La denuncia di Brugnone (Italia Viva): ”Che fine ha fatto il progetto riutilizzo bene confiscato alla mafia a Busto Arsizio?”

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BUSTO ARSIZIO, 3 novembre 2019-“Che fine ha fatto il progetto per il riutilizzo del bene confiscato alla mafia in via Quintino Sella?“.

A porsi questa domanda e a porla all’Amministrazione e il Consigliere comunale di Italia Viva Massimo Brugnone, da sempre attento alle tematiche della legalità e della lotta alle mafie. “Fin dal primo giorno di Consiglio comunale, nel 2016, ho chiesto attenzione al Sindaco e alla giunta sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Abbiamo lavorato per fare in modo che Busto Arsizio non stesse ferma a guardare, ma desse un proprio forte segnale nei confronti di chi con metodi mafiosi opera sul nostro territorio. Finalmente quasi due anni fa è stato emesso un bando che ha portato all’affidamento del bene a una cooperativa che avrebbe dovuto utilizzarlo per il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, ex detenuti o in condizioni di disagio economico sociale. Un buon progetto, ma rimasto tutto sulla carta. Quello che infatti oggi scopriamo spulciando l’Albo pretorio è che lo scorso giugno è decaduta la concessione di utilizzo gratuito degli immobili ed è venuta meno la convezione con la Cooperativa. Una mossa fatta in silenzio e che per questo fa oggi ancora più rumore – aggiunge Brugnone che nell’interrogazione che dovrà avere risposta in Consiglio comunale chiede di conoscere gli esatti motivi di questa decadenza e se Sindaco e Giunta abbiano intenzione di emettere un nuovo bando per l’affidamento del bene. “Sempre che nel frattempo, causa inefficienza, non sia ritornato in mano all’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, conclude Massimo Brugnone.

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