VARESE, 26 settembre – C’è una sottile e innegabile sensazione di déjà vu nelle sale di Palazzo Estense. Questa mattina, la coalizione di centrosinistra (ancora senza la partecipazione di M5S), si è data appuntamento nella Sala Montoli del Comune per presentare alla stampa “Varese 2040 – Forum civico della città”: due giornate di incontri (il 10 e l’11 ottobre, tra mattina e pomeriggio) articolate in sette tavoli tematici diffusi nei quartieri per raccogliere idee, proposte e istanze da cittadini, associazioni e categorie.
Sulla carta, si tratta dell’avvio formale del percorso d’ascolto in vista delle elezioni amministrative del 2027. Nella sostanza politica, però, la conferenza di oggi ribadisce alcune concetti e iniziative già messi in campo in anni precedenti.
Un primo appuntamento pubblico arrivato a ben cinque mesi di distanza dal manifesto firmato da tutte le forze politiche e movimenti di centrosinistra, riproponendo gli stessi entusiasmi tipici di una grande alleanza che dovrebbe poi dare vita finalmente a un programma politico ben preciso.
“Settimanalmente ci vediamo con i rappresentanti della coalizione, per confronti e scambio di idee, dice il sindaco uscente Davide Galimberti sia come sindaco che come rappresentante del Pd, insieme alla segretaria cittadina nonché consigliera comunale Manuela Lozza.
Nella prima fase, gli incontri si svolgeranno esclusivamente su invito e non saranno aperti al pubblico. Questo iter di partecipazione si articolerà in più tappe: al confronto iniziale con figure qualificate sui singoli argomenti faranno seguito, in un secondo momento, incontri diffusi con la cittadinanza nei vari punti della città.
Nel corso della presentazione sono emersi i punti cardinali della visione della coalizione. Sul fronte del welfare, si sostiene che sia impossibile per l’amministrazione aprire un confronto diretto con ogni singolo portatore di un bisogno; da qui la scelta di interloquire con le realtà della presenza sussidiaria, all’interno di una visione più complessa destinata a tradursi in una successiva azione amministrativa. In tema di sicurezza, la consigliera comunale Grazia D’Amico (Collettiva) ha esternato una percezione secondo cui la sicurezza non coinciderebbe semplicemente con la possibilità di “camminare a mezzanotte senza essere infastiditi”, bensì con la capacità di comprendere e affrontare la causa profonda del bisogno. Un’impostazione che, a dire il vero, a noi appare un tantino complicata da spiegare alla gente, al cittadino, a un possibile elettore.
La maggioranza intende mantenere lo stile amministrativo con cui ha governato negli ultimi dieci anni, rivolgendo però lo sguardo anche all’elettorato di destra.
D’altronde i dati elettorali del 2016 e del 2021 dimostrano infatti come la coalizione sia riuscita a intercettare consensi anche nell’area di centrodestra, un fenomeno che si punta a ripetere interpellando un elettorato che non si accontenta più di semplici slogan ma richiede partecipazione reale. In questa prospettiva, si ritiene fondamentale parlare a quei cittadini che non hanno ancora compreso appieno certe scelte della giunta, in particolare l’adozione del PGT (Piano di Governo del Territorio), considerato un tassello decisivo in grado di cambiare la vita della comunità all’interno di un’alternativa costruita secondo un modello locale.
Se la necessità di organizzare incontri, per redigere e presentare un programma elettorale degno di questo nome appare indiscutibile, sono diversi i dubbi che affiorano spontanei.
Questa formula dei tavoli tematici non rappresenta certo una novità e rischia anzi di sapere di stantio dal punto di vista politico. Ci si chiede come sia possibile che, dopo dieci anni alla guida della città, l’amministrazione non abbia ancora le idee chiare sulle esigenze e sulle criticità sociali, culturali ed economiche degli abitanti delle periferie, così come di altre zone delicate di Varese (centro compreso). D’altronde è la stessa amministrazione a rivendicare il confronto costante con i residenti dei vari quartieri per intenderne difficoltà e necessità. A cosa servono, dunque, questi tavoli?
A una nostra precisa domanda su questo punto, oltre allo stesso sindaco, ha risposto l’assessore Nicoletta San Martino, sottolineando come tali momenti siano utili e necessari in quanto le dinamiche e le problematiche dei residenti mutano continuamente.
Una spiegazione che non ci convince fino in fondo, lasciando chiaramente affiorare il sapore tipico della campagna elettorale. Nulla di male, sia chiaro, ma forse questi tavoli rischiano di non esercitare più alcuna presa su cittadini, gli stessi che oggi chiedono risposte urgenti e immediate.
Un’ulteriore perplessità riguarda la gestione del tema sicurezza.
I rappresentanti della coalizione hanno precisato di non aver previsto un tavolo specifico dedicato all’argomento, preferendo affrontarlo in maniera trasversale all’interno di tutti i tavoli, declinandolo secondo i contenuti dei singoli temi trattati.
Tuttavia, senza scomodare Vannacci e suoi sodali, la sicurezza rimane una questione estremamente delicata anche a Varese: non affrontarla partendo dal contrasto diretto delle difficoltà e delle esigenze reali vissute dai cittadini comporta un alto rischio di andare fuori strada (o fuori tema, che dir si voglia), con risvolti politicamente rischiosi.
Di seguito l’elenco dei tavoli tematici previsti:
Tavolo 1: Scuola e Cultura, Tavolo 2: Sport e Turismo, Tavolo 3: Impresa e Università, Tavolo 4: Urbanistica, spazi pubblici, Giovani, Politiche per la casa, Tavolo 5: Mobilità, Ambiente, Sostenibilità e Decoro, Tavolo 6: Partecipazione e Quartieri, Tavolo 7: Welfare, Coesione sociale




