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Obbligo Green Pass nei luoghi di lavoro. Bozzini (Cna Lombardia): “Siamo per i vaccini ma alcune indicazioni di legge ci lasciano perplessi”

VARESE, 17 ottobre 2021-«Siamo dalla parte della lotta alla pandemia, siamo dalla parte dei vaccini, ma alcune indicazioni del decreto Legge 127 / 2021 ci lasciano perplessi». E’ il commento del neoeletto Presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini, a pochi giorni dell’entrata in vigore della legge sul Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

A sollevare dubbi, perplessità e richieste di modifica e di integrazione alle disposizioni emanate dal Governo Draghi in vista della deadline del 15 ottobre, è una riflessione sulla concreta agibilità operativa dei controlli in capo all’impresa.

A cominciare da alcuni paletti imposti dalla normativa sulla privacy. «La certezza – afferma Giovanni Bozziniè di dover fingere ogni giorno di ignorare, per rispetto di una privacy de facto più teorica che altro, lo stato vaccinale del lavoratore. Ogni giorno le nostre imprese dovranno adempiere all’obbligo di controlli sulla validità del green pass del lavoratore, con i noti, possibili automatismi derivanti dall’obbligo di considerare il lavoratore assente ingiustificato in caso di green pass non valido. Sarebbe più semplice almeno contemplare la possibilità di una comunicazione volontaria, da parte del lavoratore, della data di scadenza della validità del proprio green pass».

«Ci sono oggettive difficoltà nella rigidità applicativa di una norma in fin dei conti comprensibile come incentivo alla campagna vaccinale. Alcune di queste difficoltà appartengono strutturalmente alla tipologia di determinate attività lavorative. Al netto di tutti coloro che fossero eventualmente in smart working (per costoro non sussiste obbligo di esibizione del green pass), ci sono categorie di lavoratori quali trasportatori, impiantisti, venditori, operatori del settore delle imprese di pulizie, persone che per esempio non si recano tutti i giorni presso la sede aziendale, ma che raggiungono direttamente la clientela. In questo caso come deve comportarsi l’impresa? Al Governo chiediamo una normativa più lineare e più aderente alle tante, tantissime sfumature e fattispecie di cui è fatto il nostro mondo del lavoro», conclude il Segretario Regionale CNA, Stefano Binda.

 

 




‘Ristoranti contro la fame’ iniziativa solidale con molti ristoranti del milanese. Tra gli aderenti anche Degustibus di Gallarate

MILANO15 ottobre 2021 – OSTERIA DELLA BRUGHIERA (Almè), LA LUCE SUL LAGO (Manerba del Garda), BARBOGLIO DEI GAIONCELLI (Corte Franca), ROSSODISERA (Colverde), ABCHEFPERPASSIONE HOME RESTAURANT (Turate), LA PEDRERA (Soncino), POMIROEU (Seregno), BE ITALIAN (Seregno), LA FILANDA (Macherio), i quattro punti di THAT’S VAPORE di Milano e Assago, NH MILANO FIERA (Rho), NH COLLECTION PRESIDENT (Milano), NH MILANO MACHIAVELLI (Milano), NH MILANO 2 (Segrate), ARMANI BAMBOO BAR (Milano), ARMANI RISTORANTE (Milano), NOBU (Milano), GIANCARLO MORELLI (Milano), UN POSTO A BASE (Milano), PARTICOLARE (Milano), CENTRO INTERNAZIONALE DI QUARTIERE (Milano), INNOCENTI EVASIONI (Milano), SHIRO POPOROYA (Milano), LA CUCINA DE’ MIBABBO (Milano), CERESIO 7 (Milano), RATANÀ (Milano), LA TERRAZZA DI VIA PALESTRO (Milano), OSTERIA TAJOLI (Milano), PIZZA OK (Milano), i quattro punti di LIEVITÀ (Milano), i tre punti di FRATELLI LA BUFALA (Cinisello balsamo, Assago, Milano), EMPORIO ARMANI RISTORANTE (Milano), FRA’ PELLIZZA OSTERIA CONVIVIALE (Casteggio), RISTORANTE IL CANTINONE          (Madesimo), LANTERNA VERDE (Villa di Chiavenna), DEGUSTIBUS (Gallarate).

Sono loro i “Ristoranti contro la Fame” della Lombardia. A livello nazionale oltre 100 ristoranti hanno aderito; altri 50 potrebbero iscriversi nei prossimi giorni. Decine di eventi territoriali con i road trip promossi, in tutta Italia, da chef e ristoratori per sensibilizzare ulteriormente i propri clienti sul tema della lotta alla fame e della malnutrizione infantile nel mondo. Sono i primi numeri della settima edizione di “Ristoranti contro la Fame”, che prenderà il via domani, in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, con la consueta regia di Azione contro la Fame.

Il progetto, in questi anni, ha trovato ospitalità in oltre 700 attività della ristorazione

Ristorante De Gustibus di Gallarate

italiana e ha raggiunto, complessivamente, oltre 500.000 persone. Nel corso di questa edizione, che rientra nell’ambito dell’iniziativa di sensibilizzazione “Mai più Fame”, i clienti, all’interno dei ristoranti, potranno donare, fino al 31 dicembre, due euro con l’acquisto di un “piatto solidale”, 50 centesimi scegliendo una “pizza solidale” e altrettanti consumando una bottiglia d’acqua.

A proposito di acqua: “Ristoranti contro la Fame” collaborerà con un partner di eccezione che condivide gli stessi valori e la stessa sfida di un mondo senza fame. Si tratta di Acqua VALVERDE che nasce ai piedi del Monte Rosa, in un territorio riconosciuto nel 2013 patrimonio dell’Unesco. Sarà sponsor dell’iniziativa e, in particolare, donerà un quantitativo gratuito ai ristoranti aderenti per favorire l’attività di raccolta fondi.

Sono tanti gli chef noti al grande pubblico che non faranno mancare il proprio sostegno. Spiccano gli “ambassador” Cristina BowermannCesare BattistiGiancarlo MorelliClaudio SadlerVincenzo Florio. Ma non solo: nel 2021, “Ristoranti contro la Fame” accoglierà anche, per la prima volta, tutti i cinque Ristoranti Armani presenti in Italia. Si tratta di alcuni degli oltre 20 locali aperti in tutto il mondo da Giorgio Armani, premiato nel 2018 con la Stella Michelin.

Sarà l’occasione per tornare a godere del piacere di un pranzo o di una cena in totale sicurezza, contribuendo, da un lato, al rilancio della ristorazione e, dall’altro, all’impegno per liberare il mondo dalla fame. Secondo il rapporto pubblicato dalla FAO (The State of Food Security and Nutrition), del resto, sono 811 milioni le persone che ne soffrono a causa di guerre, cambiamenti climatici e disuguaglianze.

Saranno quattro le attività sul campo che saranno sostenute dall’organizzazione attraverso l’iniziativa. In Sahel l’organizzazione sosterrà ancora l’intelligenza artificiale per contrastare i cambiamenti climatici con un progetto innovativo che combina le immagini satellitari e i dati raccolti dai pastori per monitorare la siccità e guidare gli allevatori verso pascoli migliori; in India, Azione contro la Fame darà seguito alla realizzazione degli “orti giardino”, pensati per liberare i più vulnerabili dall’insicurezza alimentare, proiettandoli verso l’autosufficienza; in Libano, il network si occuperà del sostentamento delle comunità di rifugiati con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni socioeconomiche con l’accesso ai beni di prima necessità.

Il progetto promosso in Italia“Dall’emergenza all’autonomia”, consiste, infine, in una attività “pilota” che, in un momento di emergenza economica e sociale, mira a contrastare l’insicurezza alimentare nel nostro Paese. L’intervento, nella sua prima fase, coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili della periferia di Milano, per un totale di 250 persone, già nel 2022. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di estendere l’iniziativa anche in altri territori. D’altra parte, anche in Italia, pur con forme diverse, molte persone vivono una condizione di insicurezza alimentare (5,6 milioni nel in povertà assoluta, Istat).

Tre i cardini del progetto: un contributo alla spesa settimanale, per fornire un supporto nutrizionale immediato; la promozione di una educazione alimentare allo scopo di favorire tra i beneficiari l’adozione di una dieta sana ed equilibrata; la formazione per migliorare le capacità personali, sociali e professionali utili per favorire l’autonomia e, così, la sicurezza alimentare a lungo termine. Il programma riserverà una particolare attenzione alle famiglie con due o più figli (soprattutto con bambini con età inferiore ai 5 anni), con donne in gravidanza o neomamme, con genitori disoccupati o impegnati in lavori occasionali.

 “Con un pianeta che è, in realtà, in grado di produrre cibo a sufficienza per tutti, cure contro la malnutrizione infantile da tempo disponibili, efficaci e a basso costo, progetti di cooperazione in grado di realizzare l’autosufficienza delle comunità vulnerabili, siamo la prima generazione della storia che può eliminare la fame – ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la fame -. Motivati dallo stesso nostro auspicio anche i ristoranti e i partner dell’iniziativa sono pronti a lavorare al nostro fianco per dare cibo a chi non ce l’ha. Gli italiani, oggi, hanno un motivo in più per pranzare o cenare al ristorante o in pizzeria: la solidarietà. Recarsi in uno dei locali aderenti diventa non solo un’opportunità per dare cibo ed alimenti terapeutici ai bambini malnutriti nel Sud mondo ma anche un modo per consentire alle famiglie più vulnerabili del nostro Paese di sconfiggere la fame”.




SPI CGIL: “A Roma per la democrazie e i diritti”.

VARESE, 15 ottobre 2021-Domani, 16 ottobre, oltre 1500 pensionati lombardi raggiungeranno insieme Roma per manifestare a sostegno della democrazia contro il fascismo e per la libertà sindacale alla grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

“La battaglia per la democrazia però non può essere disgiunta dalla battaglia per il lavoro e la difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati. Se i lavoratori non trovano risposte adeguate ai loro bisogni non credono più nella politica e nelle istituzioni: dobbiamo interpretare fino in fondo questi problemi e affrontarli” dichiara Valerio Zanolla, Segretario SPI CGIL LOMBARDIA.

“La manifestazione di domani ha anche l’obiettivo di ottenere risposte precise dal governo su molti temi: sulla creazione di un nuovo tipo di lavoro che sia dignitoso, sul lavoro giovanile, sull’estensione degli ammortizzatori sociali, sulla riduzione delle tasse sul lavoro, sul tema della riforma delle pensioni e su una legge (più che necessaria) sulla non autosufficienza.

Non ci faremo intimidire da queste vili provocazioni squadriste e continueremo a manifestare sempre per la difesa dei diritti, della democrazia, a tutela della salute e del bene comune. La pronta risposta unitaria con Cisl e Uil che si stringono attorno alla Cgil in solidarietà e lotta contro il fascismo è un importante segnale che va colto e rilanciato. L’unità dei lavoratori e dei pensionati è un baluardo contro ogni tipo di violenza e per la difesa della democrazia.Chiediamo a tutti i sinceri democratici di essere idealmente con noi contro il fascismo e per la democrazia. Se non ora quando, se non noi chi?”

SPI CGIL MILANO




Appello della Regione per vaccinazioni anti Covid donne in gravidanza: ”Non vi sono rischi e protegge da possibili patologie”

MILANO, 12 ottobre 2021-La vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti, lancia un appello alle donne in gravidanza che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale anti-Covid.

“Mi rivolgo a quante – spiega la vicepresidente – pur attendendo un figlio o una figlia, non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale anti-Covid. Ricordo loro che è possibile vaccinarsi senza prenotare recandosi liberamente presso un qualunque centro vaccinale della Regione. La vaccinazione in gravidanza e in allattamento non solo non comporta rischi, come evidenziato dai dati scientifici, ma è uno strumento centrale, altamente consigliato sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sia dall’Istituto superiore della Sanità, per proteggere le donne e di conseguenza i neonati”.

Le evidenze scientifiche mostrano in effetti che la gravidanza è un fattore di rischio per una malattia grave come il Covid-19 e che le donne in gravidanza possono essere considerate una popolazione fragile nei confronti dell’infezione. Il rischio di mortalità nelle donne in gravidanza, con infezione da Covid-19, è infatti 22 volte maggiore rispetto a quelle senza infezione.

Inoltre, le donne con infezione da Covid-19 in gravidanza sono soggette a maggior rischio di sviluppare patologie quali pre-eclampsia, eclampsia e sindrome Hellp con conseguente aumento dei ricoveri e dell’incidenza di parti pre-termine e di tagli cesarei per alterazioni al benessere materno e/o fetale.




La critica dei sindacati: ”La Regione eroga soldi alle RSA, ma chi pensa agli anziani e loro famiglie?”

MILANO, 12 ottobre 2021 – SPI-FNP-UILP hanno raccolto negli ultimi 6 mesi oltre 27 mila firme (di cui oltre 23 mila già consegnate in Regione Lombardia nel mese di giugno) su una proposta di riforma delle RSA articolata in 8 punti che accendono i riflettori sulla necessità di rivedere gli standard assistenziali ed organizzativi, oggi ulteriormente compromessi dalla pesante carenza di personale sanitario e di impedire i forti aumenti delle rette a carico delle famiglie a cui già purtroppo abbiamo assistito nell’ultimo anno.

Lo scopo della raccolta firme è quello di favorire l’apertura di un confronto il più ampio possibile sulle RSA, sulle criticità che si sono manifestate in particolar modo in questi ultimi 2 anni, ma soprattutto su come rivedere ed adeguare il modello di cura ed assistenza degli anziani. Uno dei punti principali è sicuramente la richiesta di adeguare la quota sanitaria lombarda al 50%, così come previsto dalla legge, ma nello stesso tempo calmierare le rette che stanno mettendo in grande difficoltà le famiglie.

Lo scorso 4 ottobre, Regione Lombardia ha deliberato un aumento della quota sanitaria del 3,7%, dando così una risposta solo parziale alla proposta di riforma che sicuramente  va incontro alle esigenze economiche delle RSA, ma non alle famiglie e agli anziani. Lo stesso percorso previsto dalla delibera sulle modalità di utilizzo di queste risorse, esclude i sindacati dei pensionati dal confronto.

Il 14 di giugno il sindacato dei pensionati ha consegnato 23.000 firme a sostegno di una proposta di riforma delle RSA,- afferma Valerio Zanolla – Segretario Generale dello SPI Lombardia – Abbiamo anche ricevuto i ringraziamenti e gli apprezzamenti per l’iniziativa da parte dei rappresentanti del consiglio regionale. Oggi l’unica risposta concreta è un aumento del contributo dato alle Rsa. La domanda è: ma quando la regione penserà alle famiglie degli ospiti delle strutture? Vogliamo discutere con Regione Lombardia di come calmierare le rette che molte Rsa hanno già incrementato e poi è necessario rivedere il modello di assistenza presente nelle singole Rsa che ha dimostrato la sua inefficacia durante la prima fase della pandemia.”

Alle 23.000 firme di giugno se ne sono aggiunte altre migliaia in questi mesi,” – chiosa Serena Bontempelli, Segretaria Generale dei pensionati UIL –  “a dimostrazione che la sensibilità delle famiglie lombarde sul tema delle case di riposo non diminuisce, anzi: la gente è preoccupata per gli aumenti delle rette, che a nostro parere andrebbero restituiti alle famiglie, visti i fondi retroattivi che Regione riconosce agli Enti Gestori! Abbiamo chiesto il rafforzamento degli organici e migliore formazione, integrazione delle RSA nel sistema socio-sanitario,  ancora oggi rileviamo come  sia complicato incontrare i propri cari: la Regione  dovrebbe considerare il tema degli anziani e delle RSA come una questione di sistema, da affrontare con tutti i soggetti interessati, non un problema da tamponare di volta in volta, privilegiando questo o quell’interlocutore.”




A Sesto San Giovanni iniziati lavori per nuova stazione ferroviaria. Presidente Fontana: “Importante opera di rigenerazione urbana”

SESTO SAN GIOVANNI, 11 ottobre 2021-È la plastica rappresentazione di uno dei più grandi e importanti progetti di rigenerazione urbana italiana ed europea. La nuova Stazione ferroviaria assumerà un significato strategico oltre che per Sesto San Giovanni, anche per l’intera Città metropolitana di Milano e per tutti i suoi collegamenti.

Un’opera che valorizzerà e renderà accessibili le ex aree Falck che, grazie all’impegno della Regione Lombardia, ospiteranno la ‘Città della Salute’, con l’Istituto Nazionale dei Tumori e il Besta, e altri insediamenti che avranno sede nell’ambito di questo progetto”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenendo oggi, lunedì 11 ottobre, alla posa della prima pietra della nuova Stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni.

“L’intervento, di assoluto livello architettonico – ha aggiunto il governatore – seguirà standard che mettono al centro della realizzazione dell’opera lo sviluppo sostenibile, coniugando ambiente e infrastrutture per raggiungere l’efficienza di un’infrastruttura assolutamente centrale in chiave urbana ed extraurbana”.

 




Sparatoria a Buccinasco, la Presidente della Commissione regionale Antimafia, Monica Forte “Una chiara dimostrazione di potere e impunità!”

MILANO, 11 ottobre 2021-<<Ho appreso con sconcerto della plateale e drammatica esecuzione che ha avuto luogo questa mattina a Buccinasco, in pieno giorno e in una strada del centro. È evidente come la scelta del luogo e dei tempi sia anche una dimostrazione di potere e impunità.

Benché non sia ancora chiara la matrice dell’esecuzione , è da segnalare l’impatto che un evento del genere ha su un territorio come quello del sud ovest milanese, una delle zone a più alta intensità mafiosa del nord Italia.

Sono confortata nel conoscere l’avanzata qualità delle autorità milanesi, dalla Direzione Distrettuale Antimafia, alla Prefettura alle Forze dell’Ordine, e confido pertanto che piena luce verrà fatta su un caso che necessita di risposte in tempi rapidi e che non potrà lasciare spazi a verità parziali.

Nel frattempo, mi sembra importante sottolineare una volta di più che nessuna forma di esercizio di un potere violento, oppressivo e concorrente a quello dello Stato sarà tollerato su questo territorio e che la necessità che le Istituzioni facciano la loro parte in maniera compiuta e corale sarà assolta anche dalla Commissione Regionale Antimafia senza indugi>>

Sulla vicenda è intervenuto anche il Consigliere regionale di M5S Gregorio Mammì: <<L’efferata esecuzione accaduta poco fa nel Comune di Buccinasco, lascia increduli per il gesto di estrema violenza in pieno giorno e in una strada trafficata che costeggia un laghetto sempre frequentato da nonni e bambini. A Buccinasco si sta consumando una nuova guerra in stile mafioso, un cambio di potere e un messaggio ben chiaro che doveva arrivare oggi alla luce del sole. La matrice mafiosa di questo omicidio mette ancora una volta sotto i riflettori la sicurezza di alcuni Comuni del nostro hinterland.  Le istituzioni hanno l’obbligo a non lasciare soli i sindaci e gli amministratori locali il cui lavoro è argine fondamentale nella prevenzione e nel contrasto alla criminalità organizzata. Il fronte della battaglia per la legalità>>, conclude Gregorio Mammì.




Trenord e quel triste record di scioperi da inizio anno. Balotta (Onlit): ”Quali i motivi?”

VARESE, 10 ottobre 2021-Cosa è accaduto a Trenord per motivare, in piena emergenza sanitaria, ben 6 (sei) scioperi dall’inizio dell’anno: ultimo, ultimo quello di domani, lunedi 10 ottobre dei cobas USB, penultimo quello di domenica 5 settembre dei delegati CIGL CISL UIL e ORSA che ha fatto imbestialire migliaia di passeggeri increduli che non potevano contare neppure su un servizio minimo visto il giorno festivo. Quali sono i gravi motivi che hanno provocato una simile raffica di scioperi, con disagi non solo per i pendolari ma anche per i passeggeri che hanno preso il treno in un giorno festivo? C’è forse in gioco il posto di lavoro o è minacciata la salute?
Siamo in presenza di infortuni, tagli salariali, punizioni ingiuste, sono lesi i diritti fondamentali dei sindacati? Niente di tutto questo. L’astensione dal lavoro di lunedi 11 ottobre è contro l’obbligo del green pass per accedere al lavoro.
Anche i ben tutelati ferrovieri, che erogano un servizio di trasporto pubblico saranno in sciopero. Eppure, con il matrimonio tra FNM e FS che diede vita a Trenord 12 anni fa i lavoratori  “sommarono” le condizioni normative e salariali di autoferrotranvieri (FNM) e ferrovieri (FS): fu proprio per questa benevolenza che i sindacati accettarono la fusione e tutti i partiti, nessuno escluso caldeggiarono la fusione.
L’allora presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, definì Trenord un passo federalista che avrebbe migliorato i servizi e ridotto i costi di gestione grazie a relazioni sindacali innovative. Da allora  neppure la parvenza di rapporti sindacali trasparenti e responsabili. E’ dal 2002, che l’azienda cerca di passare dalla gestione manuale  dei turni del personale di movimento ad uno informatizzato (Arco) costato 6 milioni di euro ma non ci riesce.
Il sindacato si è accomodato al tavolo consociativo anziché stimolare l’azienda a comportamenti di efficienza. Azienda invece impegnata a gestire la “rendita” politica ed elettorale della ricca (di trasferimenti pubblici) azienda. Il monopolio ferroviario venne soltanto spostato (da nazionale a regionale). Di “innovativo” c’è solo il fatto che con i soldi dei contribuenti vennero accordati a Trenord trattamenti di maggior favore rispetto agli altri ferrovieri italiani. Ciò senza un aumento della produttività di sistema dell’azienda, sotto 20 punti rispetto a quelle europee.
Il costo del treno per kilometro lombardo il più alto d’Italia. Nonostante ciò, si contano una decina di scioperi all’anno, e una crescita esponenziale dei disservizi (ritardi e soppressioni dei treni).
Dario Balotta    presidente ONLIT  Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti Milano



Si è concluso il Sentiero Italia CAI “In Solitaria” di Elia Origoni: impresa unica nel suo genere

VARESE, 10 ottobre 2021-“È stata un’avventura unica. Sono stato immerso per tanto tempo tra le montagne del nostro paese che il Sentiero Italia CAI mi ha permesso di scoprire praticamente tutte, passo dopo passo, e ora mi pare strano fermarmi. Ho trovato il giusto compromesso tra l’impresa sportiva e la scoperta dei luoghi, anche se ho lasciato in giro un po’ di ‘bandierine’ in posti che vorrei tornare a visitare con calma nei prossimi anni. È un percorso eccezionale, unico al mondo nel suo genere: spero che tante persone si mettano in cammino lungo il Sentiero Italia CAI.” Con queste parole Elia Origoni ha commentato l’arrivo a Lazzaretto di Muggia, dove è giunto alle 9:30 di questa mattina, 9 ottobre, a otto mesi esatti dalla partenza da Santa Teresa Gallura e dopo oltre 7200 km percorsi rigorosamente a piedi, senza saltare nessuna tappa del Sentiero Italia CAI che unisce tutto lo Stivale.

Il viaggio di Elia Origoni sul Sentiero Italia CAI – il sentiero più lungo del mondo – era cominciato l’8 febbraio: il programma era di percorrerlo tutto in otto mesi e “In Solitaria”, senza avvalersi di mezzi di trasporto a motore, spostamenti tra le isole compresi, tanto che la traversata dalla Sardegna alla Sicilia è stata fatta con una piccola barca a remi. Tutto è andato liscio per i primi 3500 km, vale a dire fino al 28 maggio, quando un incidente alle pendici del Monte Prado, sull’Appennino Reggiano, ha messo a rischio l’intero progetto. Dopo uno stop forzato durato più di un mese, il 17 luglio Origoni è tornato sul luogo      che aveva lasciato e si è rimesso in marcia.  Ha macinato tra i 30 e i 40 km al giorno recuperando così il tempo perduto, tanto da riuscire ad arrivare dinnanzi al cippo che segna ufficialmente la fine del Sentiero Italia CAI, a Lazzaretto di Muggia, esattamente a 8 mesi dalla partenza, oggi 9 ottobre 2021.

“I miei più sinceri complimenti a Elia, erano 23 anni che nessuno riusciva in questa impresa – commenta Antonio Montani, vicepresidente generale del Club alpino italiano e responsabile del progetto Sentiero Italia CAI -. Dopo le esperienze degli anni ’90, infatti, lui è il primo a percorrere integralmente il Sentiero Italia. Elia è oggi testimone della bellezza degli oltre 7200 km del Sentiero e anche del fatto che questo viaggio, anche preso a piccoli pezzi, può rappresentare non solo una scoperta culturale e ambientale ma anche una grande avventura. Il Sentiero Italia CAI è infatti destinato a tutti, anche a chi desidera cimentarsi in un’impresa atletica e ama camminare in montagna. Elia ha affrontato il percorso con cartine alla mano, un modo romantico di andare per monti che dimostra peraltro come la segnaletica sia ormai presente praticamente ovunque lungo il Sentiero.”

Ad accoglierlo all’arrivo, Elia Origoni ha trovato Silverio Giurgevich, presidente del Gruppo Regionale CAI Friuli Venezia Giulia, e una delegazione di soci del Sodalizio, in particolare le sezioni Cai Trieste e Tricesimo, che hanno brindato con lui alla sua grande impresa. Poi, nella stessa mattinata, si è diretto a Martignacco, in provincia di Udine, presso il corner Millet Mountain Group all’interno del Mega Intersport, essendo lui Lafuma Outdoor Sentinel.

“Siamo orgogliosi di aver supportato Elia Origoni in questa avventura, che abbia scelto i nostri capi ultra leggeri, tecnici, altamente funzionali apprezzando particolarmente quelli della collezione Lafuma Limited Emission, capi di eco-design realizzati utilizzando materiali riciclati per minimizzare le emissioni di carbonio” – sottolinea Hervé Locatelli, direttore commerciale Millet Mountain Group per il Sud Europa – “Siamo felici che Elia sia entrato nella community Lafuma Outdoor Sentinels! Con questa sua avventura lungo il Sentiero Italia CAI ha sensibilizzato un grande numero di persone sull’amore per la natura e il suo rispetto, che si traduce in piccoli gesti, piccoli passi e buone pratiche ambientali. Con il programma Lafuma Outdoor Sentinels vogliamo rafforzare il nostro impegno sul campo, incoraggiando la nostra community ad agire anche localmente, ciascuno al proprio livello, dando spazio nelle proprie attività outdoor alla protezione delle aree naturali e sensibilizzando su questi temi”.

“In solitaria 2021”, il progetto di Elia Origoni, è patrocinato dal Club Alpino Italiano e dalla Federazione Italiana Canottaggio. Origoni è Accompagnatore di media montagna iscritto al Collegio Regionale Guide alpine Lombardia e, oltre a Lafuma, è sostenuto in questo progetto dai marchi Mello’s, Aku, Eolo, Kratos, Geo4map, Tabacco, Outback professional 97, Trangia, Athena, Oxeego, Gregory, Evil Eye e Gialdini Outdoor equipment.




Spi Cgil Lombardia dopo i fatti di Roma: ”Abbiamo difeso le fabbriche contro il terrorismo non ci faremo intimidire”

MILANO, 10 ottobre 2021 – “I pensionati italiani hanno vissuto la strategia della tensione negli anni ‘70. Abbiamo lottato contro le bombe fasciste. Erano in Piazza Duomo a Milano il giorno dei funerali di Piazza Fontana. Eravamo lì e ci saremo sempre” dichiara Valerio Zanolla, Segretario di SPI CGIL LOMBARDIA.

“Abbiamo difeso le fabbriche contro il terrorismo. Non ci facciamo intimidire da queste vili provocazioni squadriste e continueremo a manifestare sempre per la difesa dei diritti, della democrazia, a tutela della salute e del bene comune. La democrazia si difende anche facendo rispettare la legge e il fascismo è un reato che va perseguito”.