LUINO, 22 settembre 2026 – Blitz contro la pesca illegale nelle acque italiane del Lago Maggiore. Un’operazione condotta dal nucleo di vigilanza ittico-venatoria della Polizia Provinciale di Varese, in collaborazione con l’unità navale dei Carabinieri del distaccamento di Luino, ha portato alla denuncia di un uomo sorpreso a pescare di notte con strumentazioni professionali senza alcuna autorizzazione per operare sul territorio italiano.
L’intervento è scattato a seguito di un piano di controlli e accertamenti durato diversi giorni e avviato nel mese di agosto per contrastare il

fenomeno del bracconaggio ittico. Il pescatore, un cittadino svizzero di 57 anni originario del Canton Ticino, è stato individuato e bloccato durante la notte mentre si trovava a bordo di un potente motoscafo intento a recuperare le cosiddette reti “volanti”. Si tratta di strumenti ad alta efficienza utilizzati per imbrigliare rapidamente la fauna ittica presente nello specchio d’acqua.
Le reti calate nello specchio d’acqua italiano — tratto già interessato in passato da episodi analoghi — si snodavano per una lunghezza complessiva di circa un chilometro e mezzo. All’interno dell’attrezzatura gli agenti hanno rinvenuto circa cinquanta esemplari di pesce, in prevalenza pregiati coregoni ed agoni, per un peso complessivo di circa 10 chilogrammi e un valore commerciale stimato intorno ai mille euro.
Il 57enne è stato deferito alla Procura della Repubblica di Varese con l’accusa di bracconaggio ittico, reato punito dalla normativa di settore con l’arresto o l’ammenda. Per assicurare le fonti di prova, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro il pescato, la totalità delle reti utilizzate e l’imbarcazione. Il provvedimento cautelare è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.




