I Mastini Varese sfrattati dal Palaghiaccio per vicende contrattuali. Il presidente King Bees Cesarini: “Li avevamo avvisati da tempo”

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VARESE, 3 febbario 2020- di GIANNI BERALDO

Una vicenda quasi surreale quella che vede protagoniste le società di hockey su ghiaccio Varese Killer Bees e l’HC Varese 1977, quest’ultima meglio conosciuta come Mastini, gialloneri finalisti di Coppa Italia (finale persa la scorsa settimana contro Merano) e attualmente al vertice della classifica della campionato di serie A.

Mastini che hanno riportato tanto pubblico sulla tribune e quell’entusiasmo che a Varese nell’hockey non si vedeva da qualche decennio.

Ora però le cose si complicano visto che a partire da oggi per i gialloneri di tutte le categorie (dai giovanissimi alla prima squadra), non potranno accedere al Palalbani nemmeno per gli allenamenti.

Tutto questo per motivi apparentemente di carattere contrattuale tra le due società sportive, vincolate da contratti di “sponsorizzazione”.

Infatti la querelle non riguarda un mancato pagamento dell’impianto di proprietà comunale gestito dalla società Varese Killer Bees del presidente Matteo Cesarini, ma una faccenda legata a presunti mancati pagamenti quote percentuali relative a contratti con sponsor attivati dalla società HC Varese, grazie ai quali la stessa società può garantirsi quantomeno le gravose spese di gestione delle squadre.

<<Mesi fa abbiamo chiesto alla società che gestisce l’impianto di procedere come da

Matteo Torchio con un giocatore giallonero

contratto all’acquisizione quote percentuali ricavate da contratti di sponsorizzazione da noi attivati producendo regolare fattura, con ricavi per la nostra società che dovevano essere quasi equivalenti a quelli della società gestore del palaghiaccio. La stessa società ha sempre posticipato questa operazione senza fornire giustificazioni fino ad arrivare a questa incomprensibile decisione di sfrattarci dal palaghiaccio>>. Così Matteo Torchio, presidente dell’HC Varese 1977 da noi interpellato in merito a questa assurda vicenda che sfronda in ambito amministrativo danneggiandone l’aspetto sportivo.

Presidente Torchio che evidenzia inoltre come la Varese Killer Bees abbia inoltre registrato il logo del Mastino a loro insaputa.

Su questo e altri punti ancora poco chiari della vicenda interviene il presidente Cesarini dei Varese Killers Bees anch’esso da noi sentito telefonicamente << Una vicenda che doveva rimanere privata è divenuta di dominio pubblico e già questo non è un bel segnale distensivo. Non posso e non voglio dire molto su questa storia se non che il tutto è in mano ai legali che vedranno come attivarsi. Posso dire che la decisione di chiudere le porte del palasport ai Mastini non è certamente maturata questa mattina ma parte da lontano, soprattutto dopo aver sollecitato più volte la società HC Varese su alcune questioni contrattuali che non sono tenuto a rendere pubbliche. Ovviamente le cose non sono esattamente come vengono raccontate da loro ma di questo ne riparleremo con i legali>>.

Nonostante tutto Cesarini è rammaricato da tutta questa storia anche sotto il profilo sportivo <<Guardi, sono nel settore da molti anni avendo anche giocato a Varese fino all’anno scorso, quindi non ho certamente piacere nel penalizzare una squadra non permettendo gli allenamenti ma, mi creda, si era andati troppo oltre e dovevo prendere una decisione drastica come di fatto poi è avvenuta>>.

Da parte sua l’amministrazione comunale cercherà di trovare una soluzione che possa accontentare le parti, convocando in Comune i rispettivi rappresentanti (presidenti e avvocati) mercoledì 5 febbraio alle ore 15 <<Come amministrazione comunale non abbiamo nulla da rimproverare alla società che attualmente gestisce l’impianto-dichiara l’assessore allo Sport Dino De Simone-. Senza entrare nel merito della questione di natura assolutamente privata, cercheremo di porci come ideali mediatori per questa  controversia>>.

direttore@varese7press.it

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