“Let’s Science!”, a Lugano progetto di divulgazione scientifica organizzato da Fondazione IBSA

LUGANO, 5 novembre 2019-“Uno scienziato tra noi”: sarà questo il fil rouge che legherà dall’11 al 16 novembre gli appuntamenti previsti a Lugano nell’ambito di Let’s Science! il progetto di divulgazione scientifica ideato da Fondazione IBSA, in collaborazione con la Sezione dell’insegnamento medio del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). La presenza delle donne e degli uomini di Scienza si manifesterà in vari modi: innanzitutto, con una serie di laboratori (Lab esperienziali) a Villa Saroli, durante i quali otto gruppi di studenti delle scuole medie ticinesi dialogheranno con le ricercatrici e i ricercatori.
Ma è previsto anche un incontro pubblico al LAC, sabato 16 novembre alle 17.00, che vedrà come protagonista l’astronauta italiano Paolo Nespoli, uno dei più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, detentore del record europeo di permanenza nello spazio (313 giorni, 2 ore e 36 minuti). Avremo in quell’occasione “Un astronauta tra noi”. L’ingresso sarà libero e gratuito.
MOSTRA e FUMETTI
Per tutta la settimana 11-16 novembre la Limonaia di Villa Saroli, in viale Stefano Franscini 9, ospiterà una mostra delle tavole a fumetti ideate e sceneggiate dagli studenti di quattro classi delle scuole medie ticinesi, su temi legati alla salute e al benessere della persona.
Anche in questo caso l’ingresso sarà gratuito, con orario 8.30-18.00 (sabato 16 la mostra sarà aperta dalle 9.00 alle 12.00).
I fumetti sono tratti dai primi quattro volumi della nuova collana Let’s Science! realizzata da Fondazione IBSA in collaborazione con il DECS. Questi i titoli:
– “E da oggi cambio vita. Mangiare bene… per vivere bene” (Scuola media di Massagno);
– “Muoviamoci! I benefici di una vita in movimento” (Scuola media Lugano 1);
– “Cuore e cervello si parlano… Come i due organi interagiscono” (Scuola media di Tesserete);
– “Le onde e noi. Cosa sappiamo sulle onde elettromagnetiche” (Scuola media di Caslano).
Ogni volume è stato realizzato in collaborazione con uno o più scienziati (Andrea Danani, Maria Cristina Marini, Francesco Oliva, Lucilla Titta, Giuseppe Vassalli). La collana è pubblicata dall’editore Carocci e verrà diffusa gratuitamente alle scuole e ai cittadini che ne faranno richiesta. I disegni sono della Scuola romana dei Fumetti, diretta da Stefano Santarelli.
LAB ESPERIENZIALI
Ma torniamo, più nel dettaglio, allo scienziato tra noi e agli incontri dei ragazzi con i ricercatori, a Villa Saroli. Da lunedì 11 a venerdì 15, ogni giorno due gruppi di studenti delle medie ticinesi parteciperanno ai laboratori con gli esperti che hanno contribuito a realizzare i volumi a fumetti. A ogni incontro sarà presente anche Davide Paglia, animatore di ScuolaZoo (il noto portale degli studenti), e Riccardo Colosimo, disegnatore della Scuola Romana dei Fumetti. Prima o dopo il laboratorio, che durerà mezza giornata (mattina o pomeriggio), i ragazzi si sposteranno nella nuova sede de L’ideatorio USI, a Cadro, per continuare il loro incontro con la scienza e assistere a una presentazione del cielo stellato, nel planetario.
La serie di Lab esperienziali è riservata agli studenti, mentre l’incontro con Paolo Nespoli (sabato 16 alle 17.00 nella Hall del LAC di Lugano) sarà aperto a tutti, come dicevamo, e lascerà ampio spazio alle domande del pubblico, e soprattutto a quelle dei ragazzi che vorranno partecipare. Nespoli ha una lunga attività come astronauta, ricercatore e anche divulgatore (ha scritto, fra l’altro, il libro “Dall’alto i problemi sembrano più piccoli”, edito da Mondadori). Laureato in ingegneria aerospaziale e meccanica, ha alle spalle una carriera militare e tre missioni sulla Stazione spaziale internazionale (nel 2007, 2010 e 2017). L’incontro con Nespoli è promosso da IBSA Group, nell’ambito delle attività di Responsabilità Sociale.
«I ragazzi sono sempre più esposti a notizie che riguardano temi scientifici e ambientali – dice Silvia Misiti, direttore di Fondazione IBSA – ed è fondamentale che abbiano a disposizione informazioni serie e approfondite su questi argomenti, per poter poi costruire una propria serie di idee solide e meditate. Da sempre siamo impegnati in questo settore, e ci battiamo contro le fake news, che nel mondo scientifico sono numerosissime».
Aggiunge Nicolò Osterwalder, consulente didattico del DECS per le Scienze naturali: «Il Ticino è un luogo importante per la Scienza, ricchissimo di iniziative e di istituzioni e aziende impegnate in questo settore, ma ben pochi studenti lo sanno. Parlare con i ricercatori, dialogare in modo diretto, potrà aiutare i ragazzi a capire bene cosa fanno gli scienziati per la collettività, e potrà anche ispirarli nella futura scelta professionale e di progetto di vita al termine della scuola obbligatoria».
All’inaugurazione della settimana Let’s Science! saranno presenti Roberto Badaracco, Capo Dicastero Cultura, Sport ed Eventi e Luigi Di Corato, direttore della Divisione Cultura della Città di Lugano. «Queste iniziative – spiega Di Corato – si inseriscono bene nella nuova organizzazione del settore cultura della Città, che prenderà l’avvio in gennaio. La cultura scientifica e tecnologica va considerata come uno dei pilastri fondanti del sapere contemporaneo e spesso grazie a una serie di contaminazioni tra scienza e arte, permette a tutti noi di considerare punti di vista inediti su ciò che ci circonda. Le iniziative di Fondazione IBSA rientrano in questo filone e aiutano anche a rendere accessibili concetti che sembrano davvero difficili da afferrare a chi non ha strumenti specifici.»
Per maggiori informazioni visita il sito ibsafoundation.org.



Nasce il “Parco dei Gasometri”: progetto dedicato a 120 aziende del Polihub Politecnico

MILANO, 31 ottobre 2019-Regione Lombardia investira’ 5 milioni di euro per il progetto “Parco dei Gasometri” che ospitera’ le 120 aziende incubate ora presso il Polihub del Politecnico.

L’accordo con il Politecnico di Milano per la realizzazione del progetto, prevede la riqualificazione della zona Bovisa. “Colmando un vuoto urbano – ha commentato il vicepresidente Regione Lombardia Fabrizio Sala – che sara’ recuperato realizzando nuovi spazi dedicati all’innovazione, alla ricerca, con relative aree verdi e sportive accessibili ai cittadini”.

L’iniziativa ha come obiettivo la realizzazione di un distretto produttivo fortemente innovativo attorno agli spazi dell’insegnamento universitario, della ricerca e dell’impresa,
con la possibile creazione di nuove startup e imprese innovative all’interno del Parco.

“Il Parco dei gasometri della Bovisa – ha detto ancora il vicepresidente- sara’ un punto di riferimento scientifico e tecnologico di forte innovazione che potra’ attrarre le aziende che vorranno localizzarsi vicino a dipartimenti universitari e alle strutture dove si fa Ricerca e Innovazione”.




Il futuro di internet é il web quantistico

VARESE, 29 ottobre 2019-Il futuro di internet è il Web quantistico, in cui le comunicazioni tra computer saranno basate sulle proprietà del mondo degli atomi e delle particelle elementari. È quanto emerge dal convegno ‘I primi 50 anni di internet’ dedicato ai pionieri della Rete e al futuro della ricerca scientifica in questo settore, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dall’Università di Pisa, in collaborazione conßil Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino.

“Stiamo provando a immaginare nuove forme del Web, formate da computer quantistici collegati attraverso comunicazioni molto più veloci e sicure di quelle attuali, grazie alle proprietà del mondo subatomico, come la correlazione istantanea a distanza, il cosiddetto entanglement quantistico”, ha spiegato all’ANSA il presidente del Cnr, Massimo Inguscio.

“Con queste tecnologie potremmo ad esempio trasmettere grandi quantità di dati, come sequenze di Dna, o legati allo studio del clima”, ha aggiunto. L’Italia è stata tra le prime Nazioni al mondo a collegarsi alla Rete, nel 1986. A quell’avventura partecipò anche Luciano Lenzini, informatico dell’Università di Pisa.

“Abbiamo tanti segnali stimolanti dal mondo della ricerca, l’internet quantistico rappresenterà un autentico cambio di paradigma”, ha spiegato all’ANSA, Lenzini. “La teoria c’è già, è la tecnologia che deve adesso fare passi avanti, ad esempio – ha concluso – per mantenere i futuri computer quantistici a temperature bassissime, più di quelle dello spazio, indispensabili per il loro funzionamento“.(ANSA)




Guidare l’auto una volta era piú complicato ma affascinante

VARESE, 29 ottobre 2019-Oggi imparare a guidare è quasi una passeggiata anche se le strade non sono mai state così trafficate. Ma ad essere sinceri sulle auto moderne ormai è quasi tutto elettronico, automatizzato, connesso o comunque affidabile, e questo rende la vita degli automobilisti molto più semplice.

CarGurus vuole ricordare sette caratteristiche che rendevano le auto di una volta molto più complicate dal punto di vista del design, della progettazione o anche solo quando si voleva ascoltare un po’ di musica.

Tra le principali:

  il servosterzo: di questi tempi, privare un’auto del servosterzo è una dichiarazione d’intenti, il segno che si vuole costruire un capolavoro duro e puro;

l’aria manuale: Anche se in fin dei conti era una seccatura, c’era un innegabile senso di soddisfazione nel maneggiare la levetta dello starter per far girare il motore senza strappi (o farlo partire del tutto) in una mattinata fredda e umida;

l’autoradio: tanti ricordano quando era necessario frugare tra le cassette, saltare manualmente le canzoni che non si sopportavano e, alla fine del primo lato, estrarre la cassetta, girarla, e ricominciare da capo;

i fari a scomparsa: I passi da gigante compiuti nelle tecnologie di illuminazione e le normative più rigide per la sicurezza dei pedoni hanno decretato la fine dei fari a scomparsa, baluardo di un’epoca in cui erano considerati la soluzione più semplice per migliorare le prestazioni aerodinamiche;

il tettuccio apribile manualmente: Con l’avvento del condizionatore, l’umile tettuccio è diventato una specie in via di estinzione e, anche quando c’è, in genere è alimentato da un motore elettrico.




Le farfalle di Tamagno torneranno a volare: dal 2020 mostra a Villa Mirabello

VARESE, 24 ottobre 2019-Le farfalle di Francesco Tamagno torneranno protagoniste a Villa Mirabello. Una collezione unica, per decenni dimenticata e che, al termine di un percorso di studi e restauri, verrà riaperta al grande pubblico il prossimo anno.

L’annuncio arriva dopo che il Comune di Varese ha approvato un progetto specifico dal valore di oltre 20mila euro, per il quale è stato ottenuto un cofinanziamento da parte di Regione Lombardia pari a 14mila euro.

Parliamo – spiega il sindaco Davide Galimberti – di quello che è un vero e proprio pezzo di storia varesina: le farfalle, infatti, vennero acquisite da parte del Comune nel 1932 dalla famiglia del grande tenore Francesco Tamagno, il cui legame con la nostra città resta indelebile. Poter tornare a esporle, e poterlo fare dopo un restauro che le valorizzerà ulteriormente, aggiungerà un altro prezioso tassello al percorso museale di Villa Mirabello”.

Attualmente la collezione, che comprende quattromila esemplari tra cui alcuni provenienti da Brasile, Argentina e Canada, è conservata nei laboratori del museo. Le farfalle, prima di tornare sotto gli occhi di varesini e turisti, verranno nei prossimi mesi analizzate da parte di un entomologo e poi, come già anticipato, saranno oggetto di un restauro conservativo e di una nuova catalogazione fotografica. A completare il progetto anche una pubblicazione dedicata.

Questa raccolta – affermano i responsabili del museo – ha un grande valore scientifico, perché la maggior parte degli esemplari è stata selezionata nella prima metà del secolo scorso in luoghi oggi altamente compromessi da interventi antropici. Le farfalle del Tamagno, quindi, sono di fatto testimoni di ambienti ormai completamente mutati”.

Particolare che impreziosirà ulteriormente la collezione è dato dal fatto che le teche verranno esposte in grandi armadi del XIX secolo, anch’essi oggetto di restauro, appartenuti al tenore piemontese.




Pannelli solari fluttuanti sull’acqua: in Francia la piú grande centrale fotovoltaica d’Europa

PIOLENC (Francia), 19 ottobre 2019-La più grande centrale fotovoltaica sull’acqua d’Europa è stata inaugurata venerdì a Piolenc in Provenza. Costata 17 milioni di euro è stata costruita in un anno.

I pannelli solari sono molto più efficaci e potenti se vengono istallati sull’acqua, come stanno dimostrando diverse iniziative analoghe in varie parti del mondo, Alpi vallesane comprese. Nel dipartimento di Vaucluse per produrre energia pulita è stato sfruttato un lago artificiale realizzato a suo tempo dal comune riempiendo d’acqua il bacino di una vecchia cava a pochi metri dal Rodano.

La nuova centrale con una potenza di 17 megawatt produrrà ogni anno energia sufficiente per coprire il fabbisogno di 4’000 abitazioni. Si compone di 47’000 pannelli. Sono identici a quelli normalmente posati sui tetti. A rendere particolare l’impianto che a visto la luce a nord di Avignone sono i galleggianti, concepiti per resistere alle correnti, alle onde e a venti fino a 200 chilometri orari.(rsi.ch)




BergamoScienza: il premio Nobel Karl Berry Sharpless chiude questa edizione

BERGAMO 19 ottobre 2019-Chiude domani, domenica 20 ottobre, dopo 16 giornate di incontri, conferenze, dialoghi e spettacoli dedicati alla scienza, la XVII edizione di BergamoScienza.

Con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, scienziati di fama internazionale hanno coinvolto il vasto pubblico del festival proponendo soluzioni per affrontare le complesse sfide ambientali e sociali della società contemporanea.

La chiusura di questa edizione di BergamoScienza sarà affidata al Premio Nobel per la Chimica 2001 Karl Barry Sharpless, padre della click-chemistry – sistema che permette di sintetizzare sostanze complesse in modo semplice e rapido – scoperta che ha rivoluzionato il mondo farmaceutico avvicinandolo alla green-chemistry, un approccio chimico che riduce al minimo l’inquinamento ambientale.

Domenica 20 ottobre alle ore 17, nell’incontro I segreti della scoperta: cosa accomuna i grandi scienziati?, il chimico condurrà il pubblico in un viaggio alla scoperta dei segreti della creatività scientifica. Indipendentemente dal loro campo, i migliori scopritori condividono alcune particolari caratteristiche, come la tendenza a trovare cose nuove e la capacità di essere attratti sempre dall’ignoto.




Dal piccione alla@chiocciola, mostra mezzi di comunicazione a Palazzo Pirelli di Milano

MILANO, 14 ottobre 2019 – Dal 22 al 31 ottobre il Belvedere di Palazzo Pirelli ospiterà “Dal piccione alla @ chiocciola e … “, la mostra che racconta la storia dei mezzi di comunicazione e gli effetti sulla società. Gli oggetti esposti narrano storie del passato, a partire dall’impiego dei piccioni viaggiatori nella prima guerra mondiale fino al digitale dei nostri giorni,  con uno sguardo rivolto al futuro. Si tratta di un percorso espositivo volto a far riflettere i visitatori, attraverso gli oggetti e le storie che rappresentano, sui profondi cambiamenti della società riconducibili alle diverse forme di comunicazione e alle straordinarie invenzioni tecnologiche.

PARTNER

L’esposizione è promossa AICCRE Lombardia e dall’associazione Consiglieri della Regione Lombardia in collaborazione con Poste Italiane, Primo Reggimento Trasmissioni dell’EsercitoMuseo dei Tasso e della storia postale di Camerata Cornello, Museo Storico del MISEMuseo della macchina da scrivere di MilanoIstituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio, associazione Italiana per la Radio d’EpocaGruppo Meucci di Treviglio e con  l’associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d’Italia.

La macchina Enigma

OGGETTI IN MOSTRA                                      

Tra gli oggetti esposti ci saranno la macchina ENIGMA, usata nella seconda guerra mondiale per cifrare e decifrare i messaggi, il microfono di Guglielmo Marconi con cui realizzò la prima comunicazione wireless, alcuni telefoni, tra i quali il ‘Ragno’ del 1892 utilizzato in Vaticano, il telefono di Stanlio e Ollio e quello del Commissario Maigret. In esposizione anche la nuova frontiera della comunicazione, il LASERLINK, la macchina per collegamenti basati su sistemi laser che si propone come una “fibra ottica virtuale in aria”.

INAUGURAZIONE E VISITA GUIDATA

La mostra, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18.30 fino al 31 ottobre, verrà inaugurata martedì 22 ottobre alle 13. Per informazioni o per prenotazioni di gruppi italiani e stranieri basta telefonare al numero 02.67482710 dalle 9 alle 12 (e-mail ufficio.stampa@consiglio.regione.lombardia.it).

CONVEGNI

Nell’ambito della mostra sono previsti convegni di approfondimento in programma al Belvedere dalle 17 alle 18.30:

Giovedì 24 Ottobre

“Evoluzione dei servizi postali”
Intervengono:

  • Simona Bertagna – esperta di comunicazione cross-mediale
  • Sandra Lizzi –  esperta comunicazione digitale
  • Andrea Locatelli – Sindaco Camerata Cornello (BG)

Martedì 29 Ottobre 

“Comunicazioni Strategiche”

Intervengono:

  • Andrew Spannaus – stampa estera esperto rapporti strategici mondiali
  • Colonnello Michele Mastronardi  –  Comandante 1° reggimento Trasmettitori
  • Alessandro Pasquali – esperto di comunicazione wireless e ottica
  • Gianandrea Gaiani – direttore della rivista ‘Analisi difesa’

 Mercoledì 30 Ottobre

“Women Go Digital”

Intervengono :

  • Laura Caradonna – Presidente Consulta interassociativa femminile Milano
  • Diana De Marchi – presidente commissione Pari Opportunità Comune di Milano
  • Costantino Cipolla – Professore Sociologia Bologna
  • Guido Giraudo  – Docente IED
  • Maria Grazia Monegat  – Presidente ADGI Milano



Tra 30 anni sulla Terra non vi sará cibo e acqua sufficiente per tutti: questo il prossimo inquietante scenario

VARESE, 11 ottobre 2019-Trascurare la natura è un lusso che l’umanità non può più permettersi: nei prossimi 30 anni potrebbe essere compromesso l’accesso a cibo e acqua ad almeno 5 miliardi di persone, soprattutto in Africa e nell’Asia meridionale, e centinaia di milioni di abitanti delle zone costiere potrebbero essere esposti alla minaccia di tempeste e uragani. È lo scenario di un mondo privo dell’aiuto della natura pubblicato sulla rivista Science e basato su un modello che evidenzia quali nodi opotrebbero venire al pettine fra 30 anni se l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura non diventerà più responsabile.

Il modello è stato realizzato dal gruppo internazionale coordinato da Rebecca Chaplin-Kramer, dell’Università americana di Stanford. Si basa su dati satellitari che permettono di realizzare mappe precise su piccole scale per capire dove e come la natura può influenzare il benessere degli esseri umani. Gli autori dello studio si sono concentrati in particolare su tre scenari, relativi al contributo della natura sulla qualità delle acque, la protezione delle coste e l’impollinazione delle piante nei campi coltivati. Dal modello emerge che l’impatto crescente dell’uomo sulla natura ne sta compromettendo gli ecosistemi. Dove infatti l’impatto dell’uomo è maggiore si riduce la capacità della natura di fronteggiarlo.

“Questo studio insieme ad altri qualifica e quantifica la dipendenza funzionale tra il benessere umano e i diversi ecosistemi ed è un’ulteriore prova di come la natura non riesca più a sostenere il nostro benessere. Con importanti conseguenze, a partire dall’aumento delle migrazioni di massa”, ha spiegato all’ANSA, Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “Studi come questo gettano nuova luce su punti critici per le scelte da compiere nei prossimi anni per la salvaguardia del nostro Pianeta. Dovremmo ormai avere imparato – ha precisato Pasqui – che la Terra, se non trasformeremo le nostre abitudini, andrà avanti comunque, a prescindere dall’uomo. Il problema – ha concluso l’esperto – è nostro, di come sapremo interpretare i cambiamenti degli ecosistemi naturali e il loro impatto sul nostro benessere”.(ANSA)




La Nasa vuole in fretta il lander per nuovo allunaggio nel 2024: aperto bando gara

VARESE, 9 ottobre 2019-La Nasa apre la gara per il progetto di un lander in grado di portare uomini sulla superficie lunare: le aziende potranno presentare i progetti fino al primo novembre. Il lander, chiamato Human Landing System (Hls), dovrà essere pronto in tempo per portare gli astronauti sulla superficie della Luna entro la fine del 2024. Il suo compito sarà trasportare gli astronauti dalla stazione spaziale Gateway nell’orbita lunare alla superficie della Luna.

“Sappiamo che 30 giorni di tempo per consegnare i progetti è pazzesco, ma lo è anche il 2024, suppongo. Quindi stiamo tutti lavorando molto velocemente”, ha detto Marshall Smith, direttore dei programmi di esplorazione lunare umana della Nasa.

L’approccio della NASA alla prima missione del programma Artemis, che riporterà di nuovo l’uomo sulla Luna e che ha come obiettivo un atterraggio vicino al polo sud lunare, include diversi elementi. Innanzitutto, almeno due componenti della stazione spaziale Gateway dovrebbero essere lanciati nel 2022 e nel 2023 per generare elettricità, fornire propulsione e offrire un piccolo habitat agli astronauti. I componenti del lander lunare dovrebbero invece essere lanciati successivamente, con destinazione il Gateway, dove sistemi robotici li assembleranno per ottenere un veicolo spaziale completo. Il lander probabilmente includerà tre elementi, come un veicolo di trasferimento per viaggiare dall’orbita del Gateway a una distanza più vicina alla Luna, un modulo di discesa per l’atterraggio e un veicolo di risalita per tornare al Gateway.

Nell’ottobre 2020, i funzionari della Nasa, secondo il sito Spaceflightnow, intendono selezionare due appaltatori tra quelli che vinceranno la gara che scade il primo novembre per procedere al pieno sviluppo dei loro lander; la Nasa ne sceglierà uno per il primo atterraggio con uomini a bordo previsto nel 2024 e un altro per l’atterraggio previsto nel 2025.

Tra gli altri requisiti, i lander per le missioni 2024 e 2025 dovranno avere la capacità di trasportare almeno 865 chilogrammi di carico utile, dovranno stare almeno 6,5 giorni sulla superficie lunare; dovranno permettere almeno due passeggiate sulla Luna per missione; dovranno trasportare almeno 35 chilogrammi di campioni di rocce lunari.(ANSA)