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Pedemontana, i conti non tornano: «Un gigante dai piedi d’argilla».

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MILANO, 29 ottobre 2026 – L’audizione del presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, Luigi Roth, davanti alla Commissione Bilancio di Regione Lombardia riaccende i riflettori e le polemiche sulla sostenibilità economica dell’infrastruttura. Alle precise sollecitazioni della consigliera regionale Michela Palestra (Patto Civico), la vertenza non ha espresso rassicurazioni in grado di dissipare i dubbi sull’equilibrio finanziario dell’opera, già pesantemente messi in luce dalle rilievi della Corte dei Conti.

A complicare il quadro emerso nel corso della seduta, si aggiunge il sostanziale fallimento della sperimentazione sulle agevolazioni tariffarie: i test di sconto applicati sulla tratta comasca non hanno prodotto l’aumento di flusso veicolare sperato e verranno pertanto ufficialmente interrotti. Una doccia fredda che si intreccia con il nodo della Milano-Meda: un’eventuale esenzione dal pagamento del pedaggio su quest’arteria provocherebbe mancati introiti stimati nell’ordine dei miliardi, con l’effetto immediato di far saltare l’attuale piano economico-finanziario (PEF).

Sulla questione le opposizioni e gli amministratori locali alzano la voce. Duro l’affondo di Francesco Facciuto, consigliere provinciale di Monza e Brianza:

«Pedemontana si conferma un gigante dai piedi d’argilla: un’opera economicamente insostenibile, che danneggia l’ambiente, pesa sui conti pubblici e presenta un conto salatissimo ai pendolari. Percorrere la tratta brianzola da Lentate ad Agrate potrebbe costare circa 17 euro al giorno, andata e ritorno, con aumenti progressivi negli anni. Una prospettiva inaccettabile per migliaia di lavoratori e famiglie, già alle prese con la perdita del potere d’acquisto. Su questi numeri, ancora una volta, nessuna risposta».

Sulla stessa linea la consigliera regionale Palestra (Patto Civico), che sottolinea il peso sociale ed economico che rischia di ricadere sul territorio:

«La Regione continua a sostenere un’infrastruttura senza fornire garanzie convincenti sulla tenuta dei conti. Il fallimento della sperimentazione degli sconti mette ulteriormente in discussione le previsioni di traffico e di ricavo. Non possiamo accettare che siano i cittadini a pagare il prezzo di scelte finanziarie discutibili. La Milano-Meda rappresenta un collegamento essenziale per migliaia di pendolari: trasformarla in una strada a pagamento per garantire gli introiti di Pedemontana è una scelta che continuiamo a contestare. Regione Lombardia deve assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete».

Il futuro dell’arteria strategica lombarda resta dunque al centro di un fitto scontro politico e sociale, dove i timori per le ricadute economiche su famiglie e utenti della strada continuano ad attendere chiarimenti definitivi dal Pirellone.

redazione@varese7press.it

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