Varese ancora zona rossa, la rabbia del sindaco Galimberti: ”Questa situazione inizia a pesare su tutti”

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Il sindaco Galimberti nel suo studio
VARESE, 17 gennaio 2021- Visto il caos che regna sovrano a livello decisionale in merito alle norme dettate dal nuovo Dpcm, pubblichiamo integralmente un messaggio che il sindaco di Varese Davide Galimberti ha pubblicato sul suo profilo FB.
«Scuola no, supermercati sì, negozi ora si, poi no e poi forse. Le esigenze sanitarie sono evidenti e nessuno le discute ma questa situazione inizia a pesare su tutti. Intere categorie sono ormai allo stremo. Quanto tempo potremo chiedere a negozi e ristoranti di stare chiusi? Soprattutto quelli che avevano investito in sicurezza. Quante famiglie sono in grossa difficoltà? Per non parlare delle scuole superiori. Stiamo privando una intera generazione di un diritto allo studio fatto come si deve.
Per non parlare di tutte quelle famiglie e ragazzi che sono in difficoltà per la DAD che crea troppa disparità tra gli studenti. In questo senso come amministrazione già lo scorso giugno avevamo proposto per le superiori la soluzione di dividere tra mattino e pomeriggio la presenza in aula.
La nostra regione e quindi anche #Varese sono tornate in zona rossa. E questa non è per niente una buona notizia e non fanno bene nemmeno le continue dichiarazioni che spesso si contraddicono. Come se non ci fosse già abbastanza confusione. Ma di fronte alle difficoltà concrete di tante persone le Istituzioni non possono essere confuse. Dopo tanti mesi la frustrazione di tante categorie è ormai sempre più evidente e concreta.
Se non si mette mano alle scelte più sensate a favore di una ripartenza vera e compatibile dell’economia e degli esercizi pubblici, rischiamo davvero che il virus oltre che rubarci migliaia di vite di nostri cari e nostri conoscenti porterà via anche una quantità terribile di imprese e di lavoratori, sommando alla paura per la salute l’angoscia per il futuro di centinaia di famiglie varesine.
È ora il momento di cambiare le cose, prima che sia troppo tardi. Dobbiamo essere tutti uniti noi sindaci lombardi per chiedere a Regione e Governo di trovare delle soluzioni concrete che facciamo sintesi delle esigenze. Non voglio assistere al dibattito sugli algoritmi dei vari colori o rimettere ogni decisione ai Tar o al teatrino del costante conflitto tra Governo e Regioni. Vogliamo tutti che le istituzioni che hanno le competenze per farlo agiscano per salvare le imprese, i lavoratori, le famiglie e le vite umane.
I comuni ci sono ma anche loro hanno bisogno di certezze e non continuare ad assistere a conflitti tra Regione e Stato».
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