“Tra legno e acqua”, riuscito convegno nazionale a Varese su imbarcazioni d’epoca

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VARESE, 27 gennaio 2020-Un’altra edizione di “Tra Legno e Acqua”, il Convegno Nazionale sul Recupero e la Valorizzazione delle Imbarcazioni d’Epoca e Storiche, va in archivio.

Sabato 25 gennaio 2020 si è conclusa presso il Palace Grand Hotel di Varese la settima edizione di quello che in pochi anni è diventato il più importante convegno nazionale dedicato al mondo della marineria tradizionale, organizzato annualmente dall’AVEVAssociazione Vele d’Epoca Verbano, con il contributo della Regione Lombardia. A completamento di una tre giorni dedicata alla nautica vintage l’evento è stato preceduto nella giornata di venerdì 24 gennaio da una tavola rotonda aperta al pubblico tenutasi presso il Circolo Velico Medio Verbano di Cerro di Laveno, sulla sponda orientale del Lago Maggiore, dove si è discusso di potenziali approdi per le imbarcazioni storiche-tradizionali quale veicolo per nuove attrazioni turistiche. La giornata di domenica 26 gennaio invece è stata dedicata alla visita a Tavernola, sul Lago di Como, a un vero e proprio monumento della storia navale nazionale, il Piroscafo Concordia. Dopo oltre 90 anni l’unità, lunga 53 metri e varata nel 1926, naviga ancora ed effettua trasporti di linea.

La manifestazione è stata resa possibile grazie al sostegno di sponsor quali: la Veleria Zaoli Sails, Cantiere Ernesto Riva, Casa Editrice Mursia, Cromatura Cassanese, Studio Giallo & Co., Agricole Gussalli Beretta. Patrocinatori del convegno sono stati l’Università degli Studi di Genova, l’Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo, Yacht Club Italiano, FAI Fondo Ambiente Italiano, FIBaS Federazione Italiana Barche Storiche, VSV Vele Storiche Viareggio, AIVE Associazione Italiana Vele d’Epoca, ASDEC Associazione Scafi d’Epoca e Classici, Gestione Navigazione Laghi, ISTIAEN Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale. Tra gli oltre 160 partecipanti intervenuti a Varese anche una nutrita rappresentanza della Marina Militare, guidata dal Capitano di Fregata Angelo Bianchi dell’Accademia Navale di Livorno.

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