Varese vuole riaprire nonostante sia tra le città più colpite dal Covid: un azzardo?

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VARESE, 19 novembre 2020- di GIANNI BERALDO-

Nonostante i dati quotidiani relativi al numero di contagi in provincia di Varese da tre settimane siano particolarmente preoccupanti (e non accennano a diminuire con una media di 1000 contagi al giorno), sempre più spesso si parla di riaperture anche e soprattutto per consentire gli acquisti natalizi, permettendo in tal modo di rimettere in moto il settore del commercio e ristorazione varesina sempre più in crisi.

Da sempre però la fretta è cattiva consigliera, ma di questo lo stesso presidente della regione Attilio Fontana pare non tenerne conto chiedendo a gran voce di far uscire la Regione Lombardia dalla fascia rossa “sfumandola” sull’arancione con qualche restrizione in meno.

Sindaco Galimberti studia piani per possibili riaperture

«Qualsiasi tipo di riapertura che si dovesse prospettare nelle prossime settimane andrà studiata e pianificata nel minimo dettaglio, a partire dai temi dei trasporti e della scuola. Se dovessero esserci i presupposti sanitari per allentare le misure dovrà essere fatto sotto la supervisione delle autorità sanitarie e con un grande impegno da parte di tutte le istituzioni». Questo il commento fatto dal sindaco Davide Galimberti durante l’incontro del comitato per la sicurezza che si è svolto questa mattina. Presenti oltre al sindaco di Varese, Busto, Gallarate e Saronno, il Prefetto, Ats, i Direttori degli ospedali di Varese e Busto e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Pianificazione appunto. Quindi riaperture praticamente già decise.

I rischi in questo caso sono elevati nonostante ipotetiche azioni preventive e controlli severi che verranno messi in atto.

Provare in questo caso equivale comunque a incidere ulteriormente sulla curva dei dati al rialzo; non pensiamo infatti che questi controlli possano essere sufficienti a risolvere o peggio stigmatizzare il problema con la grande paura che gli ospedali del territorio non riescano a reggere a lungo.

Ospedali già in sofferenza con il personale sanitario che forse meriterebbe attenzione e maggiore rispetto oltre  ad un po’ di meritato riposo visto che tutti loro svolgono turni massacranti di 12 ore nei vari reparti Covid, come tra l’altro abbiamo documentato grazie ad una lunga intervista con una giovane infermiera varesina.

Insomma saranno anche rischi calcolati ma riaprire tutto più o meno incondizionatamente, quando il quadro pandemico a Varese pare ancora molto critico, a noi pare un azzardo nonostante le rassicurazioni.

Le stesse che al cospetto delle leggi economiche (e politiche) risultano quasi d’obbligo.

direttore@varese7press.it

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