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Pari opportunità nello sport: a Palazzo Lombardia il punto su governance, tutele e inclusione

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MILANO, 22 settembre 2026 – Le pari opportunità nello sport non riguardano soltanto l’accesso alla pratica atletica, ma coinvolgono sempre più la possibilità di costruire percorsi professionali, assumere ruoli di responsabilità nei processi decisionali e utilizzare la disciplina sportiva come leva di formazione, inclusione e salute.

È questo il tema centrale del convegno “Pari opportunità nello sport moderno – Le nuove sfide”, svoltosi questa mattina a Palazzo Lombardia a Milano. Un’iniziativa promossa dal Consiglio per le Pari Opportunità (CPO) di Regione Lombardia in collaborazione con il Coordinamento Regionale Lombardia di AIAS (Associazione Italiana Avvocati dello Sport).

Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Federico Romani:

«Lo sport rappresenta un veicolo fondamentale di crescita sociale e di trasmissione di valori democratici. Garantire reali pari opportunità al suo interno significa promuovere un’equità concreta in ogni ambito della nostra società, consentendo a ciascuno di sviluppare appieno il proprio percorso professionale e dirigenziale senza barriere o discriminazioni».

La Presidente del CPO di Regione Lombardia, Luce Meola, ha rimarcato la necessità di abbattere gli ostacoli ancora presenti nella dirigenza sportiva:

«È un appuntamento importante per accendere i rifrettori sulle barriere ancora esistenti per la presenza femminile nella governance sportiva e sulla necessità di tutele concrete. Il nostro impegno come CPO è fare in modo che l’inclusione, l’equità di genere e la tutela delle professionalità diventino principi guida trasversali per tutte le realtà sportive del nostro territorio, non solo nella pratica ma anche ai suoi vertici».

Tra i saluti istituzionali figurano anche gli interventi del Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi, del Coordinatore regionale AIAS Pier Antonio Rossetti e del Presidente del CONI Lombardia Marco Riva.

Ampio spazio è stato dedicato alla trasformazione del mondo calcistico. Ezio Maria Simonelli, Presidente della Lega Serie A, ha sottolineato come l’equità di genere sia ormai imprescindibile:

«La gender equity è un pilastro della Lega Calcio dove molte donne portano le loro competenze ad altissimo livello, dimostrando come il valore superi ogni barriera di genere e come la trasformazione culturale in atto nel nostro sistema calcistico sia ormai una realtà concreta e irreversibile».

Sulle prospettive di sviluppo e di integrazione tra il settore maschile e quello femminile è intervenuta inoltre Federica Cappelletti, Presidente della Divisione Serie A Femminile.

La mattinata si è articolata attraverso diversi tavoli tematici:

Governance internazionale e tutele: Antonella Tatullo (Vice Coordinatrice AIAS Lombardia) ha analizzato i freni alla presenza femminile nei ruoli decisionali internazionali, mentre Maria Luisa Garatti (Presidente Safeguarding FIPES) si è concentrata sui sistemi di prevenzione e tutela contro abusi e discriminazioni (safeguarding).

Dimensione educativa e territorio: Un’analisi sul valore formativo dello sport a cui hanno contribuito Ivana Morlacchi, preside del Liceo Sportivo “Fermi” di Castellanza, e Simone Lunghi, fondatore degli “Angeli dei Navigli”.

Sport e salute: Particolarmente toccante la testimonianza di Franca Paglioli, campionessa europea di Dragon Boat dell’Associazione C6 Siloku, che ha raccontato il ruolo determinante dell’attività fisica nel percorso di recupero e riabilitazione delle pazienti oncologiche.

redazione@varese7press.it

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