Intervista al Consigliere regionale Astuti su caos vaccini e tamponi a Varese: ”Disorganizzazione totale con la speranza che si possa cambiare”

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Samuele Astuti

VARESE, 22 novembre 2020- di GIANNI BERALDO-

Numero di persone contagiata da Covid-19 ancora alti in tutta la provincia di Varese, disorganizzazione per i punti tamponi che solo grazie all’efficace intervento dell’Esercito con l’allestimento in tempi radidi di efficaci drive trough é riuscito a porre rimedio. 

Poi problema vaccinazioni antinfluenzali:  anche in questo caso deficitaria in tutta la regione oltre alla mancanza di aghi per siringhe monouso in dotazione a medici di Medicina generale nell provincie di Varese e Como. Insomma nonostante l’esperienza pregressa derivante dalla  prima ondata Covid i meccanismi organizzativi da parte della Regione rimangono farraginosi.

Per capirne i motivi abbiamo sentito Samuele Astuti, Consigliere regionale del Pd in Commissione Sanitá della Regione.

Partiamo dalle notizie positive: i drive trough pare funzionino.

Drive Through a Solbiate Olona

«Per fortuna, con un pó di ritardo ma sono arrivati. Abbiamo ancora delle aree della provincia di Varese scoperte e abbiamo bisogno di incrementare in maniera significativa il numero di tamponi eseguiti ogni giorno».

In tal senso l’Esercito sta offrendo un gran servizio 

«Assolutamente sí. Avevamo bisogno e anche il fatto che si siano messi a  disposizione cosí velocemente é un bel segnale».

I numeri di contagi a Varese e provincia continua a essere alti, non un bel segnale.

«Direi proprio di no. Il dato positivo é che l’aumento di positivi su base settimanale é costante, ma purtroppo rimane ancora un numero molto significativo. Cosí come significativa rimane la pressione sugli ospedali, in particolare i Pronto soccorso, i reparti di degenza Covid e Terapie intensive».

Dagli ospedali in sofferenza poi parte l’allarme che indicano le varie restrizioni a  livello regionale

«In realtá il sistema é composto da 21 indicatori condivisi giá la scorsa estate da tutte le Regioni. Indicatori che tengono sotto controllo l’evoluzione della pandemia, la capacitá di fare traccimento dei positivi, o la pressione sui diversi reparti all’interno dell’ospedale».

Si parla insistentemente di riaperture ma forse in provincia di Varese bisognerá attendere.

«In effetti penso ci vorrá un pó. Dispiace pensando a tutti quelli che stanno facendo grandi sacrifici e che abbiamo giá fatto precedentemente. Penso alla gente, ai bambini, ai ragazzi  e ovviamente alle attivitá produttive, negozi, ristoranti e bar che tra l’altro si erano giá impegnati per attrezzarsi nel rispetto del protocollo. Misure risultate purtroppo insufficienti a contenere questo maledetto virus».

Ma cosa non funziona ancora nella macchina organizzativa e preventiva delle Regione?

«Di prevenzione nel nostro sistema regionale ce n’é ben poco. Da mesi é saltato tutto il sistema tracciamento contatti e i Covid Hotel istituiti in grave ritardo nonostante siamo nel pieno della pandemia da circa un mese e mezzo».

Voi in Regione a livello di previsione dovreste avere qualche dato in piú: cosa ci si attende per le prossime settimane?

«Il dato non va visto giornalmente ma a livello settimanale, penso che dovremo affrontare ancora qualche settimana impegnativa poi credo e spero di vedere la curva scendere con la possibiitá di allentare qualche misura ma non tutte».

Il presidente Attilio Fontana

Quando la pandemia sará finita sará da rivedere tutta l’organizzazione della Sanitá lombarda

«Certamente. Ne hanno preso atto anche all’interno della stessa maggioranza e per fare un lavoro che serva effettivamente, abbiamo bisogno di un sistema completamente nuovo rispetto a quello conosciuto fino a oggi. In Regione Lombardia avevamo e abbiamo delle eccellenze ma siamo carenti in altri ambiti. Ad esempio nelle periferie, in quelle aree meno densamente urbanizzate con servizi non all’altezza rispetto alle sfide del giorno d’oggi».

In provincia di Varese gli ospedali pare reggano nonostante questa grave nuova ondata pandemica

«Diciamo che sono in una fase di grandissima criticitá oramai da settimane. Il personale é impegnato in maniera costante e sottopposto ad una pressione molto alta, quindi sentono molto la stanchezza ma nonostante tutto stanno svolgendo un grandissimo lavoro anche in questa situazione. Per aiutare tutti loro dobbiamo rispettare le regole il piú possibile e implementare quella sanitá di territorio che é mancata cosí tanto nella nostra regione».

Questione vaccinazioni antinfluenzali: lentamene ma pare che finalmente siano iniziate.

«Lentamente e con grandissimo ritardo. Oggettivamente per noi lombardi abituati a dimostrare la nostra grande efficienza in ogni campo, la situazione vaccini é uno smacco che rischia di diventare pericoloso perché dobbiamo evitare che la seconda ondata della pandemia venga sovrapposta alla stagione influenzale: quindi vaccinarsi é molto importante. Ora finalmente le cose si stanno muovendo dopo avere avuto un ritardo, sul ritardo e un altro ritardo, con delle dosi che magari non saranno ancora sufficienti».

Poblemi aghi per medici di base della nostra provincia?

«Qualche medico che ho sentito mi ha detto di essere riuscito ad averne in qualche modo. Questa é l’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona».

Si spera che con il vaccino anti Covid le cose possano funzionare diversamente

«Sicuramente. Il Governo ci sta giá lavorando da qualche settimana e mi auguro che sia messo in atto un sistema piú efficiente rispetto a quello al quale abbiamo assistito sul vaccino antinfluenzale»

direttore@varese7press.it

 

 

 

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