“Fiocchi neri per la sanità in Lombardia: flashmob virtuale per chiedere commissariamento sanità regionale

VARESE, 21 maggio 2020-M24A-ET Lombardia sostiene e condivide l’evento “Fiocchi neri per la sanità in Lombardia” organizzato da Sentinelli, Arci Milano, Milano 2030, Medicina Democratica, Casa Comune, per chiedere il commissariamento della sanità della Regione nel più breve tempo possibile per l’infinita quantità di errori e omissioni della maggioranza che ci governa qui in Lombardia
E invita la cittadinanza a partecipare al flash mob che si terrà sabato 23 maggio dalle ore 15: un’occasione in cui realizzare una foto davanti al portone di casa con un cartello che, insieme al fiocchetto nero, riproduca il proprio pensiero sulla gestione dell’emergenza Covid-19 da parte di Attilio Fontana.




Covid-19, il professore Massimo Galli: “I test rapidi presentano un vantaggio rispetto a esami di laboratorio”

MILANO, 21 maggio 2020-L’intervento dell’infettivologo del Sacco di Milano nel webinar promosso dalla Innoliving Spa di Ancona. Il collega Spinello Antinori: “Analisi utili per identificare chi è venuto in contatto con il virus”. L’affidabilità del pungidito Orient Gene proposto dall’azienda marchigiana conquista anche il Milan.

I test rapidi per la ricerca degli anticorpi del Covid – 19 ricoprono un ruolo chiave nella fase 2, in particolare per garantire la ripresa in sicurezza delle attività lavorative. E’ quanto emerso ieri, mercoledì 20 maggio, dagli interventi del professor Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, e del collega Spinello Antinori, nel webinar promosso dalla Innoliving Spa di Ancona. Un incontro per fare il punto sull’efficacia di quei pungidito (prelievo di sangue capillare dal polpastrello con risultato in pochi minuti) selezionati per le elevate prestazioni dalla comunità scientifica, tra i quali trova posto anche il rapid test Orient Gene proposto dall’azienda marchigiana. Un kit regolarmente iscritto al Ministero della Salute, già sperimentato con successo proprio dal Sacco di Milano, accreditato dalla Regione Emilia Romagna per l’utilizzo nei laboratori privati e recentemente scelto dal Milan per una strategia di tracciamento del virus tra i calciatori.

Il professore Massimo Galli

“I test rapidi – ha affermato il professor Galli – presentano un vantaggio clamoroso rispetto agli esami di laboratorio, perché è più facile, sostenibile e agile mettere in fila migliaia di persone distanziate a fare il pungidito, piuttosto che metterne in fila altrettante per un prelievo venoso ad aspettare una risposta che, nella migliore delle ipotesi, richiede ore”.

Riguardo l’accuratezza, l’infettivologo ha riferito che l’indagine effettuata in quattro Comuni lombardi, tra i più colpiti dall’epidemia di Covid – 19,  sta evidenziando risultati “sempre più vasti soddisfacenti” dei rapid test e che un confronto tra i pungidito più affidabili e gli esami sierologici (prelievo venoso), entrambi eseguiti su un campione di 100 abitanti di Castiglione d’Adda, ha dato “esiti sovrapponibili”. Conclusioni pressoché identiche, dunque, stando alle prime evidenze: a fare la differenza la velocità di risposta dei rapid test e quindi la possibilità di accelerare il passaggio al tampone naso – faringeo, indispensabile nel caso di positività agli anticorpi per verificare se la carica virale sia ancora presente.

Soddisfazione è stata espressa da Danilo Falappa, direttore generale di Innoliving Spa: “All’inizio – ha detto – circolavano tantissimi test rapidi, molti di scarsa qualità. Poi è stata fatta una scrematura. Noi ci siamo sin da subito rivolti a una grande realtà, la Multinazionale cinese Zhezhiang Orient Gene Biotech Co Ltd, che produce 2,5 milioni di test al giorno. Oggi abbiamo molte richieste e stiamo aumentando le quantità di acquisto.  Numerosi i progetti di ricerca e sperimentazione che ci vedono coinvolti. Tantissime le forniture, tra le quali gli accordi con un importante reparto oncologico per lo studio su pazienti e personale e con il Milan, a cui abbiamo già consegnato i test in corso di valutazione da parte del medico sociale e responsabile sanitario, dottor Stefano Mazzoni, in vista dell’attuazione di un protocollo di utilizzo per Milanello e Casa Milan”.

Di particolare interesse l’intervento del professor Antinori, che ha illustrato un caso di cluster familiare: 5 persone del Milanese con sintomi non gravi, che si sono messe in autoisolamento senza poter contare sul tampone. Tutte sono state sottoposte a due pungidito, tra cui l’Orient Gene proposto da Innoliving. Entrambi i test hanno rilevato la presenza di anticorpi rilasciati dal Coronavirus. Di qui – ha osservato Antinori – “l’utilità di queste analisi per identificare soggetti venuti in contatto con il virus”.




Coronavirus e turismo, Property Managers Italia e Properly sottoscrivono il protocollo di pulizia

MILANO, 21 maggio 2020 –  Case disinfettate, vacanze sicure, soggiorno senza rischi. Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale, e Properly,  piattaforma per la gestione della qualità e delle certificazioni, hanno sottoscritto un protocollo mirato alla corretta disinfezione degli appartamenti per garantire ai clienti che sceglieranno di alloggiare in uno dei 50.000 alloggi (appartamenti, ville, aparthotel, case galleggianti, ecc…) di Property Managers Italia, dislocati in tutto il territorio nazionale, vacanze sicure.

Su modello di quelli già adottati in Portogallo e Spagna dalle associazioni di tali Paesi, con cui Property Managers Italia collabora a livello europeo, il protocollo pulizie, il primo adottato nel settore extra ricettivo, permette di certificare l’igienizzazione degli alloggi a ogni check out, garantendo standard di pulizia ancora più elevati per gli ospiti.

“Nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus dobbiamo favorire la ripartenza mettendo in atto tutte le precauzioni possibile per assicurare l’igienizzazione degli alloggi, a garanzia sia degli ospiti sia dei proprietari”, commenta Stefano Bettanin, presidente di Property Managars Italia. “Per questo abbiamo messo a punto un protocollo di pulizia sicuro, certificato e verificabile. Le struttura extraricettive, ancora di più in questo periodo, garantiscono pulizia, privacy e sicurezza”. 

Le pulizie sono affidate a professionisti, le regole che gli addetti devono rispettare dopo ogni check out sono rigide e dettagliate, ambiente per ambiente.  Inoltre è prevista la possibilità di condividere informazioni con l’ospite dove si indica l’ora dell’ultima pulizia, persona che ha effettuato il lavoro e protocollo utilizzato. 

Gli operatori avranno a disposizione panni in cotone o microfibra, soluzioni alcoliche al 70%, tre secchi, uno spry igienizzante a prova di colore per i tessuti, dovranno lavarsi le mani, indossare guanti e disinfettare il proprio cellulare a ogni uso. Durante le pulizie dovranno igienizzare interruttori della luce, maniglie, ringhiere, termostati, tastiere, schermi touch screen, pulsanti degli elettrodomestici, chiavi, areare le stanze. In cucina particolare attenzione è rivolta a frigorifero, le suppellettili dovranno essere lavate in lavastoviglie, nel soggiorno non dovranno essere dimenticati cuscini, tappeti, poltrone, divani. In camera il letto dovrà essere fatto con lenzuola igienizzate, nel bagno ogni superficie andrà pulita accuratamente, dall’asciugacapelli ai rubinetti. Tra il check-out e il check-in sono previste almeno 4 o 5 ore, proprio per permettere l’igienizzazione completa della casa.

“Dallo scorso novembre stiamo lavorando con Booking.com in 33 paesi per migliorare la qualità delle pulizia e gli standard di salute e sicurezza nel settore extra-alberghiero” afferma Marco Italia, business development executive di Properly. “Questo protocollo studiato con Property Managers Italia permetterà di certificare e tracciare la pulizia delle strutture anche nel nostro Paese”. L’idea è quella di mantenere i protocolli, se non del tutto, almeno in parte, anche dopo l’emergenza Coronavirus.




Zootecnia, il futuro del comparto italiano alla luce del Covid-19

VARESE, 21 maggio 2020-Etica, sostenibilità, benessere. La sensibilità del consumatore è sempre più indirizzata verso questi concetti e il mondo produttivo deve tenerne conto offrendo prodotti adeguati a tali richieste.

Arrigo Milanesi, esperto del settore dei bovini da latte, non ha dubbi: “Il mondo che ci aspetta dopo Covid19 dovrà tenere in considerazione questi nuovi argomenti. Una cospicua fetta di consumatori, quelli oggettivamente più sensibili alla sostenibilità ambientale, al benessere animale, alla corretta gestione del farmaco in allevamento, alla salubrità che deriva dal rispetto di questi requisiti, diventerà sempre più esigente e si orienterà verso prodotti che attraverso un marchio specifico certificheranno il loro processo produttivo”.

Il tema legato al futuro del comparto zootecnico italiano a seguito dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando sarà il pilastro su cui ruoterà la prossima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte in programma a Cremona dal 28 al 31 ottobre 2020. L’organizzazione del più importante evento nazionale del settore, riconosciuto come uno dei più prestigiosi a livello internazionale, procede a pieno ritmo e numerosi saranno gli spunti su cui si sta lavorando per un approfondimento che permetterà a uno dei volani più importanti dell’economia nazionale di sfruttare le più interessanti opportunità e favorire la miglior gestione di un processo ineludibile: quello della competitività a livello globale.

“Il polo fieristico di Cremona– commenta Massimo De Bellis, Direttore di CremonaFiere– è il punto di riferimento della community produttiva, della prima parte della filiera, e la nostra fiera è caratterizzata dalla completezza e dall’eccellenza degli attori coinvolti (allevatori, operatori, aziende, istituzioni, università e ricerca). L’unione di questi soggetti permette di dare una visione sul settore, questo è il ruolo di una fiera B2b come la nostra, soprattutto in un momento di cambiamenti di scenario così importanti”.

Secondo Milanesi è giusto, in quest’ottica, parlare di comunicazione, informazione corretta e puntuale realizzata attraverso lo sviluppo di un dialogo che impatti prima di tutto sull’aspetto emotivo di chi acquista in cui il comparto produttivo, anziché avvitarsi in una logica un po’ vittimistica dettata dalle conseguenze di alcune trasmissioni televisive che puntano il dito contro gli allevamenti intensivi, si ponga come obiettivo il rafforzamento dei suoi punti deboli.

È corretto perseguire questo indirizzo– conclude De Bellis  Ed è proprio così che faremo: tutto si baserà sulle eccellenze uniche che abbiamo attorno a noi che ci permetteranno di dare informazioni tecniche utili e concrete per le soluzioni delle principali questioni relative all’allevamento, che è da anni al centro di un lavoro di cambiamento verso la sostenibilità. Allo stesso tempo quelle informazioni saranno strumentali al raggiungimento dell’interlocutore per eccellenza: il consumatore. Un processo sviluppato sulla linea dell’alta qualità e trasmesso al consumatore è frutto di un lavoro che coinvolge tutta la filiera, passando dagli allevatori, ai trasformatori, colmando il gap di conoscenza delle caratteristiche intangibili del prodotto




Monza, le Consulte di Quartiere guardano alla Fase 2

MONZA, 21 maggio 2020-Anche le Consulte di Quartiere sono pronte a ripartire. «Stiamo lavorando per programmare la Fase 2», ha dichiarato l’Assessore alla Partecipazione Andrea Arbizzoni che nei giorni scorsi (il 6 e il 14 maggio) ha convocato due tavoli di lavoro «da remoto» con i rappresentanti delle Consulte.
Il valore di una comunità. «Stiamo combattendo una battaglia difficile, ricorda l’AssessoreLa stiamo combattendo tutti insieme: c’è chi combatte in prima linea, medici e infermieri, e poi c’è un “fronte interno”, composto da tutti coloro che con il proprio lavoro e il proprio impegno sostengono chi è in trincea. Anche noi, cittadini comuni, abbiamo combattuto questa battaglia con il distanziamento sociale e il rispetto di tutte le regole per contenere la diffusione del Covid – 19. Adesso, come alla fine di ogni guerra, è il tempo della ricostruzione e della ripartenza. In questo momento è fondamentale il senso di comunità che è rappresentato anche dalle Consulte di Quartiere. Insieme dobbiamo mettere un mattone sopra l’altro per ricostruire la nostra casa comune».
Il confronto prosegue «a distanza». Tanti i temi sui tavoli «virtuali» del confronto tra Consulte e Amministrazione. Innanzitutto, sono state definite le modalità con cui proseguire il dialogo: poiché nei prossimi mesi la regola principale per contenere la diffusione del Covid – 19 continuerà ad essere il distanziamento sociale, le consulte continueranno a lavorare e a confrontarsi attraverso piattaforme di condivisione basate su connessioni internet.
«Piano estivo». Consulte e Amministrazione hanno iniziato a lavorare su un «piano estivo» dedicato ai bambini e ai ragazzi fino ai 14 anni. «Con l’avvio della Fase 2 – spiega Andrea Arbizzoni – una delle priorità è garantire a chi ha dei figli un supporto e la possibilità di tornare al lavoro in piena tranquillità. Dopo i grandi sacrifici che le famiglie hanno dovuto sopportare in queste settimane di lockdown, la sistemazione dei figli, soprattutto se minori, diventa un aspetto fondamentale della ripartenza, senza il quale non può esistere né una vera rinascita dell’economia né un ritorno alla normalità. La città deve fare sistema anche nell’emergenza, come finora è stata capace di fare, per ripartire». Per adattare il «piano estivo» alle reali esigenze delle famiglie, le Consulte hanno iniziato a distribuire un questionario che ha già ottenuto oltre mille risposte. L’Amministrazione Comunale manterrà il coordinamento della cabina di regia del progetto.
 
Okay ai «Patti di cittadinanza». Dai due «tavoli» di confronto è emersa la volontà di proseguire a lavorare sui «Patti di cittadinanza». I «Patti» attivi, oggi, sono sette e coinvolgono, oltre a sette Consulte di quartiere, una trentina di enti tra soggetti capofila e partner. Nel 2020 sono circa 5.000 i cittadini potenzialmente coinvolti, tra cittadini attivi e beneficiari dei patti.



Chi sta gestendo l’emergenza Covid-19 in Lombardia: un organo composto da 150 persone

MILANO, 20 maggio 2020-Nell’affrontare l’emergenza coronavirus le regioni stanno avendo un ruolo molto importante. La crisi in Lombardia è stata gestita in buona parte dalla macchina amministrativa della regione ma l’impulso politico è arrivato in particolare dal presidente Fontana e dall’assessore al welfare Gallera. Due politici in totale continuità con la politica regionale degli ultimi anni.

L’emergenza covid-19 inoltre ha messo in luce il ruolo fondamentale delle regioni nel nostro assetto istituzionale, evidenziandone alcuni limiti tra cui quello della trasparenza. Un problema che nel caso della Lombardia è emerso in particolare nella ricerca di atti ufficiali della regione, come quelli di nomina dell’unità di crisi, che non risultano reperibili sui siti istituzionali.

Un organo composto da oltre 150 persone non può essere un centro operativo, o quantomeno non può essere la sede in cui vengono prese le decisioni. Più che istituire una cabina di regia, l’unità di crisi sembra identificare molto nel dettaglio, all’interno della struttura amministrativa regionale, le persone adibite a occuparsi dell’emergenza.

Dal quadro che emerge sembra addirittura più rilevante il livello amministrativo di quello politico. Tuttavia questo è avvenuto per una precisa scelta politica. I dirigenti regionali, in particolare quelli più coinvolti, sono stati nominati dalla giunta Fontana, così come i vertici delle agenzie di tutela della salute e delle aziende socio sanitarie territoriali della Lombardia.

Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata da Openpolis.it che elenca nomi e funzioni di tutti i componenti l’organo preposto la gestione crisi.




Intervista ad Attilio Fontana presidente Regione Lombardia: ”Non ho nulla da recriminare, ogni attacco nei miei confronti é solo politico e strumentale”

VARESE, 20 maggio 2020 di GIANNI BERALDO-

L’emergenza Coronavirus ha inciso in modo preponderante sulla quotidianitá di ognuno di noi, interiorizzando (a volte pure rendendolo manifesto) quel senso di impotenza al cospetto di un nemico invisibile come il Covid-19, che tante vittime ha causato soprattutto in Lombardia.

Momenti inzialmente drammatici gestiti dai rappresentanti istituzionali della Regione come meglio potevano e con i mezzi a disposizione in quel momento.

Tutto questo non é stato sufficiente al presidente della Regione Attilio Fontana a evitare pesanti critiche a livello gestionale.

Per saperne di piú l’abbiamo intervistato parlando di emergenza sanitaria, di progetti inerenti nuovi ospedali specializzati, di investimenti e rilancio dell’economia locale ma anche di Olimpiadi.

Cosí abbiamo scoperto una persona sincera ma dal carattere forte che non demorde al cospetto delle avversitá, mettendo in evidenza l’importante ruolo della politica nella macchina amministrativa ma sempre con un occhio di riguardo per la gente, per i lombardi.

Presidente Fontana nelle ultime settimane si sono inasprite le polemiche inerenti sistema sanitario lombardo e gestione emergenza: recentemente lei ha dichiarato che questa situazione evidenzia un ”clima avvelenato anti Lombardia”: che intendeva dire?

«Noi perseguiamo un certo modello di amministrazione, un certo modo di gestire la cosa pubblica che è tipica del centrodestra, quindi questo clima anti lombardo è stato creato per ragioni esclusivamente politiche per attaccare Salvini, per attaccare appunto il centrodestra cercando di mettere in difficoltà quello che è un punto di riferimento di quella idea politica. Questo mi pare evidente»

Durante la recente conferenza stampa relativa a presentazione nuovo DPCM, il presidente Conte ha consigliato di fare molta attenzione a questa fase 2 soprattutto ai lombardi, considerata la situazione importante a livello epidemiologico (che in realtà sta migliorando): lei pensa che vi siano da temere realmente la comparsa di nuovi focolai oppure la situazione è sotto controllo?

«In questa Fase 2 noi abbiamo sempre mantenuto estrema attenzione e cautela. Basti pensare che noi abbiamo adottato dei provvedimenti più restrittivi rispetto a tutte le altre Regioni, non abbiamo aperto certe attività, e abbiamo posto limiti maggiori per altre. Ad esempio per i ristoranti noi abbiamo chiesto l’obbligo della misurazione febbre, oppure non abbiamo aperto palestre e piscine proprio perché ci rendiamo conto di essere in una fase molto delicata. Credo che i numeri stiano andando bene ma credo anche che si debba affrontare questa fase ribadendo ai cittadini che se rispettano tutte le regole che sono state imposte il trend continuerà a essere positivo, se invece la gente è convinta che oramai è finita l’emergenza e ognuno fa quello che vuole, vi è il grosso rischio che possa ripartire la diffusione del virus. Quindi bisogna essere molto cauti e attenti nel monitorare la situazione nel territorio»

Fontana con Salvini

Nelle scorse settimane la Regione ha presentato un piano di erogazione fondi di diverse decine di milioni di euro a tutte le città della Lombardia, in modo tale che possano ripartire diversi comparti economici a livello territoriale, come ad esempio fondi per sbloccare i vari cantieri delle opere cittadine.

«Ci siamo mossi nei confronti di tutti i 1500 Comuni della Lombardia: da quello composto da 16 abitanti fino al capoluogo Milano. Tutti riceveranno un contributo che sarà evidentemente graduato in virtù delle loro dimensioni; questo serve per immettere subito nell’economia delle risorse consistenti. Per io 2020 tiamo parlando di 400 milioni che i Comuni potranno spendere da subito, sono a loro disposizione, devono soltanto presentare dei progetti per poi appaltare i lavori e immediatamente possono ripartire. Questo è un modo concreto, reale di mettere soldi veri nella economia e non promesse o garanzie, questo per fare in modo che almeno per un certo comparto vi sia la possibilita’di ripartire. Poi che si possa fare di più questo è certo. Si dovrebbe fare di più ma non dimentichiamo che noi purtroppo abbiamo dei vincoli. Per spese e investimenti abbiamo ancora qualche risorsa, infatti abbiamo previsto 3 miliardi da qui ai prossimi due anni, invece per quanto riguarda la parte corrente le risorse sono vincolate al 90% per altre cose ed è previsto un forte taglio da parte de Governo: quindi sarà anche difficile gestire l’ordinarietà quando invece avremmo dovuto ricevere dai 300 ai 400 milioni da parte dello Stato. Quindi altre iniziative dovrebbero essere portate avanti ma purtroppo abbiamo le mani legate».

Ospedale Fiera Milano

Parlando di spese e investimenti, il tanto criticato nuovo ospedale Fiera Milano che futuro avrà? Chiuderà oppure diverrà, come previsto inizialmente, una grande struttura sanitaria all’avanguardia magari con comparti dedicati anche alla ricerca?

«Guardi, le funzioni di quell’ospedale sono quelle dettate dalle linee del Governo, ossia che le Regioni dovranno mantenere gli stessi numeri attuali di sale e letti di rianimazione che avevamo attivato all’apice della crisi sanitaria. Chiaro che noi dovremo non soltanto conservare e gestire opportunamente questo ospedale che diverrà un importante punto di riferimento ma dovremmo realizzarne altri. Questo anche per liberare molti ospedali lombardi che oggi hanno ricavato le sale di rianimazione da loro sale operatorie o trasformato reparti ordinari in reparti Covid, per questo noi dobbiamo fare in modo che gli ospedali coinvolti nell’emergenza tornino alla loro ordinaria attività, non possiamo pensare che siano sempre destinati a gestire soltanto pazienti Covid. Questa è una indicazione data innanzitutto dal Governo, indicazione la quale ad esempio la Regione Emilia Romagna si è già indirizzata investendo circa 28 milioni proprio per ampliare il numero di posti di rianimazione. Stessa cosa per le Marche che stanno realizzando, o forse l’hanno già concluso, un ospedale tipo il nostro in Fiera. Noi dovremmo quindi andare avanti in questa direzione e infatti uno dei prossimi progetti che partirà sarà la costruzione di un nuovo ospedale a Brescia dedicato a pazienti Covid con un forte numero di letti di rianimazione in più. Lei avrà sicuramente letto che nella nostra stessa direzione si è mossa anche la Germania, Paese che ha già quattro volte i letti di rianimazione rispetto l’Italia ma che, nonostante tutto, ha aperto un grande ospedale a Berlino identico a quello della Fiera di Milano nel quale sono previsti quasi 500 posti di rianimazione. E questo, ripeto, nonostante abbiano già a disposizione un numero di letti di rianimazione molto superiore ai nostri».

Essere stati presi ad esempio dalla Germania è una bella soddisfazione.

«Certo però si muore anche a Berlino e lo dico sorridendo ovviamente. Il fatto che in alcuni Paesi questi investimenti vengono definiti programmazione qui invece sono oggetto di polemiche. Polemiche strumentali con finalità sicuramente non costruttive ma soltanto per cercare di raggiungere obiettivi politici».

A proposito di polemiche, lei recentemente ne ha ricevute parecchie in merito al suo operato durante la prima fase emergenziale, ribadendo che rifarebbe tutto: possibile che non trovi delle pecche sulle quali recriminare?

«Può darsi che vi siano delle cose che potevano essere fatte in modo diverso, io non recrimino su quelle contestazioni che mi sono state additate ed é pacifico che possa avere sbagliato qualcosa ma tutte le questioni, le contestazioni che mi sono state mosse sono infondate, false o assolutamente speciose: ecco in quel senso dico che non cambierei nulla di quello che ho fatto».

La sua città, Varese, ha retto bene all’urto pandemico, nonostante tutto il sindaco Davide Galimberti ha criticato l’operato della sua amministrazione evidenziando che siano stati lasciati soli a prendere decisioni durante la prima fase dell’emergenza, senza avere avuto regole chiare da seguire: che risponde?

«Non so perché dice che siano stati lasciati soli, la cosa mi lascia molto perplesso. Evidentemente il sindaco Galimberti non ha letto bene o si è distratto perché regole e linee guida di comportamento erano molto precise e tempestivamente inviate. Certo è che il sindaco Galimberti è anche quello che mi ha attaccato lunedì scorso dicendo che avevo emesso una mia ordinanza quando invece il Dpcm del Governo era stato emesso alle 17.20. Insomma come potevo emettere prima un’ordinanza senza sapere il contenuto del Dpcm? Evidentemente legge soltanto una parte delle notizie, quelle che probabilmente gli interessa».

Fontana con il sindaco di varese Davide Galimberti

Nelle sue parole si denota una certa vis polemica dal taglio politico.

«Ma sicuramente! Dire queste cose vuol dire cercare di fare polemica con fine a se stesso».

Finalmente si torna a parlare anche della macchina organizzativa olimpica, come dire la Lombardia ripartirà più forte di prima: un bel messaggio per il presente ma soprattutto per il futuro.

«Assolutamente, noi stiamo seguendo tutto il lavoro che l’amministratore Novari sta facendo (Vincenzo Novari è l’amministratore delegato del Comitato organizzativo di Milano, ndr), insomma stiamo andando avanti. Ora stiamo insistendo con il Ministro dei Trasporti per realizzare quelle infrastrutture necessarie per ripartire rapidamente, opere che sono collegate e necessarie per le Olimpiadi. Speriamo vengano sbloccati presto questi lavori, tra l’altro già approvati e finanziati quindi non dovrebbero esservi problemi».

direttore@varese7press.it




Openjobmetis: dallo smartworking al #LockdownEnd

VARESE, 20 maggio 2020– Openjobmetis, unica Agenzia per il Lavoro quotata in Borsa Italiana, è pronta per affrontare una tappa che resterà storica nel suo percorso e che comprenderà l’apertura al pubblico da parte delle filiali e una gestione del tutto nuova delle attività presso le sedi direzionali e amministrative.

Dopo il periodo di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, durante la quale gli oltre 600 dipendenti dell’azienda hanno gestito in smartworking le proprie attività commerciali e di relazione con i candidati senza un solo giorno di stop, sedi e filiali sono ora pronte per mettere in pratica un poderoso piano di re-start unito alla totale messa in sicurezza delle persone.

Per quanto concerne le filiali, i responsabili della selezione del personale riapriranno al pubblico seguendo un planning di appuntamenti in grado di garantire confronti one-to-one, il tutto senza dimenticare e anzi facendo tesoro delle skill maturate in occasione della potente sperimentazione virtuale agita in questi mesi con i video colloqui tramite i più assortiti dispositivi e piattaforme.

Le sedi osserveranno invece una riorganizzazione in squadre alternate che garantirà un accesso alle postazioni ariosa, a loro volta protette da tutti i dispositivi di sicurezza, quali, per esempio, mascherine, divisori in plexiglass, gel e spray igienizzanti. Tutti i dipendenti potranno accedere alle strutture dopo opportuna misurazione della temperatura corporea e previo test sierologico.

Le persone che, per la settimana prevista dalla turnazione, non saranno alle proprie scrivanie, lavoreranno da casa, potendo contare ormai su una routine più che collaudata.

Infine, tutti gli spazi interni saranno sottoposti a frequente sanificazione. Presso la sede di Gallarate, per esempio, tale procedura sarà assicurata grazie all’assunzione di una risorsa specializzata, già beneficiaria del Reddito di cittadinanza e segnalata, in una nuova sinergia, dal Centro per l’Impiego della città.

Rosario Rasizza, amministratore delegato Openjobmetis: “Abbiamo investito oltre 100mila euro per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti. Dopo aver superato il contagio in prima persona, desidero adesso rivedere i volti dei nostri collaboratori, certo che troverò in tutti un’energia e una propositività nuove e fruttuose. Sono fiero di come, insieme, abbiamo supportato le aziende anche attraverso soluzioni commerciali ad hoc e accompagnato oltre 14mila persone al lavoro anche durante questi due mesi, in particolare nel settore sanitario, agroalimentare e della grande distribuzione. Proseguiamo in questo #LockdownEnd il nostro impegno, per garantire un lavoro regolare, retribuito e qualificato a imprese e dipendenti”.

Infine, un’altra attività che non si è fermata e che, al contrario, ha saputo riorganizzarsi in forma virtuale e a tempo di record è quella relativa alla formazione del personale somministrato. Ad oggi, Openjobmetis ha erogato quasi 8mila ore di formazione a distanza e convolto oltre 1300 corsisti che hanno così approfittato di questo periodo di quarantena per riqualificarsi e rendersi pronti a rilanciarsi nel mercato del lavoro.




Arrestato funzionario Agenzia delle Entrate di Como

COMO, 19 maggio 2020-In riferimento all’arresto di oggi del funzionario dell’Agenzia di Como, la stessa Agenzia delle Entrate precisa che si tratta del prosieguo dell’indagine avviata lo scorso anno in seguito ad una segnalazione di dipendenti dell’amministrazione stessa.

L’Agenzia assicura che la collaborazione è proseguita in questi mesi e che continuerà per aiutare gli inquirenti ad acquisire elementi utili a fare luce sulla vicenda, anche con riferimento agli altri indagati.
L’Agenzia delle Entrate ha disposto il provvedimento di sospensione obbligatoria del
dipendente e provvederà ad attivare il previsto procedimento disciplinare ed è pronta ad
assumere ulteriori misure, sanzionatorie e risarcitorie, a tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che operano onestamente e dell’immagine dell’Amministrazione finanziaria.




Velisti in Azione a disposizione della Fondazione Francesca Rava

MILANO, 19 maggio 2020-Da un’idea del velaio Giorgio Scarpa, che sta convertendo la propria produzione in mascherine e “visiere” in plastica, è nato il progetto VELISTI IN AZIONE: un team di amici e colleghi, che spazia da nomi di punta nell’equipaggio di Luna Rossa Prada Pirelli a noti navigatori solitari, che mettono il loro tempo, la loro esperienza e la loro enorme passione a disposizione della Fondazione Francesca Rava

 Questi sono gli ultimi giorni per partecipare all’asta online su CHARITY STARS, piattaforma specializzata nelle attività di raccolta fondi no profit, e provare ad aggiudicarsi una giornata in mare aperto con un vero e pluripremiato lupo di mare, tra aneddoti, consigli e panorami mozzafiato.

I velisti di fama internazionale (originari della Lombardia) che nel giro di pochissimi giorni hanno aderito con entusiasmo all’idea di Giorgio Scarpa sono: Pietro D’Alì, Flavio Favini e Tiziano Nava.

Questi gli altri navigatori che hanno sposato il progetto: Andrea Ballico, Furio Benussi, Alberto Bolzan, Lorenzo Bressani, Checco Bruni, Chiara Calligaris, Andrea Caracci, Tommaso Chieffi, Alberto Fantini, Roberto Ferrarese, Francesco Mongelli, , Giancarlo Pedote, Margherita Pelaschier, Stefano Rizzi, Alessandra Sensini, Emanuele Vaccari, Enrico Zennaro

È possibile fare le proprie puntate su Charity Stars fino al 22 maggio al link: https://www.charitystars.com/foundation/fondazione-francesca-rava-n-p-h-italia-onlus

Un “doppio regalo”, che permette a chi lo acquista di vivere una giornata unica insieme a un velista riconosciuto in tutto il mondo, sapendo di aiutare la Fondazione Francesca Rava, destinataria dei fondi raccolti con l’asta, impegnata nel reperimento e donazione agli ospedali Covid in tutta Italia di attrezzature quali respiratori, ventilatori, ecografi e macchinari per le diagnosi, presidi di protezione per medici e infermieri (www.fondazionefrancescarava.org)

“Quando Giorgio Scarpa mi ha raccontato la sua idea e dell’entusiasmo con cui velisti famosissimi hanno aderito e si sono messi a disposizione del progetto “Velisti in Azione” mi sono emozionata – ha commentato Manuela Ronchi, CEO della Factory di comunicazione ed eventi Action Agency – sono rimasta così colpita dal loro grande cuore che anche io, insieme al mio team di Action Agency, ho deciso di sposare il progetto e aiutarlo in questa sua prima fase di comunicazione. Siamo in un momento in cui costruiamo muri tra di noi e, per me, è un onore fare parte di un progetto come questo, che vuole invece costruire tanti ponti, tanti CHARITY BRIDGE”.

“Mia sorella Francesca, che dà il nome alla Fondazione, era una velista e conosceva tanti amici che insieme ad altri, sono ora al nostro fianco in questa terribile emergenza coronavirus – ha continuato Mariavittoria Rava, Presidente della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus – Sono immensamente grata a tutti loro e a Action Agency per questa occasione di portare aiuto concreto come sempre la Fondazione fa in prima linea in tutte le emergenze. Invito tutti, anche chi non è velista, a partecipare all’asta, aggiudicandosi un’esperienza meravigliosa in compagnia di questi straordinari campioni, sostenendo la Fondazione Francesca Rava nell’impegno per salvare tante vite preziose”