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Vertice Beko a Villa Recalcati, futuro nero per Cassinetta: «Mercato in calo, chiusura entro pochi anni»

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Il presidio dei lavoratori davanti alla Provincia

VARESE, 27 ottobre 2026 — di GIANNI BERALDO

Continuano gli incontri in Provincia, tra rappresentanze sindacali, istituzioni, politica e rappresentanza dell’azienda, nel tentativo di ridare un po’ di ossigeno e speranza ai lavoratori Beko del sito di Cassinetta, dove la crisi è sempre più profonda.

Soprattutto nella fabbrica forni (ricordiamo infatti che il complesso produttivo di Cassinetta è composto da tre fabbriche con produzioni

Un lavoratore della Fiom in presidio

diverse). Rispetto ai precedenti, l’incontro svoltosi questa mattina a Villa Recalcati, vedeva una novità non irrilevante: la presenza di un gran numero di lavoratori, ospitati presso la sala convegni potendo in tal modo vedere “in diretta” quanto veniva discusso nell’adiacente sala consiliare.

Diciamo subito che quanto emerso da questa mattina, sostanzialmente non cambia la prospettiva futura rispetto alla drammatica emergenza in cui vive la Beko di Cassinetta, dove si prospetta una chiusura definitiva nel giro di pochi anni (tre al massimo) se la richiesta di mercato nel settore forni continua a rimarcare un trend negativo.

Tutto questo spiegato e ribadito direttamente e senza troppi giri di parole da Maurizio David Sberna, in rappresentanza dell’azienda Beko (ricordiamo che stiamo parlando di un marchio di proprietà di Arçelik A.Ş., una grande multinazionale turca del settore degli elettrodomestici che fa parte del gruppo industriale Koç Holding), deputato ad aprire la serie di interventi.

Oltre ai rappresentanti regionali e provinciali delle varie sigle sindacali, come Gennaro Aloisio, segretario della FIM CISL Varese, Giovanni “Nino” Cartosio, segretario generale della FIOM CGIL Varese o Chiara Cola- storica rappresentante UIL all’interno della fabbrica- la novità è stata la presenza di alcuni politici di “peso” come il deputato leghista Stefano Candiani e un altro parlamentare, di FdI, nonché sindaco di Luino Andrea Pellicini.

Assenti per impegni altri parlamentari espressione del territorio, quali il senatore Alessandro Alfieri e la parlamentare Maria Chiara Gadda.

Un’ora prima dell’incontro, all’ingresso del viale che conduce a Villa Recalcati un partecipato presidio dei lavoratori ha fatto sentire la propria voce facendo capire che loro proprio non ci stanno al fatto che, dopo investimenti importanti, il sito produttivo di Cassinetta sia ancora in questa pericolosissima fase di stallo decisionale con l’elevata probabilità di chiusura definitiva dopo un altrettanto probabile sfoltimento del numero di lavoratori.

“Chiediamo all’azienda di rispettare il piano industriale e gli investimenti preventivati, così che Cassinetta diventi davvero l’hub del caldo. Ci auguriamo che certi scenari negativi non si manifestino. Pur non mancando il supporto da parte di tutte le istituzioni, rimane la forte preoccupazione sia per i lavoratori della Beko ma anche per tutto l’indotto con circa 6mila persone coinvolte senza contare tutte le persone coinvolte anche nel settore commerciale. Bisogna sapere che Beko insiste su due paesi: Biandronno e Ternate quindi l’impatto sarebbe devastante solo per la vastità che occupa lo stabilimento”, dice Chiara Cola prima dell’incontro.

Chiara Cola, Uil RSU Beko

Perplessità e preoccupazioni ovviamente esternate pure sia dai lavoratori presenti che dagli altri rappresentanti sindacali come Aloisio che dice “Stiamo cercando con questi tavoli di dare un futuro al nostro sito produttivo oltre a mantenere alta la soglia dell’attenzione anche perchè si è capito che nonostante gli incontri al ministero, la situazione rimane preoccupante”.

E parlando di politica è da rimarcare come il senatore Candiani abbia voluto essere presente per capirne di più dando il suo apporto politico perchè si possa salvare qualcosa “E’ evidente che questa crisi che continua a protrarsi nel tempo dice che qualche cosa non torna rispetto alle rassicurazioni ricevute. La mia preoccupazione, tesi che sostengo da qualche anno, è che si vada incontro ad un percorso lento, lento verso lo spegnimento. Questo per una ragione pragmatica: il mercato ha dei costi che non rendono competitivo il prodotto, tra l’altro con una concorrenza internazionale sleale come quello dei cinesi ad esempio. Ma non è premiante nemmeno il sistema europeo”.

Insomma per la Beko di Cassinetta nubi grigie all’orizzonte.

direttore@varese7press.it