Detenuto nel carcere di Busto Arsizio tenta di distruggere ambulatorio medico ferendo una guardia

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Detenuti nel carcere di Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO, 19 aprile 2022 – Nella mattinata di ieri, presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, un detenuto dopo essere stato condotto in infermeria ha tentato di distruggere l’ambulatorio medico.
A darne notizia è Calogero Lo Presti FP CGIL Lombardia che esprime piena solidarietà per l’accaduto e condanna un’escalation di analoghi episodi che, da troppo tempo, si stanno sviluppando in diversi Istituti.

«L’aggressione è scaturita per il mancato invio in ospedale preteso con prepotenza dal detenuto e non giustificato da alcuna motivazione sanitaria – continua il sindacalista – Un poliziotto penitenziario, nel tentativo di bloccare il detenuto violento è caduto a terra sbattendo violentemente la testa sul pavimento.
L’intervento del personale ha impedito ulteriori danni al personale e alle cose.
Il detenuto affetto da problemi psichiatrici era stato trasferito da pochi giorni dalla II CR di Milano Bollate. Nei giorni scorsi si era reso autore di altro evento critico  per aver completamente distrutto la propria camera di pernottamento.
L’Istituto di Busto Arsizio non ha più la sezione detenutiva destinata ai detenuti ex art 32 Ordinamento Penitenziaria, in quanto danneggiata da un incendio, ma nonostante tutto continua a gestire tali detenuti e a ricevere detenuti allontanati da altri istituti per motivi di opportunità e sicurezza», stigmatizza Lo Presti –

«Gli Istituti Penitenziari del Paese stanno vivendo delle preoccupanti e precarie condizioni. L’incolumità psico-fisica della lavoratrici e lavoratori della Polizia Penitenziaria è quotidianamente compromessa da eventi critici, spesso posti in essere da detenuti affetti da problematiche psichiatriche – dice Mirko Manna FP CGIL Nazionale –
Dopo l’amara vicissitudine registrata presso l’Ucciardone di Palermo, nella serata di Pasqua, dove tre detenuti sono stati brutalmente aggrediti, ora tocca a Busto Arsizio.
Un bollettino di guerra. Istituzioni e politica facciano passi avanti, evitando disadorni interessamenti. Abbiamo la necessità di costruire serie progettualità ed investire risorse. Tocca agire e non fare solo propaganda», cosí chiosa Manna.

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