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Crisi Cuba, Gadda (IV): “Un intero Paese in ginocchio, l’Europa non resti a guardare”

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l’Ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar con Maria Chiara Gadda

ROMA, 30 aprile 2026 – Un quadro drammatico, fatto di blackout perenni, ospedali paralizzati e una crisi alimentare che non sembra avere via d’uscita. È quanto emerso dall’incontro tra Maria Chiara Gadda, vicepresidente dei deputati di Italia Viva e presidente dell’Unione Interparlamentare Italia-Cuba, e l’Ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar.

Al centro del colloquio, la situazione critica in cui versa l’isola, strozzata da un embargo decennale a cui si sono aggiunte le recenti e durissime restrizioni imposte dall’amministrazione americana.

Secondo quanto dichiarato dall’onorevole Gadda, le scelte politiche di Donald Trump – in particolare il blocco sulle forniture di carburante e la minaccia di dazi contro i partner commerciali di Cuba – hanno spinto la nazione oltre il limite della tenuta sociale.

“Siamo di fronte a una scelta fuori da ogni logica, anche del diritto internazionale,” ha affermato Gadda. “Le conseguenze sono visibili nel quotidiano: operazioni chirurgiche ferme, rifiuti non gestiti e una crisi alimentare tale da spingere l’ONU a proporre un piano umanitario da 94 miliardi di dollari.”

L’esponente di Italia Viva sottolinea come tali risorse non sarebbero necessarie se il Paese non fosse stato deliberatamente messo in ginocchio da sanzioni che colpiscono prima di tutto la popolazione civile.

L’allarme si fa ancora più serio di fronte alle recenti tensioni geopolitiche che evocano scenari di conflitto armato. “Si evoca un attacco militare su Cuba. Nel 2026. È un’ipotesi inaccettabile,” prosegue Gadda, sollecitando un intervento diplomatico immediato da parte delle istituzioni italiane ed europee.

L’appello è rivolto direttamente al Ministro degli Esteri: “È ora che l’Europa e il ministro Tajani assumano una posizione chiara. Il diritto internazionale non è negoziabile, nemmeno quando a violarlo è Trump.”

La richiesta è quella di una postura diplomatica ferma che rimetta al centro il rispetto dei trattati e la tutela dei diritti umani, per evitare che una crisi già profonda si trasformi in una catastrofe irreversibile alle porte dell’Occidente.

redazione@varese7press.it