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Lombardia, Ferrazzi (Futuro Nazionale): “No al separatismo culturale”

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Luca Ferrazzi

MILANO, 7 ottobre 2026– Il contrasto alla radicalizzazione e al separatismo culturale e religioso torna al centro del dibattito politico al Consiglio regionale della Lombardia. Durante la discussione dell’apposita mozione presentata ieri, 6 ottobre, in Aula, il Gruppo consiliare Futuro Nazionale – Vannacci è intervenuto per ribadire la propria visione sui temi dell’inclusione, della sicurezza e della tutela dei valori costituzionali, sollecitando una linea politica fondata su legalità e identità nazionale.

Ad aprire l’intervento sul tema è il capogruppo di Futuro Nazionale in Consiglio regionale, Luca Ferrazzi, che ha sottolineato come la vera integrazione non debba mai tradursi nel ridimensionamento dei principi cardine dell’ordinamento italiano:

«Integrare non significa rinunciare alla propria identità nazionale, né accettare la formazione di comunità separate che vivano secondo principi o regole differenti da quelle dell’ordinamento italiano. Il rispetto delle differenze culturali e religiose deve necessariamente convivere con il rispetto della legge italiana. Non possono essere accettate pratiche che mettano in discussione la libertà individuale, l’uguaglianza tra uomo e donna, i diritti fondamentali o l’autorità dello Stato».

Per il gruppo politico, occorre superare la logica della semplice “convivenza passiva” tra realtà disomogenee, per orientarsi verso un modello di coesione basato sul rispetto delle regole del Paese ospitante, sull’apprendimento della lingua italiana e sulla partecipazione attiva al tessuto economico e sociale. «Una società può essere pluralista senza essere frammentata», ha precisato Ferrazzi.

La posizione ufficiale del movimento è stata espressa in Aula dal consigliere Riccardo Vitari, il quale ha posto l’accento sulla fermezza istituzionale necessaria nel contrastare la nascita di enclavi culturali autonome sul territorio nazionale:

«In Italia non possono esistere società parallele. Serve una politica di integrazione che non chieda all’Italia di rinunciare alla propria identità, ma che richieda a chi sceglie di vivere nel nostro Paese il rispetto delle sue leggi, dei suoi principi e della sua comunità nazionale».

Un ulteriore passaggio fondamentale ha riguardato il tema dell’acquisizione della cittadinanza. Secondo il Gruppo Futuro Nazionale, il titolo di cittadino deve rappresentare il traguardo naturale e consapevole di un reale percorso di appartenenza e condivisione dei valori della nazione, respingendo qualsiasi ipotesi di concessione intesa come mero automatismo burocratico.

«Difendere la nostra identità non significa avere paura degli altri – ha concluso il capogruppo Ferrazzi – ma significa avere consapevolezza di ciò che siamo. Chi sceglie l’Italia deve poter conservare le proprie origini e la propria fede, ma deve rispettare le regole e diventare parte della comunità nazionale».

redazione@varese7press.it