I Venerdì con i concerti della LaFil- Fisarmonica di Milano su RADIO 3

MILANO, 27 maggio 2020-Nel maggio 2019 al Palazzo delle Scintille – il suggestivo padiglione art nouveau dell’Ex Fiera Campionaria di Milano che nel 1946 ospitò la stagione estiva del bombardato Teatro alla Scala – è stata battezzata LaFil-Filarmonica di Milano. Per l’occasione Daniele Gatti ha diretto l’integrale sinfonica di Robert Schumann in due giorni di appuntamenti gratuiti che hanno raggiunto oltre tremila spettatori. A un anno di distanza, l’Orchestra festeggia i primi dodici mesi di attività proponendo su Rai Radio 3 – e per la prima volta in assoluto in radio – tutti i concerti diretti da Gatti nel 2019 e dedicati al Romanticismo tedesco: l’integrale delle sinfonie di Schumann e Brahms, insieme alle Variazioni per orchestra su un tema di Haydn e alla Tragische Ouvertüre (Ouverture tragica), entrambe di Brahms. Il progetto radiofonico è stato reso possibile grazie a Musicom.it, che fin dal primo concerto ha messo a disposizione dell’orchestra e del Maestro Gatti la sua esperienza per la realizzazione di tutte le registrazioni audio.

 Inaugurano la rassegna radiofonica la Prima e la Terza Sinfonia di Schumann, venerdì 29 maggio alle 21. Si prosegue venerdì 5 giugno, alle 20.30, con la Seconda e la Quarta di Schumann. Appuntamento successivo venerdì 12 giugno, sempre alle 20.30 (replica anche sabato 20 giugno alle 12), con l’Ouverture tragica e la Prima Sinfonia di Brahms (registrate al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano lo scorso autunno, in collaborazione con la Società del Quartetto di Milano, come tutti gli altri lavori di Brahms eseguiti da LaFil). Venerdì 19 giugno alle 20.30 saranno invece trasmesse la Terza (alle 20.30) e la Seconda Sinfonia (alle 21.40) di Brahms, e, infine, venerdì 26 giugno alle 20.30, le Variazioni per orchestra e la Quarta Sinfonia di Brahms.

 Prima di ogni concerto Daniele Gatti introdurrà il programma.




Al via la stagione culturale estiva nella Tensostruttura dei Giardini Estensi: posti dimezzati e solo su prenotazione

VARESE, 26 maggio 2020-Sessanta serate tra musica, cinema, opera lirica e teatro. Il calendario della stagione culturale estiva varesina prende forma e lo fa grazie alle prime anticipazioni su quanto avverrà nella tensostruttura dei Giardini Estensi. Un programma che si estenderà da luglio a settembre e che, ovviamente, terrà conto di tutte le normative per il contrasto alla pandemia da coronavirus.

 «Quello del ritorno degli spettacoli, per tutti e in sicurezza, è un momento che ciascuno di noi sta attendendo», afferma il sindaco Davide Galimberti. «Che la cultura fosse al centro della ripartenza varesina – le sue parole – lo abbiamo più volte ripetuto e oggi questo concetto, già emerso in forma pratica sulla ripresa dei servizi della Biblioteca, assume un nuovo importante significato. Ripartiamo dai programmi estivi per sostenere un settore ora più che mai decisivo, riportando il pubblico a spettacoli dal vivo, sostenendo associazioni e realtà culturali e dando a quanti si fermeranno in città occasioni adeguate per scoprire sempre più la nostra Varese».

 «Con il palinsesto in via di ultimazione – le parole del consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura Francesco Spatola – recuperiamo buona parte della stagione che era stata programmata prima dell’emergenza. Da parte del Comune e di tutte le associazioni del settore c’è stato, c’è e ci sarà il massimo impegno per fare della cultura un elemento protagonista della città e del suo sviluppo, a maggior ragione ora che dobbiamo ripartire, con responsabilità ma anche e soprattutto con visione. Abbiamo resistito insieme a una situazione difficile e ora è il momento di fare sinergia e di ripartire, sempre assieme, con fiducia».

 Come anticipato, grande attenzione verrà posta alla sicurezza del pubblico e degli artisti. Agli eventi si accederà esclusivamente su prenotazione; i posti saranno diminuiti e distanziati rispetto agli scorsi anni, passando dagli abituali 480 a 219; l’area dello spettacolo sarà appositamente transennata e verranno creati percorsi per l’accesso e per il deflusso degli spettatori, lungo i quali sarà installato anche un apposito sistema di illuminazione.

 «Poter riportare il cinema ai Giardini Estensi – aggiunge Giulio Rossini, presidente di Filmstudio 90 e ideatore della rassegna Esterno Notte – avrà quest’anno un valore particolare, se consideriamo che le sale sono ancora chiuse a causa dell’emergenza. La nostra è una rassegna ormai radicata nel territorio varesino e attesa da molti cittadini. Personalmente credo ci siano tutte le caratteristiche per fare bene anche in questa stagione, valorizzando un luogo magico e nel cuore di tutti. Punteremo sul cinema di qualità e lo affiancheremo anche ad alcune prime visioni».

 Il Comune di Varese assicurerà alle associazioni, oltre alla compartecipazione finanziaria per la realizzazione dell’evento, il supporto per la sicurezza e per il protocollo sanitario, con la redazione degli appositi piani e l’aiuto nell’attuarli. Sempre Palazzo Estense garantirà la presenza di servizi igienici e la loro sanificazione, nonché l’impiego di personale qualificato addetto alla sorveglianza e all’attuazione delle normative anti coronavirus.




Scomparsa di John Peter Sloan: il ricordo di Bozzo direttore artistico di Zelig

MILANO, 26 maggio 2020- “Un uomo davvero simpatico, entusiasta della vita e dei rapporti umani. Dal punto di vista artistico ha coniato questa capacità di insegnare in allegria, cosa che sarebbe utile alla scuola italiana. Ci mancherà moltissimo, già da adesso. Tutto lo staff di Zelig è vicino alla famiglia”. Così Giancarlo Bozzodirettore artistico di Zelig, commenta l’improvvisa scomparsa di John Peter Sloan, cantante, attore teatrale e scrittore di libri, arrivato in Italia nel 1990, uno dei volti più amati di Zelig.

“Lo avevo contattato – ha detto Bozzo – proprio per partecipare allo Zelig Covid Edition, la maratona con 300 artisti con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, che si terrà sabato 30 maggio, avrebbe dovuto partecipare”.

Le sue lezioni di inglese sono diventate un cult, noto al pubblico per gli spettacoli educativi in lingua inglese portati in scena al teatro Zelig. E’ stato tra i protagonisti di Zelig televisivo e al teatro di viale Monza di Milano, l’ultima volta nel 2019 con uno dei suoi esilaranti spettacoli.




Debutto discografico per i Kollectors, neonato collettivo musicale

VARESE, 26 maggio 2020-Kollectors, il neonato collettivo formato dai dj e producer Mike Dem, Davide Ferrario e VIEL, debutta ufficialmente con l’EP “Tangerine Tango”, pubblicato il 17 maggio per Individual Music, l’etichetta del progetto discografico Sudafricano Individual. 
Le tracce dell’EP sono due, “Tangerine Tango” e “Yak”.
Entusiastiche melodie deep house e un tocco di flamenco, uniti a un ritmo irresistibile, sono la caratteristica della title track. Mentre “Yak“ ha uno strato melodico più profondo, con un’incantevole pausa mozzafiato dopo tre intensi minuti di energia.

KOLLECTORS:
 
MIKE DEM – Definito dal quotidiano La Stampa come “la nuova promessa della House Music italiana”, Mike Dem è produttore musicale, discografico e co-fondatore di Individual Music Label insieme a Ricky Castelli
Iscritto nella rosa dei big della House Music dal prestigioso festival Tomorrowland (Boom, Belgium) si è esibito per due edizioni consecutive tra i grandi nomi della musica elettronica (Kalkbrenner, Dua Lipa, Avicii, etc.). 
Lungo un decennio di carriera, in Italia ha condiviso il palco con nomi di risonanza mondiale come Axwell, Martin Garrix, David Guetta, Tube&Berger, Claptone, Pleasurekraft, Clean Bandit, Miguel Campbell, Mousse T, Klangkarussell.
 
DAVIDE FERRARIO – Produttore, musicista, cantante, DJ e proprietario dello studio di registrazione Frigo Studio di Milano, Davide Ferrario dal  2004 collabora con diversi artisti italiani come turnista, producer e direttore artistico.  Nel 2019 pubblica Lullabies, il suo primo progetto Deep House, con l’etichetta statunitense Manjumasi. 
Segue il singolo Drops nel 2019, pubblicato con l’etichetta My Other Side Of The Moon (neonata sub-label del progetto Individual Music). A dicembre 2019 pubblica il Remix di All Things Fade di Rudy UK per Particles, e ad Aprile 2020 esce UOAO EP per Kitchen Recordings.
I brani di Davide Ferrario sono stati spesso inclusi in playlist e podcast in diverse parti del mondo: USA, UK, Sud America ed Europa dell’Est.
 
VIEL – Produttore e DJ milanese, dal 2006 sonda i più disparati generi musicali, dalla pure House alla Jackin’ House, dal Funky al Soul, creando un progetto musicale unico nel suo genere. Nel 2011 è dj resident in alcuni dei più popolari locali della vita notturna milanese, come Tunnel Club, The Club, Magazzini Generali e Hollywood. Nel 2015 inizia a produrre la propria musica. Nel 2016 pubblica “Dharma” in collaborazione con The Rio, e l’anno dopo il brano “Suckas Out” feat. The Fitter Mood.
Negli anni, VIEL ha partecipato a diversi festival ed eventi come Dubai Fashion Week (UAE), Milano Fashion Week (MI) e Nameless Music Festival (LC).
Nel 2019 ha aperto il suo studio.
Con il remix di Run It, entra definitivamente nella famiglia Individual Music. 



Ornella Vanoni firma per la BMG, presto nuovo album: “Ha uno staff di persone molto giovani e vitali e mi piacciono molto”

MILANO, 25 maggio 2020 – Ornella Vanoni, fra le stelle più luminose della musica italiana, guarda ancora e sempre avanti. L’artista, classe 1934 e un’energia senza tempo, ha infatti firmato un accordo discografico con BMG e si prepara ad entrare in studio per registrare quello che viene annunciato come il suggello della sua lunghissima carriera nonché il primo album di inediti a 7 anni dalla pubblicazione di “Meticci (io mi fermo qui)”.

A rivelarlo a sorpresa è proprio la stessa Ornella Vanoni:In questi giorni ho firmato con BMG. Ha uno staff di persone molto giovani e vitali e mi piacciono molto”.

BMG, nella persona del suo Managing Director Dino Stewart, saluta con queste parole l’inizio della collaborazione: “Sono elettrizzato pensando al lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi: so già che avremo un album di altissimo profilo e di una modernità visionaria, come la sua interprete. Considero Ornella la grande eccezione dell’arte, non solo musicale, italiana. Una donna e un’artista di enorme talento, divertente, entusiasta e curiosa, che mi ha letteralmente conquistato con la sua personalità, così viscerale in ogni aspetto. Il suo lato ironico, divenuto pubblico solo negli anni più recenti, l’ha resa, se possibile, ancora più iconica, ma con quel suo modo unico di essere un’icona terrena, sempre pronta ad agire, operosa, profondamente cittadina di Milano e allo stesso tempo universale. Per questo – spero di non essere irriverente – la considero l’artista più punk che l’Italia abbia mai conosciuto”.

La produzione esecutiva del nuovo album, che vedrà la luce fra l’autunno e l’inverno prossimi, è di Adele Di Palma, altra grande protagonista della musica italiana, dall’esperienza professionale che non ha rivali, come manager – fra gli altri – di Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Samuele Bersani, Gianna Nannini, Enrico Nigiotti. Adele, galvanizzata dal progetto che sta mettendo a punto, manifesta così la propria attitudine dinamica, creativa e concreta: “Ritrovare Ornella per lavorare a questo album mi entusiasma particolarmente. Ho già collaborato con lei diversi anni fa, quando avevo appena cominciato a occuparmi di management. Ero giovane del mestiere e da lei ho imparato tanto, inclusa l’importanza dei dettagli solo all’apparenza trascurabili. Ornella è in grado di fare tutto, conosce ogni singolo aspetto del nostro lavoro e potrebbe insegnare tutto a tutti. Anche per questo è un’artista unica, per la mia esperienza lo è senza dubbio alcuno”.

Ornella Vanoni ha iniziato come attrice con Giorgio Strehler all’Accademia di Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano a metà anni ’50. In seguito non abbandona mai la carriera di attrice, prendendo parte a diversi film con registi e attori come Antonello Falqui e Ugo Tognazzi, ma è la musica a dare l’opportuno risalto alla sua personalità senza eguali e a una versatilità che spazia dalla bossanova, al jazz, dalla canzone d’autore al pop, sempre ad altissimo livello. La prima incisione discografica risale al 1958 con la Ricordi, che grazie a lei apre la propria sezione di musica popolare contemporanea. Sempre alla Ricordi, che nel 1961 pubblica il suo primo album omonimo, Ornella incontra nei primi anni ’60 Gino Paoli, uno fra i tanti autori eccelsi con i quali crea un sodalizio artistico duraturo negli anni. Fra le altre innumerevoli collaborazioni basti ricordare quelle con Toquinho e Vinìcius de Moraes, con Gil Evans e Herbie Hancock, con Dario Fo, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Luigi Tenco, Giorgio Conte, fino a Lorenzo Jovanotti, Paolo Fresu e Claudio Baglioni. Con 39 album di inediti all’attivo e successi come La Musica è FinitaTristezzaSenza Fine, Insieme a te, Vai Valentina, sono tanti anche i riconoscimenti, fra i quali spiccano due Premi Tenco e una Targa Tenco, unica donna e prima artista a raggiungere tale traguardo.

Ornella Vanoni, intanto, con l’entusiasmo che la contraddistingue, non resta a guardare e recentemente ha prestato la voce a due diversi progetti. Insieme ad altri colleghi, ha partecipato alla realizzazione corale del brano Ma il Cielo è sempre più Blu di Rino Gaetano, a favore della Croce Rossa Italiana. Inoltre troviamo un suo prezioso featuring nel nuovo singolo di Paolo Fresu e Rita Marcotulli, Domani è un altro giorno, brano già del suo repertorio che i due musicisti jazz hanno reinterpretato per tromba e pianoforte.




Riaperti Musei di Solferino, San Martino e Vittoriale sul Garda

MILANO, 25 maggio 2020- L’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli, si è recato ieri al Museo di Solferino e San Martino e successivamente al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.

“La giornata odierna è stata particolarmente significativa – ha sottolineato l’assessore Galli -. Ho infatti inteso così manifestare la mia sincera ammirazione, la mia vicinanza e il mio sostegno, a queste due importanti istituzioni del sistema culturale lombardo”.

AL VITTORIALE GRANDE IMPEGNO E MASSIMA SICUREZZA PER VISITATORI – “Il Vittoriale ha aperto i battenti, con grande sacrificio, lunedì 18 maggio scorso – ha aggiunto l’assessore – ed è rimasto aperto per tutta la settimana. Di fronte ai numeri della prima settimana di apertura, il presidente Guerri mi ha comunicato che valuterà se limitare le aperture ai fine settimana. Nella giornata odierna sono stati 200 circa i visitatori. Il Vittoriale, che era in netta crescita (+43% rispetto all’anno scorso), ha infatti pagato un ‘pedaggio’ oltremodo oneroso al lockdown in termini di mancati introiti. In base a un calcolo approssimativo ha perso oltre 1.200.000 euro. In ogni caso, sono stato accolto con affetto ed entusiasmo e ho verificato tutto l’impegno degli operatori per garantire la massima sicurezza dei visitatori. Con molta prudenza e ragionevolezza, ha aperto solo il parco, ma non la Prioria”.

APERTI  MUSEI SOLFERINO E SAN MARTINO, ANCHE APP INNOVATIVA – “Il complesso monumentale di San Martino della Battaglia, della Rocca e del Museo di Solferino – ha aggiunto l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura – che ha riaperto proprio oggi registrando 50 visitatori, conserva intatto tutto il suo fascino e celebra quest’anno il 150 esimo anniversario della costruzione della Rocca. I Musei di Solferino e San Martino sono peraltro circondati da splendidi parchi, dov’è possibile trascorrere qualche ora in grande sicurezza, lontano da assembramenti, tra la bellezza del lago di Garda e le colline moreniche dell’alto mantovano. Si tratta di uno dei musei di storia risorgimentale più importanti a livello nazionale. Per Regione Lombardia è sicuramente il più importante e sarebbe opportuno che si assumesse la regia per la valorizzazione tematica di tutti i musei risorgimentali lombardi, attraverso la costruzione di una rete. L’impegno dei musei di Solferino e San Martino durante la pandemia è stato importante poiché ha offerto visite virtuali, rubriche digitali e percorsi on line molto seguiti. Ma sono andati avanti sulla strada delle tecnologie informatiche. Adesso che ha riaperto i battenti, con il proprio cellulare sarà possibile scaricare una App innovativa per essere guidati nel percorso museale, che a San Martino prevede anche spiegazioni interattive tramite QR Code. Si tratta di un ricorso alle nuove tecnologie che indubbiamente aumenta l’attrattività del museo e potenzia l’offerta culturale”.

LA SFIDA DELLA RIAPERTURA – “Una strada che dovrebbe essere seguita anche da altri musei nella prospettiva – ha concluso Galli – almeno nell’immediato, di poter contare solo sulla domanda interna, dunque sul visitatore lombardo. Ciò comporta un lavoro serio e consapevole sull’attrattività che non può prescindere dal ricorso all’innovazione dei criteri espositivi e di allestimento museale, ma anche alle nuove tecnologie informatiche. Solo così è possibile affrontare la sfida della riapertura con un margine di ragionevole sicurezza”.




I ricordi di Mauro della Porta Raffo sul Caffé Zamberletti: ”In quel luogo ho conosciuto il gotha della cultura italiana´

VARESE, 23 maggio 2020- di GIANNI BERALDO-

Dopo ottant’anni di storia anche il Caffè Zamberletti di Corso Matteotti si è arreso. Quasi un secolo di attività durante il quale tutti i varesini si sono identificati nello Zamberlettti, vero cuore pulsante a livello culturale e politico.

Ora tutto questo rimarrà nel cassetto dei ricordi indelebili; come  purtroppo pure questo maledetto coronavirus che ha costretto tutti noi a rinchiudersi in casa e la chiusura di tutte le attività commerciali, molte delle quali non riapriranno più.

Tra queste Il Caffé Zamberletti di Corso Matteotti appunto (rimane aperto però quello inaugurato nel 1993 in via Manzoni), la cui titolare Angela Zamberletti ha deciso di chiudere per sempre la serranda “troppe spese e questa lunga chiusura ci ha condizionato parecchio, costringendoci a fare questa sofferta scelta”’, dice la signora erede della famiglia Zamberletti, con quel sorriso che l’ha sempre contraddistinta dietro alla cassa, dalla quale salutava e conosceva uno per uno i clienti più assidui.

Il Caffé zamberletti di Corso Matteotti non riaprirá piú

Come lo scrittore, saggista e tanto altro qual’é Mauro della Porta Raffo, che allo Zamberletti ha vissuto pagine memorabili della sua vita frequentando centinaia di personalità di ogni settore: uno su tutti il grande scrittore Piero Chiara, del quale Raffo era amico.

«Lo Zamberletti si chiamava Cavour fino al 1955, anno in cui fu acquistato dalla famiglia Zamberletti -dice Raffo-Prima di quell’anno era un caffè quasi ottocentesco arredato di velluto rosso e separé, quelle cose particolari tipiche dell’epoca alla quale si era ispirato».

Poi subentra la famiglia Zamberletti che lo arredò come si vede ancora oggi«La sua inaugurazione fu un evento eccezionale che nessuno a Varese si aspettava. Nei decenni a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta era frequentato dalla migliore intellighenzia della città. Da Piero Chiara, Bruno Ravasi, raramente anche da Morselli, Angelo Frattini. Giuseppe Montanari. Lo Zamberletti era frequentato anche da quei varesini che si erano trasferiti in altre città come Gianni Santuccio, Enrico Maria Salerno, Flaminio Bertoni e tanti altri»

Uno dei numerosi incontri culturali organizzati da Raffo al salone dello Zamberletti

Un luogo di ritrovo importante, dove si trovavano tanti personaggi tutti per stima e amicizia, sottolinea Raffo che ricorda molto bene anche come veniva utilizzata la sala superiore «per un certo periodo era diventato un posto dove Piero Chiara giocava a carte, infatti era abbastanza normale in quegli anni trovarlo in quel luogo. Giocava contro un avversario che si chiamava Rosmino, personaggio molto conosciuto all’epoca in città. Un uomo altro, grosso, capelli arruffati,  sembrava fosse sempre arrabbiato invece era divertente. Famoso  l’episodio che lo vide protagonista quando, dopo l’ennesima sconfitta patita da Chiara, si alzò in piedi per pagare e disse a Chiara ”Vorrei avere la tubercolosi per sputarti in bocca”, tanto era la frustrazione nel vedersi sempre sconfitto».

Parlando di frasi celebri anche una che vide protagonista lo stesso Raffo «fu quella volta che Chiara, preso dal gioco, rivolto a me disse ”vai a pisciare tu per me perché io non posso alzarmi”, questo per dire che tipo di personaggi vi erano allo Zamberletti».

Poi arrivano gli anni più recenti dove il Caffè Zamberletti non perde certamente l’aura di luogo dove si respira cultura «Angela (la propietaria,ndr) fu così gentile e generosa da concedermi gratuitamente la sala superiore, organizzando e conducendo circa 250 incontri culturali tra il 2000 fino a poco tempo fa (per l’elenco dettagliato consultare il sito https://dellaportaraffo.com/ ). Negli anni ho invitato tutto il gotha della cultura italiana, i più grandi giornalisti, cantanti come ad esempio Milva, Vanoni e Zanicchi, oltre ad attori, sportivi e politici».

Certo per Raffo ogni volta che saliva quella stretta scaletta che portava al salotto le emozioni si confondevano forse con un pizzico di nostalgia pensando al passato «certamente, basti pensare che ho iniziato a frequentare il Caffè Zamberletti fin da ragazzino insieme a mio padre, per poi non abbandonarlo mai, conoscendo tantissime persone con molte delle quali è nata poi un’amicizia. Peccato che ora di tutti loro sono rimasto solo io (Raffo è un brillante 76enne, ndr)».

Mauro della Porta Raffo oggi è un brillante 76enne dal quale ci attendiamo ancora molto dalla sua verve mai doma, che dietro l’angolo cela sempre sorprese molto spesso dalla valenza culturale raffinata, caratteristica ben riflessa d’altronde nello stesso Mauro «nonostante tutto voglio continuare a proporre incontri culturali, per questo sono alla ricerca di un luogo adatto in alternativa all’oramai ex salotto Zamberletti. Chiederò aiuto anche al sindaco al quale potrei proporre l’ex palazzina della Cultura in via Sacco, da me già utilizzata verso la fine degli anni Novanta».

Tutte belle soluzioni ma certamente non paragonabili al Caffè Zamberletti dove ogni volta che si varcava l’ingresso la percezione era quella di una sorta di positiva staticità del tempo. Insomma  come se tutto fosse rimasto congelato a quel felice periodo dove goliardia e cultura si avvicendavano, emanando quel senso di leggerezza ma pure di arricchimento culturale oggi difficilmente identificabile con altri locali o luoghi della città «Hai ragione, hai espresso bene la sensazione che si provava frequentandolo» conclude Mauro della Porta Raffo che con la Varese attuale ha (forse) ben poco da condividere.

direttore@varese7press.it




The ReLOUD, in uscita ”Rollercoaster”, nuovo singolo del duo romano

VARESE, 22 maggio 2020-”Rollercoaster” è il primo singolo che anticipa ”TO THE OTHER SIDE”, il nuovo progetto dei The ReLOUD, duo di producer e dj romani già conosciuti per i remixes di artisti come Vasco Rossi, Jovanotti e Marco Mengoni e per avere attirato l’attenzione di leggende della scena djying tra cui Benny Benassi, Bob Sinclair, Fatboy Slim e Groove Armada. 
Al centro del brano, cantato dalla voce graffiante dell’australiano Alex Whiteman, la figura della giostra, che nell’immaginario del duo è un’efficace metafora per rappresentare la vita, con il suo movimento costante che travolge, scombina le carte, leva il fiato e allo stesso tempo alimenta il desiderio di ripartire. “Rollercoaster per noi è stato accettarci per ciò che siamo, personalmente e musicalmente. È sicuramente un lato diverso del nostro sound ma che era dentro di noi da sempre. È stata la prima canzone a nascere e naturalmente è diventata il primo singolo.” 

Il singolo è il primo tassello del nuovo lavoro discografico del duo che sarà pubblicato a giugno dopo due anni di ricerche e composizioni in cui i dj e producer capitolini hanno passato al setaccio, filtrato e campionato sonorità provenienti dai quattro continenti: dal Sud Africa all’Australia, dagli USA al Giappone
TO THE OTHER SIDE, titolo del lavoro discografico, ambisce ad essere uno spazio in cui gli artisti possano raccogliere, contaminare e trasformare le influenze e i riferimenti che gli stessi hanno scoperto e sposato nel loro percorso. Il progetto nasce da una visione trasversale che mira a coinvolgere molteplici aspetti dell’arte: un global-ensamble, un’esplorazione che parte da un viaggio intorno al mondo e che unisce alla musica, visual arts, grafica, design, installazioni e un occhio molto attento alle produzioni video, che accompagneranno l’uscita di ciascun brano contenuto nell’album, raccontandone la storia.
L’artwork di Rollercoaster è stato realizzato dall’artista berlinese Maddalena Bireau, uno dei nomi di punta del panorama illustrativo europeo. Nel corso della sua carriera ha collaborato come illustratrice, storyboard artist e art director con importanti agenzie pubblicitarie, brand e riviste di moda, case editrici, etichette discografiche e band della scena indipendente italiana disegnando le copertine per gli album di artisti come Paolo Benvegnù, Le Vibrazioni, Dente e Pacifico.

Il VIDEO, girato a Cinecittà World sotto la direzione di Federico Marchi e GROENLANDIA (casa di produzione di film come Il Primo Re, Smetto Quando Voglio e Perfetti Sconosciuti) cattura lo spettro emotivo di quattro diverse generazioni, cogliendo alcune delle sfumature di ciascun ciclo vitale che ogni essere umano affronta: dall’eccitazione priva di paura dei bambini alla scoperta dell’amore della gioventù, e ancora la necessità di sentirsi leggeri degli adulti e la placida consapevolezza della terza età.

Per dare la giusta casa al progetto gli artisti hanno dato vita a OTHER SIDE RECORDS, una boutique label che non si identifica in un genere specifico ma vuole essere la casa per chi ha qualcosa di personale da raccontare che lavorerà ogni iniziativa discografica come attività artistiche a 360° su più forme d’arte.

The ReLOUD sono un duo romano formato dai dj, producer e imprenditori nel music business Alex Tripi Nello Greco. Iniziano la loro carriera nel 1999 ispirati dall’uscita del software musicale ReBIRTH della Propellerhead che usarono estensivamente in studio in quel periodo e dal quale presero l’idea del nome ReLOUD. Il 2004 vede la loro prima release ufficiale su TIME Records (sotto il nome di ReMOVIDAS – Pincia Samba). Guadagnando velocemente una reputazione molto solida il loro lavoro viene supportato da molti dei DJ più importanti al mondo come Eric Morillo, Milk & Sugar, David Morales, Wally Lopez, Prok & Fitch ricevendo supporti anche dalle radio di riferimento di settore come BBC Radio 1, Ministry of Sound Radio, Hed Kandi Radio, portando il duo romano ad ottenere diverse top 10 nella UK CLUB CHART, BUZZ CHART, COOL CUTS CHART. Questo successo a livello estero porta i The ReLOUD a molte collaborazioni di livello internazionale come OLA, Inaya Day, Crystal Water e i Jungle Brothers solo per nominarne alcuni. Nel 2015 firmano con la label D:VISION e con il loro singolo ONCE AGAIN ottengono il supporto dei artisti del calibro di Benny Benassi, Bob Sinclair, Chus & Ceballos, Fatboy Slim, Groove Armada, Hernan Cattaneo, Marco Carola, Nora En Pure, and Roger Sanchez. David Morales se ne innamora talmente da volerne fare un official remix. Nello stesso anno i The ReLOUD vengono nominati uno dei 3 migliori DJ italiani nel programma TOP DJ su SKY UNO. Dal 2015 al 2017 i The ReLOUD continuano a realizzare tracce club su D:VISION remixando ufficialmente i migliori artisti italiani come Vasco, Jovanotti, Mengoni e molti altri cimentandosi anche nel mondo delle colonne sonore firmando gli spot ufficiali di brand come Lamborghini, Jagermeister, Ferrero ed altri. Nel 2018 vede il duo torna in studio focalizzando la ricerca verso un suono più rifinito, senza limiti. In questo periodo il duo inizia un nuovo album lavorando con cantanti dal Sud Africa, Australia, Nord America e Europa, un global-ensamble per esplorare i sapori del mondo caratterizzato da un approccio trasversale mirato a coinvolgere molteplici aspetti dell’arte: visual, grafica e un occhio molto attento alle produzioni video.




Donato quadro di Gianfilippo Usellini al museo di Varese

VARESE, 21 maggio 2020-Un quadro di Gianfilippo Usellini per impreziosire la collezione del Museo di arte moderna e contemporanea del Comune di Varese. “Come tira il vento”, questo il titolo della tela realizzata dall’artista lombardo nel 1965, è stato donato a Palazzo Estense dalla famiglia di Luigi Zanzi e verrà esposto al Castello di Masnago.

«Una decisione – spiegano i donatori – frutto della volontà di ricordare Luigi e presa in considerazione dell’appassionato contributo che volle attivamente offrire a Varese. Questa era la sua città, che tanto amava in tutti i suoi molteplici aspetti».

 «Alla famiglia di Luigi Zanzi – le parole del sindaco Davide Galimberti – va il mio ringraziamento personale, oltre che quello di tutta la città. Luigi Zanzi si è sempre impegnato per Varese e ora tutti i cittadini potranno tenerne vivo il ricordo anche grazie a questo bellissimo quadro».

 L’artista

 Gianfilippo Usellini nacque a Milano nel 1903. Iniziò a dipingere giovanissimo, studiando poi all’Accademia di Belle arti di Brera con Ambrogio Alciati. A soli 23 anni venne invitato a esporre alla Biennale di Venezia. Nei decenni giovanili fu vicino al movimento di Novecento italiano, per divenire in seguito uno dei principali protagonisti dell’arte figurativa del Paese. Usellini dedicò la sua vita alla pittura e all’insegnamento a Brera e in altre istituzioni milanesi.

 Dal 1961 divenne titolare della cattedra di Decorazione e affresco all’Accademia di Brera e, in contemporanea, diede vita a corsi di affresco ad Arcumeggia, dove si stava realizzando un grande museo all’aperto in cui lo stesso Usellini dipinse. Nel 1962 realizzò infatti, nel borgo del Varesotto, l’affresco intitolato “Il ritorno dell’emigrante” e la decorazione di una cappelletta votiva con affreschi che raffigurano Sant’Antonio abate e San Rocco.

 A queste opere serve aggiungere, per comprendere la grandezza dell’artista, le opere pubbliche per il Palazzo del Governo di Sondrio e quelle per il Comune di Vimercate, oggi conservate ed esposte al Museo del Territorio Vimercatese, oltre che le numerose scenografie che il maestro ideò nel secondo dopoguerra per il Teatro alla Scala di Milano.

 Gli anni ’50 e ’60 per Usellini furono contrassegnati da un continuo interesse per il Carnevale Ambrosiano, del quale restituì in numerose tele una visione allegorica, popolare, coloristica, non priva di una certa sfumata malinconia.

 Morì ad Arona nel 1971.

 L’opera

 Seppur idealmente allegri, i festeggiamenti in maschera nei dipinti sul tema sono permeati di una sottile tristezza metafisica, mentre i soggetti sono sfiorati da un che di favolistico, da ricondurre, su un piano psicologico e introspettivo, a silenzi sospesi e irrisolti.

 Per quanto riguarda “Come tira il vento” ( realizzato nel 1965) si tratta di una visione marina con un vasto pontile che corre in ripida prospettiva la tela, dalle dimensioni di 61 x 90 centimetri. Un paesaggio popolato da numerosi Pulcinella, maschera tipica campana della commedia dell’arte e del carnevale. Con un instancabile gioco di sguardi sotto le mascherine insolitamente colorate, i protagonisti sono raccolti in capannelli di persone, intenti a osservare il mare e, sullo sfondo, a schiaffeggiarsi.

 Al largo, lo specchio d’acqua è percorso da vele bianche al vento, particolare che dà nome all’opera. Visibili anche un promontorio arrossato dal sole e nuvole crepuscolari, filamentose e vibratili, sospinte e allungate dall’aria che soffia.




Silvia Nair, esce il primo singolo intitolato “Ho visto un sogno”

VARESE, 21 maggio 2020-Dopo l’uscita di “Freedom”, brano portante della colonna sonora del docufilm “El Numero Nueve – Gabriel Batistuta” (anteprima al Festival del Cinema di Roma), il 5 giugno esce “HO VISTO UN SOGNO” il primo singolo della cantante e compositrice SILVIA NAIR.

Il brano anticipa il terzo album di inediti dell’artista in uscita in autunno che vanta la prestigiosa produzione olandese di Franck Van Der Heijden e Michael La Grouw.

 Ho visto un sogno, scritto dalla stessa Silvia Nair insieme a Michael La Grouw, è un viaggio di riflessione sull’importanza del sogno in quanto ideale da perseguire «un sogno ha il potere di cambiare l’uomo, di superare limiti impossibili».

Il brano si caratterizza per un sound energetico arricchito da un arrangiamento rock sinfonico in cui spicca la potente vocalità dell’artista.

SILVIA NAIR è una cantante (quattro ottave di estensione), performer, musicista (pianoforte), autrice e compositrice di canzoni e di colonne sonore per Cinema e Documentari molto apprezzata anche all’estero. Laureata in Giurisprudenza, dopo aver intrapreso la carriera notarile, decide di abbandonarla per dedicarsi interamente alla musica.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato due album. Il primo “Sunrise” uscito nel 2005 in Giappone e successivamente in Italia, GAS, Benelux e altri paesi asiatici (Korea, Taiwan, Hong Kong) dove ha scalato le classifiche di vendita. In Italia ad essere apprezzato è stato in particolar modo il singolo “Shine on now” che è diventato in poco tempo una hit e per tre anni ha accompagnato le immagini di un noto spot televisivo. Il secondo album “Ithaca” è uscito nel 2011 in Italia e Benelux, seguito da un suggestivo tour.  Nello stesso anni si aggiudica il Premio Lunezia e il Premio Montecarlo come “Rivelazione Artistica Internazionale”.

Silvia Nair è conosciuta anche per le numerose performance artistiche in Italia ed Europa con le maggiori orchestre sinfoniche dirette da maestri quali Salvatore Accardo, Karl Martin, Hubert Stuppner, Marco Boni ed altri. Varie anche le apparizioni tv in programma Rai e Mediaset. Vanta importanti collaborazioni con artisti del calibro di Franco Battiato (opening act tour 2004), Lucio Dalla (duetto Valle dei Templi di Agrigento), Ron (Musicultura Festival Macerata), Claudio Baglioni (O’Scià Lampedusa), Andrea Bocelli (Montecitorio, evento benefico). Ma si è esibita anche per il Presidente Lula in Brasile, per la famiglia reale in Giordania e più volte in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI.

 

Per il cinema ha scritto e interpretato numerose colonne sonore e recentemente ha pubblicato il brano “Freedom”, title track della colonna sonora de “El numero Nueve – Gabriel Batistuta” docufilm che celebra la vita e la carriera del campione argentino Gabriel Batistuta presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, e composto le musiche del docufilm “Il Triangolo delle morte – I mostri di Firenze” (regia di Andrea Vogt) che verrà presentato in prima serata mercoledì 27 maggio 2020 su “Atlantide” in onda su La7.