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Coronavirus e informazioni: ha senso fornire certi dati? Ricerca della Liuc di Castellanza

CASTELLANZA, 31 marzo 2020-Tempo di Coronavirus, tempo di dati. I numeri sono i grandi protagonisti di questa tragedia, dai nuovi casi ai guariti, fino purtroppo ai deceduti. Ma come vanno letti i dati che ci vengono forniti? Perché è così importante conoscere i nuovi contagi giorno per giorno? Quanti sono realmente gli affetti da COVID-19? Il rischio di contagio è in aumento oppure in diminuzione? E soprattutto: ha senso continuare a fornire queste informazioni?

A queste domande rispondono Lucrezia Ferrario, Emanuela Foglia ed Emanuele Porazzi del Centro su Economia e Management in Sanità e nel Sociale della LIUC Business School.

“La prima informazione che ci viene fornita – spiegano i ricercatori del Centro – è quella legata alle infezioni in corso (contagiati a casa in isolamento domiciliare e pazienti che si trovano in ospedale in terapia intensiva o non in terapia intensiva), poi viene reso pubblico il dato relativo alle nuove guarigioni, e parallelamente ai nuovi decessi, per poi, a livello generale, fornire il numero totale dei contagi. I dati hanno un aggiornamento quotidiano, con una correlata variazione dei numeri assoluti, oltre a delle sensibili differenze interregionali.”

 Se in questo momento il totale dei contagi ossia la prevalenza della patologia non fornisce alcun valore aggiunto per la presa di decisioni o per la stima dell’andamento della patologia stessa, occorre focalizzare l’attenzione sull’incidenza dei nuovi contagi, che misura il numero di nuovi casi COVID-19 nel tempo e dunque il rischio che ha un individuo di contrarre la malattia in quel periodo di tempo.

“In linea generale infatti – continuano i ricercatori – è proprio il dato dei positivi a destare maggiore interesse e rilevanza. Conoscere il numero delle infezioni in corso, infatti, consente di comprendere quante persone sono in grado di veicolare il virus, con un accento particolare su coloro i quali necessitano di assistenza ospedaliera più o meno invasiva, così come le persone da cercare di isolare obbligatoriamente, per evitare nuovi contagi.  Tra le informazioni relative alle nuove infezioni, è particolarmente rilevante poter reperire il dato relativo al numero di persone che necessitano di terapia intensiva, a causa proprio della criticità sempre più forte nel gestire questa tipologia di servizio all’interno delle terapie intensive degli ospedali italiani e della pressione che questo tipo di cure ha sul sistema sanitario”.

Arriviamo poi alla domanda più frequente di questa fase ossia quella relativa alla possibilità di un rallentamento dei contagi, per rispondere alla quale (o almeno provare a farlo) è necessario partire dalla lettura del trend che può fornire la rappresentazione della curva, con particolare riguardo alla “pendenza” della curva stessa, fattore che suggerisce il grado di penetrazione del contagio.

“Altro dato di grande interesse, ma di difficile comprensione e lettura – spiegano dal Centro –  è quello sulla letalità della patologia, ossia il rapporto tra il numero totale di deceduti e il numero totale di soggetti contagiati, con particolare riguardo al confronto della stessa in differenti nazioni del mondo. Ma è realmente significativo e corretto questo tasso di letalità? La risposta è che si tratta di un valore eccessivamente sovrastimato, in quanto è proprio il denominatore del tasso il dato più differente per misurazione all’interno delle differenti popolazioni europee e mondiali, quello che rende il tasso stesso poco confrontabile da realtà a realtà. Il motivo? Le policy che sono state attuate per l’effettuazione dei tamponi. Si è passati infatti da un ricorso estensivo al test nella prima fase del contagio, all’effettuazione solo in caso di sintomatologia grave e clinicamente evidente, per poi passare nuovamente al ricorso al tampone anche in caso di uno solo dei sintomi, aumentando quindi, ulteriormente il numero dei potenziali contagiati. Sulla scorta di quanto sopra, sappiamo che il numero delle infezioni è molto più alto rispetto a quello effettivamente registrato, poiché molti cittadini si trovano in isolamento domestico, con la sola diagnosi clinica, ma senza essere stati sottoposti a tampone di verifica. Tuttavia, sapere oggi quanti individui positivi al COVID-19 arrivano oggi in ospedale è comunque prezioso per comprendere la necessità di nuovi investimenti da mettere in campo e per il soddisfacimento del bisogno di salute dell’assistito”.

Stiamo dando i numeri, dunque? La conoscenza dei numeri è in realtà un valido aiuto e fornisce un’idea generale, in attesa di uno studio epidemiologico che permetta di pianificare come sarà necessario agire una volta che il distanziamento sociale sarà concluso.




Arriva a Varese la Chirurgia Plastica in 3 D grazie allo specialista dottor Marco Castelli

VARESE, 23 febbraio 2021-Un software che permette ai pazienti di avere una visione immediata e diretta di quello che sarà il risultato di un intervento di chirurgia plastica.
Grazie allo specialista Marco Castelli, da trent’anni uno dei protagonisti di questa branca medica sul territorio dell’intera Insubria, approda a Varese la più avanzata tecnologia 3D. «Grazie a una rapporto di collaborazione avviato con l’azienda elvetica Crisalix – spiega il chirurgo, operativo oltre che a Varese anche a Lugano e Bellinzona –, posso dire con il giusto orgoglio di essere il primo a mettere a disposizione dei miei pazienti questa nuovissima tecnologia».

Il dottore Castelli

Quali i vantaggi per chi si accosta alla chirurgia plastica, sia per un dato estetico, sia per aspetti legati alla ricostruzione di parti del volto o del corpo a seguito di patologie«Con questo programma, molto innovativo e sofisticato sui diversi aspetti del software ma anche dell’hardware, si ha la possibilità di avere con immediatezza la percezione di quello che succederà al nostro volto e al nostro corpo. E, nel caso, di fare anche una scelta insieme al chirurgo. Un vantaggio soprattutto sul piano psicologico perché rende il paziente parte attiva su decisioni che impattano fortemente sul proprio modo di vedersi. Questo è uno degli aspetti peculiari che stanno sempre più emergendo come fondamentali nell’attività di un chirurgo plastico all’avanguardia e attento alle esigenze dei propri pazienti».
Entrando nei dettagli operativi di questo suo progetto avviato ormai da qualche settimana, il chirurgo Marco Castelli ne evidenzia un altro elemento peculiare: «Esatto, mi riferisco all’elemento tempo: dopo aver elaborato la simulazione in studio, il paziente infatti può riceverla via mail e, una volta a casa, riflettere, rivalutare le sue scelte ed eventualmente ritornare dal chirurgo per fare le opportune integrazioni. Anche in questo caso, è un’attenzione ancor maggiore riservata alle esigenze dei pazienti stessi».
Una tecnologia non solo innovativa, ma anche utile in un’epoca di Covid in cui, in tale circostanze, è importante che il paziente sia preservato con l’opportuno distanziamento: «I pazienti, infatti – conclude Marco Castelli –, se per qualche motivo non possono recarsi allo studio, sono in grado di farsi direttamente delle foto da inviarmi, così che il sistema le elabori per una “visita a distanza” che comunque non perde nulla dell’efficacia di quella in presenza».  



Ci scrivono: “Il mio piccolo contributo solidale con il progetto Italian Tour Solidali”

VARESE, 24 marzo 2020-Salve, il mio nome è Stefano Pinna e sono un ragazzo di 25 anni nato e residente in Italia, in questo periodo in cui sono a casa con mio fratello e collega, ho pensato molto a come poter essere utile nel dare un piccolo contributo per  la solidarietà digitale al fine di consentire a tutte le persone che vogliono di poter passare del tempo in maniera differente.

Allora ho pensato di usare i lavori già fatti col nostro gruppo di lavoro per creare un progetto di solidarietà digitale, la nostra azienda si occupa di realtà virtuale, nel tempo abbiamo creato anche un gruppo di oltre 200 professionisti certificati per collaborare nello sviluppo dei vari progetti.

Come dicevo ho pensato di unire tutti i lavori fatti dal gruppo per creare un progetto di solidarietà digitale totalmente gratuito chiamato Italia Tour Virtuali https://www.italiatourvirtuali.com/ ), dove è possibile vedere tour virtuali di tantissimi posti in Italia e nel mondo comodamente gratis da casa.

Oltre ai musei è disponibile un’ampia esposizione di luoghi interessanti da vedere, esplorare, scoprire appunto tramite tour virtuali, gratis e comodamente da casa come ad esempio città, chiese, luoghi storici, piazze, parchi, mostre, territorio, aree turistiche, i tesori dell’Italia, escursioni, solidarietà digitale per le imprese, relax, svago, divertimento, arte, cultura e tanto altro.

Scrivo in maniera spicciola per comunicare quest’informazione importante per la solidarietà digitale, perché penso e pensiamo che debba essere resa nota in questo momento particolare dove dobbiamo stare a casa. Lo scopo è dare un’opportunità alle persone di svagarsi gratuitamente rispettando le regole #restoacasa

Confidiamo nel vostro supporto per la diffusione del messaggio, noi abbiamo fatto del nostro meglio ora aspettiamo una vostra gentile risposta

 




Al via la II edizione del premio con.Scienze dedicato alle più originali tesi di laurea in ambito scientifico.

ROMA, 9 luglio 2020 – Sei dei sedici vincitori della prima edizione del premio con.Scienze, che sono stati svelati nell’appena trascorsa fase di lockdown, provengono da Atenei della Regione Lombardia. Stiamo parlando, per le migliori tesi di laurea magistrale, di Giada Callizaya Terceros, Dipartimento di Bioscienze – Università degli Studi di Milano Statale; Chiara Franceschetti, Dipartimento di Informatica “Giovanni Degli Antoni” – Università degli Studi di Milano Statale; Lorenzo Tiberi, Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Milano Statale. Per le migliori tesi di dottorato sono, invece, stati premiati: Sofia Barbieri, Dipartimento di Fisica – Università degli Studi di Pavia; Giulia Bosio, Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra, Università degli Studi di Milano Bicocca; Luca Capaldo, Dipartimento di Chimica – Università degli Studi di Pavia.

I temi trattati, premiati per la loro originalità con un riconoscimento in denaro, spaziano dal miglioramento della produzione dei semi alla base della catena alimentare alla localizzazione in ambienti smart-home, dal collegamento tra la fisica statistica e le reti neurali allo studio degli effetti biologici sul DNA delle radiazioni ionizzanti allo studio dei sedimenti miocenici del Pisco Bacino in Perù e agli sviluppi della fotochimica.

Continuando a sostenere il lavoro dei giovani studiosi, con.ScienzeConferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle strutture universitarie di Scienze e Tecnologie, ha indetto la seconda edizione del premio omonimo che consiste in 10 riconoscimenti in denaro da 1.000,00 euro ciascuno per neolaureate e neolaureati dei corsi di laurea magistrale e in 6 premi in denaro da 1.000,00 euro ciascuno da destinare a neodottoresse e neodottori di ricerca nelle aree CUN 01-05: Matematica, Fisica, Chimica, Scienze della Terra, Biologia e Informatica.

Verranno premiati gli elaborati scientifici più originali, discussi nel periodo 01 agosto 2019 – 31 luglio 2020, del quale saranno valutate le metodologie utilizzate per la ricerca e la qualità e l’interesse dei risultati conseguiti. La domanda di partecipazione al premio va presentata dagli interessati dal 15 settembre al 15 ottobre 2020, secondo le modalità presenti sui bandi pubblicati sul sito di con.Scienze (www.conscienze.it). La commissione esaminatrice sarà nominata dal Consiglio Direttivo di con.Scienze e sarà composta da esperti nelle discipline delle aree prese in esame.

“La nostra associazione riconosce l’importanza della ricerca scientifica per lo sviluppo tecnologico e culturale del nostro paese, per renderlo un paese moderno in grado di competere con le altre nazioni tecnologicamente avanzate, nonostante abbiamo il più basso numero di laureati delle nazioni sviluppate, del quale solo la metà in materie scientifiche, e che gli investimenti in ricerca e sviluppo siano fermi all’1,38% del Pil, una percentuale bassa sia rispetto alla media della zona euro (2,15%) sia nel confronto diretto con le altre grandi economie industriali d’Europa” sostiene il prof. Settimio Mobilio, presidente di con.Scienze.

L’associazione, nata nel 2012, riconosce anche l’importanza del contributo che i giovani danno alla ricerca scientifica nel corso della tesi di laurea prima e del dottorato successivamente, contributo spesso rilevante in termini di idee, di lavoro, di sintesi: “Per riconoscere questo ruolo e invogliare i giovani a proseguire nella carriera della ricerca, senza scoraggiarsi di fronte alle difficoltà che oggi incontrano nel seguire questa strada, l’Assemblea di con.Scienze ha istituito nel 2019  la prima edizione del premio – ha affermato il prof. Mobilio – che ha suscitato l’interesse dei giovani, che numerosi hanno partecipato al bando da 14 regioni italiane”.

Al successo quantitativo si sono accompagnati anche il successo qualitativo e tanta originalità perché si è passati dalla ricerca sulle cause genetiche dell’autismo al miglioramento della produzione di semi alla base della catena alimentare; dalla sintesi ecosostenibile di materiali innovativi all’ottimizzazione dell’apprendimento di reti neuronali e dei protocolli per il calcolo distribuito.

I lavori vincitori, come nella passata edizione, saranno presentati sul sito della Conferenza Nazionale dei Presidenti e dei Direttori delle strutture universitarie di Scienze e Tecnologie.




Una margherita per l’AIRC: i florivivaisti varesini partecipano all’iniziativa

VARESE, 28 febbraio 2020-Dal 6 marzo al 25 aprile torna la «MARGHERITA per AIRC».

Per il settimo anno consecutivo AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio) e i suoi associati, da sempre sensibili alle tematiche sociali e alle iniziative benefiche, rinnovano il sostegno alla ricerca sul cancro di Fondazione AIRC.

E lo fanno ancora una volta scegliendo la margherita, fiore della purezza per eccellenza e prodotto made in Italy al 100%.

A Varese e provincia partecipano all’iniziativa Agricola Home & Garden a Varese, Giardineria a Olgiate Olona, Garden Pravettoni  e Centro del Verde Toppi a Origgio.

RISULTATI 2019

In questi anni l’iniziativa ha raggiunto notevoli risultati. Lo scorso anno, ad esempio, la «Margherita per AIRC» è stata presente in circa 70 Centri di Giardinaggio AICG, ne sono stati venduti 18mila esemplari, grazie ai quali sono stati raccolti circa 27.000 euro. Questi fondi hanno consentito di finanziare la prima annualità di una borsa di studio assegnata alla dottoressa Arghavanifard Negar,  impegnata presso IFOM – Istituto FIRC di Oncologia Molecolare – di Milano in un progetto di ricerca sui percorsi molecolari condivisi dalle cellule tumorali e da quelle della placenta.

MADE IN ITALY

La «MARGHERITA per AIRC», l’eccellenza interamente italiana – proviene dalla Riviera Ligure, in particolare dalla piana di Albenga, dove ogni anno ne vengono prodotti circa 10 milioni di vasi e garantita da FDAI – Filiera Agricola Italiana Spa, sarà contrassegnata da un’etichetta firmata FDAI e AICG. Si conferma quindi la grande attenzione di AICG per la produzione italiana e il made in Italy.

Ogni pianta di Margherita recherà un’etichetta “parlante” con QR code, grazie al quale sarà possibile accedere a una serie di contenuti speciali: testi, video e immagini per scoprire più nel dettaglio il progetto, le caratteristiche e le informazioni sulla coltura e sulla manutenzione della margherita, oltre alle informazioni su Aicg, Airc e il progetto di ricerca finanziato in questi anni.

TESTIMONIAL

La Margherita solidale avrà anche quest’anno il supporto di un’altra Margherita: la campionessa mondiale di scherma Margherita Granbassi, da anni al fianco di AIRC nella doppia veste di ambasciatrice e volontaria.

COME E DOVE

Saranno anche quest’anno numerosi i centri giardinaggio associati ad AICG (l’elenco completo sul sito www.aicg.it) dove si potranno acquistare le piante di MARGHERITA solidale al prezzo di 4.50 euro: per ogni margherita venduta, 1.50 euro sarà devoluto ad AIRC per sostenere una nuova borsa di studio istituita grazie all’impegno di AICG.

Per informazioni:

AICG Associazione Italiana Centri Giardinaggio

www.aicg.it – segreteria@aicg.it – Tel. +39.031.301037




Elena Ferrari, docente dell’Insubria, nominata tra i 58 nuovi fellow ACM

VARESE, 12 dicembre 2019 – La più grande e prestigiosa associazione internazionale nel settore dell’informatica, l’Association for computing machinery con sede a New York, premia l’Università dell’Insubria: Elena Ferrari, professoressa ordinaria di Informatica del dipartimento di Scienze teoriche e applicate, è tra i nuovi 58 fellow appena nominati.  unica a rappresentare l’Italia insieme a un collega dell’Università di Bolzano.

Si tratta di uno dei massimi riconoscimenti della materia, che dal 1993 Acm attribuisce ogni anno all’uno per cento circa dei suoi 110mila membri per l’impatto e l’innovatività delle loro ricerche e che finora era stato ricevuto in Italia solo da dieci studiosi.  La cerimonia di premiazione si svolgerà a San Francisco nel giugno del 2020.

Elena Ferrari ha ottenuto l’Acm Fellownship per il suo lavoro nell’ambito della sicurezza e della privacy dei dati e delle reti sociali. In particolare, è stata tra i primi al mondo a comprendere le implicazioni sulla privacy delle reti sociali, sviluppando insieme al suo team un approccio per la condivisione sicura di informazioni.

Le ricerche più recenti sono invece concentrate nell’ambito della sicurezza e privacy dei Big Data e dei sistemi Iot (Internet of things), argomenti che sono anche al centro del progetto europeo Rais, ovvero «Real-time analytics for the internet of sports» a cui collabora il gruppo insubrico.

Elena Ferrari non è nuova ai riconoscimenti. Nel 2018 è stata nominata nella stretta cerchia delle 50 donne italiane più influenti nel campo delle nuove tecnologie (Inspiring Fifty) e fa inoltre parte delle 100 maggiori scienziate italiane nell’ambito Stem. Per le sue ricerche nell’ambito della security e della privacy ha ottenuto nel 2009 il Technical Achievement Award, premio attribuito ogni anno dall’Institute of electrical and electronics engineers, quinta donna al mondo a riceverlo dal 1985, anno della sua istituzione. Dal 2013 è fellow della Ieee. Le sue ricerche nell’ambito delle reti sociali sono state premiate da Google nel 2011, mentre nel 2014 ha ottenuto l’Ibm research award per le sue ricerche nell’ambito dei Big Data.

 




Luigi Lugiato, fisico di fama internazionale, premiato dalla ”sua cittá” Legnano

LEGNANO, 5 novembre 2019 – È un fisico di fama internazionale. E nel giro di poche settimane ha ricevuto tre diversi riconoscimenti.

Stiamo parlando di Luigi Lugiato, 75 anni, professore emerito all’Università dell’Insubria, un passato da docente in diversi atenei (Milano, Torino, Como e Varese), celebre in tutto il mondo per il contributo significativo allo studio della bistabilità ottica, che a San Antonio, in Texas, gli è stato assegnato il Quantum Electronics Award 2019 della Ieee Photonics Society, la grande organizzazione statunitense degli ingegneri elettrici ed elettronici.

Lugiato che ieri, a Glasgow, all’Università di Strathclyde, ha ricevuto anche il dottorato ad honorem in Scienze. E oggi la città di Legnano (Milano), dove risiede da anni con la famiglia, l’ha premiato nel giorno del santo patrono, San Magno, con la benemerenza civica.

  In particolare, Lugiato si è dedicato alla formazione di strutture spaziali ottiche e solitoni di cavità, elaborando il modello che ha preso il nome di Lugiato-Lefever e fornendo il prototipo per la formazione di strutture spaziali ottiche. A ritirare il premio oggi a Legnano è stato il figlio Paolo, advisor di Auditel, che, commosso, ha detto: “È stato fondamentale, nel mio percorso di crescita umana e professionale, poter avere l’esempio di un padre tenace, perfezionista e mai pago dei risultati raggiunti. Non ho seguito le sue orme nel mondo della fisica. Io sono un dirigente d’impresa. Ma la passione che papà ha profuso nella ricerca a scientifica è la stessa che ha animato il mio percorso manageriale, dalla consulenza all’industria dei beni di consumo, dal settore dell’energia rinnovabile a quello dei media, dove opero oggi con grande entusiasmo e curiosità intellettuale, come ho sempre visto fare a lui”.




Virus cinese, i consigli dell’ Organizzazione Mondiale Sanità: “Per ora nessuna restrizione ai viaggi”

VARESE, 22 gennaio 2020-I coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus che provocano malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi quali la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS-CoV) e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS-CoV). Un nuovo coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo che non è mai stato identificato prima negli esseri umani.

I coronavirus sono zoonotici, ovvero si trasmettono dagli animali all’uomo. Da indagini dettagliate si scoprì che la SARS-CoV fu trasmessa dagli zibetti agli uomini e la MERS-CoV dai dromedari agli uomini. Numerosi coronavirus noti circolano tra animali che non hanno ancora infettato esseri umani.

Il 31 dicembre 2019, l’Ufficio cinese dell’OMS è stato informato di casi di polmonite di eziologia sconosciuta (causa sconosciuta) rilevati a Wuhan, nella provincia di Hubei in Cina. Il 7 gennaio, le autorità cinesi hanno identificato un nuovo coronavirus (nCoV) come agente causale.

Il 10 gennaio, l’OMS ha pubblicato una serie di linee guida temporanee per tutti i Paesi circa le modalità per fare fronte a questo virus, tra cui monitoraggio delle persone affette, analisi dei campioni, cura dei pazienti, controllo delle infezioni nei centri sanitari, mantenimento delle giuste forniture e comunicazione sul virus al pubblico.

I sintomi d’infezione più comuni includono problemi respiratori, febbre, tosse, mancanza di fiato e difficoltà respiratoria. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’OMS non raccomanda alcuna restrizione nei viaggi o nel commercio. Si incoraggiano gli Stati a continuare a rafforzare la preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il Regolamento Sanitario Internazionale (2005).

 




Chi consuma peperoncino vive più a lungo: tra gli studiosi la professoressa Iacoviello dell’Insubria Varese

VARESE, 17 dicembre 2019-Il peperoncino piccante è un ospite molto frequente sulle tavole degli Italiani, e nel corso dei secoli sono stati in tanti a decantarne virtù terapeutiche di vario tipo. Ora una ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Università dell’Insubria di Varese e del Cardiocentro Mediterranea di Napoli, pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (JACC), mostra come le persone abituate a consumarlo regolarmente abbiano un rischio di mortalità per ogni causa ridotto del 23% rispetto a chi non lo gradisce.

Lo studio ha preso in esame 22.811 cittadini del Molise partecipanti allo studio Moli-sani. Seguendo il loro stato di salute per un periodo medio di circa 8 anni, e confrontandolo con le loro abitudini alimentari, i ricercatori Neuromed hanno potuto dimostrare come nelle persone che consumano regolarmente peperoncino (4 volte a settimana o più), il rischio di morire di infarto si abbatte del 40%, mentre la riduzione più forte si osserva sulla mortalità cerebrovascolare, che risulta più che dimezzata.

Un dato molto interessante– dice Marialaura Bonaccio, ricercatrice epidemiologa di Neuromed e primo autore della pubblicazione – è che la protezione dal rischio di mortalità è risultato indipendente dal tipo di alimentazione seguita. In altri termini, qualcuno può seguire la salutare dieta mediterranea, qualcun altro mangiare in modo meno sano, ma per tutti il peperoncino esercita una funzione protettiva”.

Lo studio Moli-sani è il primo a esplorare le proprietà di questa spezia piccante in relazione al rischio di morte in una popolazione europea e mediterranea come quella del Molise.

“Il peperoncino – commenta Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e Professore di Igiene e Salute Pubblica dell’Università dell’Insubria a Varese, – è un componente fondamentale della nostra cultura alimentare. Lo vediamo appeso sui balconi e persino raffigurato nei gioielli. Nel corso dei secoli gli sono state attribuite proprietà di tutti i tipi, il più delle volte basate su aneddoti o usanze al limite della magia. È importante, ora, che la ricerca se ne occupi in modo concreto, con rigore ed evidenza scientifica. Come già osservato in Cina e negli Stati Uniti, le varie piante della specie capsicum, pur consumate con modalità diverse in tutto il mondo, possono esercitare un’azione protettiva verso la nostra salute”.

Nuove ricerche dovranno essere ora avviate per capire le modalità biochimiche attraverso le quali agiscono il peperoncino e i suoi “parenti” sparsi nei vari angoli del globo (tutti accomunati dalla presenza di una sostanza denominata capsaicina). Ma per il momento i cultori del piccante hanno sicuramente un motivo in più per mantenere la loro abitudine.

Lo studio Moli-sani

Partito nel marzo 2005, ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Lo studio Moli-sani, oggi basato presso l’IRCCS Neuromed, ha trasformato un’intera Regione italiana in un grande laboratorio scientifico.

 L’IRCCS Neuromed

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso e cardiovascolare. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate degli sviluppi scientifici più avanzati.

 




Quale sarà l’impatto psicologico del Covid sulle nuove generazioni? Dialogo online con professionisti del settore

VARESE, 17 settembre 2020-Il Covid è stato un “fulmine a ciel sereno”? Il colpo è stato assorbito? Quale sarà l’impatto sulle generazioni più giovani?

filosofi di Tlon Maura Gancitano e Andrea Colamedici, dialogheranno mercoledì 23 settembre su queste tematiche con Riccardo Marco Scognamiglio, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Psicosomatica Integrata, Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te., Alessia Leoni, psicoterapeuta e Andrea Zoccarato, psicologo psicosomatologo, per confrontarsi su quali effetti il corpo e la mente stanno vivendo in questa complessità.