MILANO, 2 novembre 2026-La campagna elettorale milanese entra nel vivo sull’urbanistica e sul futuro dello sviluppo cittadino. La variante normativa al Piano di Governo del Territorio, proposta dalla Giunta e in attesa di adozione da parte del Consiglio comunale, solleva forti preoccupazioni tra gli operatori del settore e le forze di opposizione, che chiedono chiarezza sulle regole e una gestione rigorosa della fase di transizione per evitare il definitivo blocco dei cantieri.
Il quadro tracciato dalle associazioni di categoria – tra cui Assimpredil Ance, ASPESI, Assoimmobiliare, Unione Artigiani e Legacoop Lombardia – mostra una netta contrazione del settore. A fronte di una domanda stimata in circa 35mila nuove abitazioni, gli alloggi autorizzati tramite permessi di costruire e SCIA sono scesi da 4mila nel 2022 a mille nel 2024. Secondo i dati diffusi, la stasi rischia di travolgere 60mila imprese e 200mila lavoratori, mettendo a rischio circa 1,5 miliardi di euro di investimenti. Le organizzazioni hanno depositato le proprie osservazioni formali contestando l’esclusione della Valutazione Ambientale Strategica e chiedendo garanzie sulla rigenerazione urbana, l’efficienza energetica e l’edilizia sociale.
A sostenere le istanze del comparto è Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che insieme al consigliere

Enrico Marcora ha evidenziato come l’incertezza interpretativa e la lentezza delle istruttorie stiano già gravando sulla città. Secondo Truppo, sovrapporre nuove norme a quelle vigenti senza una disciplina transitoria chiara creerà un ulteriore rallentamento delle pratiche presso gli uffici tecnici.
Il capogruppo di FdI contesta inoltre le tempistiche dell’amministrazione, definendo l’approvazione a pochi mesi dal termine del mandato una scelta poco prudente che rischia di ipotecare le decisioni della futura Giunta. Truppo ha infine richiamato l’attenzione sulla tutela delle famiglie e degli acquirenti in buona fede, proponendo accantonamenti per i possibili contenziosi e ricordando le recenti proposte sul fondo di garanzia e sulla giustizia riparativa, assicurando che la battaglia proseguirà nelle commissioni e in Consiglio comunale.




