienza come somma di errori, che non esiste una droga buona e una cattiva, una droga che fa bene, esiste la droga e fa male, a volte, e accade, non fa male soltanto a se stessi, ma agli altri, agli innocenti.

Forse occorre sviluppare una serie di interventi, incluso il lavoro di prevenzione, come le attività di utilità sociale, posso affermarlo con cognizione di causa, hanno dimostrato di avere un impatto positivo, recuperando buona parte dei giovani.

redazione@varese7press.it




Nonni e nipotini potranno tornare ad abbracciarsi: il rischio di infettarsi é praticamente nullo

VARESE, 27 aprile 2020- di ELENA MALNATI-

Una bella notizia sotto  il profilo sociale e affettivo. Una sorta di riorno alla nornalitá.

Nonni e nipotini possono tornare ad abbracciarsi in quanto il rischio di infettarsi è praticamente nullo.

Lo ha ribadito oggi  in conferenza stampa Daniel Koch, delegato dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19 (riportato oggi dal sito Rsi.it), precisando quanto rilasciato nella sua intervista pubblicata stamani dal periodico svizzero-tedesco “Grosseltern”.

Tuttavia, il delegato raccomanda di evitare di affidare in custodia i bambini ai nonni, poiché in tal caso il rischio di trasmettere il virus sarebbe più elevato.

In Italia in tal senso vi é piú reticenza visto quanto accaduto anche nelle Rsa seppur non certamente a causa dei nipotini.

Certo, qualche dubbio su quanto espresso da Koch rimane, ma se le sue affermazioni dovessero corrispondere al vero, il fatto che i nonni possano riabbracciare i propri nipori magari dpo due mesi di soli ”baci e abbracci virtuali”, sarebbe un gran bell’inizio della cosidetta Fase 2, quella che in teoria dovrebbe essere il lento viatico alla normalitá.

redazione@varese7press.it 




Convegno su bullismo a scuola alla Sala Pirelli del Consiglio Regionale

MILANO, 14 novembre 2019 – Bullismo a scuola, inclusione e socializzazione: questi i temi della mattinata di studio organizzata per domani dal Consiglio regionale, in collaborazione con l’Unione Famiglie Adottive Italiane (UFAI) e il MIUR.
Il binomio scuola-adozione è ricco di risorse – ha spiegato il Vice Presidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti, che si è fatto promotore dell’iniziativa e che aprirà i lavori – tanto più in un momento storico e sociale come questo, in cui l’integrazione dei bambini diventa un tema sensibile anche per il benessere della collettività e l’efficacia dell’istituzione scolastica”.
Nel corso dell’incontro si parlerà anche di una recente ricerca di UFAI sul bullismo e di metodo “empatico”, da utilizzare a scuola con gli alunni adottati da parte di docenti, dirigenti ed operatori.

Sono previsti interventi di psicologi, esperti di diritto e dirigenti scolastici oltre ad alcune video testimonianze recitate.

Il workshop si tiene domanivenerdì 15 novembre, nella sala Pirelli del Consiglio regionale, via Fabio Filzi 22dalle 9.30 alle 13.