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‘La sola colpa di essere nati’ di Liliana Segre e Gherardo Colombo, ora anche in formato audiolibro

VARESE, 31 ottobre 2022 – Finalmente disponibile in questi giorni sulle piattaforme Apple e Audible la versione audiolibro, targata Audiolibri Salani, del bestseller La sola colpa di essere nati di Liliana Segre e Gherardo Colombo, edito da Garzanti.

Liliana Segre e Gherardo Colombo danno voce alla versione audiolibro di La sola colpa di essere nati, un testo in cui la senatrice a vita e l’ex magistrato ripercorrono la più terribile delle tragedie del nostro tempo, sottolineando la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle discriminazioni, per fare in modo che le pagine più oscure della storia non si ripetano mai più. Si tratta del primo audiolibro letto dalla Liliana Segre.

I due autori hanno deciso di devolvere in beneficenza, rispettivamente alla onlus ResQ e a Opera San Francesco per i Poveri, i proventi dei loro diritti d’autore.

Liliana Segre ha compiuto da poco otto anni quando, nel 1938, con l’emanazione delle leggi razziali, le viene impedito di tornare in classe: alunni e insegnanti di «razza ebraica» sono espulsi dalle scuole statali, e di lì a poco gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, non possono sposare «ariani», possedere aziende, scrivere sui giornali e subiscono molte altre odiose limitazioni. È l’inizio della più terribile delle tragedie che culminerà nei campi di sterminio e nelle camere a gas. In questo dialogo, Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più.




Intervista a Luca Telese autore del libro dedicato agli uomini della scorta di Enrico Berlinguer: ”Storie inedite e di grande passione politica”

VARESE, 25 ottobre 2022-di GIANNI BERALDO

Un libro bellissimo, emozionante, commovente, quello scritto recentemente dal noto giornalista, scrittore e autore televisivo Luca Telese, intitolato ‘La scorta di Enrico. Berlinguer e i suoi uomini: una storia di popolo’ (Solferino Editore).

Libro dove si raccontano storie personali degli uomini della scorta di Enrico Berlinguer, leader del PCI morto l’11 giugno del 1984 colpito da ictus dopo un comizio a Padova. Storie di uomini, di passioni politiche, di fedeltá al partito e a chi lo rappresentava. Protagonisti che prendono il nome di Alberto Menichelli, Lauro Righi, Dante Franceschini, Pietro Alessandrelli, Torquato ‘Otto’ Grassi, Alberto Marani e Roberto Bertuzzi.

Ma emerge pure una grande affresco riferito al rispetto e fedeltá a un leader di partito, a un grande uomo e politico colto e raffintao,  fedele fino all’ultimo ai princípi fondativi della Costituzione. Storie raccontate da Telese con rara maestria letteraria dove i ricordi e le emozioni di un momento, vengono immortalate nelle pagine del libro grazie a una narrazione vivace e densa di significati riportandoci a un recente passato, forse per qualcuno un pó sbiadito, ma che invece serve ancora oggi (forse soprattutto oggi…) da monito, ricordando che la politica e chi la rappresenta dovrebbe essere esercitata in funzione alle esigenze e interesse della persone, dei cittadini, insomma del Paese e non viceversa. Per saperne di piú abbiamo intervistato lo stesso Telese.

Quella narrata in questo libro è davvero una storia incredibile, dove nasce l’idea?

Conoscendo qualcuno di loro avevo intuito la potenzialità di questo racconto. Loro però erano persone molto riservate, parlo soprattutto di Menichelli e Romani. Poi ci fu la fine del Pci con passaggio a Ds e Pds , che loro consideravano come vincolo di riservatezza necessario.

Forse reticenza nel raccontare dovuta anche all’importante figura storica e politica di Berlinguer.

E’ cosí. Per convincerli contattai Bianca Berlinguer (nota giornalista RAI figlia di Enrico, ndr) chiedendogli cosa ne pensasse dell’idea di raccontare quegli anni e quelle storie. Lei mi disse che oramai suo padre fa parte della storia e come tale non si parlerebbe più della sola persona ma di eventi storici.

E quello fu lo sdoganamento per dare il via al progetto immagino.

Certo. Finalmente ho iniziato a fare delle interviste e l’affresco che ne usciva era ancora più potente di quello che si poteva immaginare e che loro stessi immaginavano. Tra l’altro l’uno degli altri non conoscevano tutti i dettagli perché erano stati pudìchi anche tra loro. Era una loro procedura quella di non rivelare il loro privato più intimo.

Una segretezza fuori dal comune.

Una segretezza professionale, quasi cospirativa. Poi i modenesi più che riservati sono blindati. In quelli più anziani della scorta con un passato da partigiano, vi era un segretezza dovuta proprio al ruolo. Addirittura partiti per Roma senza dire nulla ai genitori.

Retaggi appunto dello loro esperienze come partigiani?

Esatto. Vi è un passaggio del libro dove Otto, l’ultimo sopravvissuto dei modenesi, sottolinea come la resistenza nel modenese aveva un carattere particolare. Infatti mentre quella bolognese aveva l’Appennino dove nascondersi adattando tattica e strategia, nel modenese ti potevi nascondere solo se qualcuno ti nascondeva, per questo le torture o cippi che mi ha portato a vedere sono curai come sacrari rurali, che le famiglie puliscono accuratamente e se li contendono come fosse un’adozione a distanza. Ossia tu devi pulire il cippo della persona affidata nel ricordo della stessa torturata dalla Gestapo per sapere dov’erano i partigiani. Insomma lì la segretezza era proprio costitutiva.

La loro missione era vivere e convivere con Enrico Berlinguer seguendolo ovunque: ma quali erano i rapporti con gli altri importanti dirigenti del Pci?

Enrico Berlinguer con la scorta

Tutti loro non erano una milizia privata e avevano già lavorato con altri dirigenti del Pci. Ad esempio Alberto era stato l’autista di Terracini e Dante l’autista di Di Vittorio. Nello stesso tempo Bertuzzi aveva fatto l’autista di Napolitano con il quale spesso litigava, motivo per il quale a un certo punto aveva chiesto di essere destinato ad altro incarico. Ma fu lo stesso Napolitano a volerlo tenere. In realtà non erano dei veri autisti ma dei quadri politici a tutti gli effetti. Diciamo che vi era un clima non servile con persone di pari dignità.

In questo libro sono descritti degli episodi pazzeschi. Ad esempio la trasformazione della sede storica del Pci in via Botteghe Oscure ( ora sede di un noto Istituto Bancario) in un vero e proprio fortino con deposito d’armi, vie di fuga segrete e altro ancora che tu nel libro descrivi molto bene.

Storie che non conosceva nessuno e che solo loro hanno voluto raccontare oggi. Penso ancora a Bertuzzi picchiato dagli Autonomi che volevano assaltare la sede. A quel punto scattarono tutti i meccanismi di difesa. Come l’idea fantastica di adottare il sistema degli scudi umani composto soprattutto da operai chiamati a raccolta a difesa dei vari accessi. Ho calcolato che per difendere tutti gli ingressi siano serviti almeno 300 persone, tutti volontari, sacrificando magari il loro unico giorno di riposo. Tabacci mi ha confidato che in quelle lunghe giornate a difesa della sede ci si divertiva, si dialogava di tutto e nascevano pure degli amori.

D’altronde per gli uomini della scorta era un sorta di convivenza, una vita vissuta insieme e spesso lontani dalle famiglie anche per molti giorni.

Questo è l’elemento anomalo. Gli anni di piombo indussero loro a una convivenza forzata trascorrendo più tempo con Berlinguer che con le loro famiglie anche a costo di sacrifici. I bambini piccoli erano gelosi dicendo che passavano più tempo con la figlia di Berlinguer che con loro.

Famiglie che alla fine sono diventate una sorta di grande comune…

Sono diventati amici. Hanno ancora la chat denominata ‘Fratellastri’ perché c’era questo elemento di parentela acquisita che diventava un elemento di unione. Nessun altro poteva capire quello stile di vita, quelle scelte. Laura Menichelli racconta che lei a scuola non diceva mai io vero lavoro di suo padre inventandosi che lavorava come impiegato, “impiegato dove, in quale ufficio?” ribadiva incuriosita la maestra e lei rispondeva “impiegato e basta” mettendosi a piangere. Poi la madre alla maestra gli rivelò il vero impiego del marito.

Un libro, una storia, dalla quale ovviamente emerge l’importante figura di Enrico Berlinguer e alcuni aspetti umani sconosciuti. Rimane il fatto che i veri protagonisti della storia rimangono gli uomini della sua scorta.

E’ vero, però senza Berlinguer non si capirebbero questi uomini con le loro storie. Berlinguer era il prodotto di quella storia e ciò che metteva sullo stesso piano Dante, Alberto, Roberto e Berlinguer era la loro scelta di vita e questo alla fine li rendeva fratelli. Poi gli anni di piombo li resero compagni obbligati. Il Natale trascorso alle Frattocchie per motivi di sicurezza con Berlinguer che disse “ambo” durante una partita a tombola tra le ovazioni dei presenti, questo ruppe il ghiaccio rendendo il tutto più semplice. Quella era una condizione particolare che non si potrà ripetere. Condizione che crea anche un legame molto forte che sopravvive alla morte.

Condizione che ha inciso anche a livello familiare dei protagonisti.

Certo. Quando Menichelli dalla sua casa di periferia per due anni va a prendere Laura tutti i giorni per portarla a scuola e riprenderla all’uscita, sulla base del ragionamento “adesso che tuo padre non c’è più lo devo fare io”, questo dice molto del forte legame che si era instaurato anche tra loro oltre a essere un aspetto commovente della storia.

Commovente come il capitolo che riguarda la morte di Berlinguer, con loro che si sentono smarriti e impotenti per non essere riusciti a salvarlo.

Esatto. Perchè tu hai difeso Berlinguer da tutte le minacce, ti sei inventato qualunque cosa per garantire la sua sicurezza come adottare percorsi alternativi, turni cambiati, tre auto per tre percorsi alternativi cercando di spiazzare le Brigate Rosse ecc… poi è finita così.

Accorgimenti adottati, tra l’altro, in quanto i pericoli erano reali e la vita di Berlinguer era a rischio tutti i giorni

Basti pensare a quel rapporto rinvenuto nel covo delle BR di via Monte Nevoso, che diceva:

“Berlinguer è passato ma non si è fermato”. Si riferivano a quell’episodio riportato nel libro quando vicino a una latteria, dove Berlinguer solitamente acquistava del latte, la scorta vide uno scavo anomalo così come una transenna di fronte alla latteria. La scorta in auto si chiese come mai non vi fosse nessun strumento di lavoro, a quel punto decidono di non fermarsi e questo probabilmente salva la vita a Berlinguer.

Nella prefazione evidenzi come la loro “éuna storia di vite di uomini che simbolicamente raccontano un partito, una stagione ideale, la lotta per un’utopia democratica”. Mi pare che, soprattutto oggi, questa utopia democratica sia rimasta tale.

Penso che questo libro dimostri come quella sia stata un’altra cultura, un’altra storia ma anche un altro secolo. Però in questa storia incredibilmente Berlinguer chiude da vincente . Lui che è sempre stato narrato come un leader triste, perdente, in crisi, privo di una strategia, ecco al culmine di questo racconto attraverso gli anni dal 1980 al 1984 lui, addirittura da morto essendo ancora nelle liste elettorali perché non si poteva essere cancellati, vince sorpassando la Democrazia Cristiana.

Quale tra questi uomini della scorta, tra questi protagonisti della storia, ti ha colpito maggiormente? Forse Menichelli?

Menichelli era il capo scorta e la persona più nota tra gli addetti ai lavori. Però è vero che tutti gli altri hanno rivelato una loro particolarità. Per esempio abbiamo trovato delle sue pagine raccontate in maniera autografa dove lui raccontava la sua esperienza nella resistenza che pare veramente un film. Così come la partenza pera la campagna d’Africa dove racconta degli aneddoti tipo “ se ti arriva la sahariana stai partendo per l’Africa, se ti arriva il cappotto di veltro stai partendo per la Russia”. Tra l’altro quella inversione dei ruoli dove il vecchio dice al novizio “In Russia staremo dietro ai tedeschi e sarà una passeggiata”, invece fu una catastrofe. Sembra il film di Comencini ‘Tutti a casa’ dove racconta la storia drammatica della resa, dell’armistizio. di Badoglio ecc… Insomma il sovrapporsi di tutte queste vite raccontano fondamentalmente la storia d’Italia. E questo mi piaceva molto.

Interessante e curioso anche il primo e unico l’incontro tra gli uomini della scorta di Berlinguer con quelli della scorta dell’allora leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Un evento che pareva impossibile potesse accadere che aiuta a capire quegli anni, quei momenti e certe tensioni politiche.

Questo è un episodio che mi è piaciuto molto. In effetti tutti loro erano depositari di segreti sconosciuti persino a dirigenti di prima fila del partito. Napolitano ad esempio non sapeva di quell’incontro segreto con Moro, loro ovviamente sì.

Quanto tempo hai impiego a raccogliere tutte le testimonianze?

Tantissimo. E’ stata una cosa per gradi partendo prima da Menichelli viaggiando con lui durante la presentazione del suo libro. In quei viaggi iniziò a raccontarmi episodi riguardanti la sua vita e parte degli altri uomini della scorta. Storie e uomini che ovviamente non conoscevo. Poi Roberto mi ha raccontato storie dei più giovani alla fine è nata l’idea di raccogliere in un libro tutte queste testimonianze. La prima cosa fu una cena quando li vidi tutti insieme per la prima volta, anche i non romani. In quel momento ebbi l’intuizione, grazie a un aneddoto di Lauro sulla Resistenza, lui il più taciturno che raccontava storie del suo passato. Capii che ognuno di loro aveva un tesoro da raccontare e così provai a mettere insieme tutte le storie.

Hai visitato parecchio le zone dove i protagonisti del libro hanno vissuto: trovi che esistano ancora i comunisti, come quelli di allora intendo?

Esistono ancora dei comunisti, come gli ebrei erano erranti dopo la diaspora. Magari non votano più oppure sono attivi nell’ambito del sociale. Ad esempio viaggiando per questo libro, a Genzano ho conosciuto un comunista ottantenne che era uno dei figli raccontati nella storia di Viola Ardone nel libro ‘Il treno dei bambini’, ossia famiglie emiliano-romagnole di comunisti che accoglievano degli orfani o ragazzi poveri provenienti dal Sud. Personaggio che con perfetta lucidità mi ha raccontato che ora capo dei volontari dell’Avis. Quindi avendo quella vocazione sociale molti si sono impegnati anche al di fuori dalla politica.

Cosa direbbe Berlinguer dell’attuale situazione politica italiana?

Sicuramente rimarrebbe sconcertato. Lui che era un uomo della scelta di vita, vedere persone che passano da un partito all’altro, non avrebbe accettato che  il senso dello Stato venisse meno. Se vogliamo fu profetica quella sua intervista sulla questione morale, quella fine dei grandi ideali nati dalla storia repubblicana, tra l’altro non solo dei comunisti ma anche di tutti gli altri partiti, che allora non fu capita. Lui amava la politica delle passioni, delle grandi battaglie. Oggi tutto questo è svanito per dare spazio all’opportunismo e il calcolo della politichetta.

direttore@varese7press.it




Cinquant’anni di foto musicali iconiche nel libro del fotografo Renzo Chiesa

VARESE, 21 ottobre 2022-Uscirà il prossimo 15 novembre il libro ‘Cinquanta. 50 anni di ritratti della mia musica’ (Volo Libero edizioni) del fotografo Renzo Chiesa.

In questo volume troverete le fotografie di oltre 200 tra artisti e gruppi italiani e internazionali: da Joan Baez ai Rolling Stones, da Celentano a Cristicchi, passando per Ornella Vanoni. C’è una parte speciale dedicata al Concerto in onore di Demetrio Stratos e non possono mancare le sue iconiche foto di Dalla, Gaber, Jannacci e Paolo Conte.

Molti artisti hanno contribuito, con didascalie a volte spiritose, a commento della loro foto. Come dice l’autore: “Questo è un libro soggettivo  e non enciclopedico. Ci sono i musicisti che mi hanno emozionato. Molte anche le mancanze, purtroppo, ma non sempre per colpa mia.” Si celebra la fotografia con uno dei più importanti fotografi italiani che ama ed esalta la musica con le sue ricercate immagini.




Recensioni libri: La storia d’amore di Paolo e Francesca è il nuovo romanzo di Matteo Strukul

VARESE, 21 ottobre 2022- In uscita il nuovo romanzo di Matteo Strukul intitolato ‘Paolo e Francesca’ (Nord Sud Edizioni).

Fra le torri e i castelli dell’Italia medievale si consuma una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, quella fra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Francesca ama i libri e le avventure di maghi e cavalieri, sogna un Lancillotto che le faccia battere il cuore.

Nel suo destino, però, c’è un matrimonio combinato con il rozzo Giovanni Malatesta, guerriero spietato e conquistatore sanguinario. La sua sorte sembra già scritta, almeno fino a che Francesca non incontra Paolo, il fratello di Giovanni venuto a sposarla per procura. Nell’attimo in cui si scambiano il primo sguardo, i due cognati sono già perduti, condannati a bruciare di un sentimento impossibile da vivere a pieno eppure troppo doloroso da reprimere. La loro passione, resa immortale da Dante Alighieri nel canto V dell’Inferno, rivive fra le pagine di questo romanzo insieme allo splendore dell’Italia del tempo, con le sue corti e i tornei, gli intrighi e gli inseguimenti. Paolo e Francesca è il grande affresco di un amore tormentato in cui mito e storia si intrecciano; una ricostruzione avvincente e al tempo stesso rigorosa di un’epoca che non smette mai di affascinarci.




Recensioni libri: ‘Le coincidenze inevitabili’ di Paul Guimard (L’Orma editore)

VARESE, 17 maggio 2022-Giovedì 19 maggio esce infatti Le coincidenze inevitabili (L’Orma editore), il secondo titolo di Paul Guimard, un autore che tanti hanno già apprezzato per Le cose della vita. Ambientato a metà anni Settanta, racconta la storia di Simon Nédellec, consigliere personale del presidente Pompidou, in missione a Tahiti assieme alla moglie Isabelle. Durante questo soggiorno, apparentemente tranquillo, a Parigi viene trovata morta nel suo letto, nuda, l’attrice di origine russa Karine Velle. Nessun segno di violenza sul corpo, sul comodino un tubetto di sonniferi vuoto.

La polizia inizia a indagare. Guimard affonda la penna nelle pieghe dei caratteri di tutti i personaggi coinvolti nel caso, mostrando il garbuglio sempre più fitto che lega le reciproche relazioni. Come in un’ideale aula di tribunale, in ogni capitolo viene esposta in prima persona la versione di ciascuno, e il romanzo va così a comporsi in un prisma di testimonianze intorno a una presenza enigmatica e magnetica: quella della vittima.

2022, pp. 168, € 18,00



Fiorenza Sarzanini ospite al salone Estense di Varese a presentare il suo ultimo libro

VARESE, 17 maggio 2022-La nota giornalista ( tra le firme di punta del Corriere della Sera) e scrittrice Fiorenza Sarzanini giovedì 19 maggio (dalle ore 17), presenterà  al Salone Estense di Varese il suo ultimo libro intitolato ‘Affamati d’amore’ edito da Solferino. Incontro organizzato dalla libreria Ubik in collaborazione con l’assessorato alla Cultura.

TRAMA

La perfezione non esiste, ma la ricerca della perfezione sì e può diventare una condanna. Ti guardi ma non vedi davvero com’è il tuo corpo. Vuoi cambiarlo per far capire agli altri quello che non riesci a dire: sto male. E alla fine il corpo parla, dice quello che la mente non vuole ammettere: ho bisogno di aiuto. «Io so come ci si sente. A me è successo quando avevo ventitré anni.» Fiorenza Sarzanini, fir­ma di punta del giornalismo italiano, racconta in queste pagine l’anoressia che ha vissuto, come si è curata, come è riuscita a uscirne. E perché ha deciso di impegnarsi in prima per­sona perché questo male così insidioso sia trattato come una vera emergenza.

Cosa succede a tante ragazze e tanti ragazzi di oggi? Perché durante la pandemia migliaia di bambini e adolescenti hanno sviluppato disturbi alimentari, e gli atti di autolesioni­smo e i tentativi di suicidio sono aumentati? Quanto contano la disinformazione in rete e il confronto sui social? I malati in Italia sono oltre tre milioni, perlopiù giovani e giovanis­simi. L’autrice ne ha parlato in un podcast di successo, Specchio, prodotto da Chora Media, e ha deciso ora di scrivere un libro per illuminare la strada che porta ad uscire dall’anoressia. Ha ascoltato le confessioni dei più giovani e ne racconta i pensieri e le storie, i demoni e la fame d’amore, le cadute vertiginose e la fatica di rinascere. Ha parlato con i medici che ogni giorno affrontano questa epidemia per cui non c’è vaccino. Ha raccolto lo sfogo dei genitori, il loro senso di colpa, la disperazio­ne di chi vede i propri figli distruggersi senza riuscire ad aiutarli. Il risultato è un’inchiesta, narrata con sensibilità e passione, che fa luce su una malattia del nostro tempo e accende una speranza. Perché il percorso è faticoso, ma se accetti il sostegno di chi conosce que­sto male e di chi ti è vicino puoi salvarti. Se ti fai aiutare riesci a guarire.




Recensioni Libri: ‘Capire l’Eurovision- Tra musica e geopolitica’ di Giacomo Natali (Volo Libero edizioni)

VARESE, 6 maggio 2022-Interessante la recente pubblicazione del libro ‘Capire l’Eurovision- Tra musica e geopolitica’ scritto da Giacomo Natali (Volo Libero eidizioni).

Con oltre duecento milioni di appassionati che lo seguono ogni anno, l’Eurovision Song Contest è la più grande manifestazione musicale al mondo.

Ma la manifestazione va anche oltre la musica. Ecco allora artisti che raggiungono il palco schivando i colpi dei cecchini che assediano Sarajevo, grandi cantautori sostituiti perché volevano usare lingue proibite, famose band costrette a ritirarsi per dichiarazioni politiche, gli Abba e Serge Gainsbourg, Céline Dion e Conchita Wurst, canzoni censurate, sfide musicali tra paesi in guerra tra loro e le influenze delle reciproche alleanze.

L’Eurovision rappresenta anche un’occasione unica per comprendere l’Europa, le sue radici e le sue tensioni. Qui tutto ciò è raccontate fino al folgorante successo dei Måneskin.

Se siete pronti a questo viaggio nell’Eurovision, sappiate però che non se ne torna più indietro: condannati per sempre, una sera all’anno, a mettere da parte i vostri preconcetti per godervi i collegamenti in diretta e le interminabili sessioni di voto di una cinquantina di Paesi, come fossero una cosa importante. Perché, per allora, sarete convinti che lo siano davvero.

Giacomo Natali è autore e analista di comunicazione e geopolitica. Si occupa in particolare degli aspetti culturali e simbolici dei conflitti internazionali.  Collabora, tra gli altri, con l’Istituto Treccani e l’Università degli Studi di Ferrara. Avendo anche una seria preparazione musicale, ogni anno mette alla prova questa duplice competenza, cercando di prevedere i risultati dell’Eurovision. Con risultati alterni.




‘Condominio Addio!’, esce oggi il nuovo romanzo di Enrica Bonaccorti

VARESE, 28 aprile 2022-Dopo il successo de Il Condominioarriva in libreria CONDOMINIO, ADDIO!, il nuovo romanzo di ENRICA BONACCORTI in uscita oggi, giovedì 28 aprile, per Baldini+Castoldi (euro 17,00 – pagine 160).

 Enrica Bonaccorti firma un nuovo romanzo ironico, imprevedibile, al tempo stesso leggero e drammatico, una lettura sorprendente in cui ritroviamo nuovamente Cico, l’originale protagonista del precedente romanzo di EnricaIl condominio (2019, Baldini+Castoldi). In Condominio, addio!, un romanzo delizioso e imprevedibile, tra attacchi di “fantasticheria”, incontri dettati dal destino e scoperte disarmanti, l’imperturbabile Cico, misantropo dal cuore d’oro, sembra ora disposto a cambiare non solo l’indirizzo di casa.  

 Questo il commento di Enrica Bonaccorti: «Io mi sono divertita tanto a scriverlo questo libro, spero anche voi a leggermi! Se conoscete già Cico sapete che con tutto il suo cinismo, è un portatore sano di allegria. E quanto ce n’è bisogno, in questi e in tutti i tempi! Buona lettura e buon divertimento, vi assicuro che siete in buona compagnia!»

Questo il commento di Elisabetta Sgarbi, fondatrice e Direttrice Generale ed Editoriale de La nave di Teseo e Presidente e Direttrice Generale di Baldini+Castoldi«Enrica Bonaccorti sta costruendo un piccolo grande mondo, popolato di personaggi che, romanzo dopo romanzo, stanno uscendo dalle pagine per entrare nell’immaginario dei suoi lettori. E sono felice di accompagnarla in questo viaggio nell’invenzione narrativa».

Enrica Bonaccorti (Savona, 18 novembre 1949), gran signora della tv italiana e conduttrice radiofonica di enorme successo, ha sempre frequentato la scrittura: paroliera di canzoni indimenticabili – “La lontananza”, “Amara terra mia” –, giornalista su varie testate come «Sette», «Corriere della Sera», ha curato la rubrica d’opinione «Il Francobollo» finché non è approdata alla narrativa con La pecora rossa e L’uomo immobile, inserito dal Ministero della Salute fra i testi che hanno «più correttamente divulgato una sindrome clinica». Nel 2019 ha pubblicato per Baldini+Castoldi Il condominio, primo capitolo delle avventure di Cico. Le sono stati assegnati la Maschera d’argento per la radio, tre Telegatti per la televisione e, per la sua attività giornalistica, il Flaiano, il Penne pulite e il Guidarello.




Recensioni libri: ‘La magia del bucato’ di Patric Richardson (Vallardi editore). Il libro che la tua tintoria non vuole farti leggere

VARESE, 1 aprile 2022-Il bucato: che noia! Eppure lavare ogni capo nel modo giusto significa imparare a fare attenzione alle nostre cose, al nostro tempo e al nostro ambiente. Non si tratta solo di separare i bianchi dai colorati e scegliere il programma: cambiare il rapporto che abbiamo con la lavatrice è il primo passo per fare ordine e pulizia anche dentro di noi, scoprendo che prendersi cura dei propri capi è un atto d’amore. Patric Richardson, noto come l’Evangelista del Bucato, con infinita passione e competenza ci svela trucchi, segreti e consigli per un lavaggio più veloce, economico, ecologico. Tutto questo e molto altro lo si trova nel libro ‘La magia del bucato’  di Patric Richardson e Karin Miller (Vallardi editore).

Un vademecum importante del tipo: 

– Guida a tutti i tessuti (anche quelli che non sapevamo esistessero)
– Etichette mendaci e miti da sfatare (mai fidarsi di ‘lavare solo a secco’)
– Come togliere qualsiasi macchia da qualsiasi tessuto
– Lavare in modo sostenibile
– Ordinare i vestiti in maniera funzionale per evitare brutte sorprese e fastidiosi animaletti
– Cure speciali per capi speciali (o anche: se decidiamo di lavare il vestito da sposa)

Fare meglio il bucato può cambiarti la vita e salvarti il portafoglio

La stragrande maggioranza di noi, quando compra un capo di abbigliamento, non fa caso alle istruzioni per il lavaggio. Per poi magari scoprire che quei bellissimi pantaloni bianchi che si sporcano solo a guardarli vanno lavati in tintoria, con un costo che, a fine estate, supera quello di acquisto; o che deve lasciare nell’armadio la giacca vintage della nonna per paura di spendere un capitale in lavaggio a secco. Ora finalmente c’è una soluzione: Patric Richardson, appassionato fin da piccolo alla cura di capi e tessuti, ha fatto della sua passione una professione. Con il suo metodo ci dimostra che praticamente tutto può essere lavato in lavatrice – dai completi da uomo ai golf in cachemire fino ai tappeti –, che non esistono macchie impossibili, che c’è un uso corretto di detersivi e altre sostanze per restituire ai tessuti il loro naturale splendore e che è persino possibile riportare alle condizioni originali maglioni infeltriti da un lavaggio sbagliato! Colui che è noto come l’Evangelista del Bucato trasformerà le nostre vite: scopriremo che prenderci cura dei nostri capi ci fa risparmiare, contribuisce a salvaguardare il pianeta, ma soprattutto che è un atto di amore nei confronti di noi stessi.

GLI AUTORI

Patric Richardson, originario del Kentucky e residente in Minnesota, è un professionista nel settore della moda e grande esperto di tessuti. Titolare della boutique «Mona Williams», conduce i suoi mitici Laundry Camp, incontri in cui insegna i segreti di un bucato perfetto. I suoi suggerimenti per un lavaggio senza sprechi sono stati recensiti da testate prestigiose come The Washington Post e The Wall Street Journal. Grazie al successo del suo metodo Patric è oggi il protagonista di un fortunato programma televisivo sui segreti del bucato.

Karin B. Miller coautrice di La magia del bucato, è poetessa, editor e scrittrice pluripremiata. È nota per aver curato la pubblicazione di due importanti antologie di poesia americana. Vive a Minneapolis con la sua famiglia.




Recensioni libri: ‘La vita estranea’ di Mario Balsamo (Morellini editore)

VARESE, 23 febbraio 2022-In una suggestiva ambientazione triestina, il continuo confronto con la morte dell’erede di Houdini, dalla perenne sfida all’accettazione. Questo il tema centrale di ‘La vita estranea’ nuovo romanzo di Mario Balsamo per Morellini editore

Quali sono i segreti dell’Aldilà? Nessuno meglio di Leo, emulo di Houdini, può conoscerli, perché nell’Aldilà vi è appena finito. Certo, le sue rivelazioni, ironiche e bislacche, sono strettamente personali.
Come strettamente personale è la storia del sé in vita, che dell’Aldilà negava l’esistenza, come della morte, del resto.
Famoso e osannato in tutto il mondo, Leo, ad un certo punto della sua carriera, incappa in un incidente di percorso: prima professionale, poi umano. Da che si credeva immortale, si rende conto di avere ancora poco da vivere. Dopo un primo momento di disperazione, Leo sospende i suoi numeri di escapologia e cerca di ridefinire la sua esistenza, completamente stravolta dalle circostanze.
Per una serie di casualità incontra sulla sua strada Irene, una terapeuta che usa l’ipnosi per curare. Con lei, dotata anche di poteri sciamanici, Leo comincia un viaggio per prendere consapevolezza e dialogare con la propria morte. Riuscirà in questo modo a sgusciarle da sotto le dita?
Oppure parlarle gli consentirà di vivere gli ultimi istanti in maniera più autentica?

Con questo romanzo, il regista e documentarista Mario Balsamo completa una personale “trilogia dell’elaborazione”, un percorso che lo ha portato, a partire dalla sua esperienza di malattia a volere affrontare il tema della rimozione nella nostra società della Grande Mietitrice. E così, oltre a La vita estranea, con il film Noi non siamo come James Bond, e il documentario in lavorazione In ultimo, Balsamo porta la sua testimonianza su malattia e fine vita, su suicidio assistito e hospice. Ma lo fa con estrema leggerezza, così come gli riconosce Paolo Di Paolo: «Un lavoro sincero, impudico, spiazzante. Un modo curioso, giocoso e insieme serissimo di meditare sulla morte»