Al Colonnello dei Carabinieri Fabio Federici il premio ”Paladino della Memoria 2019”

MILANO, 5 novembre 2019-E’ stato assegnato al Colonnello dei Carabinieri Fabio Federici il prestigioso riconoscimento di “Paladino della Memoria 2019“, la cui cerimonia di premiazione si è svolta oggi, martedì 5 novembre alle ore 17.00 nella sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di  Milano.

La premiazione, promossa dalla Presidenza del Consiglio comunale di Milano, dall’Associazione nazionale delle Voloire e dall’Unuci (Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia), è giunta alla sua quinta edizione ed ha visto premiati, oltre al colonnello dei carabinieri Fabio Federici, anche 16 personalità scelte tra Enti Istituzionali, Associazioni d’Arma e Università di Milano nonché la Senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’olocausto e testimone diretta della Shoah, alla quale è stato assegnato l’importante riconoscimento di “Gran Paladino della Memoria 2019”.
Il colonnello Federici, già comandante provinciale dei carabinieri di Asti e Mantova ed ora in servizio a Bologna presso lo Stato Maggiore della Legione Carabinieri Emilia Romagna, è stato premiato con la seguente motivazione: “Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri che ha scritto in collaborazione con altri autori e in proprio quattro saggi nei quali si mettono a confronto i punti di vista del detective e dello psichiatra criminologo nel campo di indagine della lotta contro il crimine alla ricerca della giustizia, prendendo in esame la enigmatica personalità del criminale per poi passare alla prova logica  nella ricostruzione della verità processuale, bypassando l’influenza dei processi mediatici.  Eccellente il saggio sulle ragioni sociali e psicologiche sul femminicidio. La ricerca di giustizia è anche Memoria“.
La bella serata, a cui hanno partecipato le massime autorità politiche, civili e militari di Milano, è stata presentata da Sabrina Pieragostini con voce narrante di Claudia Buccellati.

Federici è autore della casa Editrice Oligo di Mantova per cui ha pubblicato  Il lato oscuro della mafia nigeriana con la prefazione di Nando dalla Chiesa.
Un saggio di grande attualità, sulla mafia nigeriana  che nel libro rivela al lettore  molte informazioni e prospettive analitiche preziose, frutto di un pensiero concreto e di una curiosità intellettuale e militare da apprezzare, anche per il livello di sistematicità in cui si muovono. “In particolare è davvero degna di nota, sottolinea Nando Dalla Chiesa nell’introduzione,  tutta la parte relativa alla descrizione dei ‘culti nigeriani’ (il termine non tragga in inganno, si tratta di bande criminali), della loro natura e organizzazione, la cui analisi è ben sorretta da uno studio attento degli atti processuali. Qui Federici, filtrandolo attraverso la sua cultura professionale, fornisce materiale di interesse rilevante per gli studiosi di scienze sociali”.



Luigi Lugiato, fisico di fama internazionale, premiato dalla ”sua cittá” Legnano

LEGNANO, 5 novembre 2019 – È un fisico di fama internazionale. E nel giro di poche settimane ha ricevuto tre diversi riconoscimenti.

Stiamo parlando di Luigi Lugiato, 75 anni, professore emerito all’Università dell’Insubria, un passato da docente in diversi atenei (Milano, Torino, Como e Varese), celebre in tutto il mondo per il contributo significativo allo studio della bistabilità ottica, che a San Antonio, in Texas, gli è stato assegnato il Quantum Electronics Award 2019 della Ieee Photonics Society, la grande organizzazione statunitense degli ingegneri elettrici ed elettronici.

Lugiato che ieri, a Glasgow, all’Università di Strathclyde, ha ricevuto anche il dottorato ad honorem in Scienze. E oggi la città di Legnano (Milano), dove risiede da anni con la famiglia, l’ha premiato nel giorno del santo patrono, San Magno, con la benemerenza civica.

  In particolare, Lugiato si è dedicato alla formazione di strutture spaziali ottiche e solitoni di cavità, elaborando il modello che ha preso il nome di Lugiato-Lefever e fornendo il prototipo per la formazione di strutture spaziali ottiche. A ritirare il premio oggi a Legnano è stato il figlio Paolo, advisor di Auditel, che, commosso, ha detto: “È stato fondamentale, nel mio percorso di crescita umana e professionale, poter avere l’esempio di un padre tenace, perfezionista e mai pago dei risultati raggiunti. Non ho seguito le sue orme nel mondo della fisica. Io sono un dirigente d’impresa. Ma la passione che papà ha profuso nella ricerca a scientifica è la stessa che ha animato il mio percorso manageriale, dalla consulenza all’industria dei beni di consumo, dal settore dell’energia rinnovabile a quello dei media, dove opero oggi con grande entusiasmo e curiosità intellettuale, come ho sempre visto fare a lui”.




“No Body”, a Pavia spettacolo teatrale contro violenza sulle donne

PAVIA, 5 novembre 2019-“NoBody” è un’installazione teatrale realizzata dalla Compagnia Teatrale FavolaFolle, in collaborazione con l’Associazione Lule Onlus, sul fenomeno della tratta e dello sfruttamento sessuale, che si terrà sabato 23 novembre 2019 dalle ore 17 alle ore 22 e domenica 24 novembre dalle ore 10 alle ore 19, presso la Casa del Giovane in via Lomonaco, 45 (salone III° Millennio) a Pavia (PV).

L’iniziativa di sensibilizzazione è promossa dal patrocinio del Comune di Pavia e grazie alla collaborazione della Comunità “Casa del Giovane” in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

 NoBody” è un’installazione teatrale che offre un’esperienza immersiva sul tema, un viaggio sensoriale che invita il pubblico a guardare oltre il velo dell’apparenza, prendendo coscienza in maniera immediata ed epidermica degli aspetti più oscuri del fenomeno. In una dinamica di prossimità tra performers e pubblico che innesca meccanismi relazionali con lo scopo di combattere l’ipocrisia e le barriere sovrastrutturali che affollano le discussioni sul tema.

L’obiettivo di questo progetto è sensibilizzare la società civile sul tema della tratta di esseri umani ai fini dello sfruttamento sessuale di donne e minori, ponendo l’attenzione sugli aspetti umani più che su quelli politico-legali. La poca conoscenza del tema è una delle cause più importanti di propagazione del fenomeno ed è quindi la presa d’atto delle dinamiche ad esso legate, il punto di partenza di ogni campagna di sensibilizzazione.

Questa campagna di sensibilizzazione e comunicazione è prevista all’interno del progetto “Mettiamo le Ali – Dall’emersione all’integrazione”, iniziativa sovra provinciale finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità per la realizzazione di programmi di emersione, assistenza e integrazione sociale a favore di vittime di tratta e grave sfruttamento che intendano sottrarsi alla violenza e ai condizionamenti di soggetti dediti al traffico di persone.

L’installazione è vietata ai minori di 14 anni, ha una durata di 45 minuti in cui il pubblico, composto da 20 persone alla volta, attraverserà 5 spazi e incontrerà 5 attrici che lo accompagneranno in un viaggio sensoriale.

Durante l’arco delle giornate sono previsti diversi orari d’ingresso al percorso, pertanto è vivamente consigliata la prenotazione.

NoBody” è in replica da un anno tra i comuni del territorio Lombardo. Ha debuttato a Bergamo per poi essere riproposta a LeccoVigevanoCremonaBrescia e Abbiategrasso per un totale di 13 giornate di repliche e di più di 2.000 partecipanti.

INGRESSO AL PUBBLICO GRATUITO

Info e prenotazioni: 392 99 392 99 oppure info@favolafolle.com

Sito internet: www.luleonlus.it/nobody

Performers: Viola Branco, Giada Catone, Dalila Cozzolino, Chiara Crovetto, Ilaria Nadin.

Regia: Carlo Compare

Coreografie: Giada Catone

Musiche originali: Francesco Crovetto

Organizzazione: Matteo Sala, Oriana Scialino

Allestimento: Teatro Pane e Mate




Il Comune di Varese cerca un Program Manager per progetto Interreg

VARESE, 4 novembre 2019-Un manager capace di gestire il programma di Cooperazione Interreg “Governa TI-VA”, per il quale il Comune di Varese e gli altri soggetti coinvolti si sono aggiudicati un finanziamento; un professionista che porterà in una nuova dimensione i rapporti tra Italia e Svizzera per quanto riguarda la governance del territorio. Palazzo Estense ha pubblicato sul proprio sito internet il bando per la selezione di una nuova figura, cui spetterà la pianificazione operativa e il monitoraggio delle fasi di realizzazione del progetto. Le domande andranno presentate entro le ore 17.00 di lunedì 18 novembre.

Governa TI-VA” interesserà nel triennio 2019/2022 Varesotto e Canton Ticino, aree geografiche fortemente interconnesse per storia, cultura ed economia. Obiettivo è quello di ottenere un’accresciuta capacità delle amministrazioni comunali di attuare programmi e azioni condivise, mettendo in comune buone pratiche e basi di conoscenza e sviluppando programmazioni congiunte.

Cinque i soggetti coinvolti: Comune di Varese, capofila italiano; l’Università della Svizzera Italiana come capofila svizzero; Anci Lombardia; Associazione PPP; Sezione enti locali Canton Ticino. Base di partenza sono alcune criticità che il contesto attuale evidenzia, da una limitata conoscenza reciproca tra gli attori pubblici e privati dei due lati del confine a una preminenza di amministrazioni locali piccole e frammentate, passando per una non piena assimilazione di competenze di governance da parte dei decisori politici e del personale pubblico. Criticità che “Governa TI-VA” cercherà di ridurre consolidando il ruolo di regia degli enti locali nella programmazione di azioni sovracomunali e transnazionali.

A guidare buona parte di questo processo – che comprenderà tra l’altro incentivi per le politiche di mobilità efficaci e sostenibili e un nuovo sistema di raccolta dati per l’analisi del territorio – sarà proprio la figura del Program manager. Palazzo Estense, per questo professionista, offre un contratto di collaborazione autonoma fino al 18 luglio 2022. Suoi compiti, come già accennato, da un lato la pianificazione operativa dei Work Package in cui si articola il progetto, dall’altro il monitoraggio dello stato di avanzamento delle attività e della spesa, l’analisi degli scostamenti e delle possibili cause, la proposta di eventuali azioni correttive.

La presentazione delle candidature potrà essere effettuata di persona all’Ufficio Protocollo, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o via posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo@comune.varese.legalmail.it.

Per ogni altra informazione in merito ai requisiti necessari per i candidati, ai criteri di selezione e di valutazione, alle prestazioni richieste e al compenso è possibile consultare l’avviso integrale.




Bolzoni di Zeta Service: “Basta distinzione di genere, abbiamo creato il progetto Libellula”

MILANO, 31 ottobre 2019-Zeta Service nella Top 5 di Best Workplaces for Women 2019.
Silvia Bolzoni (Zeta Service): “Assurdo dover parlare ancora di quote rosa e distinzione di genere. Da noi, l’80% dei lavoratori sono donne. Contro le disuguaglianze, abbiamo creato il Progetto Libellula”
Le disuguaglianze di genere esistono ancora oggi e, secondo il World Economic Forum, al ritmo attuale, ci vorranno ancora 108 anni per colmare il divario. In Italia, come in Europa, uno degli ambiti in cui il gap è maggiormente visibile è quello del lavoro.
Ogni anno viene stilata la classifica Best Workplaces for Women, che individua le aziende che offrono una parità di trattamento, considerando le lavoratrici come una preziosa risorsa. Tra queste, Zeta Service, società guidata da Silvia Bolzoni, si è classificata tra le prime 5, distinguendosi anche come l’azienda con la più alta percentuale di lavoratrici (80%), tra le migliori 20, con il 55% di manager donna.
Zeta Service, inoltre, è ideatrice del Progetto Libellula che, nato da un progetto di responsabilità sociale, diventerà nel 2020 una FONDAZIONE. Progetto Libellula è il primo network in Italia di Aziende unite contro la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere. Oggi questo network è composto da 30 aziende.
“Credo che star qui a parlare di quote rosa o interventi a sostegno delle mamme (e non ai genitori, come se il figlio fosse solo della mamma) sia quasi offensivo per le lavoratrici, che non chiedono altro che poter essere considerate per la propria professionalità. – ha detto Silvia Bolzoni, CEO di Zeta Service – In Italia c’è del paradossale: denunciamo un tasso di crescita troppo basso, ma poi non siamo disposti ad accettare che le lavoratrici vadano in maternità, o abbiano bisogno di permessi per prendersi cura dei figli. Noi crediamo nel valore del lavoro di ogni nostro collaboratore e sappiamo bene che offrire loro benefit e flessibilità utile a conciliare meglio vita provata e professionale renderà tutti più appagati e motivati, quindi, più produttivi, e si sentiranno parte di una grande famiglia”.
“Io stessa sono madre, ma questo non mi rende meno competente o meno idonea a ricoprire il mio ruolo. – prosegue Bolzoni – per questo, in Zeta Service la maternità non è vista come un ostacolo alla carriera o un peso per l’azienda, ma come un momento bellissimo, al quale partecipiamo con gioia tutti insieme. Abbiamo avviato un programma rivolto a tutti i a tutti i neogenitori, MAAM – Maternity as a Master, per sostenerli nell’affrontare al meglio un periodo ricco di cambiamenti. Inoltre, da noi la formula del lavoro part-time viene sempre concessa, così come offriamo la possibilità di lavorare in smart working da casa”.
L’azienda, prevede, inoltre, una serie di benefit a disposizione di tutti i collaboratori, come: parrucchiere in azienda una volta al mese; visite mediche specialistiche direttamente in azienda, per risparmiare tempo negli spostamenti e nell’attesa; convenzione con un centro estetico vicino alla sede degli uffici di Milano (dal momento che quasi la totalità del personale è composto da donne); corsi di yoga e pilates in azienda aperti a tutti, per combattere lo stress ed aiutare la postura; flessibilità oraria in ingresso e uscita.



Sul Monte Scorluzzo scoperto un ricovero austro-ungarico della Grande Guerra: a breve un museo a Bormio

BORMIO, 30 ottobre 2019-Una nuova struttura museale atta ad ospitare e valorizzare il ricovero austro-ungarico rinvenuto nei pressi della cima del Monte Scorluzzo (Valdisotto/SO) insieme ai relativi mobili, suppellettili, equipaggiamenti e oggetti di vita quotidiana ritrovati in ottimo stato di conservazione.

Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta degli assessori Massimo Sertori (Montagna, Enti locali, Piccoli Comuni e Programmazione negoziata) e Stefano Bruno Galli (Cultura e Autonomia) che formalizza l’adesione di Regione Lombardia all’Accordo di Programma con Parco Nazionale dello Stelvio (ente capofila), Comunita’ Montana Alta Valtellina, Comuni di Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva.

GALLI: OGGETTI CONSERVATI UTILI A RICOSTRUIRE VITA AL FRONTE 
“Il rinvenimento del ricovero austro-ungarico in cima al Monte Scorluzzo – ha commentato l’assessore Stefano Bruno Galli – e‘ una scoperta di grandissima importanza per la ricostruzioneparticolareggiata della vita al fronte lombardo nella Grande Guerra. Il ghiaccio infatti ha conservato perfettamente gli oggetti contenuti: fucili e pugnali, munizioni, vettovaglie, bottiglie di grappa e di cognac e persino cartoline. E’ rimasto esattamente cosi’ come l’ha lasciato l’ultimo soldato imperiale nel novembre di cent’anni fa”.

“Per tutto questo – ha sottolineato – il trasferimento della costruzione nell’ex caserma Pedranzini di Bormio, dove sara’ visitabile dal grande pubblico, e’ un’operazione di assoluto rilievo. Testimonia l’attenzione di Regione Lombardia per la valorizzazione dell’importante patrimonio materiale e immateriale che la Grande Guerra ci ha lasciato. Una memoria che va a beneficio delle nostre comunita’ locali e della piu’ vasta comunita’ lombarda”.




Bergamo e Biella scelte da Unesco quali ”Cittá creative 2020″

BERGAMO, 30 ottobre 2019-Uncem si congratula con Bergamo e Biella, scelte oggi dall’Unesco quali “Città creative 2020”. Biella per l’artigianato e Bergamo per la produzione casearia. Due riconoscimenti – su 66 assegnati in tutto il mondo – importantissimi per il nostro Paese che, secondo Uncem, confermano il legame imprescindibile delle aree urbane, delle due città, con le valli alpine delle quali sono il fulcro, fondovalle pulsante a garantire armonica crescita e servizi.

Biella e le sue produzioni d’eccellenza manifatturiere legate al tessile, alla laneria, artigianali e oggi orientate all’innovazione, non sarebbero state le stesse senza le valli, gli uomini dei territori, la cultura e la tradizione dell’allevamento, l’acqua dei torrenti alpini che dava energie per i telai, la forza-lavoro nelle fabbriche accanto ai borghi, la capacità di essere territorio esteso, “industria verticale” secondo la definizione di Aldo Bonomi, distretto operoso nel quale la città non può essere senza le sue valli, e viceversa.

Le città creative sono riconosciute dall’Unesco come “laboratori di idee e pratiche innovative”, capaci di costruire “un contributo tangibile al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso pensieri e azioni innovativi”.

Bergamo è stata candidata e oggi premiata per il settore caseario. In Italia esistono 50 Dop nella produzione casearia, a Bergamo ve ne sono ben nove: Formai de Mut, Taleggio, Bitto, Grana Padano, Gorgonzola, Quartirolo Lombardo, Provolone Valpadana, Salva Cremasco, Strachitunt. Il latte, quelle Dop, sono essenza ed eccellenza del territorio, di tutte le valli, della città che si apre ai piccoli produttori, ai caseifici più strutturati, alle filiere che incontrano i consumatori, che danno lavoro nelle zone alpine e riducono lo spopolamento. “Una grande notizia per Bergamo, Sondrio e Lecco – commenta Alberto Mazzoleni, Vicepresidente nazionale Uncem – e soprattutto per le loro ‘Valli dei Formaggi’. Grazie a tutti quelli che ci han creduto e han lavorato per questa vittoria. In particolare complimenti a Francesco Maroni per la grande caparbietà e capacità dimostrata e con lui a tutto lo staff. Sento un po’ questo riconoscimento anche mio per aver collaborato sin dall’inizio a questo sogno e per quanto fatto a favore degli agricoltori e delle imprese montane, a partire dal progetto per la Valle Brembana e i suoi operatori del 2003 della #valledelformaggio realizzato con il Consorzio turistico Vallebrembana.com”.




L’avvocato Elisabetta Aldrovandi su DL riguardante Vittime del Dovere: ”Dobbiamo tutelare vittime e familiari Forze dell’Ordine”

VARESE, 29 ottobre 2019-di GIANNI BERALDO-

Quante volte nel corso della loro quotidiana rischiosa attivitá professionale, rappresentanti le varie forze dell’ordine mettono a repentaglio la loro incolumitá fisica. 

Troppo spesso ad esempio riportiamo notizie di qualche agente ferito o peggio ucciso durante il servizio. Ma pure fuori servizio.

Ricordiamo infatti che ogni rappresentante le forze dell’ordine é obbligato a intervenire anche fuori servizio se la situazione lo richiede, quella che potrebbe creare problemi d’ordine pubblico mettendo a repentaglio delle persone.

Tutto questo senza che lo Stato tuteli loro fino in fondo. Come ad esempio quegli agenti feriti un modo grave, rimanendo con danni fisici permanenti e senza nessuna garanzia a livello economico.

L’avvocato Elisabetta Aldrovandi

Medesima situazione per quelle persone che hanno perso un familiare, un agente il cui unico torto é stato quello di svolgere il proprio dovere fino alla fine.

Per questo oggi a Roma l’avvocato Elisabetta  Aldrovandi (giá Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime e Garante regionale della Lombardia per le vittime di reato) su invito dell’onorevole Gianni Tonelli ( ex poliziotto ed ex segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia), ha presentato alla Commisisone Giustizia della Camera dei Deputati un Disegno di Legge sulle Vittime del Dovere.

Per saperme di piú abbiamo sentito proprio Elisabetta Aldrovandi.

«Si tratta di un disegno di legge molto importante perché cerca di equiparare i benefici di legge di cui godono, giustamente, i familiari delle vittime di mafia alle vittime del dovere e ai suoi familiari. Questo dovrebbe riguardare non soltanto familiari di agenti che rimangono uccisi in servizio ma anche a quelli che rimangono gravemente lesionati durante la loro attivitá. Basti pensare ad esempio a un agente  gravemente ferito da un colpo d’arma da fuoco sparato da un malvivente durante una rapina rimanendo poi  paralizzato. Noi cerchiamo di portare avanti delle proposte che possa garantire loro una vita dignitosa». cosí esordisce l’avvocato Aldrovandi.

Situazioni dalle quali emerge un quadro inquietante scoprendo che le forze dell’ordine in realtá in tal senso non hanno nessuna tutela

«Infatti é cosí. Tutti loro vengono parificati a dei soggetti che hanno subíto un’infortunio sul lavoro, quindi senza nessuna particolare tutela. Bisogna sapere che i rappresentanti le forze dell’ordine non hanno delle polizze assicurative particolari pagate magari dallo Stato, anzi devono fare attenzione quando in occasioni di fermi, la persona arrestata non denunci loro per maltrattamenti o qualche tipo di lesione fisica. Ecco in questi casi gli agenti devono pagarsi un avvocato di tasca loro. In realtá svolgono un lavoro delicato confrontandosi spesso con persone pericolose, solo per questo meriterebbero un’assistenza particolare e non lasciati soli».

Situazione che non si sblocca nemmeno al cospetto di uno sdegno popolare particolarmente sentito quanto accadono certe tristi vicende di cronaca: perché secondo lei?

«Lo sdegno popolare, come nel recente caso dei due poliziotti uccisi a Trieste, pur colpendo emotivamente finisce lí. Anzi qualcuno gode pure quando muore un agente di polizia o carabiniere. Diciamo che queste sono reazioni emotive circoscritte al momento, a un fatto di cronaca che ha suscitato clamore a livello nazionale. In realtá poi la situazione non cambia con agenti che spesso vengono feriti seriamente o sfregiati in maniera permanente dopo essere stato colpiti con un coltello. Insomma di esempi ne potrei citare moltissimi ma non sono conosciuti e quindi nessuna notizia eclatante ma rimane il problema».

Da qui la proposta di un disegno di legge specifico che tuteli tutti loro in ambito professionale e in modo totale

«Esattamente. E’ un disegno di legge fortemente voluto da Tonelli che di esperienza nel campo ovviamente ne ha parecchia considerando i suoi trascorsi. A questo punto ci auguriamo che venga approvato in maniera trasversale, perché quando si parla di lavoro delle forze dell’ordine e della loro vita che rischiano quotidianamente, bisogna pensare andando oltre ogni singola ideologia politica. Un Dlisegno di Legge che contempla una serie di articoli fondamentali: ad esempio portare al 100% l’importo della pensione di anzianitá e non l’80% come oggi. Oppure creare una sorta di corsie preferenziali per quanto attiene un posto di lavoro, per quei familiari che hanno subíto dei lutti o abbiano un familiare, un ex agente, magari rimasto disabile causa servizio. Guardi in realtá per ottemperare a tutte le richieste servirebbero solo 70 milioni di euro, somma davvero esigua per un bilancio dello Stato come il nostro».

Questo DL pare simile nella forma a quello presentato lo scorso mese di gennaio da un rappresentante di M5Stelle, ossia l’estensione alle vittime del dovere quei benefici giá riconosciuti alle vittime del terrorismo.

«A livello di tematiche riscontro un certo parallelismo. Mi auguro a questo punto che-visto che M5S é un partito al Governo- anche il DL presentato oggi in Commissione possa suscitare interesse superando ogni scoglio o perplessitá di tipo politico».

Dall’alto della sua esperienza lei rimane comunque un valido proponente con elevate competenze nel ramo specifico.

«In effetti la Regione Lombardia é l’unica ad avere istituito un Garante regionale per le vittime di reato,  figura importante e utile nel rappresentare una sorta di collante tra la Regione e le varie associazioni che si occupano di vittime in generale, creando reando ad esempio un protocollo da seguire per tutte le vittime di violenza. Ma é anche un ruolo che permette di organizzare corsi formativi gratuiti aperti ad associazioni e cittadini, oltre a convegni a tema e altro ancora. Inoltre ho dato la possibilitá a tutti i cittadini di contattarmi direttamente tramite email per poi organizzare i vari incontri conoscitivi. Ovviamente la nostra non é un’attivitá dedita all’ assistenza ma ha una valenza informativa, come  informare  il cittadino sui tempi e modi per presentare una eventuale denuncia o querele, oppure dare informazioni sui fondi di garanzia per indenizzare chi ha subíto un certo tipo di reato, ecc…».

direttore@varese7press.it

 

 

 




Liliana Segre ospite a Milano per raccontare la sua storia drammatica

MILANO, 28 ottobre 2019 – Il Vice Presidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti (PD) è intervenuto questo pomeriggio al seminario e corso di formazione per giornalisti “Dal Binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio” che si è tenuto all’Auditorium dell’Università IULM di Milano, moderato dal giornalista Enrico Fedocci. Al centro dell’incontro, il racconto di Liliana Segre, testimone sopravvissuta alla Shoah, divenuta in questi giorni vittima di attacchi personali sui canali social.
Nel portare il saluto istituzionale al seminario di formazione, il Vice Presidente Borghetti ha espresso in apertura dei lavori a nome dell‘Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia la solidarietà alla Senatrice Segre. “Gli attacchi sconsiderati, gli insulti, che la senatrice è costretta ad affrontare, incentrati soprattutto su questioni come l’odio razziale, non devono capitare più – ha sottolineato Borghetti – . Si tratta di meschinità che non feriscono solo Lei personalmente, ma ognuno di noi”.
Nel commentare la toccante e lucida testimonianza di Liliana Segre, il Vice Presidente Borghetti ha rimarcato come “solo tenendo viva la memoria di quei tragici fatti si può evitare all’uomo la regressione alla quale siamo esposti ogni giorno. E’ pazzesco, infatti, pensare che si è addirittura classificata una nuova categoria di persone, quella dei cosiddetti haters, i seminatori anonimi di odio sui social network. Il rigore, la schiena dritta che i testimoni della Shoah hanno sempre tenuto, dimostrando di non avere alcuna paura rispetto a minacce e insulti, è il vero nutrimento della nostra società.  E chiama tutti noi, a iniziare dalla politica, a un di più di impegno, intervenendo con urgenza sui meccanismi di controllo dei social media, perché i reati compiuti sulla rete non devono rimanere senza responsabili. All’aumentare della potenza dei mezzi di comunicazione corrisponde, purtroppo, una diminuzione della qualità dei contenuti. Guarire dall’odio si può, ricordando i fatti e riconoscendo che la comunicazione è relazione che si basa sul rispetto della dignità dell’altro”.




Mostra di Salvatore Fiume: 4000 visitatori al Belvedere di Palazzo Lombardia

MILANO, 27 ottobre 2019-“Fa davvero piacere constatare che moltissime persone, turisti ma anche famiglie lombarde, abbiano risposto molto positivamente alla nostra iniziativa domenicale di coniugare un evento culturale come la mostra di Salvatore Fiume a un momento unico e inimitabile quale la visita al Belvedere del 39esimo piano della nostra sede”. Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando la notizia della visita di circa 4.000 personoggi a Palazzo Lombardia. Dalle ore 10 alle 18 si e’ potuto ammirare lo skyline di Milano dal 39esimo piano del Palazzo della Regione e nel pomeriggio e’ stato possibile apprezzare la mostra ”Atelier Fontana” aperta, con ingresso gratuito, fino a martedi’ 29 ottobre.