La Svizzera agli svizzeri, domenica referendum contro i migranti economici: a rischio centinaia di frontalieri

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VARESE. 25 settembre 2020-La Svizzera agli svizzeri. Più o meno. Il prossimo 27 settembre si voterà il referendum sulla limitazione dell’accesso nel paese dei cosiddetti migranti economici.

Il governo elvetico, i sindacati e le associazioni religiose si sono detti a favore del “No”, ma molti cittadini sarebbero pronti ad esprimere il loro consenso al quesito posto dalla destra conservatrice. In poche parole il Paese diventa sempre più simile al Regno Unito. Con una piccola differenza.

Secondo Yves Nidegger, dell’udc, la Gran Bretagna era un membro dell’Unione europea. La Brexit ha suggellato un divorzio. Per la Svizzera, che non è membro Ue, saltano i trattati stipulati con Bruxelles, che dunque andranno completamente rivisti. Pur mantenendo un legame e un’amicizia.

Le conseguenze del referendum

La Svizzera infatti, pur non essendo membro dell’UE, ha aderito ad alcuni dei suoi principi fondamentali, come la libera circolazione delle persone. Ciò significa che i cittadini dell’Ue oggi, ma chissà domani, possono vivere e lavorare in Svizzera (Paese che aderisce anche al mercato unico) e viceversa per i cittadini svizzeri in altri Paesi dell’Unione.

Il referendum denominato “iniziativa di limitazione” domenica 27 settembre, cerca di fermare la libera circolazione dei cittadini dell’UE in Svizzera, rendendo difficile per le aziende assumerli. Il Partito popolare svizzero di destra (SVP) aveva previsto il voto per maggio, ma tutto è stato ritardato dalla pandemia COVID-19.

Gli elettori svizzeri decideranno il destino dei cittadini dell’UE che si trovano nei confini elvetici e inoltre voteranno per altri quattro referendum. Ovviamente anche i 460.000 cittadini svizzeri che vivono nell’UE non possono stare tranquilli. (it.euronews.com)

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