Riapre la Biblioteca Civica di Gallarate seguendo regole sicurezza sanitaria

GALLARATE, 27 maggio 2020-Il Comune di Gallarate informa che la Biblioteca Civica Luigi Majno ( situata a Palazzo Mezzanotte in Piazza San Lorenzo) ha riaperto al pubblico a partire dal 25 maggio. Il servizio è aperto al pubblico da lunedì a sabato, dalle ore 09.45 alle ore 14.15.

L’ingresso è contingentato, si entra uno per volta. È obbligatoria la mascherina e all’ingresso, dove viene registrata la temperatura corporea ed è necessario igienizzare le mani. L’ingresso avviene da piazza San Lorenzo, mentre l’uscita è su via Ivrea, rispettando le indicazioni di entrata ed uscita differenti. L’uscita di via Ivrea, eccezionalmente, può essere utilizzata anche come accesso, ma solo dalle persone con disabilità grazie alla rampa predisposta.

Al momento è consentito solo il servizio di prestito e consegna libri nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. I libri, una volta riconsegnati alla biblioteca, vengono sanificati secondo le disposizioni previste per legge. L’offerta culturale viene però arricchita dalle attività online che non si sono mai fermate. Per qualsiasi informazione ed indicazione si invita il pubblico a visitare la pagina Facebook della biblioteca civica.

Intanto i lavori per la realizzazione del Nuovo Polo Culturale di Gallarate proseguono e sono già iniziate le collaborazioni tra il Museo MA*GA e la Biblioteca Civica Majno.

Dopo i laboratori per bambini dello scorso autunno con la collaborazione anche del sistema Panizzi, ora verrà realizzato il primo workshop online “Biblioteca Pirata” con l’artista Enrico Floriddia.

Secondo l’Assessore alla Cultura, Massimo Palazzi, “Il periodo di forzato distanziamento sociale e la chiusura fisica dell’edificio hanno consentito di sviluppare nuove forme di comunicazione e di maturare una differente consapevolezza circa le possibilità di instaurare con gli utenti modalità di contatto, che saranno la base di sviluppo dell’area digitale nel nuovo Polo Culturale”




Il presidente Fontana sotto scorta su indicazione della prefettura di Varese: “Il clima si è fatto incandescente”

VARESE, 27 maggio 2020- di GIANNI BERALDO-

Dopo minacce sui social e murales intimidatori comparsi a Milano, la prefettura di Varese, da lunedì scorso, 25 maggio,  ha deciso di mettere sotto scorta il Presidente della Regione Attilio Fontana.

“Il clima intorno al presidente lombardo si è fatto incandescente”, questa una parte della motivazione principale adotta dal prefetto varesino che ho portato a questa drastica ma necessaria scelta a tutela di Fontana.

Quello adottato è un provvedimento di quarto livello, Fontana quindi sarà seguito nei suoi spostamenti da auto di scorta con un’agente.

Clima pesante evidenziato durante una nostra recente intervista con il presidente Fontana, il quale evidenziava proprio questo clima di odio che non preludeva a nulla di buono.

redazione@varese7press.it




A Varese vietata vendita di alcolici d’asporto a partire dalle ore 19: accordo Comune e rappresentanti pubblici esercizi

VARESE, 26 maggio 2020-Garantire la sicurezza e la tutela della salute. Non impedire il divertimento serale e non bloccare il lavoro delle attività, come bar e ristoranti, che rispettano le regole. E ancora: responsabilizzare i cittadini sulle norme di prevenzione sanitaria.
Sono stati questi i temi affrontati oggi nella videoconferenza convocata da Palazzo Estense a cui hanno partecipato i rappresentanti dei pubblici esercizi di Varese, le Forze dell’ordine e la Polizia locale.
Per il Comune di Varese erano collegati il sindaco Davide Galimberti, il vicesindaco Daniele Zanzi e l’assessore alle Attività produttive Ivana Perusin. L’obiettivo dell’incontro era chiaro: evitare che nei prossimi weekend si possa ripetere quanto accaduto lo scorso fine settimana, individuando misure condivise per evitare assembramenti notturni eccessivi nel centro di Varese e costringere il Comune ad assumere provvedimenti restrittivi. 
“Devo fare i complimenti a tutti per il confronto sereno e propositivo – ha affermato il sindaco Galimberti – in questa riunione abbiamo affrontato non solo temi oggi all’ordine del giorno in tutte le città italiane a causa del coronavirus, ma abbiamo gettato le basi per un discorso più ampio su come vivere gli spazi della nostra città in sicurezza, con un maggiore decoro e aumentando l’attrattività di Varese e garantendo ai cittadini residenti del centro l’adeguata tranquillità”.
Nei giorni scorsi il sindaco Galimberti e il vicesindaco Daniele Zanzi avevano invitato i rappresentanti dei pubblici esercizi a presentare un piano di sicurezza con delle proposte concrete. Questo per evitare  che si dovesse ricorrere, per motivi di sicurezza, alla chiusura anticipata di bar e ristoranti. “Ringraziamo i commercianti che ci hanno presentato le loro proposte”, ha detto Daniele Zanzi. “Ora – le sue parole – le valuteremo insieme al comitato per la sicurezza e prenderemo delle decisioni chiare che possano essere condivise da tutti”.
Garantire la sicurezza di tutti rispetto ai rischi di contagio e contemporaneamente il lavoro delle attività commerciali che devono e possono proseguire la loro già difficile ripresa. Queste le indicazioni emerse dalla riunione di oggi pomeriggio. In questo senso una delle prime iniziative del Comune di Varese è stata quella di dare la possibilità di allargare gratuitamente lo spazio per i tavolini e i dehors.
Nel dettaglio il documento presentato oggi dai pubblici esercizi contiene una serie di punti che mirano a evitare assembramenti, a mantenere il distanziamento sociale e a sanzionare chi non rispetta le regole, siano questi esercenti o cittadini. 
Tra le principali proposte sottoposte all’Amministrazione si chiede che venga sospesa la vendita d’asporto degli alcolici a partire dalle 19.00. Questa regola riguarderebbe tutti gli esercizi pubblici e i negozi di vicinato. A partire dalle 19 dunque sarebbe permesso solo il servizio al tavolo e sarebbe invece vietato consumare in piedi.
Nel documento presentato dai commercianti si propone anche di definire un piano di consumi serali a numero chiuso dal giovedì alla domenica. Per attuare questa misura verrebbero mappate le vie più critiche del centro unendo questi dati al numero di posti a sedere di cui dispongono i bar e i ristoranti. In questo modo si potrebbe calcolare la capienza massima delle strade del centro storico e si inviterebbero i clienti a preferire la prenotazione di un posto a sedere. Sempre dal giovedì al sabato i commercianti chiedono di prevedere ingressi contingentati (anche grazie all’utilizzo di transenne) individuando un’area di ingresso e una di uscita dalle vie del centro per gestire i flussi. Per attuare questa misura i commercianti si rendono disponibili a fornire l’ausilio di personale per svolgere il compito di controllo degli accessi.  
Le attività commerciali inoltre propongono l’individuazione di aree chiamate di “sosta conviviale”, in modo da evitare l’assembramento nelle vie più critiche. Infine nel documento viene chiesta l’attivazione di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione orientata ai giovani sui temi della prevenzione sanitaria in collaborazione con le Politiche giovanili del Comune di Varese.




Pronto a riaprire aeroporto di Malpensa seguendo tutti i protocolli di sicurezza anti Covid

VARESE, 26 maggio 2020  Manca pochissimo alla riapertura degli aeroporti di Milano Linate, Milano Malpensa e Orio al Serio-Il Caravaggio e, con essa, a quella di tutte le attività complementari, a partire dai parcheggi. Mercoledì 3 giugno, così come previsto da decreto ministeriale, infatti, terminerà ufficialmente il periodo di stop forzato imposto dall’emergenza Coronavirus e si potrà tornare a volare, a patto che si adottino tutte le misure di sicurezza previste dalle nuove direttive. Misure che ParkinGO, il più importante network di parcheggi per aeroporti, porti e stazioni, ha deciso di rafforzare con uno specifico protocollo.

Distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti, scanner biometrici: sono solo

ParkinGO

alcune delle misure che modificheranno profondamente il modo di volare. Comportamenti pensati per far sentire più sereni i viaggiatori, sia a bordo dell’aereo che nelle fasi che accompagnano la partenza. Una sicurezza che, si spera, possa favorire la ripresa del traffico aereo e, di conseguenza, dell’intero comparto del turismo italiano. Il lockdown, infatti, ha sostanzialmente azzerato il traffico dei cieli, portando il settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, si trovano invece a dover fronteggiare una crisi epocale che fa stimare per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri e una riduzione del fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

Giuliano Rovelli, fondatore di ParkinGO

«La riapertura degli aeroporti è una grande sfida per tutti gli operatori. Una sfida che potremo vincere solo se i viaggiatori torneranno a sentirsi al sicuro. E la gestione dell’auto privata rientra in questo scenario visto che si ipotizza che l’auto possa essere il modo preferito per arrivare e ripartire dagli aeroporti. Per questo – dichiara il fondatore di ParkinGO, Giuliano Rovelli – abbiamo deciso di sviluppare un protocollo ad hoc con una serie di azioni che ci consentiranno di rendere l’auto più sicura di quanto lo fosse al suo arrivo nei nostri parcheggi. Oggi più che mai siamo determinati a lavorare per garantire la migliore esperienza di viaggio, in tutta sicurezza».

Le 5 misure di sicurezza prevedono la sanificazione di tutte le aree di parcheggio, accettazioni e  spazi comuni, mascherine certificate e dispositivi di protezione individuali per tutti gli operatori del servizio,  Sanification Point con gel detergenti per le mani a base alcolica, barriere in crystal pvc sugli shuttle bus. Compresa nel prezzo la sanificazione di tutte le parti di contatto dei veicoli, come maniglie, volante, cruscotto, cambio e portabagagli. Il tutto grazie alla partnership siglata da ParkinG




Riaperta la Commissione Medica Locale per l’accertamento dell’idoneità di guida

VARESE, 26 maggio 2020-A seguito dell’avvio della Fase 2 dell’emergenza Covid19 sono stati riaperti al pubblico dopo sanificazione integrale gli ambulatori della Commissione Patenti in Via Ottorino Rossi 9 a Varese e quelli di Tradate e Sesto Calende. In particolare da ieri sono riprese le visite per le patenti per coloro che avevano già prenotato prima del blocco generale decretato dalle autorità sanitarie. Queste persone vengono ricontattate dalla segreteria e invitate a presentarsi su appuntamento. Dal giorno 15 giugno – tassativamente solo su appuntamento – riapriranno anche gli sportelli per le nuove prenotazioni dando priorità alle patenti sospese o scadute prima dell’emergenza. Si ricorda che la validità delle patenti scadute dopo il 31 gennaio è stata prorogate fino al 31 agosto.

E’ indispensabile prenotare la visita attraverso una delle seguenti modalità: 

VIA MAIL 
Compilando  il modulo on line e inviandolo in allegato alla mail della sede territorialmente competente
Perchè l’istanza possa essere processata occorre allegare alla mail la scansione del modulo compilato e firmato in tutte le sue parti, corredato dalle ricevute di pagamento dei bollettini intestati al Dipartimento dei Trasporti Terrestri e di quanto indicato nel modulo stesso. L’utente riceverà in risposta la convocazione, l’indicazione del costo, la modalità di pagamento, e l’elenco della documentazione sanitaria specialistica da portare alla visita.  Il modulo da compilare e inviare è scaricabile al seguente link https://www.asst-settelaghi.it/documents/41522/2630790/modello+istanza+cml_stampare+A3+fronte+retro+%282%29+%281%29.pdf/603f7ea9-327a-7274-4f74-d67600308da4
AGLI SPORTELLI
 
Tassativamente previo appuntamento da richiedere chiamando telefonicamente i presidi territoriali di competenza nei seguenti orari

Sportello

Indirizzo

TELEFONARE NEI GIORNI

ORARI

RECAPITI

VARESE

Via O. Rossi 9

da lunedì a mercoledì

8.15 – 12.15

0332 393403

0332.278809

ARCISATE

Via Campi Maggiori 23

da martedì a giovedì

8.30 – 12.30   13.00-14.00

0332 476.225

0332 476.221

AZZATE

Via Acquadro 6

da lunedì a venerdì

8.30 – 12.00

0332 277829

LAVENO

Via Ceretti 8

da lunedì a venerdì

8.30 – 12.00

0332 625317

LUINO

Via Verdi 6

da lunedì a venerdì

8.30 – 12.00

0332 542817

SESTO

Largo C. Dell’Acqua 1

da lunedì a giovedì

08.15 – 12.30 13.30 – 15.30

0331 922305

venerdì

08.15 – 12.30

0331 922305

TRADATE

Via Gradisca 16

il  lunedì e martedì

dalle 14.00 alle 16.00

0331 815149

L’accesso agli sportelli per la prenotazione e all’ambulatorio il giorno della visita è rigorosamente subordinato al rispetto delle prescrizioni generali già comunicate dall’Azienda ovvero: non muoversi dalla propria abitazione se la temperatura corporea supera i 37,5°, munirsi di mascherina, presentarsi da soli non prima di 10 min dall’orario indicato.



Varese e Fase 2: ecco le norme da seguire per sanificare ambienti, superfici e abiti

VARESE, 26 maggio 2020- di GIANNI BERALDO-

Dopo quasi tre mesi da inizio pandemia da qualche giorno finalmente i dati relativi a persone contagiate e numero di decessi fanno ben sperare. Anche nella tanto martoriata Lombardia.

A maggior ragione in questa delicata fase 2 bisognerà essere ancora più accorti in merito ad alcune azioni quotidiane utili a evitare il ritorno del contagio.

Interessante a tal proposito alcune linee guida emanate dal Ministero della Salute, che riguardano soprattutto le operazioni di sicurezza preventiva da parte degli esercizi commerciali, così come uffici, ma valevoli per ogni singolo individuo anche per quanto attiene la sfera privata.

Come riportato pure dal sito quotidanosanità.it, oltre ai criteri generali validi per tutta la popolazione, per le attività commerciali si indicano tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2:
• pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc.;
• disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati;
• garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria.

Nello svolgimento delle procedure di sanificazione è raccomandato adottare le corrette attività nella corretta sequenza:
1. La normale pulizia ordinaria con acqua e sapone riduce la quantità di virus presente su superfici e oggetti, riducendo il rischio di esposizione.
2. La pulizia di tutte le superfici di mobili e attrezzature da lavoro, macchine, strumenti, ecc., nonché maniglie, cestini, ecc. deve essere fatta almeno dopo ogni turno.
3. Il rischio di esposizione è ridotto ancor più se si effettuano procedure di disinfezione utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati (PMC o biocidi). È importante la disinfezione frequente di superfici e oggetti quando toccati da più persone.
4. I disinfettanti uccidono i germi sulle superfici. Effettuando la disinfezione di una superficie dopo la sua pulizia, è possibile ridurre ulteriormente il rischio di diffondere l’infezione. L’uso dei disinfettanti autorizzati rappresenta una parte importante della riduzione del rischio di esposizione a COVID-19.
5. I disinfettanti devono essere utilizzati in modo responsabile e appropriato secondo le informazioni riportate nell’etichetta. Non mescolare insieme candeggina e altri prodotti per la pulizia e la disinfezione: ciò può causare fumi che possono essere molto pericolosi se inalati.
6. Tutti i detersivi e i disinfettanti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini.
7. L’accaparramento di disinfettanti o altri materiali per la disinfezione può comportare la carenza di prodotti che potrebbero invece essere utilizzati in situazioni particolarmente critiche.
8. Bisogna indossare sempre guanti adeguati per i prodotti chimici utilizzati durante la pulizia e la disinfezione, ma potrebbero essere necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale (DPI, specie per i prodotti ad uso professionale) in base al prodotto.

Attività di sanificazione in ambiente chiuso. 
Se il posto di lavoro, o l’azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l’area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali (vedi tabella).
• La maggior parte delle superfici e degli oggetti necessita solo di una normale pulizia ordinaria.
• Interruttori della luce e maniglie delle porte o altre superfici e oggetti frequentemente toccati dovranno essere puliti e disinfettati utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati dal Ministero della salute per ridurre ulteriormente il rischio della presenza di germi su tali superfici e oggetti. (Maniglie delle porte, interruttori della luce, postazioni di lavoro, telefoni, tastiere e mouse, servizi igienici, rubinetti e lavandini, maniglie della pompa di benzina, schermi tattili.)
• Ogni azienda o struttura avrà superfici e oggetti diversi che vengono spesso toccati da più persone.

Disinfettare adeguatamente queste superfici e questi oggetti. Pertanto:
1. Pulire, come azione primaria, la superficie o l’oggetto con acqua e sapone.
2. Disinfettare se necessario utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati, evitando di mescolare insieme candeggina o altri prodotti per la pulizia e la disinfezione.
3. Rimuovere i materiali morbidi e porosi, come tappeti e sedute, per ridurre i problemi di pulizia e disinfezione.
4. Eliminare elementi d’arredo inutili e non funzionali che non garantiscono il distanziamento sociale tra le persone che frequentano gli ambienti (lavoratori, clienti, fornitori).

Le seguenti indicazioni possono aiutare a scegliere i disinfettanti appropriati sulla base del tipo di materiale dell’oggetto/superficie; si raccomanda di seguire le raccomandazioni del produttore in merito a eventuali pericoli aggiuntivi e di tenere tutti i disinfettanti fuori dalla portata dei bambini:
a) materiale duro e non poroso oggetti in vetro, metallo o plastica
– preliminare detersione con acqua e sapone;
– utilizzare idonei DPI per applicare in modo sicuro il disinfettante;
– utilizzare prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati;

b) materiale morbido e poroso o oggetti come moquette, tappeti o sedute I materiali morbidi e porosi non sono generalmente facili da disinfettare come le superfici dure e non porose. I materiali morbidi e porosi che non vengono frequentemente toccati devono essere puliti o lavati, seguendo le indicazioni sull’etichetta dell’articolo, utilizzando la temperatura dell’acqua più calda possibile in base alle caratteristiche del materiale. Per gli eventuali arredi come poltrone, sedie e panche, se non è possibile rimuoverle, si può procedere alla loro copertura con teli rimovibili monouso o lavabili.

Procedure di pulizia e sanificazione per ambienti esterni di pertinenza È necessario mantenere le pratiche di pulizia e igiene esistenti ordinariamente per le aree esterne. Nello specifico, le aree esterne richiedono generalmente una normale pulizia ordinaria e non richiedono disinfezione. Alcune aree esterne e strutture, come bar e ristoranti, possono richiedere azioni aggiuntive, come ad esempio disinfettare superfici dure quali tavoli, sedie, sedute all’aperto e oggetti spesso toccati da più persone. Non è stato dimostrato che spruzzare il disinfettante sui marciapiedi e nei parchi riduca il rischio di COVID-19 per il pubblico, mentre rappresenta un grave danno per l’ambiente ed il comparto acquatico12.

Abbigliamento e materiali tessili
Dopo la ripresa dell’attività, per gli ambienti chiusi sottoposti a notevoli afflussi di pubblico e contenenti materiali con esigenze di disinfezione aggiuntive per i capi di abbigliamento, è opportuno programmare trattamenti giornalieri, o comunque a cadenza regolare definita.

• Il rispetto di alcune buone prassi previste per il comportamento delle persone (uso di guanti e dispenser con gel idroalcolici all’ingresso delle cabine di prova, impedire contatto con la merce esposta senza guanti) potenzierebbe gli effetti della sanificazione periodica dei locali; insieme limiterebbero la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.
• I camerini devono essere sanificati (pulizia e disinfezione delle superfici esposte) in ragione della frequenza del loro utilizzo.
• Il vapore secco sembra essere il metodo consigliabile per la sanificazione degli abiti.
• L’utilizzo di prodotti chimici è scoraggiato per motivi legati alla stabilità dei colori, alle caratteristiche delle fibre ed al potenziale impatto eco tossicologico.
• Le radiazioni ionizzanti sono difficilmente esportabili a livello di attività commerciale: le lampade UV-C potrebbero essere un buon compromesso per costo-efficacia e rapidità d’uso, ma non per tutti i capi d’abbigliamento (ad es., è sconsigliato per biancheria trattata con sbiancanti ottici e per abiti in fibre naturali dai colori accesi o intensi).
• Il lavaggio dei capi, sia in acqua con normali detergenti oppure a secco presso le lavanderie professionali, è certamente una buona prassi in grado di rispondere alle esigenze di sanificazione, ma rappresenta un processo di manutenzione straordinario.

Infine alcune constatazioni relative alla persistenza di particelle virus su oggetti e superfici come da tabella sotto riportata, stilata sempre dal Ministero.

Dati rilevanti in merito alla durata ed efficacia del virus a livello di contagio, come ad esempio sulle banconote ma pure legno, acciaio e tessuti.

Come si evince da questa  tabella, anche l’esecuzione di piccole azioni quotidiane comportano livelli di attenzione importanti.

Insomma l’igiene non dovrebbe essere un optional ma pratica da seguire indipendentemente dal rischio diffusione coronavirus.

direttore@varese7press.it

 

 

 




Da settembre riprenderà la scuola in presenza: banchi a 1 metro di distanza, lezioni e ingressi scaglionati, obbligo mascherina

VARESE, 25 maggio 2020- di GIANNI BERALDO-

Come e cosa cambierà per insegnanti e studenti alla ripresa della scuola il prossimo mese di settembre?

Mai tanto interesse (e polemiche) ha suscitato in questi mesi di emergenza sanitaria il tema scuola in tutte le sue complesse sfaccettature.

Pochi investimenti con riflessi negativi anche per un piano didattico all’altezza, numero docenti insufficienti per non dire dell’edilizia scolastica composta spesso da strutture fatiscenti.

Nonostante tutto in questi mesi di lockdown, che poi hanno portato alla decisione di non proseguire l’anno scolastico in presenza, il corpo docenti ha compiuto un ottimo lavoro proseguendo il programma tramite video lezioni e altro ancora, dimostrando professionalità e  tanta passione per una professione mal retribuita e ancora poco considerata, nonostante sia fondamentale per la crescita culturale e sociale dei singoli individui.

Tornando a noi ecco il piano di riorganizzazione che gli esperti presenteranno oggi al Ministro dell’Istruzione, per una ripresa scolastica in presenza che contempli rigide norme di sicurezza per alunni e personale addetto.

Studenti in aula con mascherina in Cambogia

Tra i punti fondamentali la collocazione dei banchi che dovranno essere a 1 metro di distanza e mascherine obbligatorie dalla scuola primaria alle superiori; mascherine che potranno essere abbassate durante le interrogazioni o se interpellati direttamente dall’insegnante mantenendo però la distanza di 2 metri.

Per i bambini della scuola d’infanzia tutto questo non sarà obbligatorio.

Non è previsto l’utilizzo obbligatorio dei guanti ma l’igienizzazione delle mani dovrà essere costante.

Gli ingressi a scuola saranno scaglionati a gruppi ogni mezz’ora.

Cambierà obbligatoriamente anche la didattica.

Si dovrà pensare infatti a lezioni di 45 minuti invece di 60, sabato compreso dove questo non sia contemplato nel programma.

Tra le varie ipotesi anche quella di suddividere le classi dei più piccoli in gruppi. Diversificandone le lezioni. Ad esempio: se un gruppo è impegnato con lezioni di matematica un altro frequenterà un laboratorio didattico oppure in attività motoria.

Per gli studenti delle superiori rimane valida l’alternativa delle lezioni online, mentre il rientro in presenza è previsto per martedì 1 settembre, sempre subordinato al recupero delle eventuali insufficienze riportate durante quest’anno scolastico che sta per concludersi.

Tutte ipotesi concrete che potrebbero essere messe in atto solo ovviamente non vi sia più emergenza sanitaria in corso, con una condizione di apparente normalità

Insomma parecchie novità che potrebbe rivoluzionare per sempre il modo di pensare al mondo della scuola in tutta la sua interezza.

direttore@varese7press.it




“Mai più come prima”: foto racconti raccolti da Nursing Up, sindacato degli infermieri

VARESE, maggio 2020 – Comincia ufficialmente da oggi la serie di “foto-racconti” che Nursing Up, il Sindacato degli Infermieri Italiani, pubblicherà sul proprio sito web e sui propri canali social. I volti, le parole, le testimonianze di centinaia e centinaia di infermieri italiani: le loro lotte, i loro dolori, le loro gioie, le loro speranze.

«Mai più come prima- dice il Presidente Antonio De Palma- è la nostra nuova battaglia e non sarà certo l’ultima. Adesso più che mai è arrivato il momento di rinsaldare questo legame tra gli infermieri e il nostro paese, adesso che l’opinione pubblica, stampa e società civile, deve stare dalla nostra parte, deve potersi rendere conto di quello che abbiamo vissuto e viviamo ogni giorno. Tutti potranno vedere le immagini degli “eroi”, dei combattenti, di quegli operatori sanitari pronti anche a dare la loro vita per la salute dei pazienti.

Il Covid-19 ha lasciato sulla nostra pelle, impresso nella nostra esistenza, il dolore fisico e psicologico di una lotta impari, che però abbiamo affrontato con coraggio e che purtroppo è ancora in corso. La classe politica continua a mostrare le spalle alle nostre richieste, sembra voler tendere le mani verso di noi, ci elogia chiamandoci “eroi”, ma poi ci abbandona al nostro destino. E’ arrivato il momento di raccogliere i frutti del nostro lavoro, adesso e mai più, sbotta De Palma, la battaglia per i riconoscimenti economici e contrattuali, per il maggiore rispetto del nostro valore professionale, la sicurezza sul posto di lavoro, sono questioni che vanno affrontate e che devono essere a conoscenza di tutti. Non è più solo un confronto-scontro tra noi e un sistema che non ci valorizza e non ci rappresenta fino in fondo.

Tutta l’Italia deve conoscere i nostri volti, deve leggere i nostri pensieri, deve vivere i nostri stati d’animo, continua De Palma. Per questo motivo è nata la campagna social “Mai più come prima”.

Per creare uno straordinario canale di comunicazione tra il mondo degli infermieri e le persone, affinché tutti possano comprendere che noi ci siamo sempre stati e sempre ci saremo per la tutela della salute dei pazienti».

Il viaggio nelle testimonianze di “Mai più come prima” comincia oggi dalla Campania, da San Felice a Cancello, nel casertano. Nicola Montalbo, infermiere del reparto dialisi, è solo il primo di tanti che impareremo a conoscere insieme. «Perché gli infermieri sono e saranno sempre parte della vita di tutti, e questo è il nostro modo di raccontarlo», conclude con un filo di commozione il Presidente De Palma.




“Froci al rogo”, cartelli omofobi sulla spiaggetta di Vizzola Ticino

VARESE 24 maggio 2020-“Froci al rogo”: così recitano le scritte omofobe rinvenute nella spiaggetta di Vizzola Ticino (VA) da alcune persone che hanno segnalato il fatto all’associazione.

“Non è pensabile che nel 2020 vi sia ancora gente che vorrebbe mettere gli omosessuali al rogo” – dichiara Giovanni Boschini, presidente Arcigay Varese. “Il nostro Paese non ha ancora una legge contro l’omofobia che prevenga atti di questo tipo. Speriamo che venga depositato un testo efficace e che questa legge venga al più presto approvata. Cartelli di questo tipo devono diventare un brutto ricordo. Una rivoluzione culturale è necessaria, per questo è importante che anche il Comune di Vizzola Ticino si schieri in maniera netta contro l’omofobia.”

Solo qualche giorno fa, il 17 maggio, si è celebrata la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.




Totò Schillaci appoggia la petizione “Ridateci il Ministro per la Disabilità”

VARESE, 25 maggio 2020-Sono passati ormai trent’anni da quell’estate e da quelle notti, che qualcuno in particolare aveva contribuito a rendere magiche.
Quanti ricordi, quante emozioni, sulle note della Nannini e di Bennato, per quel mondiale e per quella nazionale, una delle più forti di sempre.
Parliamo di Italia 90, delle sue notti magiche e di un giocatore, Toto’ Schillaci, che in quel mondiale aveva lasciato il segno sul campo come sulla testa di molti di noi. ”All’epoca magari di maturità, come il sottoscritto, si ritrovano ora, a distanza di anni, genitori. Qualcuno anche di bambini meno fortunati, non per questo secondi a nessuno. Ma il ricordo di quei momenti rimane indelebile e oggi, a distanza di tre decenni, ritrovare Toto’ al proprio fianco, con il suo sguardo fiero,  da un’emozione incredibile” spiega Andrea Buragina, papa’ di un ragazzino autistico di 14 anni e socio di Angsa Lombardia. Questo perché Toto’ non ha esitato un solo attimo a dare il suo supporto ad una petizione, ”Ridateci il Ministro della  Disabilita’, che lo stesso Buragina ha lanciato indirizzandola al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Totò Schillaci dopo un gol al Mondiale di Italia 90

Una petizione che vuole garantire una maggiore attenzione a un mondo, quello della disabilita’, spesso dimenticato ed invisibile. Si richiede in particolare la reintroduzione di una figura, il ministro della disabilità, che faccia da regista e da raccordo fra i vari ministeri su cui la disabilità va ad impattare affinché questa possa essere gestita nel migliore dei modi. La disabilità, infatti, tocca diversi aspetti della vita di una persona: la scuola, il lavoro, la salute ecc. E’ quindi di fondamentale importanza che ci sia una visione di insieme e che ad occuparsene ci sia una persona dedicata, appassionata, competente e possibilmente con portafoglio: un ministro della disabilità per l’appunto.

E se guardiamo ai numeri che ci sono dietro, la cosa avrebbe sicuramente molto senso. Basti pensare in Italia secondo i dati Istat ci sono oltre 3 milioni di disabili, pari al 5,2 per cento della popolazione, circa la metà sono persone anziane e 1,5 sono privi di una rete d’aiuto. Ciò implica una scarsa soddisfazione per la vita, che per i disabili porta la percentuale dei soddisfatti al 19,2 per cento a fronte del 44,5 per cento del resto della popolazione italiana.
Gli alunni con disabilità nella scuola italiana sono passati da circa 200 mila iscritti nell’anno scolastico 2009-2010 a quasi 272 mila nell’anno scolastico 2017-2018; una parte importante di loro sono autistici. Nello stesso arco temporale, anche gli insegnanti per il sostegno sono significativamente aumentati: da 89 mila a 156 mila (+75 per cento circa). Gli alunni con disabilità privilegiano indirizzi orientati al lavoro immediato e rinunciano di fatto a prolungare la propria formazione fino all’università. Solo il 31,5 per cento delle scuole ha abbattuto le barriere fisiche e sono ancora meno, il 17,5 per cento, quelle che hanno eliminato le barriere senso-percettive.

Un bambino autistico

Se guardiamo al mondo del lavoro le cose non vanno certo meglio. Nella popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni risulta occupato solo il 31,3 per cento di coloro che soffrono di limitazioni gravi. L’isolamento è una condizione diffusa. Oltre 600 mila persone con limitazioni gravi vivono in una situazione di grande isolamento, senza alcuna rete su cui poter contare in caso di bisogno. La limitazione grave costituisce un ostacolo alla partecipazione culturale: dai cinema e teatri ai musei la percentuale è bassissima e quindi tre quarti di coloro che hanno limitazioni gravi passano più di tre ore al giorno davanti alla televisione.

In precedenza Buragina aveva scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla nostra Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina per chiedere una maggiore attenzione sul tema della disabilità. I ragazzi con disabilità ma più in generale tutti i disabili e le relative famiglie sono, infatti, stati lasciati un pò in balia di se stessi durante il lockdown ed anche la riapertura, se pensiamo alla scuola o ai centri diurni, non sembra iniziare con i migliori auspici. Non avendo ricevuto nessun risposta ho poi scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lanciato contestualmente questa petizione a lui indirizzata.

Nelle varie missive si evidenziano i gravi problemi legati alla didattica, già carente a causa dei tagli progressivi operati del governo stesso negli ultimi anni, che si è interrotta a causa della quarantena. Se, nel caso di ragazzi normalmente abili, le lezioni a distanza solo in parte compensano la chiusura delle scuole, lo stesso non si può dire nel caso di soggetti autistici che sono abituati alla loro routine e che, essendo l’uno diverso dall’altro, necessitano di percorsi personalizzati.

Una personalizzazione che già a scuola è difficile assicurare per via del taglio progressivo delle ore di sostegno (non vi è di fatto mai un rapporto 1:1), cosa che rende sostanzialmente impossibile la sua implementazione a distanza. A questo si aggiunge il fatto che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto. Si rivendica quindi l’esigenza di una eduzione “a domicilio” che, seppur indicata all’ 48 del Decreto legge 17 marzo 2020 (e al successivo art. 116 del Decreto Legge del 19 maggio 2020), non ha di fatto trovato quasi mai applicazione  durante il lockdown, anche a seguito dei tagli prima menzionati.

 Nell’eventualità di una riapertura delle scuole a settembre “con parziale frequenza”, si rivendica poi la necessita di darne priorità agli alunni con disabilità, come previsto dall’emendamento della Fish al D.L. 22/20. Nel caso specifico di alunni con autismo la frequenza della scuola rappresenta una fondamentale priorità e una insostituibile opportunità per assicurare un percorso verso la socializzazione e l’inclusione.

Link Petizione: http://chng.it/fVd2sjFF