VARESE, 8 ottobre 2026-Le dichiarazioni di Luca Ferrazzi (Futuro Nazionale), pubblicate ieri sul nostro giornale, ha sollevato un vivace dibattito. Pubblichiamo di seguito il contributo di un nostro lettore che analizza i temi dell’accoglienza, della narrazione identitaria e delle recenti novità istituzionali, ponendo interrogativi diretti sul senso di cittadinanza e sul rapporto tra elettorato e istituzioni.
Egregio direttore,
al termine della lettura dell’articolo del rappresentante di Futuro Nazionale Luca Ferrazzi, mi sono trovato spaesato e perso nei pensieri di cosa sta diventando l’Italia e gli immigrati non ne sono i responsabili. Non credo che ci sia un cittadino italiano che ha ceduto di un millimetro della propria identità culturale e nostra storia, e dove vi sono state aperture vedi episodi in qualche scuola, forse il rispetto delle decisioni assunte in quel contesto sarebbero state una grande forma di democrazia e libertà.
Credo che sia arrivato il momento di metterci alle spalle la campagna di narrazione di un pericolo che non esiste e che mai è esistito, la crescita di un paese passa attraverso la convivenza e l’accoglienza di immigrati che con la loro scelta, speso obbligata, contribuiscono allo sviluppo e alla crescita del nostro paese. Pare banale chiederne il rispetto delle leggi italiane agli stranieri e infatti lo è, allora lo scopo sarebbe quello di farsi promotore di una iniziativa che vuole dimostrare la difesa di quei principi e quei valori a noi tanto cari, da passare per difensori degli italiani?
Gli italiani, hanno bisogno di questi mezzucci per poter sentirsi “difesi e tutelati” dallo Stato? Direi di no, la lettura di alcuni libri su come viene trattato l’argomento immigrazione, mi hanno fatto conoscere una realtà parallela che è sconfortante e presente per alcuni aspetti anche da noi, ovvero che coloro i quali si dichiarano difensori dei valori identitari, spesso una volta al potere quei cittadini a cui dovrebbero garantire sicurezza e legalità, vengono presi di mira da politiche “classiste” che ne condizionano negativamente la vita. Sull’immigrazione, come non ricordare il modo con cui Vannacci prese di mira la famosa giocatrice di volley e della nazionale Paola Egonu facendone una polemica stucchevole, quindi vi è una dissonanza tra quello che si legge nell’articolo e quell’episodio che ha fatto tanto clamore. Tutto questo, sicuramente rientra in quel che è il mio limite di pensiero su un argomento tanto diffuso e discusso, ma il mio essere disorientato viene proprio dal cambiamento della legge elettorale votata oggi definitivamente alla Camera.
Ferrazzi termina dicendo che dobbiamo avere consapevolezza di chi siamo. Ecco il punto, io quella consapevolezza come cittadino italiano l’ho persa oggi, nel momento in cui la maggioranza, ha deciso di non tenere in considerazione il voto popolare in quanto espressione della sua volontà, ma come strumento di potere.
Quel potere, che poi ci dirà: “un governo dal popolo, del popolo, per il popolo”. Ecco, vorrei che Ferrazzi spiegasse cosa noi cittadini italiani siamo diventati. Evitando possibilmente la retorica del così facendo si saprà tutto la sera stessa, anche no.
Cordiali saluti
Massimo Cattin
