Raid Roma-Tokyo: nel centenario dell’impresa Induno Olona ricorda la figura dell’eroe Arturo Ferrarin,

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Arturo Ferrarin

INDUNO OLONA, 11 febbraio 2020-di GIANNI BERALDO-

Le sue spoglie giacciono insieme a quelle della moglie nel cimitero di Induno Olona, paese che lo ha accolto da eroe e dove la moglie Adelaide Castiglioni, figlia dell’imprenditore Ermenegildo Castiglioni possedeva una villa.

Stiamo parlando di Arturo Ferrarin, nato a Thiene nel 1895 da una famiglia di industriali nel settore tessile ma con una grande pasisone per il volo.

Passione che lo portó nel 1920 a compiere la leggendaria impresa del raid Roma-Tokio bordo di un SVA 9 della Regio Aeronautica, velivolo composto di solo legno rivestito in tela e senza cabina chiusa. Una situazione pazzesca se pensiamo che con questo velivolo Ferrarin e il suo compagno il tenente Guido Masiero hanno percorso la bellezza di 18mila chilometri compiendo alcune tappe. All’impresa parteciparono pure i macchinisti Cappanini e Maretto.

Ma Ferrarin é stato molto altro. 

Infatti l’aviatore veneto nel corso della sua carriera é stato insignito anche con due medaglie d’oro al valore militare, ha compiuto altre imprese rimaste negli annali dell’aviazione internazionali.

Cosí nel centenario del raid Roma-Tokyo il Comune di Induno ha deciso di ricordare l’illustre cittadino con una serie di iniziative.

La prima prevista sabato prossimo, 16 febbraio, con una conferenza stampa alla presenza dei parenti di Ferrarin, di ritorno da Roma invitati dall’Aeronautica Militare per celebrare degnamente il ricordo di questo aviatore.

direttore@varese7press.it

 

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