Morrte Giovanni Lami, la moglie Pinuccia ringrazia tutte le persone per l’affetto e vicinanza

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MAGENTA (MI), 11 dicembre 2020- «Voglio rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che in questi giorni mi hanno manifestato affetto e cordoglio per la scomparsa di Giovanni. Questo è il segno tangibile di quello che mio marito è stato nella sua vita e ha lasciato nella memoria della gente: una persona gentile, disponibile, appassionata, legata al territorio e alla città».

Cosí la moglie Pinuccia ricorda Giovanni Lami, deceduto giovedí 3 dicembre «Di lui ho tantissimi ricordi, tutto ciò che facevamo lo facevamo insieme. Mi sono sempre interessata anche della sua passione per la politica. Lui mi diceva sempre: meno male che esisti. Entrambi abbiamo avuto il Covid, siamo stati male nello stesso periodo, chiusi in casa. In quei giorni ho toccato con mano quante persone ci hanno voluto bene e ci hanno aiutato. Ringrazio davvero tutti».

CHI ERA GIOVANNI LAMI-Classe 1941, Giovanni Lami nacque a Firenze, dove la famiglia si trovava temporaneamente per il lavoro del padre finanziere. Ma lui è poi cresciuto nella città della Battaglia, in quel Quartiere Nord di cui si sentiva profondamente figlio. Fu dirigente della Polisportiva Sacra Famiglia e da lì si avvicin alla politica. Militò coi socialisti, poi  Forza Italia, il PdL e il Nuovo centrodestra, con quel Luca Del Gobbo sindaco che lo volle suo assessore. Si impegnò attivamente per le politiche scolastiche, volle e ottenne il liceo musicale in città. A livello lavorativo fu per anni dirigente in una ditta di Bareggio. Inter e Magenta le sue passioni, oltre ai due figli e ai nipoti. Nel 2010, dopo anni d’amore, le nozze con Pinuccia, sua spalla e compagna di vita, oggi profondamente addolorata.

In basilica l’ultimo saluto

Stimato da tutti, anche da chi, politicamente, non la pensava come lui, per il suo impegno e la sua dedizione al bene comune. Mai sopra le righe, si dimise nel 2016, stanco di una politica che non gli piaceva più. Troppi litigi, personalismi e arrivismi anche nel suo centrodestra, per cui voleva un unità che non trovava più. Lasciò l’aula, ma non mancò di sostenere i suoi nella competizione 2017, così come l’amico Del Gobbo alle regionali. Venerdí scorso l’ultimo saluto della sua Magenta.(fonte primamilanoovest.it)

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