A Varese distribuite 5700 mascherine con servzio porta a porta: ma sono ancora troppo poche

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L'assessore Cattano (al centro) mentre consegna mascherine alla sede operativa Protezione Civile in Provincia

VARESE, 9 maggio 2020-Mascherine porta a porta nei quartieri della città. Il Comune di Varese, supportato dagli Alpini, dalla Protezione civile e dai volontari dell’Associazione italiana contro le leucemie, sta distribuendo altri 5700 dispositivi di protezione individuale gratuiti in 7 rioni: Montello, Sangallo, Mustonate, Schiranna, Novellina, Bustecche e Marcolina. Un’iniziativa che si aggiunge a quella analoga fatta lo scorso fine settimana a Capolago, alla Rasa, a Bregazzana e a Cartabbia, nonché alle 800 mascherine consegnate in settimana a ciascuna delle 22 farmacie della città.

 «Partecipare a questa distribuzione – afferma l’assessore a Quartieri e Partecipazione Francesca Strazzi, che ha accompagnato oggi i volontari – e averne condiviso la fase preparatoria mi ha fatto comprendere il profondo significato della “partecipazione attiva”, in quanto ho trovato nei volontari un profondo senso umano e una grande solidarietà. La distribuzione ha trasformato l’iniziale timore e titubanza delle persone in sorpresa e speranza, sentimenti che prevalevano nel momento in cui venivano consegnate loro le mascherine. Intorno a questa iniziativa è nata una sinergia positiva, che ha visto protagonisti tanti abitanti dei nostri quartieri. Personalmente non posso che ringraziare quanti si sono messi a disposizione anche cercando di coinvolgere amici e vicini. Si è creato un senso di comunità forte di fronte alle difficoltà e questo è determinante. Siamo all’alba della fase 2 e ci muoviamo in punta di piedi, attendendo che l’agognato ritorno alla normalità si palesi; intanto ci affidiamo a un solo strumento, il più grande e potente di tutti: l’uomo. Più l’uomo rispetta se stesso e l’altro, anche adottando uno stile di vita diverso dal passato con l’utilizzo delle mascherine, più significativa sarà la ripresa».

«Purtroppo – conclude Strazzi – le mascherine non ci saranno per tutti, poiché, come abbiamo segnalato più volte, ne servirebbero centinaia di migliaia alla settimana. Quelle che ci arrivano vengono subito distribuite, consegnandole con ordine e senza creare assembramenti di persone. Fermi i numeri ancora troppo bassi per soddisfare tutte le richieste, riteniamo importante il contributo che arriva dalla Protezione civile Regionale e Nazionale».

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