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Parole e immagini, nuovo progetto del Teatro Franzato e WgArt

VARESE, 18 maggio 2021-Parola e immagine, arte e teatro si intrecciano nel nuovo lavoro realizzato dal Teatro Franzato e WgArt nell’ambito di Albero a Colori, il progetto rivolto ai giovani e all’ambiente promosso da una rete di sei associazioni varesine.

Facendo di necessità virtù e superando le limitazioni dovute alla pandemia, la creatività dei protagonisti non si è fermata e nell’impossibilità di offrire eventi performativi in presenza hanno lavorato a una serie di video teatrali pubblicati sui social in un dialogo felice tra espressione artistica e teatrale. Il web quindi è stato concepito come un magico palcoscenico dove l’arte dei graffiti e della street art di WgArt si coniuga al teatro della voce, della poesia e della musicalità del Teatro Franzato.

Natura, ecologia, ambiente, sviluppo sostenibile, ovvero i motivi portanti del Progetto, sono interpretati nei video dagli attori Matteo Albergoni, Raffaele Campolattano, Paolo Franzato,  Marcella Magnoli, Caterina Murrazzu, Mauro Provvidi, Marco Rodio, Riccardo Trovato,  Alberto Vezzoli sulle immagini delle opere degli artisti Kraser, Howler monkey. Domenico Romeo, Ale senso e Carmine Bellucci e tanti altri che sui muri della città hanno dipinto in occasione dell’evento Urban Canvas.

Protagoniste le parole di diversi autori come Eraclito,  E. Dickinson, K. Gibran, K. Lorenz,  J. L. Borges, E. O. Wilson, Lord Byron, R. Padel, Francesco d’Assisi, G. Rodari, P. Bevilacqua, F. Moore Lappé, J.-Y.Cousteau, S. Latouche, J. O. y Gasset, A. Warhol, B. Yoshimoto.

I video, realizzati da Simone Crespi,  sono visibili sui Social di “Albero a colori”, WgArt e Teatro Franzato

Link https://www.facebook.com/alberoacolorivarese/videos/?ref=page_internal

IL PROGETTO

Si chiama “L’Albero a colori” il nuovo progetto coinvolge la città di Varese rivolto ai giovani e all’ambiente promosso da una rete di sei associazioni: L’Albero, ente capofila; AltreMentiVarese; Teatro Franzato; Solevoci; Amici del CAG Rainoldi; WG Art e sostenuto da Regione Lombardia grazie al bando “Sostegno alle attività di volontariato – Terzo Settore”. Gli enti coinvolti, da anni, si occupano di diversi ambiti come la musica, il teatro e la street art, l’attenzione all’ambiente e il contrasto alla dispersione scolastica, al disagio giovanile ed hanno lavorato insieme per realizzare un’azione comune sul territorio cogliendo l’esigenza di ripartire dopo l’emergenza sanitaria con attività a favore dei giovani, che li coinvolgano in prima persona e li responsabilizzino facendoli sentire protagonisti di un processo di condivisione e promozione di idee, esperienze, pensieri, attività del tempo libero e volontariato, anche attraverso stimoli di tipo espressivo-artistico di diversa natura, sulle tematiche dell’ambiente, che si confermano di prioritario interesse dei giovani stessi.

 




Chromasophia: a Milano Dep Art Gallery accende i riflettori sull’arte di Regine Schumann

MILANO, 9 maggio 2021-Dep Art Gallery ospitChromasophia, la mostra dedicata all’artista tedesca Regine Schumann (Goslar, Germania, 1961) visitabile in galleria con un nuovo allestimento. L’esposizione, prorogata fino al 29 maggio, comprende la nuova serie Colormirror mesh.

Diversamente dalla pittura che si limita a pensare al colore come a uno spazio bidimensionale, per Regine Schumann è fondamentale concepire la scala cromatica in funzione del luogo, delle condizioni di luce e del tempo. Il titolo “Chromasophia” è un neologismo che unisce le parole Colore/Chroma e Sapienza/Sophia: una “sapienza del colore” che Regine Schumann ha maturato nel corso dei decenni con l’intento di offrire allo spettatore infinite possibilità combinatorie, tutte egualmente sorprendenti. [A. Zanchetta].

“Sviluppare un’opera site-specific è una sfida che accetto sempre con passione”.
Regine Shumann

Regine Schumann inizia a collaborare con Dep Art Gallery nel 2018. “Colormirror” è stata la sua prima mostra personale in Italia. A distanza di tre anni, la mostra “Chromasophia” è stata pensata e organizzata da remoto rivelandosi una vera e propria sfida. Ma Dep Art Gallery – diretta da Antonio Addamiano – e Regine Schumann non hanno desistito di fronte alle difficoltà create dalla pandemia.

È stato realizzato un catalogo bilingue (italiano/inglese) contenente il testo critico del curatore, la riproduzione di tutte le opere esposte, le vedute dell’allestimento in galleria e apparati bio-bibliografici aggiornati.

 




La ”tokenizzazione” é la nuova frontiera del collezionismo: tra gi artefici anche un italiano

VARESE, 5 maggio 2021-C’è chi colleziona francobolli, monete, fumetti, quadri, sculture, opere d’arte in generale. Chi è appassionato di motociclette o colleziona autovetture d’epoca; ma anche chi, con più modestia, colleziona le figurine dei calciatori o i poster delle band musicali.
La storia del collezionismo ha origini antiche che risalgono fin all’antica Grecia passando per i romani e giungendo ai giorni nostri grazie agli impulsi Quattrocenteschi che ci hanno accompagnato fino ai giorni nostri.

Nell’epoca della digitalizzazione globale anche questo fenomeno non poteva essere ignorato dalla tecnologia e, di fatto, proprio il 2021 sarà probabilmente ricordato come l’anno della nascita del collezionismo digitale. Esperimenti clamorosi si sono avuti all’inizio dell’anno con la vendita di beni “non tangibili” come il primo tweet di Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, che ha venduto all’asta l’Nft (Non- fungible ticket, certificato digitale) del tweet per quasi 3 milioni di euro.

Ma il “colpo grosso” è stato realizzato dalla famosa casa d’aste Christie’s che ha battuto l’Nft dell’opera d’arte digitale “The First 5000 days” di Beeple (nome d’arte di Mike Winkelmann, artista statunitense di 39 anni) per la cifra record di 69 milioni di dollari.
Gli Nft, nati per tutelare le opere d’arte e le creatività virtuali, ossia che circolano nella “rete delle reti” sui computer e i device di tutto il mondo, hanno, quasi immediatamente, trovato una nuova via di sviluppo. I primi a vedere le potenzialità di questi algoritmi son stati i complessi museali tra i quali, il più attivo, si sta dimostrando il Guggheneim Museum di New York che è alla ricerca di personale competente in tecnologia Nft.

Ma anche gli artisti hanno capito le potenzialità che i Non -fungible ticket possono avere
non solo per la tutela del copyright, ma anche per generare una seconda vita (e nuove potenzialità di business) alle proprie opere fisiche. Tra questi, il primo italiano ad avere intrapreso la strada della “tokenizzazione” dell’intera sua collezione è Matteo Mauro, artista italiano classe 1992 di origini catanesi che ormai da anni lavora a Londra e che ha deciso di tokenizzare tutte le sue opere dando la priorità
di acquistare gli Nft a prezzo di costo ai proprietari delle sue creazioni: «Stiamo tokenizzando tutte le opere che, ad oggi, sono già state acquistate da collezionisti e galleristi e che ne detengono la proprietà fisica – racconta Matteo-; al termine di questa prima fase, metteremo all’asta gli Nft che non sono stati reclamati: si tratta di centinaia di Nft». Ma cosa significa, in soldoni, possedere un Nft di un’opera fisica? «Le
possibilità di sviluppo degli Nft sono innumerevoli e non riguardano solamente il mercato dell’arte -continua Matteo-. Ci troviamo di fronte a nuove possibilità di generare asset finanziari legati al mondo del collezionismo. Se, ad esempio, il Louvre procederà alla creazione di un Nft della Gioconda di Leonardo, ad esempio, ciò potrà comportare la generazione di un nuovo e univoco certificato che non andrà assolutamente ad intaccare le proprietà fisiche del quadro -che è e resta del Louvre-, ma una proprietà astratta, ossia un asset nuovissimo, non tangibile, ma virtuale che, sempre virtualmente, darà la possibilità a chi ne ha le possibilità, di “possedere” la Gioconda, anche se non si tratta del dipinto vero e proprio, ma della sua codifica algoritmica».
Nel 2020, il giro d’affari della crypto art è stato valutato in 10 milioni di dollari; nei primi mesi del 2021 è raddoppiato, raggiungendo i 20 milioni di dollari (senza contare le battute d’asta di Beeple e del tweet di Dorsey) e le percentuali di crescita, stando agli esperti, sono esponenziali. «Ci troviamo in una nuova era per i collezionisti -conclude Matteo-, ma anche per gli artisti, non solo quelli che realizzano opere digitali. Io, ad esempio, sto tokenizzando tutte le opere che, in questi anni ho realizzato con la convinzione, nel futuro, di affiancare al lavoro concreto anche la realizzazione di un asset digitale contribuendo alla nascita di un mercato parallelo reso possibile da questa nuova, sicura e affascinante tecnologia basata sulle blockchain».




Nasce Hic Hub Istituti Culturali Città di Gallarate

GALLARATE, 30 aprile 2021-Da una visione condivisa già nell’ottobre del 2019 tra Andrea Cassani, Sindaco di Gallarate, e Sandrina Bandera Presidente della Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella-Museo MA*GA, nasce HIC – Hub Istituti Culturali Città di Gallarate, progetto culturale articolato, di ampio respiro che vede il Museo MAGA e la Biblioteca Civica condividere non solo le due sedi, ma anche gestione, progetti, servizi in una visione che definisce le due istituzioni come hub culturali in cui creatività e conoscenza sono affiancate e dove i visitatori possono anche co-creare, condividere e interagire. In questa prospettiva la parola HIC (che in latino può esprimere una doppia valenza di QUI riferito al luogo e QUESTO riferito alla persona) identifica il desiderio di far percepire ai cittadini questo progetto come il nuovo punto di riferimento per la produzione culturale e il benessere di tutto il territorio incentrato sulla persona.

Nel 2020 la pandemia ha sconvolto il mondo intero in maniera inaspettata, interessando ogni aspetto della nostra vita: dalle relazioni con le persone che amiamo, a come percepiamo le nostre case, la nostra città, il nostro lavoro e la nostra organizzazione.

Anche i musei, le biblioteche e, più ampiamente, le istituzioni culturali sono state profondamente colpite da questi cambiamenti tanto da indurre l’intero sistema culturale a promuovere innovazioni fondamentali tra cui la creazione di nuove forme di esperienze e di divulgazione culturale.

Pur preservando le loro missioni primarie – raccolta, conservazione, comunicazione, ricerca, esposizione – Museo e Biblioteca trasformeranno le loro pratiche per rimanere più vicini alla comunità di riferimento, per stabilire dialoghi tra i saperi, valorizzare le proprie collezioni, le loro storie, le loro eredità, aprire al futuro guardando alla tradizione.

Questa trasformazione, che avrà un profondo impatto sulle teorie e pratiche delle due istituzioni coinvolte comincia con la Convenzione Fondativa tra Comune di Gallarate e Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella-Museo MAGA che verrà presentata alla Commissione Cultura martedì 4 maggio 2021 e successivamente andrà in approvazione della Giunta e del Consiglio di Gestione della Fondazione.

Frutto della collaborazione tra Comune e Fondazione, la Convenzione traccia, per i prossimi anni, le principali linee guida dell’HIC inquadrando la nuova realtà in un sistema articolato di gestione innovativa. HIC sarà guidato da un Comitato di Indirizzo composto dal Sindaco di Gallarate (o da un suo delegato) e dal Presidente della Fondazione Galleria d’Arte Moderna (o da un suo delegato) avente come scopo l’individuazione degli indirizzi principali del piano strategico di sviluppo e da un Comitato di regia composto dai dirigenti e direttori delle due istituzioni e da un assessore, con il compito di coordinarne le funzioni e le attività.




Raffaello raccontato online con un laboratorio interattivo: organizza biblioteca di Gazzada Schianno

GAZZADA SCHIANNO, 19 aprile 2021-Dopo lo streaming teatrale “Di sabbia e di vento” in occasione dell’8 marzo visto sul canale YouTube della biblioteca da 165 persone, le attività culturali della Biblioteca di Gazzada Schianno riprendono con un’iniziativa che era stata programmata lo scorso anno ma che non si è potuta realizzare a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria.
Nell’ambito del ciclo “Leggere l’arte in compagnia di …”, realizzato in collaborazione con
l’associazione culturale di promozione sociale WhatsArt?, il 26 e il 30 aprile agli alunni delle classi seconde e terze della locale scuola secondaria di primo grado, in occasione dei 500 anni dalla morte, verrà proposto un incontro dal titolo Raffaello: oltre l’opera.
Si tratta di un laboratorio interattivo on-line su Raffaello. I partecipanti avranno modo di
conoscere alcune tra le più importanti opere del maestro di Urbino attraverso attività condotte da Monica Fasan, Storica dell’atre con esperienza presso diversi Musei in Europa e negli Stati Uniti, e Letizia Torelli, Laureata in Discipline dello Spettacolo dal Vivo presso il DAMS di Bologna, mediante un collegamento da remoto interfacciato con le Lavagne Interattive Multimediali di classe.

Gli alunni verranno accompagnati ad esplorare cosa c’è “al di là dell’aspetto”, delle figure, così raffinate e aggraziate, dei dipinti di Raffaello. Si addentreranno nei significati e valori universali che stanno nella scelta iconografica delle opere di questo grande artista del nostro Rinascimento, così amato già al suo tempo tanto da esser soprannominato “il Divin Pittore”.
Sarà questa l’occasione per gli alunni di indagare e relazionarsi anche con la propria immagine in un prezioso scambio temporale e iconografico che partirà da un’opera d’arte del Divin Pittore. I partecipanti al laboratorio saranno accompagnati ad andare “oltre l’opera”, nei significati che questa porta. Uno spunto anche per indagare quello che sta oltre il nostro aspetto fisico, per renderci consapevoli delle nostre maschere o, al contrario, per curare il nostro aspetto considerandolo come specchio di ciò che viviamo all’intimo. Un viaggio all’interno dell’opera utilizzando come strumenti il proprio sentire, il proprio corpo in un viaggio nella propria identità profonda.




Chiusi ma non fermi: a Busto Arsizio i Musei Civici tornano online

BUSTO ARSIZIO, 15 aprile 2021-I musei civici tornano on line, dopo i tre video appuntamenti con l’arte di Palazzo Cicogna, che, nelle Festività di Pasqua, hanno virtualmente portato un pubblico numeroso nelle sale delle Civiche Raccolte d’Arte (quasi 1.200 visualizzazioni sui tre canali social dei musei).

In attesa della loro riapertura, in programma nuovi incontri di approfondimento sulle collezioni museali per svelare, anche a porte chiuse, curiosità custodite nelle loro sale.

“Uno sforzo ulteriore per far conoscere il patrimonio artistico della città e renderlo fruibile anche se, al momento, precluso alle visite – commenta la vicesindaco e assessore a Identità e Cultura Manuela Maffioli –, ma, contemporaneamente, un modo per far sentire il battito vitale della cultura a Busto che non si è mai veramente fermata e vuole continuare a nutrire menti e animi”.

Si parte domenica 18 aprile con un viaggio al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale, alla scoperta della donazione più recente inaugurata nel 2018: la collezione Antonio Ferramini, che custodisce i “ferri del mestiere” dello storico sarto di Milano.

Alle ore 16.30, sui canali social del museo, sarà possibile assistere a una “visita guidata” virtuale accompagnati da una operatrice dei servizi educativi museali che presenterà alcuni dei pezzi più particolari  della collezione. Il filmato è realizzato in collaborazione con ICMA, Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.

Prossimi appuntamenti in arrivo…

A questo incontro seguiranno altri appuntamenti per portare i Musei in tutte le case: sarà infatti la volta di Palazzo Cicogna, dove torneranno protagoniste le opere della  mostra “Giuseppe Bossi e Raffaello opere dalle collezioni civiche e private”, contributo bustocco all’evento diffuso “Raffaello. Custodi del mito in Lombardia”, strettamente legato alla mostra “Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco”.

Per rimanere aggiornati sulle date di questi e dei prossimi appuntamenti, visitate la sezione “BA Cultura e Identità” sul sito del Comune di Busto Arsizio al seguente link:

https://www.comune.bustoarsizio.va.it/index.php/aree-tematiche/cultura/ba-cultura-e-identita

Tutti i contenuti saranno pubblicati sui canali social dei Musei civici di Busto Arsizio:

  • Pagina Facebook “Didattica museale e territoriale Città di Busto Arsizio”
  • profilo Instagram “bustoarsiziomusei”
  • canale Youtube “Musei civici di Busto Arsizio”

Per informazioni: Didattica Museale e Territoriale Città di Busto Arsizio didattica@comune.bustoarsizio.va.it.




Quasi completato restauro della “Fuga in Egitto”, opera di Guttuso al Sacro Monte di Varese

VARESE, 9 aprile 2021-Si avvicina al termine il restauro della ‘Fuga in Egitto’, opera pittorica muraria posta al di fuori della Terza Cappella del Viale del Sacro Monte di Varese e realizzata nel 1983 da Renato Guttuso.

L’intervento, iniziato nel dicembre 2020, si è reso necessario a causa della continua esposizione agli agenti atmosferici. Il restauro conservativo è finalizzato a sanare queste criticità e a garantire un’ottimale conservazione dell’acrilico. L’opera è di proprietà della Parrocchia del Sacro Monte di Varese, come tutto il complesso monumentale del Sacro Monte, seguiti dall’arciprete don Sergio Ghisoni. L’assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, si è recato oggi in visita per constatare di persona l’esito dell’operazione.

ASSESSORE GALLI: SODDISFAZIONE PER UN INTERVENTO NECESSARIO
“Esprimo grande soddisfazione – ha dichiarato l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli – per la realizzazione di un intervento che Regione Lombardia ha sostenuto convintamente e concretamente sin dall’inizio. Il restauro della biblica ‘Fuga in Egitto’ di Renato Guttuso restituisce, non solo a Varese e ai lombardi, l’opera più inattesa, la più celebre e sicuramente la più recente del sito Unesco del Sacro Monte, che vanta una tradizione plurisecolare di arte e devozione”.

RESTAURO FINANZIATO DA REGIONE LOMBARDIA E FONDAZIONE PAOLO VI
Il restauro, diretto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio, Varese guidata dall’architetto Giuseppe Stolfi, è finanziato da Regione Lombardia e da Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte, presieduta da monsignor Giuseppe Vegezzi. La supervisione scientifica è stata affidata alla restauratrice Sonia Segimiro e a Mari Mapelli del segretariato regionale del MiC. Il coordinamento del progetto è stato realizzato in collaborazione con segretariato regionale del MiC guidato da Francesca Furst.

ASSESSORE GALLI: UN’OPERA UNICA CHE MERITA DI ESSERE VALORIZZATA
Ricordando le parole dell’artista, l’assessore Galli ha commentato: “Come disse Guttuso, dopo l’ultimazione del suo affresco epico e intimo al tempo stesso, riportato ora all’originale splendore cromatico che ne esalta la composizione prospettica enfatizzandone l’universale messaggio simbolico, si trattò di ’un’esperienza rara, unica’ per l’artista. Un’opera realizzata dal vivo – in presenza, si direbbe oggi – che nel 1983 attirò un pubblico crescente, benché sempre discreto, che saliva al Monte per vedere il realizzarsi all’aperto del gesto artistico che resta, al pari di una preghiera, l’atto più intimo e autentico di ogni pittore”.

ASSESSORE GALLI: ATTRATTIVITA’, LA VERA SFIDA PER I LUOGHI DI CULTURA
“L’assessorato che ho l’onore di guidare è impegnato sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria a sostenere la ricchissima offerta culturale lombarda – ha concluso l’assessore Galli”. “E continuerà a farlo, soprattutto con l’obiettivo di incentivare gli investimenti per potenziare l’attrattività dei luoghi e degli istituti della cultura. L’attrattività poggia in prima istanza sulla valorizzazione del patrimonio culturale, per preservarne la qualità e incoraggiare nuove visite. Infatti, per molto tempo ancora i frequentatori dei siti culturali lombardi saranno espressione della domanda interna, nell’ambito della quale vanno ridestati la curiosità e il desiderio di riscoprirli. Questa è la vera sfida. Intendo inoltre proseguire senza esitazioni nella politica di valorizzazione di ogni sito Unesco e dei quasi venti riconoscimenti lombardi complessivi, con il deliberato obiettivo di realizzare, attraverso la rete dei siti Unesco in Lombardia, una sorta di carta d’identità culturale, declinata al plurale, della nostra grande Regione”




“Riverbero”, personale di Enrica Borghi a Villa Borromeo d’Adda ad Arcore

VARESE, 22 MARZO 2021-Una bella notizia, nonostante tutto. Venerdì 9 aprile inaugura “Riverbero”, la nuova personale di Enrica Borghi a Villa Borromeo d’Adda ad Arcore (MB).

L’arte contemporanea della Borghi e i suoi nuclei fondamentali di ricerca, il tema ambientalista e la questione femminile, vanno a dialogare con gli spazi storici della Villa dove è inoltre allestita una mostra antologica dedicata a Federico Faruffini, protagonista dell’Ottocento italiano.

La mostra si sposterà poi in un altro luogo meraviglioso, il Castello Reale di Govone in provincia di Cuneo, dove Enrica presenterà nuove opere inedite. La tappa piemontese è confermata dal 26 giugno al 29 agosto 2021.

 




”Andy Warhol: Instantanés”, a Parigi mostra fotografica di istantanee scattate dal padre della pop art

VARESE, 15 marzo 2021-“Guardate la superficie: non c’è niente dietro!”, affermava il padre della pop art Andy Warhol. A Parigi, la Galerie Italienne getta luce sull’importanza del mezzo fotografico nell’opera dell’artista con Andy Warhol: Instantanés, visitabile fino al 10 aprile 2021.

Scattate principalmente tra il 1977 e il 1987, le polaroid e le fotografie in pellicola svelano un lato meno noto e celebrato di Andy Warhol. Una raccolta significativa di questo lavoro è esposta, fino al 10 aprile, presso la Galerie Italienne, nel cuore di Parigi. Con accessi contingentati e visita su prenotazione, le gallerie coprono in parte il vuoto lasciato dalla chiusura dei musei, che in Francia si protrae ininterrottamente dallo scorso mese di novembre. Questi spazi privati vengono così (ri)scoperti anche da chi, prima d’ora, non le considerava luoghi culturali in cui passeggiare fra opere d’arte il sabato pomeriggio.

Andy Warhol: Instantanés rappresenta la più grande esposizione di fotografie di Andy Warhol mai ospitata da uno spazio privato in Francia. Lo scopo, fare luce su un côté meno celebrato di uno degli artisti più influenti del XX° secolo. Allo stesso modo di una macchina, come egli stesso si definiva, Warhol registrava tutto ciò che gli scorreva davanti agli occhi. Per farlo, si serviva di telecamera, registratore a nastro, e ogni sorta di macchina fotografica. Tra tutte, la polaroid s’impose per immediatezza e praticità: si scatta e il secondo successivo si stampa, dando vita a piccole immagini dai bianchi lattiginosi, dai neri profondi e dall’incarnato dolce.

La mostra si focalizza sugli ultimi dieci anni di vita dell’artista, tra il 1977 e il 1987: Warhol, munito di una Minox 35 mm compatta, fotografa prima se stesso e poi gli altri, inseguendo l’idea che nulla si nasconda sotto la superficie. Nella prima sala, le istantanee si stagliano sul muro bianco attraversato da una linea rosa pastello che richiama le righe di colore del marchio Polaroid. Si tratta per lo più degli autoritratti, in cui la fotografia assume il ruolo di autoanalisi del qui e ora: Warhol si presenta all’obiettivo così com’è (o come appare), lo sguardo che penetra l’obiettivo ad incidere la propria immagine presente, momento irripetibile di un essere umano per sua natura in costante evoluzione.

Seguono una serie di “beautiful people” immortalati su polaroid o pellicola in bianco e nero: da Grace Jones a Liza Minelli, da Debby Harry a Helmut Newton. Warhol getta luce su un’epoca in cui, a un passo dell’esplosione dell’epidemia da HIV, imprudenza e la spensieratezza regnano sovrane. Ma non è questo il sentimento trasmesso a chi le osserva: un velo di malinconia sembra infatti preannunciare la tragica fine che faranno molti di loro, da Jean-Michel Basquiat, che morirà di overdose nel ’88, a Keith Haring che lo seguirà, due anni dopo, stroncato dall’AIDS. Puntellano poi l’esposizione alcune nature morte su polaroid, dalle banane alle scarpe femminili gettate su una superficie bianca, versione moderna della vanitas. O ancora, le opere ottenute dall’unione, tramite ago e filo, di quattro stampe di una medesima fotografia: come fotogrammi bloccati della bobina di un film, scolpiscono nel tempo una vita come tante altre, eppure unica. (da artlife.com)

 




Un Museo delle Belle Arti all’ex area Isotta Fraschini di Saronno: la proposta di Livia Pomodoro

SARONNO, 3 marzo 2021-Quando più di un anno fa, durante l’incontro con i Giovani della città – organizzato dall’Associazione politico culturale Obiettivo Saronno nella Sala Nevera – ragionavamo sull’idea di un Campus universitario a Saronno e sulla possibilità di ampliare la nostra visione per una cultura alla portata di tutti e improntata sull’arte, fummo etichettati come i soliti sognatori.

Eravamo ancora all’oscuro del grande progetto che l’ingegner Giuseppe Gorla, in collaborazione con l’avvocato Angelo Proserpio, stavano finalizzando proprio nello stesso periodo per l’immensa area dismessa ex Isotta Fraschini: la serata con i Giovani ci diede la possibilità di condividere i nostri pensieri per lo sviluppo della nostra città con loro e, di lì a poco, con i nuovi proprietari dell’ex Isotta. Al primo incontro capimmo che, bensì su piani diversi, stavamo ragionando sulla stessa idea, e ci innamorammo immediatamente del progetto principalmente orientato all’innovativa rinascita di Saronno; in perfetta consonanza di idee sposammo la causa a tal punto da inserirne la sua realizzazione come primo punto del nostro programma elettorale in pillole.
Sabato scorso, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2020-2021 dell’Accademia di Belle Arti di Brera, la Presidente Livia Pomodoro ha annunciato di aver accolto, con grande entusiasmo, la proposta di realizzare un museo innovativo come previsto all’interno del masterplan dell’area ex Isotta Fraschini.

Questa notizia ci rende felici ed entusiasti perché è il primo segnale che i sogni possono diventare realtà: avere nella Città dell’amaretto un museo con arte contemporanea, laboratori e didattica è la rappresentazione concreta dell’idea che Obiettivo Saronno ha della città. Il significato di questo importate progetto è stato ben espresso dal nostro sindaco Augusto Airoldi: “Vuol dire studenti da tutto il mondo, vuol dire docenti da tutto il mondo, vuol dire cultura di alto livello, possibilità di studio e di lavoro per i nostri figli e nipoti”.
Abbiamo il compito di concentrare le nostre energie sullo sviluppo di Saronno affinché diventi un polo artistico di riferimento non solo per il territorio saronnese, non tanto per il varesotto ma puntando lo sguardo verso la grande Città Metropolitana di Milano che consideriamo il faro da cui prendere l’ispirazione.
Chi ci aveva bollato come utopici sognatori poteva aver ragione, ma non in questa occasione: qualcuno diceva “se puoi sognarlo puoi farlo” e con questa nuova opportunità il paese Saronno avrà l’occasione per rinascere e trasformarsi in una città viva, giovane, coraggiosa e modello per lo sviluppo del territorio.