venerdì, Ottobre 23, 2026
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Centinaia di gru nei cieli del Varesotto: lo spettacolo della migrazione

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Le Gru nei cieli del varesotto (foto Franco Aresi)

VARESE, 23 ottobre 2026 – Sguardi all’insù e richiami inconfondibili tra le nuvole: in questi giorni i cieli del Varesotto e di gran parte della Lombardia sono stati teatro di uno straordinario spettacolo naturale. Centinaia di gru (Grus grus) stanno attraversando la Pianura Padana per la consueta migrazione autunnale, arrivando dal Nord e dall’Est Europa e dirette verso i quartieri di svernamento nell’Europa meridionale e in Nord Africa.

Numerosi gli awistamenti registrati in diverse località del territorio: da Cairate ad Angera, passando per la Palude Brabbia, Besnate, Lonate Pozzolo, Castellanza, Legnano e Concorezzo.

Le rotte dei flussi e l’anticipo stagionale

Come spiegato da Luca Giussani del Gruppo Insubrico di Ornitologia (associazione con sede al Civico Museo Insubrico di Storia Naturale di Clivio), il fenomeno interessa la nostra regione attraverso due direttrici principali:

«Il fronte principale conduce gli esemplari da Svezia, Finlandia e Paesi Baltici verso l’Ungheria, per poi scendere dal Friuli verso la Pianura

Migrazione di Gru nei cieli del varesotto (foto Franco Aresi)

Padana. Da qui seguono l’arco prealpino o il fiume Po verso ovest, per poi raggiungere il Piemonte, la Francia (Camargue), la Spagna o il Nord Africa. C’è poi un flusso secondario con direttrice nord-sud che dalla Germania passa per la Svizzera e valica l’alta provincia di Varese, il Verbano-Cusio-Ossola, il Comasco e il Lecchese».

Quest’anno il passaggio sembra essersi verificato in anticipo di circa dieci giorni rispetto alla media, un fenomeno legato con ogni probabilità alle particolari condizioni meteorologiche delle ultime settimane.

Un successo di “Citizen Science”

Le gru si spostano spesso in eleganti formazioni a “V” e continuano il loro viaggio anche nelle ore notturne, facendosi riconoscere dal tipico e squillante verso.

A seguito delle segnalazioni lanciate sui canali social dal Gruppo Insubrico di Ornitologia, tantissimi cittadini e appassionati hanno condiviso immagini e avvistamenti. Un perfetto esempio di “scienza partecipata” (Citizen Science) che ha permesso di tracciare con maggiore accuratezza la rotta di questi maestosi migratori.