Confartigianato Varese dice no all’ammortizzatore unico. Galli: ”Non andiamo a depotenziare qualcosa che funziona”

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VARESE, 4 marzo 2021-Il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, dice «no all’ammortizzatore unico: sono molto differenti le necessità tra Pmi e attività produttive di grosse dimensioni».
Le industrie possono permettersi periodi di fermo di durata nettamente superiori a quelli delle microimprese, «per questo la diversificazione deve restare un valore. Anzi, deve essere rafforzata, a fronte della capacità reattiva dimostrata da Fsba (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato) in questo periodo di grande difficoltà riconducibile alla pandemia».

Oggi Fsba offre sostegno a 250mila aziende artigiane e al milione di dipendenti che ad esse fanno riferimento senza pesare bilanci dello Stato. L’aliquota di contribuzione è pari allo 0.60 della retribuzione imponibile ed è ripartita tra datore di lavoro e lavoratore. Quote che consentono avanzi gestionali che, a inizio pandemia (ritorniamo al 2020), hanno permesso di anticipare le prestazioni Covid.

Morale: «Non andiamo a depotenziare qualcosa che funziona. E non facciamolo avviandoci a un processo di livellamento che rischierebbe di diventare troppo costoso per le Pmi e sproporzionato per l’uso che ne possono fare», prosegue il numero uno di Confartigianato Varese.

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