L’Isis Newton di Varese chiuso per…freddo! L’Unione Studenti chiedono tavolo regionale di confronto su edilizia scolastica

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VARESE, 20 gennaio 2020-

Indagare all’interno della vicenda completa di una brutta mattinata all’ISIS Newton fa venire i brividi. Non solo quelli per il gelo in classe, che ha impedito di fare lezione, e per la sospensione di 86 (!) studenti. Ci sono state infatti gravi violazioni di diversi diritti studenteschi, non ancora noti alla stampa e forse non chiari nemmeno al Dirigente Scolastico in questione.

I FATTI –L’8 gennaio 2020 è un mercoledì come tanti all’istituto ISIS Newton di Varese. Purtroppo, proprio come tante altre volte (200 sono le segnalazioni fin’ora fatte dai rappresentanti d’istituto), il riscaldamento non va. I riscaldamenti non partono e fuori la temperatura é di -1°C. Nelle classi si ha una temperatura al di sotto del limite consentito (18°C, DPR 18/12/1975) ma il preside si rifiuta di mandare a casa gli studenti e gli stessi si radunano fuori dalla presidenza per manifestare il loro dissenso. Alla fine il riscaldamento riparte alle 11 ma la scuola ormai é fredda e non si riscalderà prima della fine della fine delle lezioni. Il clima é teso ma il Dirigente Scolastico rifiuta il dialogo e gli studenti vengono fatti tornare nelle classi. Il giorno stesso a 86 studenti (non 76 o 77 come riportato da alcune testate) viene notificata una sospensione dal 9 al’11 gennaio per aver preso parte ad un sit-in davanti alla presidenza. La decisione già di per sé configura un abuso di potere, dato che il Dirigente non può impartire di sua iniziativa sanzioni disciplinari senza ascoltare gli studenti (DPR 24/06/1998) e senza convocare il consiglio di classe e il CDI (Consiglio d’Istituto).

DIRITTI FANTASMA- Ogni giorno agli studenti vengono ricordati i loro doveri e si vedono i loro diritti oppressi da situazioni al limite, o al di là, della norma. Perché chiedere di interrompere le lezioni nel momento in cui non sussistono le condizioni per fare didattica deve diventare un atto da demonizzare e punire senza tenere minimamente in considerazione il ruolo educativo della scuola che, pure nell’impartire sanzioni, deve avere? L’istituto scolastico deve essere ente educante, non repressivo, e deve rispettare le prassi che non sono stabilite a caso dal Ministero dell’Istruzione. “É un caso gravissimo di repressione – spiega Luca Redolfi, coordinatore regionale dell’Unione degli Studenti Lombardia – in questo periodo solo in Lombardia sono migliaia gli studenti che nelle scuole soffrono il freddo”.

SCUOLE COLABRODO IN LOMBARDIA- “Il fatto – continua Redolfi – è ancor più grave in quanto la sospensione di 84 studenti dimostra già di per sé, al di là della prassi completamente errata, l’illegittimità del preside nell’adottare questa soluzione poliziesca”. Le scuole della Lombardia, infatti, sono vecchie e cadenti con caldaie non efficienti e spazi difficilmente riscaldabili. Secondo il rapporto IMPARARESICURI XVII Edizione, infatti, la Lombardia è prima tra le regioni per numero di crolli (16 solo nell’a.s. 2018/19) in ambienti scolastici. Su scala nazionale, inoltre, il 74% delle scuole non ha l’agibilità/abitabilità.

NON SOLO VARESE –Non solo Varese: da tutta la regione, come nel caso dell’Omnicomprensivo di Vimercate, ci stanno arrivando segnalazioni di malfunzionamenti dei sistemi di riscaldamento e di problemi legati all’edilizia. Chiediamo investimenti e li vogliamo adesso. La Lombardia é una regione che da sola ha il PIL del Belgio ed è inammissibile che noi studenti veniamo trattati così. La repressione non fermerà la rabbia degli studenti: se avere freddo e cercare di far valere i propri diritti in quanto studenti significa essere sanzionati con la sospensione, dovremmo sospendere la maggior parte degli studenti in Regione. Ma chi sospende le istituzioni responsabili di questa situazione? Per questo, in primis, chiediamo che ove non si rispettino le norme sul freddo, non si sospendano gli studenti, come accaduto a Varese, ma le lezioni.

Chiediamo che sia istituito un tavolo regionale sull’edilizia scolastica. Vogliamo che in ogni provincia sia nota la situazione di tutti gli istituti sul territorio e che non ci siano promesse vaghe di finanziamenti non ancora attivati per riparazioni straordinarie che verranno concluse in un futuro non ben definito. Abbiamo bisogno di piani di manutenzione efficaci, di finanziamenti adeguati, e di una maggiore collaborazione tra enti. Sì, perché non sempre ai fondi stanziati sono corrisposti quelli spesi. Non potrete prenderci in giro più a lungo.

Unione degli Studenti Lombardia

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