Rossini (presidente nazionale Acli): “Pensare da subito fase 3 per la difesa dei piú poveri”

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Roberto Rossini, presidente nazionale Acli (foto vita.it)

VARESE, 3 maggio 2020-“Dobbiamo imparare a convivere con il mutamento: il virus ci muterà, il nostro lavoro sta mutando, così come il nostro sistema economico e la politica, le nostre abitudini sono già mutate”.

Esordisce così, nell’intervista in apertura oggi della piattaforma web ‘Immagina’, il presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini.

“Ci sono fasce di popolazione che non saranno in grado di affrontare questi cambiamenti in maniera serena – ragiona Rossini nell’intervista -. È a loro che dobbiamo stare più vicini, per non lasciare nessuno indietro. Il distanziamento fisico, altrimenti, può rischiare di portare anche ad un distanziamento prima economico poi sociale e, infine, umano”.

“Chi è forte, se la caverà comunque – aggiunge -. Chi è debole rischierà di indebolirsi di più. Per evitare questo dobbiamo lavorare su due binari: il primo è la difesa dei più poveri. Il governo, con cui ci siamo interfacciati, sembra seguire una linea di aiuto e sostegno molto positivo con il sostegno agli ammortizzatori sociali, al reddito di cittadinanza, all’introduzione del reddito di emergenza, ma anche con bonus e incentivi”.

L’altro binario è quello degli investimenti, – si legge inoltre nell’intervista – perché non dobbiamo solo gestire il presente, ma immaginare il futuro. Ci serve un piano di sviluppo di infrastrutture immateriali, penso ad esempio al rafforzamento della rete wifi, per accorciare le distanze tra persone e informatizzare il Paese. Insomma, serve immaginare già come sarà la fase tre”.

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