Bukowski ha fatto cento: serata in ricordo del grande poeta e scrittore americano all’Après-Coup di Milano

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Il Trio Bruco

MILANO, 12 ottobre 2020-Après-coup Milano, via Privata della Braida 5, ha il piacere di ospitare, venerdi’ 16 ottobre alle ore 21.30, gli amici di Henry Charles Bukowski in una serata fatta di ricordi intimi dell’autore: inediti, lettere, poesie, musica e filmati in occasione del centenario della nascita dello scrittore, a cura di e con Riccardo Magherini, Simona VicianiMaria Eugenia d’Aquino

Erano stati gli ideatori del primo progetto in Italia dedicato al grande Buk in occasione dei 10 anni dalla scomparsa nel 2004, “Hank e i suoi amici”, il primo e l’unico autorizzato dalla Charles Bukowski Memorial Foundation. E loro, Maria Eugenia D’Aquino e Riccardo Magherini di PACTA . dei Teatri, attori e registi, amici di Bukowski lo erano stati davvero e anche della sua dolcissima moglie, Linda Lee, presidente della Fondazione. Il progetto, che aveva animato diversi luoghi di Milano per ben due stagioni teatrali, era nato in collaborazione con l’allora giovanissima Simona Vicianioggi traduttrice ufficiale dell’opera dello scrittore in Italia, e ruotava intorno alla messa in scena di Pulp, l’ultimo romanzo di Buk, con la regia di Riccardo Magherini, e la traduzione della stessa Viciani.

Sedici anni dopo Maria Eugenia D’AquinoRiccardo Magherini e Simona Viciani si ritrovano per spegnere le 100 candeline di Hank, in un luogo speciale di Milano, Après-coup Bistrot, il più adatto per celebrare e ricordare una delle voci più importanti della poesia e della scrittura del ‘900…e un amico.

Una serata emozionante, vera, fatta di ricordi intimi, inediti, lettere, poesie, musica, filmati rari e preziosi con le testimonianze in esclusiva di Carl Weissner, il letterato che fece conoscere Bukowski in Europa, suo grande amico, Fernanda Pivano, Andrea Pinketts e molti altri.

“Come faceva il vecchio Hank, – ricorda l’attrice Maria Eugenia D’Aquino – con la sua borsa di pelle piena di fogli – i suoi manoscritti – la apriva, si sedeva ad un tavolino, circondato da persone, una bottiglia di buon vino francese e ci dava dentro. L’incanto. Così vorremmo fare noi, con semplicità – quella che piaceva a Bukowski – e con le sue parole, tra i suoi amici. Racconteremo, suoneremo e diremo le sue poesie, quelle che sentiamo più vicine. Ma non glielo diremo che stiamo festeggiando il suo compleanno, perché le feste non gli sono mai piaciute”.

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